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Pane Cunzato all'eoliana una ricetta Siciliana

Pane Cunzato all’Eoliana una delizia Isolana

Eccoci di ritorno dalle ferie, dopo la pausa di agosto l’Italia nel piatto torna con nuove ricette della tradizione da farvi scoprire e io ho colto subito l’occasione per parlarvi di una ricetta a me tanto cara: il pane cunzato all’eoliana, uno street food sicuramente conosciuto e diffuso in tutta la Sicilia.

Il pane cunzato o cunsato è letteralmente un “pane condito” in dialetto siciliano un panino farcito di ogni ben di dio e mangiato per le strade dell’isola, in rosticceria o per un pic nic; ma la ricetta di cui voglio parlarvi è tipica delle isole Eolie. Il pane cunzato eoliano differisce da quello dell’isola maggiore perché si fa abbrustolire leggermente in forno (o sulla piastra) prendendo le sembianze di un bruschettone saporito, ma nulla ha a che vedere con la bruschetta classica che tutti noi conosciamo.

Trovo questa ricetta del pane cunzato all’eoliana perfetta per il tema scelto:

“Un panino speciale”

Le isole Eolie hanno un posto speciale tra i ricordi della mia infanzia. E se quest’estate siete stati, come me, in una o più delle 7 perle eoliane sicuramente lo avrete gustato tanti buonissimi piatti e spero non vi siate fatti scappare questo pane nelle sue innumerevoli varianti e forme lasciandovi un ricordo speciale al palato… Per chi non ha avuto questa fortuna voglio condividere la ricetta classica del

Pane Cunzato all’Eoliana

fatto con pochi e semplici ingredienti, apprezzati da grandi e piccini. Come ogni ricetta popolare ognuno lo prepara secondo il gusto della sua famiglia, gli ingredienti che si hanno in casa o i preferiti. Formaggio pepato, peperoncino o la cipolla di Tropea a rendere il tutto forte e intenso per i palati più esigenti.

Isola di Lipari 

Il pane cunzato all’eoliana è un pasto buono e sfida la temperatura estiva ad ogni suo morso, di conseguenza non potete perdervi un pranzo/cena come questa se state passeggiando per le vie di Lipari o Vulcano.

Faraglioni 

Preparare il pane cunzato in casa è semplicissimo ma vi assicuro che non ha nulla a che vedere con quello che potrete gustare seduti in riva al mare di una delle 7 isole: Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Panarea, Alicudi o Filicudi, durante una meravigliosa vacanza.

Gelso – Isola di Vulcano 

Dunque non vi resta che prenotare la vostra settimana di ferie per la prossima estate!

Pane Cunzato all'eoliana una ricetta Siciliana

Ingredienti per 2 persone

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Risotto alla Valdostana una cascata di Fontina DOP

Risotto alla Valdostana una cascata di Fontina DOP

Finite le vacanze estive come ultima tappa del nostro lungo giro per l’Italia eccoci in Valle d’Aosta per goderci una piacevole temperatura prima del rientro in ufficio. Passeggiando per la Val di Lys o più conosciuta come Valle di Gressoney abbiamo fatto compere da un simpatico casaro acquistando i prodotti tipici della zona a km 0: Fontina, Toma di Gressoney, Toma di capra e Cagliata d’alpeggio. Una volta arrivata a casa non potevo farmi scappare l’occasione di gustare un buonissimo Risotto alla Valdostana ricco di fontina DOP.

Come tutta la cucina tradizionale italiane anche per il Risotto alla Valdostana esistono tantissime versioni quella di cui voglio parlarvi io è un risotto bianco semplicissimo da preparare arricchito da una mantecatura a base di formaggio fontina DOP, un formaggio tipico della Valle d’Aosta.

