Archivi categoria: Contorni

Le Melanzane in agrodolce un delizioso contorno siciliano

Melanzane in Agrodolce alla Siciliana

Le Melanzane in Agrodolce alla Siciliana sono un contorno delizioso e sfizioso che tutti al mondo conoscono, o almeno spero, perché sono buonissime e profumatissime. Ricordo sin da bambina la loro presenza sulla tavola, che fosse un giorno di festa o una classica giornata di primavera estate, si preparano in pochi minuti e piacciono sempre a tutti. Avevo quasi dimenticato quanto fossero buone queste melanzane in agrodolce fino a quando grazie all’uscita dell’ Italia nel piatto per il mese di giugno non è stato scelto il tema:

“Contorni e dintorni”

Sulle tavole italiane i contorni non mancano mai, spesso possiamo trovare una semplice insalata o qualcosa di più goloso e appetitoso per accompagnare i nostri secondi piatti e perché no, diventare essi stessi un secondo piatto arricchendolo e rendendolo speciale.

Le melanzane in agrodolce alla siciliana sono una ricetta molto semplice e poco laboriosa, che se preparata in anticipo ci dona il meglio di se, trasformando  il mix di zucchero e aceto accompagnato dalla menta qualcosa di unico e speciale. Potete servirle a temperatura ambiente o conservarle in frigorifero, tuttavia ricordatevi solo di farle acclimatare prima di portarle in tavola con un buon bicchiere di vino siciliano e un tozzo di pane di semola con cui fare scarpetta.

Insomma queste melanzane in agrodolce alla siciliana vi stupiranno per quanto sono buone e stregheranno tutta la vostra famiglia.

Ingredienti per 4 persone

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La ricetta siciliana del Cacio all'Argentiera

Cacio all’Argentiera una delizia siciliana

La ricetta del Cacio all’Argentiera è stata proprio una favolosa scoperta. Qualche tempo fa’ mi sono ritrovata a chiacchierare con la mia amica F. di cucina siciliana, nonostante siamo entrambe siciliane veniamo da due province diverse; la Sicilia è un territorio vasto e variegato (non c’è solo il mare, ma anche montagne, colline e pianure e ogni provincia ha produzioni agricole e commerciali diverse) spesso le ricette con i km cambiano radicalmente, grazie a lei ho scoperto la frascatura siciliana. Ed è proprio durante una nostra chiacchierata su come cucinare il coniglio che è venuta fuori questa ricetta e nello stesso giorno noi dell’Italia nel Piatto abbiamo deciso il tema di magio dell’uscita:

“Maggio – Formaggio”

e quale migliore occasione se non postare una ricetta autentica siciliana come quella del

Cacio all’Argentiera o Coniglio all’Argentiera

La storia ci narra che nella città di Palermo, in via Argentieri (nei pressi del mercato la “Vucciaria” mercato storico di Palermo tutt’oggi funzionante), la via dove vi erano le botteghe degli argentieri e degli orafi. Una delle famiglie caduta in bassa fortuna non potendosi più permettere piatti costosi e manicaretti goduriosi il cui profumo invadeva le vie circostanti stuzzicando l’invidia dei vicini. Per nascondere il momento di disaggio economico la moglie brava cuoca inventò con  i pochi e umili ingredienti che aveva in casa questa ricetta, con abili mosse inebriava giorno dopo giorno le vie di magico profumo, facendo credere a tutti che nella sua cucina i pentoloni erano pieni di ogni ben di Dio, inventando cosi la ricetta del Cacio all’argentiera il cui profumo è molto simile a quello del più costoso e signorile piatto di coniglio alla stimpirata (altra tipica ricetta siciliana).

Il formaggio Ragusano DOP

utilizzato per questa ricetta tipica è uno dei prodotti più antichi della produzione casearia siciliana se ne parla già dei documenti del 1500. E’ un formaggio a base di latte vaccino e presenta una forma rettangolare (circa 15 cm x 40 cm e pesa tra i 13 e i 16 kg per forma), ben diverso da tanti altri formaggio della zona e del resto d’italia.

La produzione del formaggio Ragusano DOP segue l’antico disciplinare di produzione utilizzando latte di due o più mungiture a cui viene aggiunto: caglio in pasta di capretto o agnello, acqua e sale. La massa ottenuta viene cotta per due volte a 80°C. Il prodotto una volta lavorato e ottenuto viene raccolto in contenitori in legno detti “mastredde” con la caratteristica forma di parallelepipedo. Le forme di formaggio vengono immerse in salamoia da due a otto giorni, in base al peso.

La stagionatura avviene in camere umide con temperatura tra i 14°C e i 16°C per un periodo che va dai 4 mesi ad un anno. Il sapore cambia in base alla stagionatura: aromatico e dolce quando il formaggio è giovane, diventando più piccante al prolungamento man mano che procede la stagionatura.

