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Mezza maniche con Cavolfiore e Pomodori secchi

Ormai siamo alle ultime battute per il buon cavolfiore, le verdure primaverili e la frutta sono in arrivo, finalmente un po di insalatina tenera, gli spinaci in abbondanza e frutta fresca che non sa di frigo. Sfruttiamo queste ultime delizie invernali per preparare una pasta che sa tanto di Sud Italia: ricca di sapori e di profumi e per me carica di emozioni.

In casa pomodori secchi e alici non mancano mai, sono un legame fortissimo che ho con la mia terra, insieme ad un buon pezzo di provala dei Nebrodi (qui trovate una ricetta) e di ricotta infornata. Capperi e Anelletti palermitani poi regnano in dispensa dalle loro capienti bocce. Mi manca solo la mia amata trinacria a sventolare dalla finestra.

Spesso leggo le vignette satiriche sui terroni che vanno a vivere al nord e i parenti mandano loro i viveri.  Beee se non sei un terrone che vive al nord non potrai capire, viceversa se lo sei so bene che leggendo ti verrà un attimo di nostalgia di casa. E’ vero al nord abbiamo tutto quello che c’è al sud e aggiungerei anche di più, ma non è lo stesso!!!! Formaggi, verdure, le conserve fatte a casa hanno tutto un altro sapore, e poi vuoi mettere il tocco di mamma, nonna e zia che preparano: pomodori pelati, tonno sott’olio, le melanzane, peperoni e via discorrendo???

Ricordo quando ero bambina: i miei nonni e i miei zii preparare le “bottiglie” di pomodoro, giornate di agosto a pulire e lavare pomodori, macinarli e cuocerli. Il grande fusto di acqua bollente, colmo di vasetti e anche i pomodori distesi a seccare al sole, che andavano girati, entrati la notte e usciti nuovamente al mattino. Ripensando al loro sapore… sono convinta che c’è sempre un ingrediente segreto: l’amore!

E questa ricetta nasce proprio dall’amore per le materie prime del nostro territorio. Mio padre racconta che si preparava in casa della mia bisnonna (di cui ho un bellissimo ricordo!) con le mie zie all’opera tra i fornelli e per me proporvela è fare un tuffo nel passato, nella mia grande famiglia.

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Ingredienti per 4 persone

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Orecchiette con Alici e Pomodori secchi

Amo la pasta di grano duro fresca e ogni tanto la preparo anche in casa, ne preparo sempre in abbondanza cosi da surgelarla e tenerla sempre a disposizione per le occasioni, un esempio sono gli spaghetti alla chitarra (preparati con l’apposita trafila della Marcato per la mia Atlas 150). Ma le orecchiette non le so fare, non mi sono mai trovata nelle condizioni di imparare a farle e di avere qualcuno che mi insegni a farle. Cosi mi tocca comprare quelle al supermercato o in pastificio, che preferisco di gran lunga a quelle secche confezionate.

Spesso quindi nel mio frigo c’è un pacchetto da gustare, ma sfortunatamente non sempre si trovano le cime di rapa, per preparare la ricetta con cui la tradizione vuole che vadano mangiate… cosi arriva in mio aiuto la fantasia … ingredienti del sud ed ecco che nasce un bel sugo saporito e le orecchiette pugliesi prendono vita.

Io ho usato ingredienti della mia terra, che tengo sempre a disposizione in casa…  portati quest’estate con me dalle ferie. Scegliete con cura gli ingredienti che acquistate, leggendo bene le etichette; vi possono svelare tanti interrogativi su provenienza e produzione di un prodotto e alle volte le grandi marche industriali non sono sinonimo di qualità.

Un sugo dal sapore intenso, che si sposa benissimo con una pasta ruvida e coriace, se non amate le orecchiette potete comunque gustarlo con i troccoli o con altra pasta di grano duro o integrale che amate, il risultato sarà un successo assicurato, non dimenticate la spolverata di pangrattato tostato, che gli conferisci quel pizzico di croccantezza indispensabile.

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Ingredienti per 4 persone

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Zuppa di Pesce e Molluschi semplice e gustosa

Era da parecchio che non postavo una ricetta di pesce… Qualche giorno fa siamo stati a fare delle commissioni vicino ad un noto supermercato e con la scusa di acquistare poche cose ci siamo ritrovati a riempire un cestello di roba (ditelo che capita anche a voi, eravamo entrati solo per latte e uova), stregati da banco del pesce, abbiamo acquisti per un reggimento…. per preparare una deliziosa zuppa di pesce e molluschi molto semplice ma buonissima.

