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Zuppa di Pesce e Molluschi semplice e gustosa

Era da parecchio che non postavo una ricetta di pesce… Qualche giorno fa siamo stati a fare delle commissioni vicino ad un noto supermercato e con la scusa di acquistare poche cose ci siamo ritrovati a riempire un cestello di roba (ditelo che capita anche a voi, eravamo entrati solo per latte e uova), stregati da banco del pesce, abbiamo acquisti per un reggimento…. per preparare una deliziosa zuppa di pesce e molluschi molto semplice ma buonissima.

Mentre ero li a scegliere tra i due banchi a disposizione (quello servito e quello del preconfezionato) ho notato il gran quantitativo di prodotti sfilettati e sgusciati, ma per ottenere una buona zuppa di pesce e molluschi occorrono le teste, le ossa, i carapaci e il liquido contenuto all’intero delle cozze e vongole, come nella preparazione del brodo di carne occorre mettere il grasso, il magro e le ossa. So che sono più comodi, facili e veloci da cucinare ma non lasciatevi tentare perderete gran parte del sapore della zuppa di pesce fatta in casa.

La mia zuppa è pronta in meno di un ora, ma se lasciate riposare qualche minuto ne guadagna in gusto e in aromi, come tutte le zuppe va fatta cuocere con calma a fuoco basso e accompagnata da pane tostato (se volete potete strofinarci su dell’aglio) fatto in casa e un buon bicchiere di vino bianco fresco.

Ho usato per prepararla: gallinelle, seppie, cozze e mazzancolle (quello che ho trovato di fresco e intero). Qui dove vivo io il pesce da brodo non è molto apprezzato e per trovarne un buon quantitativo bisogna cambiare provincia e recarsi o in Piemonte o in Emilia. Se siete più fortunate di me potete scegliere tra i numerosi pesci che il mare ci regala e arricchirla con molluschi e crostacei a piacimento.

Come tutte le ricette popolari quella della zuppa di pesce e molluschi non ha regole ne confini, potete aggiungere e togliere ogni ingrediente in base alla stagione o al gusto, se alla nostra tavola ci sono bambini magari omettiamo il peperoncino e le cozze per ovvi motivi.

Preparatevi a fare la scarpetta, insieme ad una buona zuppa di pesce non deve mandare un buon pane, meglio se di grano duro.zuppa pesce molluschi (22)b2

Ingredienti per 4-5 persone

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Spaghetti Ruvidi con Cavolfiore e Finocchietto Selvatico

Cavolfiori, ideali per tanti piatti, dal semplice contorno cotto al vapore per chi è perennemente a dieta o golosissima pietanza per chi alla linea ci guarda meno, che ne dite di due polpettine rigorosamente fritte? In Sicilia mia madre lo cucina spessisimo e a me è sempre piaciuto tanto, per fortuna anche G. lo apprezza ed ecco comparire spesso nel mio frigo uno o due per volta, possibilmente quello del nostro contadino, preparo spesso la pasta con cavolfiore in mille modi diversi.

Avevo in frizzer un po di finocchietto, un bel po, fatto crescere quest’estate sul mio balcone profumato, congelato appena raccolto e conservato per le occasioni importanti: come preparare il macco di fave o la pasta con le sarde alla palermitana. Ma devo iniziare a fare un po di posto in previsione di altre preparazioni per il Natale e mi dispiaceva dovervi rinunciare senza però aver preparato nulla di buono!

Cosi ecco l’occasione per usarlo, preparare una una buona pasta asciutta dal sapore siculo e dai prodotti genuini che non devono mancare nella mia cucina. Uno spunto preso dalla pasta con cavolfiore della nonna con l’aggiunta del profumo inconfondibile del finocchietto selvatico fresco che ne arricchisce il sapore.

Sfortunatamente è troppo tardi per preparare gli spaghetti alla chitarra in casa, ma in dispensa ci sono sempre dei validi spaghetti di grano duro secchi di grande qualità che rendono speciale anche il piatto più semplice del mondo.

Non ci resta che mettere sul fuoco un bel pentolone di acqua salata per cuocere il cavolfiore, mi raccomando, non buttatela e cuoceteci la pasta vedrete che sapore acquista quest’ultima, in Sicilia si fa cosi!

