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Noodles di Riso con Verdure Velocissimi

Alle volte mi rendo conto di che ora è solo dal brontolio del mio pancino innervosito, si come i bambini, o dalle campane della chiesa dietro casa, costringendomi a tornare alla realtà; mi accorgo che mancano pochi minuti alle 12.00 e quindi pochi minuti al rientro a casa di G. affamato come sempre. E sebbene l’ora io non ho ancora messo nulla sul fuoco… Benchè io sia una foodblogger, ma succede più spesso di quanto crediate tuttavia vengono in mio soccorso i noodles di riso con verdure.

Ma ci sono tante ricette che si possono preparare, in 20 minuti: si possono fare sughi poco elaborati e cuocere comunque della pasta di qualità ma non sempre si ha voglia di mangiare qualcosa del genere. Cosi una volta aperta la dispensa i miei occhi sono caduti sulle svariate confezioni di noodles (4 tipi diversi) che ho acquistato qualche mese (qui altre ricette) fa ed ecco che la lampadina si è accesa da sola inoltre ad essi si sono aggiunte le numerose spezie del mio cassetto.

Le cotture asiatiche sono molto rapide e sopratutto saporite perfette per mettere qualcosa di buono in tavola in pochi minuti. A patto che abbiate una grattugia a fori larghi o una discreta praticità con i coltelli per affettare le verdure.

Per questa ricetta ho usato quello che avevo in casa, aggiunto un po’ di spezie che non mancano mai e affogato il tutto nella salsa di soja (come piace a G.), per un risultato goloso e velocissimo.

Questo piatto cosi cucinato è buonissimo e di conseguenza gluten free e vegano, ma nessuno vi vieta di sostituire i noodles con quelli di frumento o con i soba  o ancora aggiungere delle striscioline di frittatina di uova o delle uova strapazzate o ancora dei bocconcini di pollo o di manzo. Come potete vedere la cucina asiatica, da libero sfogo alla nostra creatività, mescolando insieme ingredienti che apparentemente in altre occasioni non vi verrebbe in mente di mangiare insieme.

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Ingredienti per 4 persone

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Cous Cous con Verdure al Ras el Hanout

Per ognuno di noi ha un confort food, cioè un cibo consolatore, quel cibo che vorresti mangiare quando sei felice o quello che vorresti mangiare quando sei triste e via discorrendo. Non è il cibo preferito ma quello confortevole, che ti da calore e sicurezza in momenti diversi della vita .Uno dei miei confort food è il cous cous (qui trovate qualche ricetta), da anni vi sono legatissima e ne faccio spesso numerose varianti come il Cous Cous con Verdure al Ras el Hanout.

Ho imparato a preparare il cous cous con le mie mani cuocendolo a vapore tanti anni fa e da alloro ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore, tanto che quando posso lo presento in tavola (qui al nord meno, non lo mangia nessuno quindi se qualcuno volesse invitarsi a casa mia io mi metto volentieri ai fornelli!). Nonostante io ami le lunghe ore di preparazione, i rituali e i gesti che si nascondono dietro un piatto del genere, ho dovuto cedere alla praticità e tengo sempre a casa un po di quello precotto che ha tutto un altro sapore ma che è comodissimo per quando: si hanno i minuti contati, si ha voglia di qualcosa di speciale, un lunch box o il ripieno di qualche verdura, se cucinate in campeggio spesso vi salva la vita e per tante altre occasioni che se sto ad elencarvi facciamo notte.

Con l’arrivo dei primi freddi e dei primi nebbioni in oltre Po, inizio ad avere nostalgia della mia isola, del mio sole e del mio autunno al mare (si perché l’estate in Sicilia continua fino a dicembre sopratutto se sei un amante delle immersioni e della barca a vela / da pesca). Cosi ho messo sul fuoco una zuppa speziata di verdure al Ras el Hanout giallo (se  no sapete cos’è potete scoprirlo qui) completamente vegana per accompagnare il mio cous cous, prendendo spunto dalle ricette marocchine per il sapiente uso delle spezie potete gustare il Cous Cous con Verdure al Ras el Hanout.