Naturalmente come avrete sentito spesso parlare su questo blog e sui libri di cucina regionale siciliana il formaggio Ragusano DOP chiamato anche

Caciocavallo

è molto utilizzato nella preparazione di piatti tipici della gastronomia siciliana insieme al formaggio pepato (un pecorino ricco di pepe in grani dal sapore pungente).

La ricetta siciliana del Cacio all'Argentiera

Ingredienti per 4 persone

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Terrina di Patate e Coste con Besciamella

Terrina di Patate e Coste con Besciamella

Mi capita spesso nell’ultimo periodo di non sapere cosa mettere a tavola per cena, solitamente il primo piatto lo mangiamo a pranzo per lasciare spazio alla sera ai secondi con contorno. Ma sapete che io nono amo particolarmente la carne, e spesso mi trovo a non sapere come invece accontentare G. che ne è ghiotto. Se voglio catturare la sua attenzione però c’è qualcosa che lo stuzzica e rende appetitosa qualunque pietanza io gli propini in tavola: sto parlando della salsa besciamella. Cosi gli ho servito una deliziosa Terrina di Patate e Coste ricoperta di uno strato di salsa besciamella, un piatto delizioso che ha apprezzato e ha mangiato con gusto nonostante esso fosse vegetariano.

Le patate vi ho detto che a casa mia non mancano mai e ricordo che spesso a casa dei miei le biete da costa avanzavano sempre una volta lessate, e per me ripassate in padella con pochi altri ingredienti erano ancora più buone. Cosi ho pensato di preparare questa deliziosa Terrina di Patate e Coste. E siccome è venuta veramente buona e goloso eccomi a postarvi la ricetta.

Vi consiglio di preparare la Terrina di Patate e Coste con qualche ora di anticipo, perché come tutti i gratinati se fatta riposare diventa ancora più buona. Io l’ho servita in tavola come un secondo piatto vegetariano, ma nessuno ci vieta di servirla come un contorno o di aggiungere dei salumi per renderla ancora più speciale e saporita, diventando un vero piatto unico.

Ingredienti per 6 persone

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Carciofi ripieni alla Siciliana e ricordi d'infanzia

Carciofi Ripieni alla Siciliana un piatto tradizionale

I Carciofi Ripieni alla Siciliana sono uno dei piatti della mia infanzia; quando ero piccola li preparava spesso mia nonna e poi dopo di lei ha iniziato a cucinarli mia madre. Grandi pentole sul fuoco piene di questi deliziosi carciofi ripieni alla siciliana riempivano l’aria del loro profumo. Quelli che preparava mia nonna avevano tanto prezzemolo, aglio e formaggio pepato siciliano (per chi non lo conoscesse un tipo di pecorino con i grani di pepe nero all’interno, molto saporito). A’ caccioffula  come si chiama sull’isola non manca mai sulle tavole invernali e primaverili.

Sebbene li adori, non avevo mai preparato in casa i carciofi ripieni alla siciliana, (perché G. non mangia carciofi, in nessuna maniera, neanche fritti o alla romana), ma avevo voglia di sentire nuovamente il profumo di queste meraviglia per casa e cosi mi sono armata di carciofi e pane grattugiato e li ho preparati solo per me, seguendo la ricetta classica, come li faceva mia nonna e come li fa ancora mia madre.  Ma assaporare il loro profumo, il loro sapore, mi ha catapultata nei ricordi, nella mia Sicilia, naturalmente quelli di nonna e di mia madre sono speciali, tuttavia non mi posso mica lamentare il loro sapore ci si avvicinava tantissimo (un po’ meno agliati!)

Inoltre preparare i Carciofi ripieni alla siciliana è molto semplice, tuttavia ricordate di indossare i guanti quando pulite i carciofi per non ridurvi con i polpastrelli anneriti, cosa non particolarmente elegante. Non vi resta che mettervi all’opera e preparare a caccioffula ammudicata!

Carciofi Ripieni alla Siciliana un piatto tradizionale

Ingredienti per 4 persone

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Bruschetta con Peperoni e Olive

Ho preparato una Bruschetta con Peperoni e Olive deliziosa e saporita, ad ottobre! Giuro non mi sono ammattita!

La nostra azienda agricola di fiducia è differente… quando in tutti i posti d’Italia spariscono i peperoni per far posto agli ortaggi invernali in raccolta, loro invece raccolgono peperoni, melanzane, zucchine e ogni altra verdure estiva… sarà una scelta commerciale, sarà una scelta lavorativa ma a me fa tanto comodo, perché cosi posso acquistare/cucinare e sopratutto mangiare i loro prodotti estivi in autunno … ci avreste mai creduto a dei buoni peperoni ad ottobre????