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Ingredienti per 4 persone

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Tagliatelle integrali con Ragù Rustico al Finocchietto

Dopo il piatto vegano della settimana scorsa, ecco un piatto della tradizione culinaria italiana, che di vegano non ha praticamente niente; un bel ragù di quelli corposi, rustici e saporiti, che non si mangiano ovunque, che riempiono l’anima e il cuoce solo con il profumo che emanano scoperchiando il pentolone, quei ragù che cuociono sul fuoco basso per ore e ore fino a diventare densi e corposi e che il cucchiaio di legno quasi resta dritto.

Se volete gustare un piatto cosi certo non potete andare al ristorante stellato, perché non lo trovereste neanche a pagarlo oro, basta una di quelle trattorie dimenticate nei borghi antichi per intenderci una classica bettola di paese dove si cucina come una volta: cotture lente, sapori autentici, senza badare ne a grassi ne a calorie, ma solo al gusto di ogni forchettata.

Dove le vecchie signore si alzano al mattino e mettono sul fuoco pentoloni di bollito, zuppe di legumi e di verdure e pezzi di carne a cuocere per ore. Badate bene la carne di seconda scelta meglio ancora se frollata per il giusto tempo (fatta riposare e maturare  prima di essere messa in commercio una volta che la bestia è stata macellata) non significa che sia brutta o cattiva anzi sono i tagli poveri che si usavano una volta, ormai maltrattati e dimenticati, ma ideali per spezzatini e bolliti (Quante volte sento la signora al supermercato che implora il macellaio di farsi dare dello spezzatino magro, anzi magrissimooooooooooooo…. e mi verrebbe da dirgli “Ma signora dopo che lo ha scottato e ha messo su il sugo manco il cane lo vorrebbe tanto è diventato duro e fibroso, inutile che poi torna da questo poveretto insultandolo che la sua carne è dura.” L’errore è a monte nella scelta delle materie prime) ogni taglio ha un modo speciale di essere cucinato, e proprio da questi tagli di seconda scelta escono dei piatti strepitosi della tradizione italiana, bisogna solo usarli nel modo giusto: cotture lente per dargli il tempo di insaporirsi per bene, di perdere il grasso presente nella polpa e rende il sugo di accompagnamento cosi buono da farci dimenticare le buone maniere ed acchiappare un buon pezzo di pane per ripulire il piatto senza badare a quello che ci circonda.

Questo ragù è un po cosi, un tuffo nella tradizione del gusto, il sapore rustico, il tempo che scorre lento, il profumo delle spezie e delle erbe aromatiche che crescono nelle nostre campagne in ogni periodo dell’anno che arricchiscono ancora di più questo piatto, per sposarsi con il vino rosso di campagna, prodotto senza nessun trattamento, senza solfiti, raro ormai da trovare, quel vino che ti vende il contadino sfuso o in bottiglie senza etichetta.

Per non parlare della pasta all’uovo fatta fresca in casa, come una volta, con uova di galline ruspanti allevate con amore, con farine integrali macinate a pietra, che contengono ancora tutte le meraviglie del grano: germe, la crusca e tutto quello che da sapore ed è ricco di fibre, utilissime per gli apporti di sali minerali e vitamine. Io ho trovato un vecchio mulino vicino casa dove l’integrale è integrale, non ha nulla a che vedere con quella del supermercato, la macinata a pietra gli conferisce un sapore totalmente diverso, per non parlare del profumo. si vi consiglio di annusare un pugno di questa farina e vi si aprirà un nuovo modo di vedere i macinati, io la uso spesso per fare il pane con la pasta madre.

E dopo avervi parlato di questo magico ragù e degli ingredienti che lo compongono vi lascio la ricetta e non mi resta che entrare in modalità cucina lenta, prendere un bel pentolone e preparare un bollito (non con la pentola a pressione come farebbe mia madre), un signor bollito che deve andare e andare e ancora andareee per almeno 4 ore a fuoco basso, senza bruciarsi, lentamente fino a quando l’acqua diventa densa e corposa e non si trasforma in un magnifico brodo per preparare poi tanti e tanti altri piatti della tradizione italiana magari un risotto.tagliatelle integrali ragù rustico (41)b

Ingredienti per 4 persone

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Arancini Siciliani con Salsiccia e Piselli

Primo post dell’anno 2016 e prima ricetta!!!! Ma inizio facendovi gli auguriiiii che questo 2016 sia carico di tutto quello che sognate e amate.