Cous Cous con Verdure al Ras el Hanout

Ingredienti per 4 persone

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Curry di Zucca Velocissimo Cucina Indiana

La mia casa pullula di zucche al momento qualche kg di Mantovana e qualche kg di Berrettina (se non la conoscete andate qui e qui) e pensate che sono l’unica in famiglia a mangiarla, ma a me piace cosi tanto che non mi stanco mai ed è cosi che sperimento tutte le ricette possibili come il Curry di Zucca Velocissimo.

Ora che ho anche un frigo/congelatore abbastanza capiente posso permettermi di cucinarla e conservarla per l’occorrenza senza dovermi mettere a spignattare per 1 sola porzione e trovarmi con il doppio delle pentole e padelle da lavare, perché tutto si raddoppia, i fornelli sono tutti impegnati e la cucina diventa un invasione di caccavelle accatastate da dover poi mettere in ordine, lo ammetto io non sono molto metodica nel riordinare la cucina come invece G. lui usa, lava, asciuga e mette via, io invece se sono nel momento creativo non mi lascio intimidire dalle cataste ma lo pago dopo a passare ora a lavare piatti.

Certo non posso mangiare tutti i kg che ho in casa in una volta e una volta tagliata: una parte preparo la classica vellutata (due porzioni sono arrivate anche al nipotino sperando che gli piaccia), una parte la cubetto e la surgelo al naturale in sacchetti da frizzer, quando ho tempo preparo anche i tortelli (che in frizzer si mantengono benissimo) e il resto la consumo fresca cosi come viene … come la fantasia mi spinge a fare: uno dei piatti che adoro con la zucca è il curry, non parlo di mescolare la zucca con il curry, ma un vero e proprio piatto di curry di zucca velocissimo.

Quando anni fa ho scoperto cos’era il curry e cosa il korma e me ne sono innamorata (se volete qualche info in più leggete questo post!) Quando arriva l’inverno ne divento dipendente e oggi vi lascio la mia ricetta di curry di zucca  senza latte di cocco (nei supermercati dove possa arrivare in bici non è un prodotto tra gli scaffali il brutto di vivere in un paese) semplicissimo velocissimo vegano, senza lattosio e senza glutine. Ma tranquille nonostante tutti questi senza è cremosissimo, ricco di gusto e di profumo.

Curry di Zucca Velocissimo

Ingredienti per 2 persone

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Ghemistà ovvero Verdure Ripiene Greche

Vi ho raccontato già che io faccio una scorpacciata di peperoni in autunno su questo post delle Bruschette con peperoni e olive e sempre grazie allo stesso produttore sono riuscita a trovare dei prodotti che mangio solo nella mia Sicilia i peperoni da fare ripieni. Ma questa volta ho deciso di preparare un piatto di origine greca: i Ghemistà ovvero Verdure Ripiene Greche.

Dopo un estate a mangiare quelli di mia madre non avevo voglia di replicare la sua ricetta e cosi mi sono concessa un’altra meraviglia dalla cucina mediterranea le Ghemistà non sono altro che verdure ripiene di riso tipiche della Grecia, sono semplicissime da preparare e sono anche vegane e senza glutine quindi perfette per quelle cene con amici e parenti dove mettere tutti d’accordo sempre praticamente impossibile.

La mia passione per la cucina, spesso va oltre i  ricettari, amo le ricette vere quelle fatte in casa, quelle della tradizione quelle che non si preparano nei ristoranti stellati (che non saprei neanche dove iniziare a replicare) La mia passione è fatta di sapori autentici che palano di famiglia e di amicizia e proprio grazie all’amicizia speciale che ho con A. ho avuto la sua ricetta dei Ghemistà, che viene direttamente dalla Grecia.