Il condimento della Bruschetta con Peperoni e Olive è cosi buono che potete usarlo come contorno ad un secondo piatto di carne io l’abbinerei con le braciole di maiale o mangiarlo con la pasta a voi la scelta. Se ve ne avanza basta versarlo in un barattolino e tenerlo in frigo, due giorni dura, ma vi assicuro che non andrà oltre la mezza giornata, almeno non a casa mia.

Inoltre ho scelto del pane pugliese, una bella ciabattona ma qualunque pane voi vogliate e che amate è perfetto, indispensabile e che sia fresco e che vi permetta di fare delle belle fette da farcire, se ne avete preparato in casa con la pasta madre ancora meglio. Potete lasciarlo al naturale ma  se parliamo di Bruschetta con Peperoni e Olive il pane tostato leggermente è obbligatorio.

Bruschetta con Peperoni e Olive

Ingredienti per 4 persone

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Insalata di Tombarello e Patate

Insalata di Tombarello e Patate

Se vieni in vacanza o per lavoro in  Sicilia imparerai che la nostra terra ha tanto da offrire: cultura, arte, tradizione e soprattutto buon cibo… Su ogni costa della mia isola il pesce la fa da padrone a tavola, ne sono un grande esempio le numerose ricette che potete trovare a base di pesce/molluschi/crostacei su questo foodblog.

Il tema di luglio per L’italia nel piatto:

Estate con sagre, fiere e mercati

per me è speciale, la mia terra è piena di eventi che parlano di cucina, per diffondere il piacere dei sapori mediterranei ai turisti e proprio durante il mesi estivi le manifestazioni si moltiplicano, alle sagre e alle fiere si aggiungono anche le feste padronali, le rievocazioni cittadine e le tradizioni, e ogni sera in ogni angolo di Sicilia ci sarà qualcosa per cui vale la pena far festa.

Scegliere uno degli eventi non è stato semplice, ma alla fine dopo una lunga selezione ho scelto di parlavi della Sagra del Pesce di Pozzallo (RG), manifestazione gastronomica più antica ed importante della Sicilia (insieme al Cous Cous fest di San Vito lo Capo): la tradizionale frittura di oltre 5 tonnellate di pesce, numerosi i piatti a base di pesce e molluschi il tutto accompagnato da musica e tradizioni rendono questa festa unica e indimenticabile. Se volete scoprire le ricette delle mie amiche/colleghe in giro per l’Italia andate in fondo al post

Insalata di Tombarello e PatateOra che vivo lontano dalla mia isola sento molto la mancanza del pesce, ma non sempre si trova nel mercato/supermercato vicino casa e non sempre si trova a buon prezzo ma qui però occorre svelare un arcano: il buon pesce non deve per forza essere pesce pregiato o costare tanto, si per buon pesce intendo quello: sano, fresco e saporito, ricco di nutrienti e sopratutto buono, che viene dal  

Mare Nostrum: il Mediterraneo.

Alle volte il buon pesce è nascosto nell’angolo più remoto della pescheria e spesso non viene neanche preso in considerazione, in favore di specie provenienti all’Oceano Indiano e dall’Atlantico apparentemente pregiate ma che di fresco hanno solo il ghiaccio che li circonda, e di sano solo un vago ricordo (non voglio entrare nello specifico, inoltre avete idea di quanto mercurio e piombo vi sia in questi prodotti che amabilmente le signore danno ai loro pargoli per mangiare loro del “buon pesce”?) mille volte meglio una “misera” si far per dire sardina che una fetta di filetto di salmone o pangasio, vi consiglio di pensarci quando vi trovate in pescheria, e magari acquistare del pesce come il tombarello per preparare una deliziosa Insalata di Tombarello e Patate.

Insalata di Tombarello e Patate

Parliamo del nostro pesce povero:

Il tombarello – Auxis thazard 

è un pesce pelagico appartenente alla famiglia Scombridae comunemente chiamati scombroidi a cui fanno capo anche: scombri, palamita, alalunga e tonno. Presenta una mascella allungata e pinna della coda con forma di semi-luna ben sviluppata, è di colore: blu sul dorso e argento sui fianchi, si pesca principalmente in estate, con reti o con canna.

Il tombarello è molto simile al tonno, ma viene spesso snobbato e lasciato sui banchi, il suo prezzo cosi competitivo (mai al di sopra dei 10€) tanto che sembra che ne svaluti le qualità organolettiche, i suoi valori nutrizionali sono eccellenti molto simili a quelli del tonno rosso, parente nobile:

Valori nutrizionali per 100 g:

Calorie 177 Kcal
Proteine 24,2 g
Grassi 6,29 g

Il tombarello può essere cucinato in tantissimi modi: bollito, in umido, alla griglia o anche della buonissima e freschissima tartaree, ricordatevi però che il pesce che viene consumato crudo va prima abbattuto in congelatore/abbattitore.

