Archivi categoria: Secondi Piatti di Carne

Torta salata con Zucchine e Cipolle

Torta salata con Zucchine e Cipolle

G. nelle ultime settimana ha pranzato spesso a lavoro e non sapendo più cosa preparargli di sfizioso per sostituire il solito panino o l’insalata di pasta ecco arrivare in soccorso della pasta sfoglia abbandonata in frigo (comprata per un eventuale emergenza durante la festa del suo compleanno) ed ecco nascere la torta salata con zucchine e cipolle al profumo di origano.

Così ho voluto riproporvi una ricetta buonissima preparata tempo fa’ la torta salata con cipolla di Breme e zucchine, una cipolla DOP tipica della zona in cui vivo ma particolarmente difficile da trovare in commercio fuori dalla pianura padana, modificandola per permettere a tutti di gustarla in casa con gli ingredienti comuni. Ho scelto di arricchire la torta salata con zucchine e cipolle con formaggio scamorza a dadini e del prosciutto a dadini ma quest’ultimo in caso voi siate vegetariani o non amiate gli insaccati è facilmente trascurabile aggiungendo dei dadini di formaggio in più o scegliendone uno più adatto ai vostri gusti.

A inizio primavera sul mio balcone una piantina di origano, e in breve tempo anche merito del sole è diventata enorme e profumata cosi ho avuto la possibilità di iniziare a raccogliere i rametti ed usarli in cucina vi assicuro che il profumo è qualcosa di speciale ben diverso da quello che si compra, e ha dato un tocco unico a questa ricetta di torta salata con zucchine e cipolla, ben diverso da quello del supermercato in comodi vasetti ma naturalmente poco profumato. 

Ingredienti per 4 persone

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La Francesina Toscana piatto del riuso

La Francesina Toscana piatto del riuso

Qualche mese fa’ per un uscita dell‘Italia nel piatto con il tema del riuso del cibo la mia amica Giovanna ha postato una ricetta che mi ha subito stuzzicato e dopo pochissimo tempo l’ho voluta provare a farla a casa. G. la ha apprezzata e ora la preparo cosi spesso quando mi avanza la carne e le verdure del bollito o del lesso che voglio farla conoscere anche a voi, stiamo parlando della Francesina Toscana come la chiamano a firenze o Lesso rifatto come è conosciuta nel resto della Toscana. Una vecchia ricetta del riuso, che impiega i resti del lesso o del bollito di carne con il suo brodo.

Confessatelo che anche a voi avanza sempre un po’ di carne e dopo aver preparato: l’insalata e le polpette non sapete più cosa farne; ma con i tempi che corrono non si deve sprecare nulla ecco la ricetta perfetta per servire in tavola un piatto buonissimo e goloso per tutta la famiglia.

Naturalmente il bollito o il lesso lo potete preparare con qualunque tipo di carne voi vogliate, nel mio caso ho scelto di usare: manzo nel taglio biancostato e mezza gallina (comprata da un contadino locale allevata secondo i migliori criteri come un nonno farebbe per i propri nipoti).

Inoltre prima di passare alla ricetta della francesina toscana o lesso rifatto voglio lasciarvi le parole di Pellegrino Artusi tratte da “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” un libro che ognuno di noi dovrebbe aver nella propria libreria in cucina, dove ho anche trovato la sua versione di lesso rifatto arricchito con carnesecca e funghi secchi.

Brodo

Lo sa il popolo e il comune che per ottenere il brodo buono bisogna mettere la carne ad acqua diaccia e far bollire la pentola adagino adagino e che non trabocchi mai. Se poi, invece di un buon brodo preferite un buon lesso, allora mettete la carne ad acqua bollente senza tanti riguardi. E’ noto pur anche che le ossa spugnose danno sapore e fragranza al brodo; ma il brodo di ossa non è nutriente.

Come ci consiglia il grande Artusi per un buon brodo occorre fare il bollito: partendo da acqua fredda aggiungendo anche le ossa e qualche erbetta profumata (sedano,basilico,alloro) facendolo cuocere a fuoco bassissimo per tante ore; mentre se vogliamo ottenere un buon pezzo di carne da servire in tavola occorre preparare il lesso immergendo la polpa di manzo nell’acqua bollente.

Ingredienti per 4 persone

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Pisci dOvu

Pisci d’Ovu le Frittatine di Uova Siciliane

Aprile!!!! Eccoci nuovamente al 2 del mese e oggi si parla di cucina regionale e io vi parlo della mia terra con una ricetta siciliana naturalmente perfetta per la primavera che mi fa tornare all’infanzia: i Pisci d’Ovu o Uova a pisciteddu, vi state domandando cosa sono? Ma delle deliziose frittatine di uova condite con formaggio e pane grattugiato.

