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Ragù di Carne alla Siciliana

Ragù di Carne alla Siciliana con Piselli

Il ragù si sa è una tradizione Emiliana con l’immancabile ragù alla bolognese, ma anche nel resto d’Italia ci sono versioni della stessa preparazione con piccole aggiunte e modifiche in base alla regione. La Sicilia non è da meno ed ecco una delle ricette più buone della mia isola, indispensabile per il pranzo della domenica o per quello delle feste come in questo caso per il 25 aprile, stiamo parlando del Ragù di Carne alla Siciliana.

Indispensabile perché senza di questo non ci sarebbero: gli arancini, lo sformato di anelletti alla palermitana e tutti gli altri piatti che vengono fuori come il timballo del gattopardo, che spero di preparavi presto perché è buonissimo.

In casa mia il dialetto siciliano non è mai stato la lingua principale (come invece la gente pensa guardando i film sul Montalbano), ma comunque ricordo tante parole che mio nonno pronunciava spesso “u Capuliatu”  è una di quelle e quando la sentivo sapevo già di cosa si parlava. Nella mia città la parola capuliatu significa macinato/ battuto al coltello e si riferisce alla carne trita, ricordo questa parola con nostalgia e mi domando se oggi i giovani ( io aimè non ne faccio più parte) ne conoscono il significato. Se invece vi spostate verso il sud della Sicilia la parola capuliato corrisponde sempre ad un battuto al coltello ma questa volta l’ingrediente principe è il pomodoro secco e parliamo di battuto di pomodoro insaporito con olio, menta, pepe nero.

Questo racconto per dirvi che quando in casa dei miei nonni c’era nella lista della spesa u capuliatu a breve sul fuoco ci sarebbe stato un pentolone di Ragù di Carne alla Siciliana con Piselli, e successivamente nel forno un gratinato come la pasta al forno a fare una deliziosa crosticina . Quanti ricordi in una sola ricetta, una ricetta che ha milioni di varianti e milioni di accorgimenti, che ogni famiglia siciliana rende un po’ sua aggiungendo quel pizzico che basta per renderla riconoscibile e unica.

Ragù di Carne alla Siciliana

Ingredienti per 6-8 persone

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Pasta con Peperoni Grigliati e Olive

Pasta con Peperoni Grigliati e Olive

Ho una passione per i peperoni e qualche giorno fa non ho resistito, lo so che è presto, ma mi sono stancata di mangiare sempre le solite verdure e ancora qui di fave e piselli non se ne sono visti così ne ho comprato 2 kg rossi, belli sodi, profumatissimi. Senza pensarci li ho lavati per bene e messi sulla griglia di ghisa e dopo pochi minuti il profumo ha invaso la casa. Alcuni li abbiamo mangiati come contorno altri invece li ho usati per preparare questa la Pasta con Peperoni Grigliati e Olive, velocissima e golosissima. Perfetta da gustare calda appena preparata o fredda come un insalata per le giornate estive o per i pic nic all’aperto.

La Pasta con Peperoni Grigliati e Olive è composta da pochissimi ingredienti ma il suo sapore intenso e goloso vi riempirà la bocca in pochi secondi. Io ho scelto di usare delle pennette di grano duro ruvide, comprate appositamente per le insalate di pasta, ma se la gustate subito anche lo spaghetto non sarà da meno in bontà.

Ingredienti per 4 persone

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Linguine con Melanzane e Ceci al Rosmarino

Linguine con Melanzane e Ceci al Rosmarino

Per me friggere le melanzane è un po’ come un ritorno a casa, il profumo che invade la cucina, mi fa preannunciare già il sapore in bocca di questa delizia estiva ingrediente tipico della cucina siciliana. Mentre friggevo le melanzane e decidevo cosa preparare oltre alla classica e intramontabile caponata di melanzane siciliana , una lampadina si è accesa ed ecco spuntare in tavola in pochi minuti un primo piatto semplice e dal sapore delicato le Linguine con Melanzane e Ceci al Rosmarino.