Anche se arrivo con qualche giorno di ritardo rispetto al calendario… il nostro anno nuovo è iniziato un po’ turbolento, ma per fortuna nulla di irrimediabile, tanta tanta paura, ma questa è una storia che non vi racconterò oggi, forse più avanti magari quando tutto si risolverà in meglio, vi parlerò del nostro 1 gennaio 2016.

Come avete notato un altro piatto della mia terra: gli arancini siciliani, forse il piatto più famoso dello street food siciliano, per me gli arancini sono un confort food a tutti gli effetti, in Sicilia tutti i bambini crescono con gli arancini fino a diventarne dipendenti (come me), si preparano per le feste dei grandi e dei piccoli, quando mangi fuori al volo tra un impegno e l’altro, li servono sotto forma mignon per gli aperitivi e quando hai un languore e non sai cosa mettere sotto i denti e per mille altri motivi; in Sicilia gli arancini sono sempre presenti nell’alimentazione di tutti e guai a dire “non mi piacciono!” o “non mangio il fritto!” ti guarderanno male come se portassi sulla fronte il segno indelebile del tradimento, neanche io mangio il fritto ma all’arancino siciliano no non si dice!

Quando arrivano quei periodi, come le festività appena passate, dove sento maggiormente la nostalgia della mia terra e delle sue tradizioni, dei miei cari, inizio a cucinare a più non posso tutto quelli che mi riporta con la mente sull’isola, per sentirmi meno lontana.  Per placarla la voglia smisurata di arancini siciliani l’unico modo è addentarne uno, avevo sotto casa una rosticceria siciliana ma ha chiuso (a quanto pare la loro ricetta si è allontanata troppo da quella originale tanto da non vendere più …. noi in un anno li abbiamo mangiati una volta sola e ci siamo ripromessi di non farlo più… che tristezza!!!!) e il posto più vicino a casa dove poter trovare dei signori arancini siciliani è in centro a Pavia (se vi interessa vi lascio l’indirizzo nella mia dispensa).

Non cucino mai solo per due persone le mie dosi sono sempre abbondanti poi preparo la “schiscetta” per parenti e amici che apprezzano questi regali culinari forse un po’ bizzarri per qualcuno ma vi assicuro molto graditi da tanti altri.

Alcuni piatti che preparo seguono per filo e per segno la tradizione siciliana altri un po’ meno, qualcuno ha un tocco di inventiva a altri ancora si modificano scoprendo gli ingredienti che vivono nel mio frigo e i  suggerimenti di G. che adora la mia cucina terrona (quasi più di quella lombarda) aiutano.

Così nascono questi deliziosi arancini siciliani con salsiccia e piselli molto più veloci da preparare per placare le voglie di sicilianità, rispetto La classica ricetta degli arancini di riso siciliani. Per mettere in cantiere la ricetta originale dovete programmarla per tempo: per preparare un buon ragù bolognese ci vogliono parecchie ore (io lo lascio cuocere tra le 3 e le 5 ore) e in frigo non ne avevo a disposizione da usare all’istante. Tra i ripiani ho scovato altri ingredienti con cui poter creare qualcosa di buono e sfizioso: salsiccia al finocchietto tipica della Sicilia e della Sardegna.

Nelle rosticcerie isolane più fornite o estrose spesso si trovano arancini siciliani dai mille gusti: i classici al ragù, al burro, con ripieni di pesce e molluschi, quelli per vegetariani e quelli dolci a base di crema al pistacchio di Bronte o alla crema di nocciole. Nella mia città di origine c’è una famosa rosticceria che di tanto in tanto sforna qualche nuova golosità dandogli il nome del personaggio del periodo.

Basta liberare la fantasia ed ecco che in pochi minuti anche la mia cucina al nord “puzza” di fritto, come una classica cucina del sud durante i giorni di festa. G. scherzosamente mi dice tutte le volte che cucino gli arancini siciliani di mettere un cartello fuori dalla finestra della cucina, che dà sulla via principale del mercato rionale due volte la settimana e venderli al momento calandoli giù con un paniere di vimini che farei sicuramente i soldi, voi che ne dite????