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Naturalmente potete gustare questo Risotto alla Valdostana nella versione classica o arricchirlo rendendolo speciale con i prodotti della montagna: frutta secca, funghi, castagne e per chi ama le proteine animali il saporitissimo speck, creando un piatto dal sapore unico e speciale.

sdr

Se avete la possibilità vi consiglio di fare una visita a questa bellissima regione e gustare le sue meraviglie di montagna, fare una passeggiata tra i sentieri e magari una visita al Castello dei Savoia un posto magico e incantato con una vista meravigliosa sul giardino, la valle e ammirare il paesaggio verso il Monte Rosa completamente innevato anche in pieno agosto

Risotto alla Valdostana una cascata di Fontina DOP

Ingredienti per 4 persone

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Minestra di Zucchina Lunga Siciliana con Spaghetti Rotti

Minestra di Zucchina Lunga Siciliana con Spaghetti Rotti

Minestra di Zucchina Lunga Siciliana con spaghetti rotti

Quando torni a casa per le ferie, sopratutto se provieni da una regione come la Sicilia (ma per fortuna tutte le regioni italiane hanno il loro bel da fare a tavola), devi mettere in conto che prenderai almeno un paio di kg al rientro. Il cibo sull’isola la fa da padrone e lo stare a tavola diventa quasi un dovere: chiacchiere tra un boccone e l’altro e un bicchiere sempre pieno.

Abbiamo iniziato con pesce in abbondanza, peperoni ripieni, pasta, ma arriva un momento quando vai dal fruttivendolo che vedi quell’ingrediente, della cucina povera e tutto il resto passa per un momento in secondo piano.

Sto parlando di un ortaggio che in pochi conoscono la zucchina lunga siciliana, una zucchina rampicante che cresce sulle pergole dalla consistenza coriacea e dalla polpa spugnosa; si trova solo in Sicilia (e forse in Calabria) se siete stati a palermo avrete sicuramente mangiato la pasta con i tenerumi che sono proprio le foglie della zucchina lunga.

La Minestra di Zucchina Lunga Siciliana è semplicissima da fare e veramente buona, genuina e non richiede nessun ingrediente particolare se non la zucchina lunga siciliana. Potete servirla come una semplice minestra o aggiungere la pasta per renderla un piatto completo.

Note: tornare dopo anni a scattare come una volta… quando era un semplice tagliere e il balcone di casa, tante emozioni che forse per chi mi legge possono risultare solo un tornare indietro, ma per me è cmq l’autenticità della mia cucina: semplice e genuina!

Minestra di Zucchina Lunga Siciliana con Spaghetti Rotti

Ingredienti per 4 persone

200 g spaghetti di grano duro
zucchina lunga siciliana
3 pomodori maturi
2 patate medie
cipolla rossa di Tropea
sale marino iodato grosso
foglie di basilico fresco
pepe nero macinato o peperoncino
olio evo

Tempo di preparazione 60 minuti


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Fregola Sarda con Verdure Estive e Santoreggia

Fregola Sarda con Verdure e Santoreggia

Avete mai mangiato la fregola sarda? Sicuramente se siete stati in Sardegna in vacanza l’avrete gustata con il pesce. Ma vi è mai capitato di mangiare la Fregola Sarda con Verdure? Oggi voglio proporvi la ricetta della Fregola Sarda con Verdure Estive e Santoreggia un piatto delizioso e semplicissimo da fare.

La Fregola Sarda con Verdure Estive e Santoreggia si prepara come un classico risotto, usando però la pasta tipica sarda per preparare questo piatto, tostandola e aggiungendo brodo all’occorrenza e mescolando di tanto in tanto, riempirà la vostra cucina di un magico profumo fino a raggiungere la cottura perfetta. Una volta pronta lasciatela riposare giusto il tempo che tutti i sapori si uniscano e servitela in tavola con foglioline di santoreggia appena raccolta, vi assicuro che anche mangiata fredda come una deliziosa insalata ha il suo perché!

Da quando ho scoperto la fregola è stato amore a prima vista o meglio a primo assaggio, e prepararla è sempre un piacere.

Ingredienti per 4 persone

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Sformato di Zucchine e Crescenza Sfizioso

Sformato di Zucchine e Crescenza Sfizioso

In questi giorni il mio frigo sta per esplodere dal quantitativo spropositato di zucchine che vi vivono… quando l’orto inizia a produrre è un piacere ma vanno smaltite velocemente e lo sformato di zucchine e crescenza è perfetto da poter gustare un piatto nuovo e salutare nonostante il caldo estivo.