Le melanzane fritte si spostano benissimo con qualunque erba aromatica: basilico, origano, maggiorana e i ceci, per me, danno il loro meglio con il rosmarino, così ho frugato nella mia credenza e nel cassetto delle spezie alla ricerca del mio

Sale al Rosmarino Home Made.

Non lo conoscete? Naturalmente è un sale marino e naturalmente è aromatizzato al rosmarino l’ho preparato in casa lo scorso autunno. Farlo è chiaramente un gioco da ragazzi, poche e semplici mosse: mescolando sale marino, io ho scelto quello grosso, con del rosmarino fresco tritato grossolanamente al coltello; ho versato questo mix in un barattolo di vetro con tappo ermetico decorato con una deliziosa etichetta tag di cartone e lasciato riposare per qualche mese in dispensa, ogni tanto basta dare una shekerata al barattolo per rimescolare gli ingredienti. In pratica il profumo e l’aroma del rosmarino viene assorbito dal sale che diventa profumatissimo. In ogni caso se non avete modo di reperire del rosmarino fresco per preparare il sale lo trovate in vendita nei reparti delle spezie dei supermercati più forniti, ma vi assicuro che prepararlo in casa è una grande soddisfazione.

Sebbene io sia una patita del basilico l’odore del sale al rosmarino è una di quelle cose che mi fa ricordare la primavera, le scampagnate con gli amici, le gite fuori porta e i bei momenti passati insieme spensierati a raccogliere le erbe spontanee e si spera che finalmente passata questa settimana arrivi la vera primavera, per poter riaprire la tenda da campeggio, tirare fuori il bbq e gli arredi da giardino e godersi il terrazzo al tramonto (zanzare permettendo, del resto siamo in Oltre Po).

Ma torniamo alle nostre Linguine con Melanzane e ceci al rosmarino sono perfette per una cena con gli amici inoltre è un piatto vegano che sicuramente piacerà a tutti.

Ingredienti per 4 persone

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Pisci dOvu

Pisci d’Ovu le Frittatine di Uova Siciliane

Aprile!!!! Eccoci nuovamente al 2 del mese e oggi si parla di cucina regionale e io vi parlo della mia terra con una ricetta siciliana naturalmente perfetta per la primavera che mi fa tornare all’infanzia: i Pisci d’Ovu o Uova a pisciteddu, vi state domandando cosa sono? Ma delle deliziose frittatine di uova condite con formaggio e pane grattugiato.

Noi foodblogger dell’Italia nel Piatto abbiamo scelto per il mese di Aprile un tema che sa di primavera e di pasqua, pasquetta che cade giusto oggi:

“Le uova: di tutto, di più.”

Le uova di ogni tipo e genere che troviamo in natura da quelle di volatili: gallina, quaglia, oca, ecc a quelle di pesce: caviale, bottarga ecc. Quando abbiamo scelto questo tema abbiamo pensato agli ingredienti della primavera, senza risultare banali o monotoni ed eccoci a parlare di uova l’ingrediente che rappresenta l’arrivo di questa stagione.

Voglio raccontarvi di questa ricetta a me tanto cara: gli ingredienti che compongono i pisci d’ovu sono veramente pochissimi ma il risultato è buonissimo. Li preparava mia nonna e le prepara tutt’oggi mia madre, le preparo anche io e G. le apprezza! Quando ero piccola comparivano spesso in tavola utilizzando gli avanzi di pangrattato condito degli involtini di carne alla messinese o delle verdure ripiene, ma tranquilli potete usare anche la panatura delle cotolette alla milanese. Le preparo anche quando non ho idee per la cena e voglio qualcosa di buono ma allo stesso tempo veloce e senza impegno. Si perché per parare questi deliziosi pisci d’ovu ci vogliono: una scodella, una forchetta, un cucchiaio e una padella per friggere.