Noi foodblogger dell’Italia nel Piatto abbiamo scelto per il mese di Aprile un tema che sa di primavera e di pasqua, pasquetta che cade giusto oggi:

“Le uova: di tutto, di più.”

Le uova di ogni tipo e genere che troviamo in natura da quelle di volatili: gallina, quaglia, oca, ecc a quelle di pesce: caviale, bottarga ecc. Quando abbiamo scelto questo tema abbiamo pensato agli ingredienti della primavera, senza risultare banali o monotoni ed eccoci a parlare di uova l’ingrediente che rappresenta l’arrivo di questa stagione.

Voglio raccontarvi di questa ricetta a me tanto cara: gli ingredienti che compongono i pisci d’ovu sono veramente pochissimi ma il risultato è buonissimo. Li preparava mia nonna e le prepara tutt’oggi mia madre, le preparo anche io e G. le apprezza! Quando ero piccola comparivano spesso in tavola utilizzando gli avanzi di pangrattato condito degli involtini di carne alla messinese o delle verdure ripiene, ma tranquilli potete usare anche la panatura delle cotolette alla milanese. Le preparo anche quando non ho idee per la cena e voglio qualcosa di buono ma allo stesso tempo veloce e senza impegno. Si perché per parare questi deliziosi pisci d’ovu ci vogliono: una scodella, una forchetta, un cucchiaio e una padella per friggere.

Come ogni ricetta povera e semplice,

ogni famiglia ha la sua variante e potete trovare versioni diverse di questa ricetta dei pisci d’ovuIn Sicilia esistono tantissime versioni di questo piatto, chi come me le prepara in piccole porzioni, chi invece ne prepara una grande e la farcisce al suo interno, chi le immerge nella salsa di pomodoro e chi il pomodoro lo aggiunge a dadini all’interno dell’impasto, c’è chi mette l’aglio e chi il basilico. 

Io oggi voglio proporvi la versione di pisci d’ovu più semplice quella che preparo tutte le volte che ne ho voglia a cui se volete potete aggiungere del formaggio a pasta filata che le rende golose e ricche anche per i più piccoli;

I pisci d’ovu sono perfetti per una cena in famiglia  ma anche per un aperitivo rinforzato, per stuzzicare i vostri bambini a tavola e per renderlo un pasto completo basta servirle con pane casareccio o pane di semola siciliano e insalata di stagione.

Se volete arricchire i pisci d’ovu potete aggiungere al loro interno  per la versione vegetariana: piselli, fave o semplici pezzettini di carote sbollentate, spinaci freschi e dadini di prosciutto o mortadella per la versione a base di carne. Ma tranquilli qualunque altro ingrediente che avete a disposizione nella vostra cucina andrà bene per arricchire questa ricetta della cucina contadina siciliana.

Pisci d'Ovu

Ingredienti per 4 persone

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trippa alla fiorentina

Trippa alla Fiorentina l’ingrediente povero della cucina italiana

Eccomi di ritorno, non sono andata in vacanza bensì bloccata a letto con l’influenza… ma ora eccomi qui e vi racconto cosa ho preparato nei giorni scorsi. Dopo aver cucinato qualche tempo fa la Trippa alla Milanese conosciuta anche con il nome di Buseca, con l’aiuto di Chiara. Ho deciso di cimentarmi in una nuova preparazione a base di trippa ed ecco comparire la ricetta della Trippa alla Fiorentina. Confesso che a casa nostra non è un piatto da tutti i giorni ma: complice la neve caduta la scorsa settimana… e un po’ per fare contento G. ho proposto di cucinare una nuova (per me) ricetta  della trippa.

La mia amica Giovanna di Acquacotta e Fantasia mi ha dato la sua ricetta della Trippa alla Fiorentina. Ho costatato che la preparazione è molto simile a quella della ricetta della trippa alla Milanese, ma senza l’aggiunta dei fagioli durante la cottura e anche questa è meno lunga. Ma questo dipende però dal tipo di trippa che avete deciso di mettere in tegame.