Mentre ero li a scegliere tra i due banchi a disposizione (quello servito e quello del preconfezionato) ho notato il gran quantitativo di prodotti sfilettati e sgusciati, ma per ottenere una buona zuppa di pesce e molluschi occorrono le teste, le ossa, i carapaci e il liquido contenuto all’intero delle cozze e vongole, come nella preparazione del brodo di carne occorre mettere il grasso, il magro e le ossa. So che sono più comodi, facili e veloci da cucinare ma non lasciatevi tentare perderete gran parte del sapore della zuppa di pesce fatta in casa.

La mia zuppa è pronta in meno di un ora, ma se lasciate riposare qualche minuto ne guadagna in gusto e in aromi, come tutte le zuppe va fatta cuocere con calma a fuoco basso e accompagnata da pane tostato (se volete potete strofinarci su dell’aglio) fatto in casa e un buon bicchiere di vino bianco fresco.

Ho usato per prepararla: gallinelle, seppie, cozze e mazzancolle (quello che ho trovato di fresco e intero). Qui dove vivo io il pesce da brodo non è molto apprezzato e per trovarne un buon quantitativo bisogna cambiare provincia e recarsi o in Piemonte o in Emilia. Se siete più fortunate di me potete scegliere tra i numerosi pesci che il mare ci regala e arricchirla con molluschi e crostacei a piacimento.

Come tutte le ricette popolari quella della zuppa di pesce e molluschi non ha regole ne confini, potete aggiungere e togliere ogni ingrediente in base alla stagione o al gusto, se alla nostra tavola ci sono bambini magari omettiamo il peperoncino e le cozze per ovvi motivi.

Preparatevi a fare la scarpetta, insieme ad una buona zuppa di pesce non deve mandare un buon pane, meglio se di grano duro.zuppa pesce molluschi (22)b2

Ingredienti per 4-5 persone

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Pasta integrale con Tonno e Cipolla di Tropea

Quando torni dal sud, la macchina striscia con il parafango sull’asfalto!
Non è un luogo comune ne una barzelletta alla Carlo Verdone (non me ne voglia!) ma la pura verità a cui ogni emigrante sottopone il suo mezzo di trasporto, una volta finite le ferie in terra natia, che esse siano estive o invernali.

Inutile che dici “quest’anno non porto nulla!” perché poi qualche acquisto ci scappa sempre e poi non hai messo in conto quello che la mamma sicula ha già acquistato nelle settimane precedenti al tuo arrivo e che ti farà trovare già pronte e imballate senza che tu conosca il vero peso del prodotto all’interno fino al momento di caricarlo in macchina con le valigie, è tra l’altro inutile che le dici le pesche si rovinano, i pomodori si schiacciano… ormai sono tuoi e te li mangi piangi. Poi ci aggiungi quello che non sei riuscito a mangiare nonostante le ferie siano durate parecchi giorni ed ecco che altro si aggiunge al carico. Ecco la lunga lista di quest’anno:

- 1 cassetta di pesche tabacchiere
- 1kg di pomodori di Pachino
- 1kg di capperi di Salina sotto sale
- svariate bocce di tonno
- 1kg di alici sott’olio
- 1kg di cipolle di Tropea
- 1/2 kg di origano secco
- 1 busta olive condite
- 3 vassoi di dolcetti alla mandorla
- 1 vassoio di nacatuli (altri dolcetti alla mandorla delle isole Eolie)
- 10 brioches con il “tuppo”
- 1kg di braciole messinesi
- 1/2 kg di salsiccia messinese

più ninnoli, nacareddi e ciarameddi vari (minutaglie e pentolame) … che non vi sto ad elencare.

Direte voi ma tutta questa roba si trova anche in Lombardia…! è vero ma non ha lo stesso sapore che portarla dal sud. Tutto acquista un profumo che è difficile trovare nelle cose confezionate industrialmente e vogliamo parlare della frutta e verdura maturata al caldo sole isolano.