Ho scelto una ricetta semplicissima l’Insalata di Tombarello e Patate tipica della cucina povera siciliana, delle famiglie di pescatori, che tutti nella vita dovrebbero provare: il pesce ad insalata che secondo me non ha bisogno di altro che non di un buon bicchiere di vino siciliano. La casa si riempie del profumo del Mediterraneo e il piatto di sapori di mare genuini.

Insalata di Tombarello e Patate

Ingredienti per 4 persone

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Medaglioni di Melanzane Ripiene

Medaglioni di Melanzane Ripiene
Fuori piove, dopo settimane di asciutto, un po strano per l’Oltre Po non vedere acqua. Ma il tempo è stato veramente pazzo… prima temperatura estive, poi gelata che ha distrutto tutte le colture, ieri vento fortissimo e oggi pioggia a secchiatte. Significa che si potrebbe allagare la cabina dove passano i cavi telefonici e la mia connessione iniziare a fare i capricci.

Vi avevo avvertito qui che avevo in cantiere un altra ricetta con le melanzane, una di quelle ricette che si fanno alla velocità della luce (e parlando al telefono! si, ma questa è un altra storia) e sono buonissime in ogni occasione, avevo già preparo delle cotolette di melanzane fritte, ma questa versione ripiena altrettanto buona si prepara al forno in pochi minuti.

I medaglioni di melanzane ripieni sono perfetti sia come secondo piatto che come contorno, che come antipasto per una cena rustica o a buffet, quelle cene estive in terrazzo. Si preparano in pochissimi minuti e una volta pronte bastano 10 minuti di grill per ottenere una crosta croccante e un cuore filante. Perfette anche per i più piccoli che possono mangiarle come un panino di verdure.

Solo dopo aver acquistato la mortadella affettata al banco della salumeria (per fortuna ho trovato il salumiere l’unico di tutto il supermercato sotto casa che sa usare un affettatrice) mi sono resa conto che per questa ricetta sarebbe stata perfetta quella del banco frigo: le mortadelline (quelle da pochi etti con la pellicina rossa di plastica per intenderci) essendo tonde combaciano perfettamente con il diametro delle fette di melanzana e altrimenti vi toccherà dividere la fettona in parti cercando di piegarle e di farle rimanere entro il bordo come un lavoro di alta ingegneria culinaria.

Qualunque tipo di mortadella voi scegliate il risultato sarà perfetto e golosissimo per tutta la famiglia perché i medaglioni di melanzane ripiene sono buonissimi.

medaglioni di melanzane ripiene

Ingredienti per 2 persone

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Rotolo di Frittata al Vapore con Verdure

Rotolo di Frittata al Vapore con Verdure

Avere la fortuna di ricevere in dono qualcosa di coltivato/allevato in casa è un grande gesto, periodicamente G. torna a casa con uova di galline felice: conosciamo chi le alleva, cosa mangiano e come vengono trattate; tutto quello che preparo con queste uova ha un sapore diverso, e non è un modo di dire tanto che non occorre camuffarlo o arricchirlo troppo (alle volte non metto neanche il sale) altrimenti si snatura e per dirlo io che non amo le uova ed ecco che nasce il Rotolo di Frittata al Vapore con Verdure.

In ogni caso volevo sperimentare la frittata cotta al vapore da tanto tempo ma contemporaneamente mettere a tavola qualcosa di colorato, simpatico e che sappia di primavera, cosi ho preso spunto da una popolare ricetta Bimby ma non avendo il Bimby, ho usato una teglia che vi mostro a fine articolo per preparare il Rotolo di Frittata al Vapore con Verdure, arricchito da un cuocere di formaggio morbido e cremoso, un piatto unico vegetariano perfetto.

Inoltre preparare il Rotolo di Frittata al Vapore con Verdure è facilissimo, potete gustarlo a temperatura ambiente o appena tiepido, come secondo, come contorno e ancora come antipasto, perfetto per la schiscetta (o lunch box) da portare in ufficio e per le scampagnate previste per il mese di aprile. Io ho scelto di servire un rotolo con ripieno cremoso di spinaci (quelli di cui vi parlavo in questa ricetta), ma potete aggiungere per renderlo ancora più ricco del prosciutto cotto o della mortadella, liberate la fantasia e giocate con i colori e i sapori.

In pochi minuti porterete in tavola un favoloso Rotolo di Frittata al Vapore con Verdure, leggero ma buonissimo. Sicuramente lo preparerò nuovamente variando il ripieno magari con del salmone in vista dell’estate!Rotolo di Frittata al Vapore con Verdure

Ingredienti per 4 persone

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