Nei bovini lo stomaco è composto da quattro cavità distinte:

  • il rumine (Ciapa, Croce, Larga, Panzone) è la parte più spessa e più grassa della trippa, rappresenta circa l’ottanta per cento di tutto lo stomaco bovino.
  • il reticolo (Beretta, Cuffia, Nido d’ape), ha un aspetto spugnoso e la sua forma ricorda una cuffia.
  • l’omaso (Centupezzi, Foiolo, Libretto, Millefogli, Centopelli) è la parte più magra della trippa e si presenta con una caratteristica struttura lamellare ovvero con innumerevoli pieghe di colore bianco che fanno ricordare un libro aperto.
  • l’abomaso (Caglio, Francese, Frezza, Lampredotto, Quaglietto, Ricciolotta) che è l’unica cavità equivalente allo stomaco vero e proprio, quello più vicino all’intestino, ovvero la parte più scura della trippa di colore marrone e piuttosto grassa che richiama alla mente dei nastri arricciati insieme.

[da WiKi]

Scrivere un post sulla trippa alla Fiorentina mi ha incuriosito cosi tanto che ho deciso di approfondire l’argomento e le ricette della trippa nella nostra Nazione. In Italia esistono cosi tante ricette di trippa che si potrebbe scrivere un libro solo su questo ingrediente (se ancora non è stato fatto). Alcune ricette si assomigliano moltissimo, di conseguenza ciò vuol dire che il miglior modo per consumare la trippa è farla in umido con il pomodoro e una spolverata di formaggio che esso sia grana o pecorino o altro ancora.

Da regione a regione le ricette della trippa cambiano e pensate allora quante differenze ci sono tra nord e sud nel cucinare le trappa: erbe aromatiche, l’aggiunta di grasso di altro tipo, del formaggio più facile da reperire in loco.

Vediamo un po’ nel dettaglio partendo dal Nord Italia e dai piatti di trippa più famosi:

Lombardia si prepara la Busaca con fagioli bianchi e parmigiano.
Vento si prepara la trippa alla vicentina con lardo, erbe aromatiche e spezie e si completa il tutto con Asiago stravecchio.
Toscana la ricetta di trippa più semplice con trito di verdure, pomodoro pelato e formaggio grattugiato.
Emilia si fa alla Parmigiana, aggiungendo prosciutto o lardo, per dare ancora più sapore.

E al sud la trippa come si cucina?

Lazio la famosissima trippa alla romana è base di guanciale (?), menta romana, pecorino romano e sopratutto si cucina tutto a crudo.
Campania anche qui le versioni di trippa non mancano: in bianco lessata e servita ad insalata con patate, olio e limone o  in rosso con salsa di pomodoro e basilico.
Nella mia terra la Sicilia ci sono tanti modi di prepararla: la versione classica con le patate. Spostandoci da provincia a provincia vediamo che le ricette cambiano: a Catania si fa al forno con le patate, a Palermo una volta bollita si ripassa in padella con aglio, salsa di pomodoro, basilico, pane grattato e caccio cavallo; a Ragusa si fa con mandorle e noci, prezzemolo e scorza di limone, ma sull’isola non può mancare la versione in umido.
Sardegna si usa aromatizzare la trippa al pomodoro con la menta e pecorino sardo.

Sicuramente ci sono ancora tantissime ricette di trippa in Italia che non ho trovato
ma anche esse degne di nota.

E dopo aver girato in lungo e largo l’Italia a tavola con la trippa completiamo la nostra trippa alla fiorentina con una bella spolverata di formaggio grana e serviamola in tavola con crostini di pane bruschettato.

Ingredienti per 4 persone

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La Büseca ovvero la Trippa alla Milanese con i Fagioli

Quando vivevo in Sicilia non avrei mai pensato di cimentarmi in una preparazione del genere, lo confesso io non ho mai mangiato la trippa e non l’ho neanche mai cucinata, ma a tutto c’è rimedio. Mentre giravo per le corsie del supermercato in cerca di qualcosa da mettere a tavola per cena (circa 30 minuti di tempo per prepararla e con pochissime idee in testa) ho pensato di acquistare quella giù pronta per G. ma quando l’ho guardata nella sua mono porzione con il nome Trippa alla Milanese mi ha dato tanto l’impressione delle vaschette che servono negli ospedali con la plastica termosaldata e ho avuto un attimo di remora, poi il mio occhio è caduto appena pochi cm più in la dove c’era invece la vaschetta della macelleria di trippa affettata e pronta da cuocere (era appena stata confezionata) e cosi senza pensarci l’ho infilata nel carrello.

G. la adora e dato che qui in Lombardia è finalmente arrivato l’autunno mi sono detta facciamo questo esperimento e prepariamo uno dei suoi piatti preferiti e io mi faccio delle belle scorpacciate di zucca che viceversa lui non mangia.