Quando arrivi hai ancora il sapore del sale sulla pelle, il profumo del mare e il caldo bacio del sole; guardi il segno dell’abbronzatura conquistata a “fatica” dormendo sulla coperta della barca, che durerà poco (sopratutto su di me tra due settimane sarò di nuovo bianco latte) e pensi alle ferie appena trascorse e a quanto manca per ritornarci in ferie, per ritornare sulla tua isola… c’è chi pensa a Natale… ma io non vedo l’ora che sia nuovamente primavera, per assaporare il piacere dell’attesa prima delle ferie e contare i giorni che ci separano.

Cosi per mantenere intatti i sapori dell’isola usiamo le scorte alimentari che hanno viaggiato per questi 1300km dalla Sicilia, prepariamo una bella, buonaaaaaa e sopratutto profumatissima pasta al tonno ma un sugo di quelli seri con il tonno che sa di tonno e tutto il resto.

Quando gli ingredienti sono buoni, basta una scottata veloce (il tempo che bolla l’acqua per la pasta), un pizzico di sale e poco altro servirete qualcosa di eccezionale, che riempie la casa di magici profumi e ti fa tornare ad ogni boccone alle ferie estive, facendoti dimenticare dove sei.

La mia pasta al tonno veloce è pronta non vi resta che sedervi a tavola ed assaporare i profumo della mia isola e delle terre vicine! Per la pasta io ho scelto quello che avevo a disposizione: delle pipe integrali bio (sulla pasta integrale potrei fare un trattato: negli ultimi mesi tantissime case hanno messo sul mercato questo prodotto ma aimè poche anzi pochissime sono realmente commestibili e dopo averne provate tante sono sempre tornata alla solita marca, più cara ma vera pasta integrale che vendono solo nei negozi bio forniti), che trovo ottime e che inaspettatamente anche il formato si sposa bene con questo sughino.
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Polpette con Tonno e Zucchine

Eccomi di nuovo qui, sono rientrata a casa da due giorni!
Le ferie almeno per me sono finite, abbiamo fatto un tour italico in macchina di cui presto vi racconterò qualcosa (devo riuscire a selezionare poche delle oltre 500 foto scattate e riassumere gli oltre 3000km percorsi), per raggiungere la mia terra di origine la Sicilia. Dove ho trascorso qualche giorno con i miei parenti e con gli amici di sempre; alla fine tra le mille cose da fare non sempre ci si riesce a riposare fisicamente l’importante è essere in ferie.

Chi come me è stato al mare o chi in montagna, chi è rimasto a casa: le ferie sono ferie ovunque esse siano fatte… la parola d’ordine deve essere relax! Quindi spero che siate riusciti tutti voi a riposarvi, rilassarvi e godervi dei giorni sereni con amici e famiglia.

Relax alle volte è anche allontanarsi da tutte le buone o brutte abitudini che ci siamo portati dietro durante l’anno, non significa che esse siano sbagliate ma solo che per un periodo è necessario cambiare, regalandosi una sferzata di aria fresca.

Anche se questo agosto 2016  verrà ricordato anche per altro, la felicità e la spensieratezza è stata rotta dalle lacrime per il terremoto del centro Italia: il dolore, l’angoscia, la paura, a cui questa nostra terra ci sottopone periodicamente; dopo il terremoto dell’Aquila e quello dell’Emilia, speravamo che tanto fosse cambiato, invece poco si è fatto e adesso come prima compaiono le lacrime, tante lacrime scorrendo i nomi di persone comuni vittime della casualità degli eventi.

Non voglio dilungarmi troppo (non sono un addetta ai lavori ne un giornalista di cronaca) e non voglio far polemica di quelle ne abbiamo sentite fin troppe negli ultimi giorni, sterili e inutili. Sono una persona che è cresciuta in una zona da bollino rosso: Messina è stata distrutta da una forte scossa nel dicembre del 1908 a cui si è aggiunta un onda anomala pochi minuti dopo; erano altri tempi, non si costruiva come oggi, non c’erano i mezzi e le persone addestrate a portare aiuti in tempi brevi, ma tante vite sono scomparse in pochi attimi oggi come ieri.

Il terremoto l’ho sentito più volte e spesso sono stata svegliata nel cuore della notte da scosse più o meno forti; quando sei piccola tutto è amplificato e ti chiedi se la casa reggerà e se ne arriverà un altra ancora più forte da li a breve. Tra i ricordi di infanzia c’è anche una valigia vicino la porta con: tute, giacche e scarpe da tennis, acqua e tutto quello che poteva servire in caso di fuga; so che sembra sconvolgente ma è cosi, chi vive nei luoghi a rischio ne è consapevole.