Intanto gustiamoci dei favolosi arancini siciliani con salsiccia e piselli tra amici e parenti per sentirci un po più al caldo e al sole della Sicilia.arancini salsiccia e piselli (15)b

Ingredienti per 6 persone

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Polpette di Sarde al Sugo

Finita la prima parte delle feste natalizie, oggi è lunedì, abbiamo giusto qualche giorno per riprenderci dalle grandi mangiate e bevute tipiche del periodo. In Sicilia si sa le abbuffate durano praticamente per tutte le feste dal 24 dicembre al 6 gennaio, e quando arriva la befana qualunque prodotto alimentare inizia a stufare chiunque, magari.

Qui in Lombardia è tutto un po più contenuto, o almeno dove vivo io, anche quest’anno non sono tornata a casa a trascorrere le feste in riva al mare e al sole, ma mi sono dovuta accontentare della nebbia e sopratutto si fa per dire dello smog che attanaglia tutto il centro/nord. Per fortuna qui in Oltre Po un po di pioggerellina ogni tanto viene giù, non in grado di ripulire la città, ma almeno rinfresca l’aria e abbassa un po la polvere e il mio occhio piangione ringrazia vivamente.

In questi anni trascorsi nella provincia pavese, ho appreso le loro tradizioni, completamente diverse dalle mie, per il pranzo del 24 dicembre di magro: reginette ai funghi e baccalà fritto/ umido (mi raccomando non cercate le reginette al di fuori di questo periodo all’anno che non le trovate neanche se implorate in ginocchio il capo reparto del supermercato pagandole a prezzo dell’oro); per il giorno di natale il 25 dicembre ci si sposta sul grasso quindi sulla carne e allora: tortelli di brasato, brasato con polenta e cacciagioni varie in base alla zona e alla famiglia, tutti ottimi piatti ma non i miei piatti del cuore, mi pare scontato dirlo/scriverlo.

Per fortuna ci ha pensato mia cognata ad alzare la media degli omega 3 nella provincia pavese il giorno di natale con un menù prettamente terrone con: polpo, capesante, vongole e gamberoni, tutto favolosamente squisito.

Non so perché ma qui il pesce non attecchisce sulle tavole, passatemi il termine, al supermercato ci sono sempre le stesse cose: trota, salmone, polpo e gamberoni ogni tanto decongelati, anche in questo periodo dove il consumo dovrebbe essere altissimo. Poi quando arriva la casetta delle sarde freschissime o del latterino, restano li abbandonati, non considerata ed ecco che passo io implorando il pescivendolo di impacchettarmela cosi come si trova… delicatamente per non rovinarle, senza eviscerate (e già questo è stranissimo per questo luogo, dove mangiano sempre pesce con poche spine) e  con la livrea scintillante con il ghiaccio che si scioglie sotto i mega faretti del supermercato, come le star in passerella.

Eccomi allora a preparare l’ennesimo e adorato piatto terrone, la ricetta delle polpette di pesce come se fossi in Sicilia, per assaporare i profumi della mia terra anche quando è tanto lontana, in un periodo dell’anno dove i piatti tipici riempiono le tavole giorno dopo giorno, scandendo il passare delle feste e delle ricorrenze, tra le risate della famiglia e degli amici più cari.

Poi sapete che adoro le polpette, di qualunque cosa esse siano fatte e in qualunque modo esse siano cotte, e non potevo farmi scappare questa ricettina meravigliosa, tipica ed economica, fatta, come tutte le ricette povera, di cose semplice ma con tanto gusto che profuma la casa come in una friggitoria palermitana, il profumo del finocchietto e del pesce fritto, questa visione per qualcuno potrebbe essere disgustosa ma per me e per chi sa cosa significa è la benedizione del cibo di strada siciliano, fatto di arancini, focacce, cartocciate, pesce fritto, pane e panelle, pane ca’ meusa e mille altre ricette dell’isola.
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Ingredienti per 4 persone

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Tortini di Sarde e Patate

Ho una dipendenza! Il primo passo è ammettere di avere un problema! E io lo ammetto, ho una dipendenza da sarde (Sarda Sarda), si piccoli pesciolini azzurri, con squame traslucide e piccole spine fastidiose (per alcuni)! Pesce povero ma ricco di tutto quello che il nostro corpo ha bisogno, con un bassissimo contenuto di inquinanti presenti in mare, si perché questo è anche da tenere conto quando acquistiamo il nostro pesce, non solo le verdure e la carne sono a rischio ma anche, per colpa dell’uomo, il pesce.