Come ogni ricetta povera e semplice,

ogni famiglia ha la sua variante e potete trovare versioni diverse di questa ricetta dei pisci d’ovuIn Sicilia esistono tantissime versioni di questo piatto, chi come me le prepara in piccole porzioni, chi invece ne prepara una grande e la farcisce al suo interno, chi le immerge nella salsa di pomodoro e chi il pomodoro lo aggiunge a dadini all’interno dell’impasto, c’è chi mette l’aglio e chi il basilico. 

Io oggi voglio proporvi la versione di pisci d’ovu più semplice quella che preparo tutte le volte che ne ho voglia a cui se volete potete aggiungere del formaggio a pasta filata che le rende golose e ricche anche per i più piccoli;

I pisci d’ovu sono perfetti per una cena in famiglia  ma anche per un aperitivo rinforzato, per stuzzicare i vostri bambini a tavola e per renderlo un pasto completo basta servirle con pane casareccio o pane di semola siciliano e insalata di stagione.

Se volete arricchire i pisci d’ovu potete aggiungere al loro interno  per la versione vegetariana: piselli, fave o semplici pezzettini di carote sbollentate, spinaci freschi e dadini di prosciutto o mortadella per la versione a base di carne. Ma tranquilli qualunque altro ingrediente che avete a disposizione nella vostra cucina andrà bene per arricchire questa ricetta della cucina contadina siciliana.

Pisci d'Ovu

Ingredienti per 4 persone

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Pesce spada con carciofi e piselli un piatto tutto siciliano

Bocconcini di Pesce Spada con Carciofi e Piselli

I Bocconcini di Pesce Spada con Carciofi e Piselli sono un piatto di mare ispirato ad una ricetta tradizionale contadina della mia terra la frittedda, anche se il nome può trarre in inganno non è una frittella bensì un piatto vegetariano a base di carciofi, fave e piselli. Amo il suo sapore e ho voluto ricreare trasformando questo contorno in un secondo piatto di pesce  con i dei deliziosi bocconcini di pesce spada per preparare il Pesce Spada con Carciofi e Piselli perfetto per la primavera.

Io sono meteoropatica in cucina… nei giorni passati con il freddo e la pioggia battente non ho cucinato praticamente nulla, ma ora che è tornato finalmente il sole, se bene fa un po’ troppo freddo per i miei gusti, eccomi all’opera, ed eccomi naturalmente a presentarvi un piatto speciale buonissimo e semplicissimo da cucinare: il pesce spada con carciofi e piselli.

Inoltre per renderle ancora più ricco questo secondo piatto di mare potete aggiungere ai carciofi e piselli anche le fave (fresche o surgelate). Io adoro le fave fresche piccoline e tenere che si mangiano crude appena tolte dal baccello accompagnate del con del buon pane e del ottimo pecorino (so che per qualcuno può sembrare un eresia ma se sono appena raccolte sono come zucchero in bocca) e sto facendo il conto alla rovescia aspettando che spuntino le prime insieme ai piselli, per poterlo preparare questo piatto nuovamente con le verdure fresche dell’orto e sicuramente prepararvi qualche nuova ricetta con questi ingredienti che tanto amo.

Infine vi do un altro piccolo suggerimento potete utilizzare questo delizioso secondo piatto di mare per preparare un piatto di pasta speciale dal sapore tutto primaverile, per 4 persone semplicemente aggiungendo la vostra pasta preferita e mantecando sul fuoco.

La mia città Messina, sorge sul mare e da secoli ha una grande storia marinaresca e peschereccia. Da Maggio a Ottobre le acqua dello Stretto vengono solcate da speciali barche chiamate Feluche (qui trovate la foto)appositamente studiate per la pesca del pesce spada. Il pesce spada mediterraneo è un abile nuotatore, con carni sode e saporite. E’ un pesce che si addice a cotture veloci per evitare di farlo diventare duro, potete grigliarlo o semplicemente farlo in umido o prepararci un buon piatto di pasta come questo!

Insomma credo che questo sia il piatto perfetto per iniziare la primavera con il piede giusto. Che ne dite?

