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Pesto di Peperoni Grigliati e Pomodori Secchi

Eccomi con un altra ricetta a base di peperoni, si lo ammetto ho riempito il frigo quasi a farlo tracimare di questi ortaggi ma li adoro e trovarli appena raccolti alle volte ti prende la mano, come vi raccontavo qui.

A G. piacciono tanto i peperoni grigliati senza aggiunta di nessun condimento e quando non so cosa fare di contorno ne butto sempre due sulla piastra e li lascio andare per i fatti loro fin ché la casa non è inondata dal loro magico profumo. Alle volte esagero e ne preparo fino a riempire una scodella, noi siamo in due mica possiamo mangiare peperoni grigliati all’infinito cosi dopo essermi accorta quanti peperoni avevo realmente grigliato non mi sono persa d’animo ho impugnato il mio frullatore ad immersione ed ecco il condimento per la pasta è pronto. Potete creare una ricetta vegana o renderla perfetta al palato degli onnivori aggiungendo alici e formaggio pecorino grattugiato.

Io ho usato uno spaghetto di grano duro ma nessuno ci vieta di usare qualunque formato di pasta voi vogliate fresca o secca che sia. L’importante che sia ruvida e rustica per sposarsi a meraviglia con il sapore del pesto di peperoni grigliati e pomodori secchi.

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Ingredienti per 4 persone

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Ghemistà ovvero Verdure Ripiene Greche

Vi ho raccontato già che io faccio una scorpacciata di peperoni in autunno su questo post delle Bruschette con peperoni e olive e sempre grazie allo stesso produttore sono riuscita a trovare dei prodotti che mangio solo nella mia Sicilia i peperoni da fare ripieni.

Dopo un estate a mangiare quelli di mia madre non avevo voglia di replicare la sua ricetta e cosi mi sono concessa un’altra meraviglia dalla cucina mediterranea le Ghemistà non sono altro che verdure ripiene di riso tipiche della Grecia, sono semplicissime da preparare e sono anche vegane e senza glutine quindi perfette per quelle cene con amici e parenti dove mettere tutti d’accordo sempre praticamente impossibile.

La mia passione per la cucina, spesso va oltre i  ricettari, amo le ricette vere quelle fatte in casa, quelle della tradizione quelle che non si preparano nei ristoranti stellati (che non saprei neanche dove iniziare a replicare) La mia passione è fatta di sapori autentici che palano di famiglia e di amicizia e proprio grazie all’amicizia speciale che ho con A. ho avuto la sua ricetta dei Ghemistà, che viene direttamente dalla Grecia.

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Ingredienti per 4-5 persone

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Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu

Eccoci ad un altro appuntamento con L’italia nel piatto, il tema per il mese di ottobre sono:

“I legumi”

In tutte le regioni italiane esistono nella cucina popolare e tradizionale ricette a base di legumi e ogni regione ha il suo legume per eccellenza, la Sicilia non fa eccezione e anzi troviamo numerosi prodotti: dalle lenticchie alle fave passando per ceci e fagioli tipici delle zone isolane, senza dimenticarci di lupini e cicerchie. Colture cosi antiche che raramente si trovano in commercio nei comuni supermercati, per averle bisogna recarsi direttamente dal piccolo produttore locale o avere una famiglia di fiducia che le coltiva.

Per questo motivo ho avuto qualche problema a scegliere la ricetta da mostrarvi, se farmi mandare da casa dei prodotti di nicchia o utilizzare quelli che si trovano in commercio con una ricetta del territorio per permettere a tutti di apprezzare in casa propria i sapori della mia terra.

Alla fine ho deciso per la seconda opzione e voglio parlarvi di una ricetta cosi semplice che risulta quasi banale, tipica delle Isole Eolie: la Favetta cu’i Guidi vediamo un po di cosa si tratta la “favetta” ovvero la fava secca sgusciata e i guidi o uidi: le bietole. Una ricetta povera ma nutriente fatta con ingredienti che la terra dona tutt’oggi sulle isole.

Questa zuppa viene accompagnata con un pane tipico eoliano chiamato “pane caliatu” esso può essere definito il pane di tutti i giorni eoliano; la parola caliatu significa secco/tostato e la ritroviamo spesso durante le feste di paese con i banchetti della calia cioè della frutta secca tostata.

