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Mezza maniche con Cavolfiore e Pomodori secchi

Ormai siamo alle ultime battute per il buon cavolfiore, le verdure primaverili e la frutta sono in arrivo, finalmente un po di insalatina tenera, gli spinaci in abbondanza e frutta fresca che non sa di frigo. Sfruttiamo queste ultime delizie invernali per preparare una pasta che sa tanto di Sud Italia: ricca di sapori e di profumi e per me carica di emozioni.

In casa pomodori secchi e alici non mancano mai, sono un legame fortissimo che ho con la mia terra, insieme ad un buon pezzo di provala dei Nebrodi (qui trovate una ricetta) e di ricotta infornata. Capperi e Anelletti palermitani poi regnano in dispensa dalle loro capienti bocce. Mi manca solo la mia amata trinacria a sventolare dalla finestra.

Spesso leggo le vignette satiriche sui terroni che vanno a vivere al nord e i parenti mandano loro i viveri.  Beee se non sei un terrone che vive al nord non potrai capire, viceversa se lo sei so bene che leggendo ti verrà un attimo di nostalgia di casa. E’ vero al nord abbiamo tutto quello che c’è al sud e aggiungerei anche di più, ma non è lo stesso!!!! Formaggi, verdure, le conserve fatte a casa hanno tutto un altro sapore, e poi vuoi mettere il tocco di mamma, nonna e zia che preparano: pomodori pelati, tonno sott’olio, le melanzane, peperoni e via discorrendo???

Ricordo quando ero bambina: i miei nonni e i miei zii preparare le “bottiglie” di pomodoro, giornate di agosto a pulire e lavare pomodori, macinarli e cuocerli. Il grande fusto di acqua bollente, colmo di vasetti e anche i pomodori distesi a seccare al sole, che andavano girati, entrati la notte e usciti nuovamente al mattino. Ripensando al loro sapore… sono convinta che c’è sempre un ingrediente segreto: l’amore!

E questa ricetta nasce proprio dall’amore per le materie prime del nostro territorio. Mio padre racconta che si preparava in casa della mia bisnonna (di cui ho un bellissimo ricordo!) con le mie zie all’opera tra i fornelli e per me proporvela è fare un tuffo nel passato, nella mia grande famiglia.

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Ingredienti per 4 persone

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Polpette di Cavolfiore al Forno

In Sicilia il cavolfiore è un mast, noi isolani lo usiamo in tante ricette, e per me queste polpette sono un ricordo d’infanzia bellissimo; mia madre le cucina spesso fritte e io ne ho sempre fatto grandi scorpacciate, ora che vivo con G. quando posso le preparo anche io, ma ho scelto di proporvi una ricetta più leggera e veloce di quella tradizionale da preparare: polpette di cavolfiore al forno! 

Io adoro le polpette in qualunque forma e sostanza esse siano e queste deliziose polpettine vegetariane non sono da meno, molto versatili perché possono essere servite come secondo piatto (credo che anche i piccoli li mangeranno volentieri) o come antipasto per una cena rustica o fatte piccine possono diventare dei simpatici e sfiziosi bocconcini da aperitivo.

Sono buonissime, croccantine al punto giusto con il cuore tenero e saporito; possono essere arricchite con qualunque ingrediente voi vogliate, se in frigo avete pezzettini di formaggio a pasta filata per ottenere un cuocere filante o aggiungere dadini di prosciutto cotto per gli irriducibili della ciccia, come direbbero in toscana.

In qualunque maniera voi le prepariate le polpette di cavolfiore al forno saranno sempre buonissime e come le ciliegie una tira l’altra, vi consiglio di provarle prima che gli ultimi cavolfiori invernali spariscano per far posto alle verdure primaverili.

Non mi resta che augurarvi Buon Lunedì e Buon Equinozio di Primavera (quando giorno e notte hanno la stessa durata!) che cade oggi….polpette_cavolfiore_forno (17)b

Ingredienti per 4 persone

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Pasta con Melanzane, Jalapegno e Menta

Ecco che il profumo della primavera è nell’aria, e come ogni anno anche i sensi iniziano a risvegliarsi dal lungo inverno. Quest’anno poi è stato particolarmente strano… tanto freddo al centro/sud come metri e metri di neve e qui al nord poco e niente… tanto che anche in montagna la stagione è stata un po triste. Magari torno a sciare sull’Etna il prossimo inverno anzi ché andare in Valle d’Aosta!