Ingredienti per 2 persone

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Pasta con Broccolo Romanesco e Pomodori Secchi

Pasta con Broccolo Romanesco e Pomodori Secchi

Ho preparato questa Pasta con Broccolo Romanesco e Pomodori Secchi e briciole di pane tostate prendendo spunto dai consigli della mia amica F., un piatto che mi ha subito entusiasmato e cosi ho deciso di prepararlo in breve tempo, da aggiungere alle ricette con il cavolfiore e con broccolo romanesco sul mio foodblog.

La Pasta con Broccolo Romanesco e Pomodori Secchi e briciole di pane tostate è un piatto  naturalmente povero, fatto di ingredienti semplici che spesso si trovano in casa e che fanno parte di una cucina del sud italia: dove briciole di pane o pane grattugiato sono spesso impiegate per guarnire i piatti contadini.Adoro l’uso delle briciole, esalta il sapore di alcuni piatti dandogli una croccatezza che altrimenti mancherebbe.

Insomma il profumo del pane tostato e le erbette leggermente riscaldate riempiono la casa, facendomi pensare alle cucine delle nonne, dove il profumo del cibo si mescolava a quello della stufa che ardeva per riscaldare le stanze durante l’inverno.

Mi fanno pensare al pane appena sfornato: fatto con la pasta madre e farine grezze, lievitato al caldo del letto per ore, lente ore e che profumava di buono per giorni, nonostante induriva. non come il pane industriale di oggi che dopo 3 ore è gomma per cancellare (avete mai usato il pane per cancellare? io si quando andavo a scuola, la mia prof di disegno ci aveva insegnato ad usare questo metodo!)

Ingredienti per 4 persone

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Arancini di riso alla Norma una delizia tutta isolana da riproporre a casa vostra

Arancini di Riso alla Norma una delizia isolana

Chi è stato in Sicilia sa che se si parla di cibo, la prima parola che si pronuncia è Arancini di riso! A seconda del vostro viaggio sull’isola: Sicilia Orientale o Sicilia Occidentale potete trovare le parole Arancini e Arancine. Ma non voglio stare qui a discutere se si dice con la I o con la E! Bensì voglio parlarvi dell’ingrediente fondamentale di questo piatto di Arancini di riso alla Norma: il RISO e del perché oggi per l’uscita di Marzo l’Italia nel piatto ha scelto questo tema:

“Riso e Tradizione”

l’8 marzo è la Festa internazionale delle Donne, per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.

Le donne che vogliamo celebrare sono

le mondine,
ma non solo tutte le lavoratrici del mondo!

Per anni le mondine hanno lavorato nelle risaie e nei campi del Nord Italia per produrre il riso ma non solo loro tutte le donne che tutt’oggi lavorano fino allo stremo per garantire una sopravvivenza e una vita dignitosa alla famiglia.

E vogliamo cogliere l’occasione di questo tema per parlare di “Riso e Tradizione” e naturalmente delle produzioni regionali di riso in Italia. Tutti noi diamo per scontato che il riso viene prodotto al Nord, nella pianura padana: lomellina, vercellese e novarese. Ma riguardando la storia invece si scopre che la produzione del riso arriva dal Sud sebbene nei secoli è andata perduta.

Nel IX secolo gli Arabi portarono il riso in Sicilia e successivamente nell’Italia meridionale, cronologicamente parlando, la coltura del riso fu introdotta prima che altrove sull’isola durante la dominazione araba. Essa si era diffusa in diverse aree dal Catanese all’’Ennese, nell’Agrigentino e nel Palermitano per poi sparire quasi completamente. Solo di recente la coltivazione del riso è tornata attiva in Sicilia grazie all’azienda Agrirape di Leonforte in provincia di Enna, che ha voluto ripercorrere i passi antichi e mettersi in gioco per produrre riso siciliano.