Dopo l’ennesima tragedia che ha sconvolto la nostra terra dobbiamo reagire: per chi è vivo e per chi non lo è, dobbiamo prepotentemente riuscire a vivere in case più sicure, costruite con criteri giusti e ristrutturare al meglio, per far si che questo non accada mai più. Dobbiamo denunciare chi lavora male e non rispetta le regole. Per far si che negli anni a venire non si debba più piangere cosi tante persone innocenti, tanti bambini che avevano ancora tutto da scoprire nel loro cammino.

Dopo un attimo di riflessione necessaria, torno a quello che sono capace di fare, cioè cucinare… vi scrivo una ricetta semplice per rimanere dal clima vacanziero: pochi ingredienti che sicuramente avrete in casa, un piatto ideale da mangiare caldo  o freddo durante queste giornate con ancora tanta voglia di sole e di aria buona.

Conoscete la mia passione che ho per le polpette, potrei farne e mangiarne milioni senza mai stufarmi; queste polpette con tonno e zucchine potete friggerle o cuocerle in forno o semplicemente scottarle in padella, scegliete voi in base al tempo e alla voglia che avete. Sono ideali come secondo piatto di pesce e verdure o se fatte piccine possono diventare un antipastino sfizioso servito in piccoli coppi o cestini.  Io le ho servite come secondo piatto con una ricca insalata mista e dei pomodori dell’orto e se gradite qualche goccio di succo di limone.

Non vi resta che aprire la dispensa e mettervi ai fornelli… in pochi minuti avrete un secondo adatto per grandi e piccini.

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Ingredienti per 4 persone

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Pasta Fresca con Tonno e Melanzane

   Finalmente c’è il sole, forse è arrivata la primavera, aspetto con ansia di poter raccogliere i frutti del mio orto in balcone: pomodori, insalata e basilico a sufficienza per preparare un qualcosa di buono come un pesto profumato.

Intanto che il mio basilico cresce, iniziamo a mettere in tavola quei piatti che hanno il sapore di primavera/estate per toglierci il grigiume della stagione passata; che ne dite di preparare un buon piatto di pasta con un goloso sugo al tonno, ma con quel qualcosa in più che sa d’estate: le melanzane fritte (ok, ok, alla linea ci pensiamo domani).

Da siciliana DOC le melanzane sono nel mio DNA… le potrei mangiare ogni giorno dell’anno senza stufarmene mai, ma sfortunatamente in inverno devo obbligatoriamente farne a meno. Non che io sia fissata con il calendario dell’orto, ma occorre fare una scelta ed evitare di mangiare prodotti fuori stagione, oltre che dispendioso, le melanzane diventano amare e spugnose, piene di semi che al palato risultano quasi sgradevoli. Sapete che in Sicilia le melanzane vengono impiegate in tutte le portate… compresi i dolci, si si avete capito bene, un giorno vi mostrerò anche la ricetta delle melanzane al cioccolato… una ricetta antica che non tutti conoscono e che lascia ancora stupiti.

Per rendere ancora più speciale questo piatto, per dargli tutto il sapore dell’estate, non deve mancare il pesce se fossimo sulla mia isola basterebbe fare un giro al mercato per portare a casa una fetta di buon tonno rosso freschissimo appena pescato, da cui ricavare dei deliziosi bocconcini. Sfortunatamente qui il tonno non è cosi semplice da trovare per questo userò del tonno in scatola, il risultato non potrà essere uguale, ma state sicuri che porterete comunque in tavola un ottima pasta con tonno e melanzane.

Ho scelto di preparare in casa la pasta con due semplici ingredienti semola e acqua tiepida, come si usa nel sud, per rendere ancora più speciale questo piatto. Se non avete tempo a disposizione per preparare la pasta non preoccupatevi, al supermercato potrete trovare ottime paste fresche industriali, ma se volte cimentarvi nella preparazione della pasta questo piatto sarà ancora più gustoso.tonno e melanzane (31)b

Ingredienti 4 persone

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Focaccia Messinese con Pasta Madre… la tradizione Messinese

Eccomi finalmente con una nuova, non proprio nuova, ricetta lievitata con pasta madre!
Non proprio nuova, perché questa ricetta non è nuova ne per me ne per i miei conterranei, si come avete letto dal titolo questa ricetta porta il nome della mia città, Messina, la porta della Sicilia sullo stretto.