Lo sformato di zucchine e crescenza è veramente semplice da preparare e se lo lasciate riposare a temperatura ambiente per un po’, cosi da servirlo tiepido è ancora più buono. Se vi avanza non preoccupatevi, il giorno dopo sarà ancora golosissimo e perfetto per preparare dei bocconcini per un aperitivo vegetariano.

Il suo sapore ricco e cremoso allo stesso tempo dato dai formaggi lo rende un piatto da fare e rifare mille volte, perché non stufa mai. Se non avete in casa la crescenza o non vi piace potete sostituirla con qualunque altro formaggio cremoso come la ricotta (se di pecora verrà un piatto saporitissimo), o se volete stupire gli ospiti potete creare anche delle mini porzioni da servire a ogni commensale.

Detto questo non vi resta che andare a spuntare le zucchine e iniziare a preparare lo sformato di zucchine e crescenza per una cena estiva buonissima.

 

Ingredienti per 4 persone

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Fusilli Ricci con Asparagi e Gorgonzola

Fusilli Ricci con Asparagi e Gorgonzola Stagionato

Una pasta dal sapore speciale che nasce con pochi ingredienti ma ricca di sapore e dal profumo tutto primaverile, sto parlando dei Fusilli Ricci con Asparagi e Gorgonzola Stagionato, siamo nella stagione degli asparagi e quale migliore occasione per farne delle scorpacciate, avete già provato la ricetta degli Spaghetti alla Chitarra con Asparagi e Pancetta che ho postato qualche giorno fa?

La domenica nel paesino in cui viviamo è giorno di mercato, non siamo degli assidui delle bancarelle ma naturalmente ogni tanto ci piace farci un giro soprattutto per comprare quei prodotti di nicchia  e le verdure a km zero che al supermercato difficilmente si trovano: come gli anelletti palermitani, il pane pugliese e i sott’olio tipici del sud. Tra i tanti banchi c’è nè un che vende formaggi: uno di quei banchi fatto da lunghi tavoloni di legno dove sono impilati disordinatamente tante forme, etichette scritte a mano su carta da salumaio e proprio nel caos generale puoi trovare qualcosa di speciale.

Assaggia qui e assaggia li abbiamo portato a casa più di due kg di formaggio, si avete capito bene: 1 kg di bufala campana DOP, 600 g di toma di montagna semi-stagionata e 600 g di gorgonzola stagionato. Proprio questa meraviglia è la cosa che più ci ha stregato un gorgonzola dalla pasta dura e dalla venatura accentuata ma dal sapore intenso e dolcissimo che una volta spalmato sul pane sembrava di mangiare burro o panna da quando era scioglievole.

Ed ecco che il giorno dopo sulla mia tavola sono comparsi i Fusilli Ricci con Asparagi e Gorgonzola Stagionato, provateli insieme ne resterete stregati.

Ingredienti per 4 persone

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Le Melanzane in agrodolce un delizioso contorno siciliano

Melanzane in Agrodolce alla Siciliana

Le Melanzane in Agrodolce alla Siciliana sono un contorno delizioso e sfizioso che tutti al mondo conoscono, o almeno spero, perché sono buonissime e profumatissime. Ricordo sin da bambina la loro presenza sulla tavola, che fosse un giorno di festa o una classica giornata di primavera estate, si preparano in pochi minuti e piacciono sempre a tutti. Avevo quasi dimenticato quanto fossero buone queste melanzane in agrodolce fino a quando grazie all’uscita dell’ Italia nel piatto per il mese di giugno non è stato scelto il tema:

“Contorni e dintorni”

Sulle tavole italiane i contorni non mancano mai, spesso possiamo trovare una semplice insalata o qualcosa di più goloso e appetitoso per accompagnare i nostri secondi piatti e perché no, diventare essi stessi un secondo piatto arricchendolo e rendendolo speciale.