Il pani caliatu non è altro che un pane biscotto che veniva preparato dalla ricottura del pane settimanale per essere consumato quotidianamente, si perché il pane fresco veniva sfornato solo una o due volte la settimana e diventava in breve tempo raffermo, a differenza “u pani caliatu” durava fino ad un mese. Questo pane è parte integrante della cucina eoliana e veniva preparato con “u livatu” cioè la levantina o pasta di riporto (un pezzo di impasto conservato per la lievitazione successiva), ancora oggi nelle isole Eolie viene prodotto e commercializzato in qualche bottega di nicchia per veri intenditori.

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Se andate alle isole Eolie (ME) non lasciatevi scappare le ricette con questa meraviglia e gustate ” ‘nsalata i pani caliatu” o “u pani caliatu cunzato” due ricette popolari semplicissime ma golosissime a base di pani caliatu. Trovare invece chi vi prepara la Favetta cu’i Guidi sarà un po più difficile perché i ristoranti non propongono ricette cosi semplice nonostante parte integrante della cultura popolare gastronomica dell’isola.

Se siete curiosi di scoprire le ricette degli altri blogger allora andate in fondo al post dove troverete l’elenco delle ricette per l’Italia nel piatto o visitate la nostra pagina fb.

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Ingredienti per 4 persone

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Pasta con Zucchine e Pomodori Secchi e un pizzico di Sicilia

Lunedì di rientro, le ferie sono definitivamente finite almeno per noi! Si ritorna alla “monotonia” dei giorni lavorativi: sveglia, colazione, corse a lavoro, casa da pulire e via dicendo. Sognando già i prossimi giorni e le prossime mete. Ritornando a casa mi è capitato di perdermi tra i miei pensieri, fare cose senza neanche rendermi conto di averle fatte… questa pasta è nata cosi: ho aperto il frigo, preparato gli ingredienti e solo dopo aver messo la pentola sul fuoco per la pasta ho capito cosa stavo realmente facendo. Alle volte mi domando se sono fuori di giri o capita anche a qualcun altro? Fatto sta che la casa si è riempita di un magico profumo ed ecco comparire una ricetta nuova per mio blog: completamente vegana, e totalmente made in Sicily, semplice a base di pomodori secchi della mia terra e di capperi delle Isole Eolie e tanto tanto buona!

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Ci siamo concessi un WE tutto per noi da questo viaggio in Sicilia andando alla scoperta di territori incontaminati con la nostra tenda da campeggio. Rotolare verso sud non solo dal punto di vista letterario, siamo andati nel punto più a sud dell’isola, abbiamo scelto come punto di appoggio Marzamemi, un piccolo paesino ormai centro della movida a pochi passi da Pachino, la patria dei pomodorini, ne abbiamo comprato qualche kg da portare a casa dai miei ma aimè ne sono arrivati ben pochi, mangiati come le ciliegie appena lavati perché dolcissimi, con il loro profumo inebriante di appena raccolti.

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Marzamemi è un piccolo borgo di pescatori completamente rimodernato senza però perdere il sapore antico e rustico, le vecchie botteghe e le rimesse delle barche ormai abbandonate dai pescatori sono diventate il centro della vita mondana: bar, ristoranti, friggitorie e piccoli negozietti di souvenir e prodotti tipici. Quello che una volta era il luogo di lavorazione del pesce appena pescato ora è un grande spaccio di prodotti ittici al cui interno si possono trovare ogni leccornia a base di pesce e non solo.

marzamemi2A pochi km di distanza senza bisogno di fare troppa strada eccoci alla Riserva di Vendicari (sito ufficiale) creata dalla regione siciliana nel 1984; un posto magico e suggestivo dal fascino particolare. Si addentra nel sottobosco per poi aprirsi verso delle vecchie saline abbandonate.