Ma veniamo a noi… sono comparse le prime melanzane, anche so benissimo che provengono dalle serre,  ma non ho potuto fare a meno di a acquistarne qualcuna. Ho già in mente una o due ricettine da preparare prossimamente con questo ingrediente, intanto potete sbirciare qui quelle già postate, appena arrivano quelle coltivate al sole..

Intanto spalancate le finestre e armatevi di una pentola capiente… si frigge, come nelle migliori cucine siciliane! Siiii dopo un inverno senza con poca frittura (per carnevale ho fritto!). Ho deciso di friggere le melanzane per la pasta! Doveva essere una semplice Pasta alla Norma ma si è trasformata in corso d’opera in qualcosa di ben più ricco e saporito: la pasta con melanzane, jalapegno e menta… Si perché non c’è primavera senza sole e non c’è sole senza il profumo di erbe aromatiche! Io ho già iniziato a piantare il basilico per la nuova stagione….!

L’uso del peperoncino jalapegno è voluto, perché pizzica poco ma profuma tanto e con la menta si sposa veramente bene… se non lo trovate optate per un pezzettino di peperino verde. Io ne ho ancora in frizzer dopo la scorta dello scorso anno! Per la pasta, fate voi io ho usato penne ma qualunque formato lungo o corto, fresco o secco andrà bene… per accompagnare questo buonissimo sugo!pasta_melanzane_menta (32)b

 Ingredienti per 4 persone

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Coniglio con Patate alle Erbe di Provenza

Primavera? speriamo che ormai sia alle porte… Non amo l’inverno e non vedo l’ora di poter trascorrere il tempo all’aria aperta e al mare. Sono stufa di malanni e raffreddori che per due volte mi hanno costretta a casa in pochi mesi e di dover mettere cappelli, sciarpe ecc ecc… Ho voglia di cucinare con le verdure fresche, le erbe aromatiche e il sapore del sole.

A pochi giorni dal Natale G. è tornato a casa con un coniglio intero acquistato da un allevatore locale, non potevamo mangiarlo tutto in una volta; cosi con pazienza lo ha tagliato e porzionato: una parte è stata surgelata in  porzioni per 2 e un altra è finita subito in pentola come rotolo ripieno, buonissimo!!! Dopo aver preparato il coniglio alla stimpirata, una tipica ricetta siciliana del coniglio in agrodolce, avevo ancora una porzione da consumare e volevo preparare qualcosa di diverso, ma aimè non ho mai cucinato altre ricette a base di coniglio se non la classica del coniglio alla cacciatora

Ma non mi sono fatta perdere d’animo… nonostante io non sia una accanita mangiatrice di carne e selvaggina ho tirato fuori quello che avevo in frigo, in dispensa ed ecco che seguendo i soliti passaggi ho preparato questo piatto di coniglio in umido molto goloso con patate e erbe di Provenza, nel mio cassetto delle spezie non mancano mai, le preparo in abbondanza quando le erbe aromatiche del mio balcone sono rigogliose e lo uso durante tutto l’anno per aromatizzare zuppe e altre ricette; si conservano benissimo in boccini di vetro con il coperchio ermetico per qualche mese. Ho scelto di fare una cottura semplice, non troppo lunga e le patate immancabili sulla nostra tavola completano il piatto diventando un contorno saporito e profumato.

Non mi resta che augurarvi un buon fine settimana di sole e relax!

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Ingredienti per 4 persone

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Zuppa di Pesce e Molluschi semplice e gustosa

Era da parecchio che non postavo una ricetta di pesce… Qualche giorno fa siamo stati a fare delle commissioni vicino ad un noto supermercato e con la scusa di acquistare poche cose ci siamo ritrovati a riempire un cestello di roba (ditelo che capita anche a voi, eravamo entrati solo per latte e uova), stregati da banco del pesce, abbiamo acquisti per un reggimento…. per preparare una deliziosa zuppa di pesce e molluschi molto semplice ma buonissima.

Mentre ero li a scegliere tra i due banchi a disposizione (quello servito e quello del preconfezionato) ho notato il gran quantitativo di prodotti sfilettati e sgusciati, ma per ottenere una buona zuppa di pesce e molluschi occorrono le teste, le ossa, i carapaci e il liquido contenuto all’intero delle cozze e vongole, come nella preparazione del brodo di carne occorre mettere il grasso, il magro e le ossa. So che sono più comodi, facili e veloci da cucinare ma non lasciatevi tentare perderete gran parte del sapore della zuppa di pesce fatta in casa.

La mia zuppa è pronta in meno di un ora, ma se lasciate riposare qualche minuto ne guadagna in gusto e in aromi, come tutte le zuppe va fatta cuocere con calma a fuoco basso e accompagnata da pane tostato (se volete potete strofinarci su dell’aglio) fatto in casa e un buon bicchiere di vino bianco fresco.