Le melanzane in agrodolce alla siciliana sono una ricetta molto semplice e poco laboriosa, che se preparata in anticipo ci dona il meglio di se, trasformando  il mix di zucchero e aceto accompagnato dalla menta qualcosa di unico e speciale. Potete servirle a temperatura ambiente o conservarle in frigorifero, tuttavia ricordatevi solo di farle acclimatare prima di portarle in tavola con un buon bicchiere di vino siciliano e un tozzo di pane di semola con cui fare scarpetta.

Insomma queste melanzane in agrodolce alla siciliana vi stupiranno per quanto sono buone e stregheranno tutta la vostra famiglia.

Ingredienti per 4 persone

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La ricetta siciliana del Cacio all'Argentiera

Cacio all’Argentiera una delizia siciliana

La ricetta del Cacio all’Argentiera è stata proprio una favolosa scoperta. Qualche tempo fa’ mi sono ritrovata a chiacchierare con la mia amica F. di cucina siciliana, nonostante siamo entrambe siciliane veniamo da due province diverse; la Sicilia è un territorio vasto e variegato (non c’è solo il mare, ma anche montagne, colline e pianure e ogni provincia ha produzioni agricole e commerciali diverse) spesso le ricette con i km cambiano radicalmente, grazie a lei ho scoperto la frascatura siciliana. Ed è proprio durante una nostra chiacchierata su come cucinare il coniglio che è venuta fuori questa ricetta e nello stesso giorno noi dell’Italia nel Piatto abbiamo deciso il tema di magio dell’uscita:

“Maggio – Formaggio”

e quale migliore occasione se non postare una ricetta autentica siciliana come quella del

Cacio all’Argentiera o Coniglio all’Argentiera

La storia ci narra che nella città di Palermo, in via Argentieri (nei pressi del mercato la “Vucciaria” mercato storico di Palermo tutt’oggi funzionante), la via dove vi erano le botteghe degli argentieri e degli orafi. Una delle famiglie caduta in bassa fortuna non potendosi più permettere piatti costosi e manicaretti goduriosi il cui profumo invadeva le vie circostanti stuzzicando l’invidia dei vicini. Per nascondere il momento di disaggio economico la moglie brava cuoca inventò con  i pochi e umili ingredienti che aveva in casa questa ricetta, con abili mosse inebriava giorno dopo giorno le vie di magico profumo, facendo credere a tutti che nella sua cucina i pentoloni erano pieni di ogni ben di Dio, inventando cosi la ricetta del Cacio all’argentiera il cui profumo è molto simile a quello del più costoso e signorile piatto di coniglio alla stimpirata (altra tipica ricetta siciliana).

Il formaggio Ragusano DOP

utilizzato per questa ricetta tipica è uno dei prodotti più antichi della produzione casearia siciliana se ne parla già dei documenti del 1500. E’ un formaggio a base di latte vaccino e presenta una forma rettangolare (circa 15 cm x 40 cm e pesa tra i 13 e i 16 kg per forma), ben diverso da tanti altri formaggio della zona e del resto d’italia.

La produzione del formaggio Ragusano DOP segue l’antico disciplinare di produzione utilizzando latte di due o più mungiture a cui viene aggiunto: caglio in pasta di capretto o agnello, acqua e sale. La massa ottenuta viene cotta per due volte a 80°C. Il prodotto una volta lavorato e ottenuto viene raccolto in contenitori in legno detti “mastredde” con la caratteristica forma di parallelepipedo. Le forme di formaggio vengono immerse in salamoia da due a otto giorni, in base al peso.

La stagionatura avviene in camere umide con temperatura tra i 14°C e i 16°C per un periodo che va dai 4 mesi ad un anno. Il sapore cambia in base alla stagionatura: aromatico e dolce quando il formaggio è giovane, diventando più piccante al prolungamento man mano che procede la stagionatura.

Naturalmente come avrete sentito spesso parlare su questo blog e sui libri di cucina regionale siciliana il formaggio Ragusano DOP chiamato anche

Caciocavallo

è molto utilizzato nella preparazione di piatti tipici della gastronomia siciliana insieme al formaggio pepato (un pecorino ricco di pepe in grani dal sapore pungente).

La ricetta siciliana del Cacio all'Argentiera

Ingredienti per 4 persone

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