Quando trovo le sarde al supermercato ne faccio sempre scorta, perché qualcosa di goloso da questo delizioso e maltrattato pesciolino uscirà sempre nella mia cucina. Così dopo tanti primi, ho preparato finalmente un secondo di pesce, e che secondo :) deliziosi tortini dal sapore ricco; Con un ripieno goloso che racchiudete allo stesso tempo il profumo del pane grattugiato (quello di casa fatto con la pasta madre) e la morbidezza delle fette di patate, che rendono questo piatto pieno e completo, non potevo mica dimenticarmi di un altra delle mie dipendenze: le patate (domenica ho fatto scorta dal contadino ne abbiamo preso un sacco da 10kg, vedremo quanto durano in dispensa).

Io l’ho servito con del semplice purè di patate (date anche le temperature non del tutto piacevoli di questi giorni in Lombardia) ma se preferite e la temperatura lo permette una bella insalata mista o di finocchi e arance alla siciliana, che si sposa a meraviglia con il pesce povero mediterraneo, legando insieme i sapori della mia amata, lontana, isola.

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Ingredienti per 4 persone

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Orecchiette al Tonno e Finocchietto Selvatico

A chi dice che il finocchietto non si trova in Lombardia, posso rispondere non è vero!
Se siete a Voghera andate al mercato in Piazza Duomo di fronte l’ingresso del Municipio e li c’è un banchetto di frutta e verdura che lo ha sempre freschissimo, in bei mazzi grandi e profumati, proveniente direttamente dalla Sicilia; altrimenti il “fruttarolo siculo” lo ha spesso e se non lo ha al momento ve lo porta appositamente dalla Sicilia, con il prossimo camion in partenza dall’isola.

Poi c’è chi come me che lo tiene in balcone, si si avete capito bene il finocchietto selvatico in balcone, nel suo bel vaso con la sua bella terra e cresce ricco e anche gigante, ho notato che anche la pianta preferita preferita dai bruchi, ogni mattina ne tolgo via uno o due che rosicchiano le cimette delicate, e certo pure intenditori, mica si mangiano il gambo grosso e duro. Per accudirlo basta poco: acqua tutti i giorni lontano dalle ore calde, niente ristagni nel sotto vaso che lo fanno marcire e sole sole sole e ancora sole.

Il profumo appena si sfiora inebria ogni angolo, le mani in un attimo vi profumeranno di pasta con le sarde e involtini a beccafico ed ecco che la vostra mente volerà via in un batti baleno direttamente su una spiaggia sicula: Torre Faro, Lipari, San Vito lo Capo, Favignana, Marettino, Scicli Scala dei turchi e mille altri ancora, avete l’imbarazzo della scelta e se non amate il mare abbiamo anche il vulcano più alto d’Europa.

Per preparare questa pasta la tecnica sicula impiegata è sempre la stessa: quella della pasta con le sarde palermitana, ma questa volta il sugo è rosso grazie ai pomodorini di Pachino più l’aggiunta del tonno di Favignana, un giro a 360° per la Sicilia con pochi e semplici ingredienti.

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Ingredienti per 4 persone

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Linguine con Gamberoni Speziati

Le linguine a casa mia non mancano mai, come gli spaghetti, devono essere ruvide e porose! Sulla pasta non transigo: preferisco spendere qualche cent in più e comprare una cosa in meno ma avere in tavola una buona pasta di grano duro!
Quando poi passeggiando per il supermercato ti trovi degli splendidi gamberoni il matrimonio tra i due è già scontato, ognuno con la sua ricetta e con la sua tecnica, ma voglio vedere a questo mondo chi direbbe di no ad un piatto del genere.

Per renderlo ancora più speciale, particolare, per dargli quella carica in più che lo renda unico al palato basta veramente poco, un pizzico della spezia giusta e il gioco è fatto; da tempo ormai uso spesso con il pesce: il cumino e il finocchietto, sia quello in semi che quello fresco selvatico, da buona siciliana, ma ancora non avevo mai provato con i gamberoni, il risultato favolosooooo!! Quell’energia giusta a rendere qualcosa di classico, qualcosa di ancora più invitante e goloso.

Se non avete mai provato il pesce con queste due spezie vi consiglio di farlo, un magico mondo di nuovi sapori si aprirà al vostro palato.

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Ingredienti per 4 persone

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