Eccomi a cimentarmi nella preparazione di questo piatto tipico lombardo:

la Büseca o Trippa alla Milanese

c’è chi la definisce primo piatto, chi secondo io direi più che altro che è un piatto unito e sostanzioso da accompagnare con del buon pane per fare la scarpetta. Al suo interno ci sono verdure, legumi, brodo di carne e lei la regina: la trippa. La ricetta l’ho presa dalla mia amica Chiara di “Kucina di Kiara“, era uno dei piatti per l’uscita di febbraio 2015 dell’Italia nel piatto, il nostro gruppo di cucina regionale a tema se vi interessa scoprire ogni mese le ricette delle 20 regioni italiane iscrivetevi alla nostra pagina fb, prima del mio arrivo nel progetto.

A differenza di quanto pensavo cucinare La Büseca o la Trippa alla Milanese con i Fagioli è semplicissimo, niente di più di uno spezzatino di manzo. E’ però una di quelle preparazioni che deve cuocere a fuoco dolce per parecchie ore, uno di quei piatti che una volta veniva preparato sulle cucine economiche a legna per intere giornate, oggi abbiamo altri mezzi come le Slow Cooker- Pentola elettrica a cottura lenta. Ma ammetto che avendo abbastanza tempo da trascorrere in casa utilizzo spezzo il  Tegame in ghisa per questo genere di preparazione mi danno la sensazione di focolare.

Ho fatto solo una piccola modifica voluta da G. cioè aggiungere a metà cottura circa le croste di parmigiano a pezzettini che lui ritiene essere fondamentali per il sapore finale del piatto (non so se sia legata all’infanzia o alla tradizione lombarda o a quella sarda).

Se siete degli estimatori di trippa non mi resta che invitarvi a provare questa ricetta della trazione e magari scrivetemi anche come la preparate voi la trippa in casa o nella vostra regione.

La Büseca ovvero la Trippa alla Milanese con i Fagioli

Ingredienti per 5 persone

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Pollo e Patate allo Za’atar in padella

Quando ho ricevuto questo mix di spezie per la prima volta non sapevo cosa fosse, la persona che me lo regalò a stento ricordava il nome esatto, poi ho scoperto il suo profumo e me ne sono innamorata. Lo Za’atar (o zaa’thar o zathar o zaatar) è un mix di erbe e spezie libanese, si usa come il nostro insaporitore per condire le verdure o per il pollo o semplicemente strofinato sulla pasta della focaccia per farne una deliziosa pietanza da condividere con i commensali. Avete mai provato il Pollo e Patate allo Za’atar in padella?

Io lo uso per insaporire un po di tutto e il suo profumo riempie la casa di magia, una ricetta che preparo abbastanza spesso è il pollo e patate allo za’atar semplicissimo buonissimo e perfetto per grandi e piccini, ne avevo fatto tempo fa una versione della stessa ricetta utilizzando i sacchetti da forno (qui) e una versione con i porri qui.

Questa versione in padella è veramente deliziosa e a G. piace tantissimo che spesso si trova a fare la scarpetta nell’intingolo profumato, ho provato a farla anche nel tajine dove viene buonissima ma sfortunatamente il mio si è crepato e non ho avuto modo di acquistarne uno nuovo.

Pollo e Patate allo Za'atar in padella

Ingredienti per 4 persone

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Ossibuchi alla Milanese e una giornata sul Lago Maggiore

Ossibuchi alla Milanese e una giornata sul Lago Maggiore. Maggio è arrivato… ma qui al nord si gela! E da voi????

Da bambina una delle poche, forse l’unica, ricetta che mia madre cucinava fuori dai canoni siculi erano gli ossibuchi con i piselli, ma era un piatto raro sulla nostra tavola.

Arrivata in Lombardia ho scoperto che sono ottimi anche per preparare il brodo (insieme a biancostato, guancia e gallina) e serviti con il bagnetto verde (un intingolo a base di prezzemolo), in umido con il pomodoro e nel tajine (con le spezie che uso per preparare il cous cous).

Sbirciando le ricette della cucina popolare lombarda una di cui non avevo mai sentito parlare mi ha incuriosito: gli ossibuchi alla milanese, con un delizioso soffritto di verdure, una puccia golosa a base di vino e brodo e la Gremolata un mix di ingredienti freschi che esaltano il sapore della carne. La tradizione vuole che l’ossobuco si accompagni con il classico purè di patate o con il risotto alla milanese (forse un po troppo in unico pasto).