Ho usato per prepararla: gallinelle, seppie, cozze e mazzancolle (quello che ho trovato di fresco e intero). Qui dove vivo io il pesce da brodo non è molto apprezzato e per trovarne un buon quantitativo bisogna cambiare provincia e recarsi o in Piemonte o in Emilia. Se siete più fortunate di me potete scegliere tra i numerosi pesci che il mare ci regala e arricchirla con molluschi e crostacei a piacimento.

Come tutte le ricette popolari quella della zuppa di pesce e molluschi non ha regole ne confini, potete aggiungere e togliere ogni ingrediente in base alla stagione o al gusto, se alla nostra tavola ci sono bambini magari omettiamo il peperoncino e le cozze per ovvi motivi.

Preparatevi a fare la scarpetta, insieme ad una buona zuppa di pesce non deve mandare un buon pane, meglio se di grano duro.zuppa pesce molluschi (22)b2

Ingredienti per 4-5 persone

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Polenta Taragna alla Valtellinese

Quando ero piccola ogni inverno trascorrevamo una settimana in montagna con famiglia e a amici; ogni anno la meta era sempre diversa e piano piano abbiamo girato numerose località sciistiche del nord Italia, una più bella dell’altra. A quell’età per me il cibo era cibo potevo solo dirvi se una cosa mi piaceva o meno, solo successivamente ho scoperto la mia passione per esso, e ricordo che molte cose erano nuove e buonissime tanto da volerle mangiare nuovamente una volta tornata sull’Isola. A quel tempo e vivendo in Sicilia molti ingredienti non si trovavano facilmente in commercio come: polenta di grano saraceno, i pizzoccheri e il pane di segale tipico della Valtellina. E tutte le volte le valigie si riempivano oltre che dei classici souvenir di qualche ingrediente nuovo: un pacco di pizzoccheri, un dolce, un formaggio o semplicemente un vasetto di marmellata locale.

La polenta per il nord Italia sopratutto per i paesi di montagna è il pane quotidiano, al posto della pasta per accompagnare sughi con verdure o di carne come vi ho raccontato qui , esistono milioni di polente diverse: a base di mais e altri cereali e con macine di grana diversa. Quella taragna è molto particolare: rustica e saporita perché composta da grano saraceno e mais integrale; al suo interno si possono notare le cariossidi macinate dei chicchi che gli conferiscono una consistenza particolare in bocca ma molto piacevole. Ormai è diventata abbastanza comune nella grande distribuzione e potete trovarla già miscelata in tutti i supermercati di svariate marche e nelle botteghe del bio per un prodotto di nicchia, e credo di averla intravista anche in versione a cottura rapida.

Preparare questa ricetta è semplicissimo, gli ingredienti sono pochi, indispensabile oltre alla polenta taragna è il formaggio casera, tipico del luogo, che mescolati insieme rendono un piatto povero buonissimo e gustoso  a cui difficilmente poter resistere. E’ un piatto molto ricco e può essere consumato in bianco o essere accompagnato da condimenti a base di carne di manzo/ selvaggina o verdure, secondo il vostro gusto personale.

Ho optato per condirne metà con uno spezzatino e la restante mangiata al bianca che ho apprezzato tantissimo perché si possono distinguere bene il sapore della polenta e quello del formaggio casera e apprezzare la rotondità del burro.

Prima che possiate dire: “Ma ci vuole una vita a farla cuocere!” vi posso assicurare che ho usato una pentola antiaderente con coperchio (lo so, le signore valtellinesi a leggere questa cosa potrebbero avere un mancamento) e una volta aggiunto il burro va da sola e non si attaccha al fondo della pentola, ma solo mescolata di tanto in tanto… e se ve ne avanza un pò non buttatela versatela su un piatto o in un vassoio, livellatela e lasciatela indurire e una volta soda ripassatela su una padella dal fondo liscio per qualche minuto, servitela come stuzzichino o contorno in tavola per accompagnare salumi e sott’olio.

polenta taragna (30)b2Ingredienti per 4-5 persone

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Polpette di Zucca Berrettina

Zuccaaaaaaaaaaaaaaaaaa finalmente! Dopo tanti primi piatti ecco uno sfizioso secondo vegetariano. Da quando mi sono trasferita al Nord il mio consumo di zucca si è praticamente ridotto quasi annullato, si sembra strano dato che qui le zucche vengono coltivate in ogni dove, ma sono l’unica a mangiarla e spesso dover cucinare due pietanze diverse sporcare il doppio delle pentole ecc ecc. non mi fa proprio piacere.