La focaccia messinese o semplicemente focaccia, come tutti la chiamano, è una base di pasta lievitata di media altezza, condita con gli ingredienti della tradizione mediterranea: alici, formaggio, scarola e pomodoro, il tutto insaporito da sale e olio. Comparve in città all’inizio del 900 e da allora ha fatto breccia nel cuore, diventando quasi virale. E’ tappa gastronomica di rito per i turisti che visitano la città insieme: ad arancini, granite e pitoni fritti alla messinese (che portano un ripieno molto simile a quello dalla focaccia).

In città in ogni angolo, piazza e via, troverete un panificio, una focacceria, una rosticceria che sforna focaccia a tutte le ore del giorno e anche della notte. Durante l’estate quando la temperatura non permette di stare rintanati in casa ecco comparire le focaccerie in riva al mare. Quando si vuole trascorrere una serata di relax con amici e parenti senza preavviso… sentirete dire “Prendiamo un po di focaccia e due birre per cena?!”. Per i messinesi, di qualunque età, la focaccia è un identità culturale (anche se abbiamo i mc e OWW).

Vi avevo proposto molti anni fa un’altra versione di questa ricetta, quando usavo il lievito di birra e non conoscevo le tecniche della panificazione. Si quando preparare la pizza e la focaccia era semplicemente mescolare qualche ingrediente ed aspettare che il lievito la facesse gonfiare in qualche ora.

Ora quando preparo un lievitato, che esso sia pizza o pane o un dolce, non è più solo impastare gli ingredienti: farina, acqua, sale e lievito; ben si studiare: le farine più adatte, la lievitazione, le giuste proporzioni tra proteine e grassi e mille altre cose ancora. Chi mi legge per le prime volte potrebbe pensare che io sia un po fanatica, vi assicuro che non sono arrivata ancora a questo punto, ma dopo tanti fallimenti (che non vi ho postato ma che ci sono stati) è grazie a ciò che sono riuscita ad ottenere quello che vedete oggi tra le pagine di questo blog. Ne ho buttati di pani duri come pietre e di pizze come suole perché poco lievitate, tanto che in casa avevano già iniziato a dirmi che la pasta madre erano uno spreco e che le cose non venivano bene. Ma in tutto quello che si fa, ci vuole impegno e tenacia per raggiungere gli obbietti.
Ho ancora tanto da imparare, da chi ne sa più di me e ancora tante ricette da provare prima di poter dire che ho raggiunto un buon livello, ma ora sono soddisfatta dei risultati.

Ho anche imparato che un altro elemento essenziale per preparare una buona ricetta è la ricerca degli ingredienti. Tutti sapete preparare una pizza, ma se il sugo è troppo liquido la lascerà umida e cruda nella parte di sotto fino a bucarsi, la farcitura ha un ruolo altrettanto importante per raggiungere il risultato desiderato.

Nella focaccia per ottenere una focaccia messinese DOC come quelle preparate nelle più note focaccerie della città occorre che gli ingredienti freschi vengano disposti nell’ordine giusto… si per preparare la focaccia messinese c’è un ordine preciso: le alici, la tuma (un formaggio fresco saporito tipico siciliano a base di latte ovino o misto, simile al primo sale), la scarola, un insalata amara e croccante dalle punte arricciate e successivamente i dadini di pomodoro.

Da quando vivo al nord però non riesco a preparare la focaccia come vuole la tradizione, ho dovuto abbandonare le alici sotto sale, per fare posto a quelle sott’olio, e dimenticarmi cosa è la Tuma, si perché fuori dall’isola questi ingredienti sono quasi degli sconosciuti!

Ma quando arriva G. da lavoro e vede che rinfreschi il lievito madre e ti dice “Fai la focaccia per cena? Quella di Messina” capisci allora che sei riuscita a portare un po di isola anche nel suo cuore! Allora ti adoperi ancora di più e tenti di farla nel migliore dei modi, interpellando un amica speciale con cui condividi i piatti della nostra terra, facendoti svelare i trucchi e i segreti di casa sua per poter preparare la migliore focaccia della mia vita!