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Diventate la casa di Fenicotteri, Aironi e Cicogne che sostano in attesa di migrare, sono stati creati anche dei comodi punti di avvistamento per gli appassionati di fotografia naturalistica, che vi permettono di guardarli senza essere visti.

vendicari 3Il mare bellissimo è di un azzurro incantato (ma ero troppo presa a fare il bagno da non aver scattato neanche una foto) si alternano cale di roccia di tufo e distese sabbia finissima, potete scegliere tra ben 7 km di litorale meraviglioso all’interno della riserva. Tra i resti presenti nella zona possiamo facilmente individuare la torre sveva e la vecchia tonnara chiamata Bafutu (eretta nel 700 e abbandonata nella seconda guerra mondiale) dove sono ancora visibili gli alloggiamenti per i fuochi per la lavorazione del pesce.

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Rotolando ancora più a Sud dove la terra finisce per poi far posto al Mar Mediterraneo, ci troviamo sullo stesso parallelo di Tunisi siamo arrivati a Porto Palo. Li la costa si divide in una piccola penisola dove possiamo trovare un infinità di cale e calette.

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L’isola delle Correnti è una piccolissima isola di sabbia e tufo si trasforma da isola in penisola con la bassa marea, una volta vi era un faro che indicava la rotta ai naviganti ora in disuso. Qui la forza del vento e del mare segna il territorio lasciandolo arido e desertico con un fascino tutto particolare.

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Sull’isola di Capo passero di Porto Palo possiamo vedere la fortezza spagnola che svetta fiera tra il blu del mare e il colore della terra polverosa.

Concludo questa nuova tappa in giro per la mia Sicilia con questa pasta che di Sicilia sa, che nasconde il sapore del sole e della terra, augurandovi di poter visitare questi luoghi incantati.

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Ingredienti per 4 persone

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Passata di Pomodoro Fatta in Casa come una Volta

Da bambina come vi ho raccontato tante volte a casa dei miei nonni si facevano le “bottiglie” un modo famigliare per chiamare le conserve di pomodoro. Ricordo le tantissime pile di cassette di pomodori profumatissimi, i pentoloni giganti e il grande setaccio a motore. Il profumo del pomodoro nell’aria, i semi attaccati sui vestiti, il bruciore delle mani dopo ore e ore a tagliare pezzi. Tutte le zie e gli zii raccolti in unico posto indaffarati a lavare e pulire pomodori per preparare: salsa, pelati, pezzettoni e pomodori secchi. Ricordo ancora mio nonno e il grande pentolone colmo di bottiglie, vasetti, vecchie tovaglie a proteggere i vasetti e tanta acqua in ebollizione a cui non ci si poteva avvicinare perché troppo pericoloso per dei bambini.

Quando vivevo a casa con i miei mia madre preparava la salsa almeno una volta la settimana in estate, ma non cosi tanta da farne conserve per l’inverno. Io guardavo distante quei gesti ma ora a distanza di tempo mi trovo a ricercare nella mia cucina quei sapori semplici e freschi genuini che non hanno nulla a che vedere con la salsa comprata in bottiglia al supermercato.

Qualche sera fa a cena con degli amici rivivevamo insieme i gesti dei nostri nonni e dei genitori e in me è scattato un attimo di nostalgia: complici i pomodori dell’orto maturissimi e profumatissimi mi sono armata per preparare la passata di pomodoro fresco, con il basilico del mio balcone e l‘amore dei ricordi di bambina. Per fortuna ho la mia amica L. che mi ricorda i passaggi di alcune ricette e mi da i consigli come una mamma sicula sa fare (quando la mia non risponde al telefono)!

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Non vi resta che andare a comprare dei buoni pomodori e preparare la vostra passata di pomodoro fatta in casa e riscoprire i sapori genuini di una volta. Per pranzo ho deciso di continuare le grandi manovre in cucina e completare la mia passata di pomodoro con un buon piatto di pasta di semola fresca fatta da me. Ho scelto di preparare gli spaghetti alla chitarra ma sicuramente con la salsa di pomodoro qualunque formato di pasta andrà più che bene rendendo un piatto semplice speciale per tutta la famiglia!

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Ingredienti per 4 persone

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Minestra di Tenerumi e Spaghetti Rotti

Giorno di mercato, dopo aver sbrigato un po di impegni a casa ho deciso di andare a fare un giro per le vie, realmente non dovevo acquistare nulla ma è un modo per far passare la mattinata diversamente dallo stare al PC e grazie ad una fresca arietta estiva la voglia viene più facilmente. Mentre giravo per i banchetti ecco che la mia attenzione è stata richiamata da una cassetta di Tenerumi (era la seconda volta che li vedevo in quel banchetto) e questa volta non me li sono fatta scappare e ho subito portata a casa una busta colma.