Una cosa che ho notato che se surgelo la zucca cruda a differenza di altre verdure, diventa spugnosa e in cottura si sfarina facilmente quindi difficile poi da gestire e cosi anzi ché riempire il frizzer di cubetti ho optato per preparare qualcosa di pronto all’uso. Ne preparo in quantità industriali in un unica volta e la surgelo come ho fatto con vellutate e tortelli.

Ma mangiare la zucca quando viene direttamente dall’orto di un conoscente, sicuramente bio e cresciuta con cure e amore, ha tutto un altro sapore, ecco comparire la zucca berrettina una zucca dell’otre po, come vi avevo già accennato qui lo scorso anno, con la sua forma di berretto di prete, con buccia spessa e polpa soda è dolcissima (quasi nauseante!) ma che si presta per preparare tantissime ricette: come le polpette di zucca;

Una versione semplicissima e golosa, perfetta per i vegetariani e per chi adora la zucca come me, e se volete renderle perfette per gli irriducibili onnivori ci sono tanti modi per arricchirle con un sapore coinvolgente: aggiungendo piccoli dadini di formaggio saporito per avere un cuore filante ad ogni morso o listarelle di speck affumicato o golosi dadini di pancetta per gli non disprezza l’affumicatura.

Lo confesso, di queste polpette di zucca ne ho fatto una scorpacciata sono perfette per preparare deliziosi aperitivi servendole insieme ad una salsina fresca e delle olivette, che smorzano il dolce di questa deliziosa zucca altrimenti come secondo piatto semplicemente accompagnata con un insalata di lattuga o mista. Scegliete voi come più vi stuzzica.polpette zucca (19)b

Ingredienti per 4 persone

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Spaghetti all’Amatriciana

Come vi avevo scritto qualche giorno fa (qui) ecco un piatto, un nome, una garanzia! Una pasta che porta il nome di un luogo bellissimo: Amatrice in provincia di Rieti, di cui sfortunatamente ben poco è rimasto, dopo quel 24 agosto di cui tutti abbiamo memoria e dei mesi a seguire, ma a maggior ragione occorre ricordare questo angolo d’Italia tanto bello e a maggior ragione questo piatto come la storia vuole.

Gli spaghetti (e non bucatini) all’amatriciana o alla matriciana è un piatto di pasta nato moltissimi anni fa dalle mani dei pastori della zona che avevano a disposizione questi 3 semplici ingredienti: guanciale, pomodoro e pecorino e un pizzico di peperoncino, l’origine di questo meraviglioso sugo si deve all’evoluzione di un altro piatto famosissimo nel Lazio molto più antico la Gricia, altrettanto buono e apprezzato.

Per anni l’ho sempre preparata come la faceva mia nonna, come la prepara mia madre e mia suocera e come sicuramente anche qualcuno di voi, con la cipolla e la pancetta, sbagliando! Qualche chef famoso, tempo fa, l’ha proposta con l’aglio ed ecco che è nato un polverone mediatico fino a raggiungere le pagine dei giornali. Non mi sono mai postata la domanda come si prepara la vera amatriciana perché per me la ricetta era quella!

Solo da poco ho scoperto che la vera pasta all’amatriciana non ha ne uno e ne l’altro e sopratutto non si usa la pancetta (pancia del maiale) bensì il GUANCIALE (guancia), indispensabile per ottenere il suo sapore unico: dolce e delicato. Chiedo scusa per i miei errori culinari a chi questo piatto ha creato anni addietro, ma vi assicuro che trovare la vera ricetta è stato alquanto difficile, il web è una fonte di informazioni ma non sempre sono corrette, è vero che esistono infinite varianti, partiamo dal formato di pasta: spaghetti, bucatini o rigatoni? poi c’è chi usa la pancetta, c’è chi aggiunge vino, chi cipolla o aglio, chi pepe nero al posto del peperoncino e ancora olio evo o strutto e tutti la chiamiamo amatriciana.

Amo le tradizioni è cosi prima di scrivere questo post ho cercato il maggior numero di informazioni possibili e spero di esserci riuscita. Fatto sta che da quando ho provato per la prima volta questa versione di spaghetti all’amatriciana, non sono più tornata indietro: addio cipolla e pancetta… che poi detto tra noi questa versione è cosi veloce da preparare che anche nelle cene improvvisate con amici si gusta più che volentieri. Dimenticavo… il pane per la scarpetta e d’obbligo!!!!

Voi come la preparate la vostra pasta all’amatriciana? Seguite la tradizione laziale????

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