Grazie L. finalmente ho gustato in oltre po la focaccia alla messinese perfetta, come se fossi seduta in quella focacceria famosa del centro o nella tua cucina :) a mangiarla con accanto una Birra Messina da 66, fredda al punto giusto!

Se vi avanza qualche pezzetto, cosa improbabile, potete tagliarla a pezzettini  preparare la focaccia per l’aperitivo , accompagnata da una buona birra o da un fresco bicchiere di vino, vedrete che figurone con gli amici.

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Ingredienti per 4 persone
(1 teglia rettangolare grande)

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Riso Basmati con Gamberi e Verdure Speziate

La Pasqua è passata e io in barba a tutti i programmi fatti: campeggio, mare, sole, grigliata di pesce, agnello alla brace; sono rimasta bloccata a casa con l’influenza: tre giorni in stato larvale, dolorante…niente febbre, solo tanti tanti starnuti e mal di gola che non andava via con niente. Ora mi sto riprendendo, ricomincio a sentire i profumi e i sapori… per fortuna; non ne potevo più di mangiare cose che sapevano tutte di VVC… (che tanto non ha concluso nulla, altro medicinale da eliminare dalla lista della spesa).

Da quando sono andata via dalla mia terra, le tradizioni e i riti a cui prima non davo importanza iniziano a mancarmi, cosi ogni anno inizio a preparare sempre con largo anticipi le ricette di casa mia, ma quest’anno ci si è messa in mezzo l’influenza che mi ha messa KO! Quindi niente panini di cena, un dolce tipico della mia città Messina, a base di un impasto lievitato e speziato, rigorosamente ricoperto di sesamo bianco; in compenso con l’aiuto di G. sono riuscita a impastare 4 kg di Pastiera Napoletana, non sentendo i profumi vi lascio immaginare quant’è stato difficile dosare la cannella e l’acqua di fiori d’arancio, per fortuna il suo naso è stato addestrato bene e il risultato è stato un successone!

In barba alle abbuffate che “avete” fatto… io preparo qualcosa di etnico, per alleggerire il pranzo in attesa della primavera (che ieri sembrava essere arrivata… oggi invece è sparita)!

Un piatto speziato e saporito, molto goloso, che può essere gustato sia caldo appena spadellato, che freddo come una golosa insalata di riso per un lunch box da ufficio o un pic nic fuori porta… fate un po voi! Gli ingredienti sono tutti molto semplici, nulla di estremamente etnico, ideali per il palato di tutti compresi i bambini, mi raccomando state attenti con il peperocnino; se non trovate il coriandolo fresco al supermercato o al market etnico, non sempre facilissimo da reperire potete sostituirlo con il prezzemolo, non è la stessa cosa ma ci si avvicina.

Altrimenti se avete voglia di improntare sul balcone/ davanzale una coltivazione di coriandolo fresco, potete recarvi nei garden più forniti (io vicino casa ho quello della nota catena V)…. dove nel reparto sementi ho visto sia le bustine di semini da piantare che i kit pronti all’uso compresi di: vaso in cartone, torba compressa, semini selezionati tutto rigorosamente Bio a poco più di 2€; lo trovo ideale per insegnare ai bambini cosa significare far crescere una pianta, senza imbrattare casa come invece faccio io con il mio orto in balcone.

Una volta che la piantina è cresciuta… potete raccoglierlo per cucinare o sistemarlo nei sacchettini per surgelati in frizzer, perderà un po del suo aroma la cosi lo avrete sempre a disposizione per gli attacchi di cucina etnica.

Anzi ché il solito pollo, che ormai mi ha un po stufato, ho optato per usare dei crostacei, ma nessuno ci vieta di usare molluschi o pesce: qui quando si parla di pesce bisogna stare attenti, (tranne nei giorni di mercato che c’è il banchetto gioielleria del pescivendolo), per avere qualcosa di “buono” (ma prendetelo con le pinze) bisogna andare nella grande distribuzione, cosi per comodità tengo sempre qualcosa di surgelato come i gamberoni, comodissimi, saporiti e ad un prezzo adeguato se preferite potete scegliere i gamberetti già sgusciati, ancora più pratici da usare in cucina. Qualche verdurina che in frigo non manca mai e in pochi minuti il pranzo è servito… aggiungete le spezie secondo il vostro gusto e la vostra soglia di resistenza e buon divertimento con le bacchette.

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Ingredienti per 4 persone

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