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La minestra di tenerumi o pasta con i tenerumi è il piatto estivo palermitano per eccellenza! Ma cosa sono questi misteriosi tenerumi che ogni siciliano tanto decanta durante questo periodo? Le foglie e i rami di una zucchina lunga siciliana, alle volte si possono trovare anche i fiori ancora attaccati. Si prepara una semplicissima minestra con ingredienti di stagione: pomodori freschi, basilico e spaghetto rotto, un tipico riuso siciliano, potete arricchirla aggiungendo pezzi di zucchina lunga o di patate o entrambi come ho fatto io.

La minestra di tenerumi fa parte della cucina popolare, quella più povera che raramente trovate nei ristoranti, la cucina della nonna che sta andando via via dimenticata. La ricetta è semplicissima, elementare direi, ma voglio proporvela perché cosi non vada persa e magari un giorno anche voi, che non siete siciliani, vorrete provare a riproporla in casa.zucchina lunga

Se non siete cosi temerari da mangiare zuppe e minestre in piena estate potete usare i tenerumi con qualunque altra verdura a foglia: sbollentandola e ripassandola in padella con del pomodoro fresco o farci una buonissima e rustica frittata.

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Ingredienti per 4 persone

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Spaghetti con Pomodorini Arrostiti e Melanzane

Questa ricetta è parte della mia infanzia, dei miei ricordi di bambina, legata alle giornate al mare, fatta di sapori semplici ma che una volta in tavola sfidano la gola a resistere. Una ricetta che sa della mia terra, dei suoi sapori, una ricetta perfetta per L’italia in…pasta: il tema di giugno per il progetto L’italia nel piatto come rappresentate della Sicilia. Ogni mese troverete sul mio foodblog, una ricetta siciliana con un tema specifico scelto per l’occasione e condiviso con le amiche del gruppo che a loro volta posteranno le loro ricette regionali (in fondo al post potrete trovare i link per scoprirle) e potete seguirci anche su Instagram e qui.

La pasta con i pomodorini arrostiti è un piatto tipico della cucina eoliana: un piatto povero e veloce che si mangia principalmente in estate, fatto di pochi e semplici ingredienti che il territorio ci dona: pomodorini, capperi di Salina e foglie di basilico. Quando ero piccola, mio nonno prima e poi mia madre la preparavano spesso, era uno dei piatti preferiti da mio fratello che all’epoca mangiava solo pomodoro/salsa di pomodoro.

Il profumo che invade la casa dei pomodorini che cuociono in una semplice padella di alluminio con solo un pizzico di sale, mi riporta a quando ero piccola, alle giornate trascorse a casa con i nonni durante l’estate, quando la scuola era chiusa. Mi fanno pensare a quando con tutta la famiglia si preparavano “le bottiglie” di cui tempo fa vi ho parlato, cioè le conserve di pomodoro che ogni famiglia preparava in quantità durante i mesi estivi per poi avere la salsa, i pelati, concentrato e ogni altro preparato a base di pomodoro durante tutto l’inverno.

Il profumo che questa pasta che emana è quasi inebriante nella sua semplicità. Ho voluto però riproporlo aggiungendo un altro ingrediente del territorio le melanzane fritte, per dare al piatto un sapore ancora più siculo e goloso (e in barba a tutti quelli che mi hanno detto “se friggi …sei terrone!”…. io lo sono!).

Nonostante è un piatto ricco, è completamente vegetariano/vegano a meno ché voi non vogliate renderlo ancora più speciale con una grattata di ricotta di pecora stagionata, ma vi consiglio di non esagerare altrimenti rischierete di coprire il sapore fresco e goloso del pomodoro.

Mettere a tavola questo piatto di spaghetti con pomodorini arrostiti e melanzane è come fare un viaggio alle Isole Eolie in pochi secondi: Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi. Ognuna meravigliosamente bella con le proprie caratteristiche, che fanno di esse le 7 perle del Mediterraneo!

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Ingredienti per 4 persone

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