Nella cucina siciliana, che ha sentito nei secoli l’influsso della cultura araba, il riso (nonostante non sia un prodotto agricolo cosi diffuso) viene comunque impiegato per numerose preparazioni. Sicuramente la più famosa è quella degli arancini di riso al ragù ma io oggi voglio proporvi una versione vegetariana ma golosissima di questo famoso street food:

Arancini di riso alla Norma

La ricetta di cui voglio parlarvi oggi è un mix delle tradizioni isolane: l’involucro classico dell’arancino di riso aromatizzato allo zafferano abbinato ad un ripieno vegetariano il sugo alla Norma. Credo uno dei piatti più apprezzati e copiati (anche in malo modo) nel mondo della classica pasta catanese con sugo di pomodoro, melanzane e ricotta grattugiata. Importante sapere che l’arancino siciliano va mangiato rigorosamente con le mani e soprattutto non ha bisogno di salse di accompagnamento, il suo cuore morbido e ricco è già sufficientemente condito e valorizza alla perfezioni il sapore del riso.

Grazie all’ Italia nel piatto ho approfondito la storia del riso e le tradizioni ad esse legate un esempio sono queste ricette che spero presto di postarvi: badduzzi di risu ‘nto brodo (polpette di riso fritte e servite in brodo), risu ‘o furnu (un timballo di riso ripieno al forno), le sfinci di riso (frittelle dolci di riso la ricetta la trovate qui) e il Riso nero alla messinese (una torta di riso) e altre ancora.

Ingredienti per 6 arancini di riso alla norma

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Biancomangiare Siciliano la mia infanzia in un dolce

Biancomangiare la mia infanzia in un dolce

Quando ero piccola il biancomangiare era un dolce che io reputavo senza arte ne parte, che mia nonna preparava spesso in casa e che era fatto di gesti semplici e abituali, un dolce perfetto per la merenda del pomeriggio o per uno sfizioso dopo cena.

Per tanti anni ho accantonato

la ricetta del biancomangiare siciliano

e quanto questa preparazione è tornata nella mia vita facendosi strada tra tante altre ricette, grazie a G. che adora le creme; ho ricominciato a farlo e tutte le volte che mescolo insieme gli ingredienti, apro il barattolo della cannella e quello dei pistacchi, vengo catapultata naturalmente nella cucina di mia nonna.

In sostanza un tuffo nel passato: la grande cucina degli anni 70 bianca con i profili legno, con un grande tavolo rotondo al centro e sedie impagliate rigorosamente coperte da cuscini un po’ sbiaditi. Nel centro c’era sempre un copri tavolo e una specie di vaso dalla forma strana assomigliante ad una grolla di montagna. Chissà dove sarà finita? In pratica ho passato tutta la mia infanzia in questa cucina, è li che ho imparato cosa era il cibo e anche la mia prima ricetta.

Tuttavia i miei ricordi non sono qui a caso, ma perché li trovo perfetti, insieme alla ricetta del biancomangiare per parlavi del tema di Febbraio dell’ Italia nel piatto:

“Ricette che scaldano il cuore”

Si avete letto bene stiamo parlando naturalmente di quelle ricette che ci fanno sentire bene, quelle che ci ricordano l’infanzia, la famiglia, che a sentire il rumore della preparazione o il profumo che riempi la casa ci riempiono il cuore di amore, di ricordi e di momenti felici. Quelle che entrano di diritto nella vostra confort zone.

Nonostante siano passati più di 25 anni eccomi a cucinare il

biancomangiare come lo faceva mia nonna,

ovviamente usando gli stessi suoi arnesi, si perché parte di quello che ho recuperato dalla casa dei nonni anni fa, oggi è nella mia cucina (pentole, padelle, apribottiglie, taglieri) e spesso  questi piccoli reperti storici compaiono nelle foto di questo blog e allietano i miei momenti insieme ai ricordi che racchiudono, praticamente perfetti per rievocare la cucina siciliana lontana da casa.

Biancomangiare Siciliano la mia infanzia in un dolce

Ingredienti per 4 persone

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