Ossibuchi alla Milanese e una giornata sul Lago Maggiore

Si lo so è un tipico piatto invernale, ma volete mettere il freddo di questi giorni? La neve sulle cime più basse, la pioggia ininterrotta, i vestiti pesanti che sono tornati nei cassetti. Il lungo we del primo maggio in campeggio al mare che programmavamo da tanto andato in fumo… Sabato infreddolita e sconfortata ho deciso di preparare l’ossobuco alla milanese per G. dovete sapere che l’ossobuco è uno dei suoi piatti preferiti.

Lago Maggiore 2

Nonostante i piani per andare al mare sono andati sfumati, noi non ci perdiamo d’animo, ed eccoci domenica mattina svegli di buon ora (o meglio sempre al solito orario), macchina fotografica, zainetto e scarpe comode ai piedi, seduti in macchina con il navigatore acceso per percorrere i km che ci separano da una nuova meta, la nostra meravigliosa Italia ha cosi tanti posti da vedere che spesso è difficile sceglierne tra tanti; siamo andati a visitare il Lago Maggiore e i paesini di Arona, Stresa e Baveno, una parte d’italia che non conoscevamo nonostante sia a due passi da casa.

Un paesaggio meraviglioso sulle cime nuovamente innevate, ville e giardini cosi belli e curati da lasciare a bocca aperta, lunghe passeggiate in riva al lago con moli e attracchi per le barche, un raduno di motociclisti (non vi so dire quanti erano, ma erano tanti), l’aperitivo baciati dal sole (poco ma c’era almeno al mattino), un giro per il mercatino, perdersi tra i vicoli affollati, il profumo della cucina tipica di lago e relax per godersi questi favolosi scorci tra le montagne e l’aria fresca.

Avremmo voluto fare una passeggiata sulle Isole Borromee (isola Bella, isola Madre e isola dei Pescatori) prendendo il battello, ma aimè sembrava che la pioggia stesse per arrivare e non eravamo attrezzati (ho lasciato l’ombrello a casa!). Come al solito ho scattato un milione di foto (e come al solito nessuna dove ci sono io) e sceglierne due è stato difficile. Sicuramente in un prossimo we torneremo in questo luogo meraviglioso e riusciremo a visitare le isolette e altri piccoli e caratteristici paesini sul lago.

Lago Maggiore 1

Ingredienti per 4 persone

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Medaglioni di Melanzane Ripiene

Medaglioni di Melanzane Ripiene
Fuori piove, dopo settimane di asciutto, un po strano per l’Oltre Po non vedere acqua. Ma il tempo è stato veramente pazzo… prima temperatura estive, poi gelata che ha distrutto tutte le colture, ieri vento fortissimo e oggi pioggia a secchiatte. Significa che si potrebbe allagare la cabina dove passano i cavi telefonici e la mia connessione iniziare a fare i capricci.

Vi avevo avvertito qui che avevo in cantiere un altra ricetta con le melanzane, una di quelle ricette che si fanno alla velocità della luce (e parlando al telefono! si, ma questa è un altra storia) e sono buonissime in ogni occasione, avevo già preparo delle cotolette di melanzane fritte, ma questa versione ripiena altrettanto buona si prepara al forno in pochi minuti.

I medaglioni di melanzane ripieni sono perfetti sia come secondo piatto che come contorno, che come antipasto per una cena rustica o a buffet, quelle cene estive in terrazzo. Si preparano in pochissimi minuti e una volta pronte bastano 10 minuti di grill per ottenere una crosta croccante e un cuore filante. Perfette anche per i più piccoli che possono mangiarle come un panino di verdure.

Solo dopo aver acquistato la mortadella affettata al banco della salumeria (per fortuna ho trovato il salumiere l’unico di tutto il supermercato sotto casa che sa usare un affettatrice) mi sono resa conto che per questa ricetta sarebbe stata perfetta quella del banco frigo: le mortadelline (quelle da pochi etti con la pellicina rossa di plastica per intenderci) essendo tonde combaciano perfettamente con il diametro delle fette di melanzana e altrimenti vi toccherà dividere la fettona in parti cercando di piegarle e di farle rimanere entro il bordo come un lavoro di alta ingegneria culinaria.

Qualunque tipo di mortadella voi scegliate il risultato sarà perfetto e golosissimo per tutta la famiglia perché i medaglioni di melanzane ripiene sono buonissimi.

medaglioni di melanzane ripiene

Ingredienti per 2 persone

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