Ghemistà  ovvero Verdure Ripiene Greche

Ingredienti per 4-5 persone

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Il Mondo della Birra Artigianale

Avevo preparato un altro post ma ho cambiato idea e oggi vi parlo di un argomento nuovo.
Sapete che non sono cosa di scrivere di eventi, al massimo vi racconto quello che ho fatto in vacanza, ma ieri ho partecipato alla 1°edizione di Sapori di Birra, manifestazione che ha preso il posto del più rinomato e conosciuto Beer Fest  in provincia di Pavia; 4 giorni di eventi, assaggi e chiacchiere, se siete in zona la manifestazione sarà attiva fino a domenica sera, al Pala Oltrepo (ex area Truffi) di Casteggio (PV). Il costo del biglietto di ingresso è 3€, il prezzo della birra la spina è uguale per tutti i birrifici partecipanti all’iniziativa potete acquistare bicchieri da 33, 25 o  scegliere le loro bottiglie.

Non è una festa della birra come possiamo leggere sul loro sito bensì una rassegna per far conoscere i micro birrifici e la gastronomia italiana. Quindi dimenticatevi della birra scadente a pochi spiccioli. Qui si beve e si beve bene mangiando di qualità.

birre 2

Siccome quando si parla di food & beverage mi illumino, leggendo sul sito ho scoperto la presenza di un area riservata a chi del bere ne fa una vera cultura: laboratori, presentazioni  e seminari sui birrifici artigianali o microbirrifici. Libri  sull’argomento presentati dagli autori o da chi per loro e con la possibilità di acquisto.

Il tema dell’incontro di venerdì sera “Birre ad alta fermentazione” a cura di Luca Grandi di Officina Eventi & Comunicazione per il progetto Birra Nostra (qui la pagina FB da visitare) se c’è una cosa che rende felice G è proprio partecipare a questi eventi (e dopo essere stati al SIMEI ho capito quanto è grande e vario questo mondo).

Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato svolto, non era una vera e propria lezione, come invece pensavo, bensì una chiacchierata tra amici, accomunati da una stessa passione per la birra artigianale, che condividono insieme le loro esperienze, certo io e G. un po bianchini se proprio vogliamo essere buoni rispetto ad altri ospiti in sala con noi, ma nonostante questo è stato bello ascoltare e imparare da tutti.

birra nostra

Non essendo una vera e propria lezione non mi sono sentita in dovere di prendere appunti, come facevo all’università, quindi quello che vi racconto è a memoria, prendetelo per buono.
Una prima chiacchierata su cosa sono i microbirrifici italiani, qualche informazione di base sui tipi di fermentazione:
– alta fermentazione – Ale,
– bassa fermentazione – Lager,
– fermentazione spontanea – birra acida.
e un po di storia sulla produzione della birra Pale Ale e delle diverse geografie
-India Pale Ale
-American Pale Ale
-England Pale Ale

Ho scoperto che definire un tipo di birra è definire uno stile, una firma che ogni birra ha (vi ho detto che ero proprio bianca sull’argomento) sapevo che ad ogni stato europeo corrispondeva un tipo di fermentazione diversa ma non certo quanti nomi sigle e informazioni possono esserci dietro una birra.
Nel mondo gli italiani sono i precursori per la produzione di birre stravaganti con aggiunta di ingredienti particolari: stagionali nel caso di frutta e fiori o altri aromi come spezie e erbe aromatiche o nuove tecniche di produzione, che rendono la birra artigianale italiana unica nel mondo.

laboratorio di degustazione

  • Degustazione

Per prima cosa mi è sembrato stranissimo assaggiare la birra in un calice da degustazione  servita da un simpaticissimo sommelier dell’ AIS nella sua uniforme.

Abbiamo assaggiato 4 differenti tipi di birre ad alta fermentazione con 4 differenti gradazioni alcoliche e 4 differenti sapori e caratteristiche. 4 birrifici: Maltus Faber, Iriense, BrewFist e della Granda. Sfortunatamente non ho i nomi di tutte, ma una è stata quella che più mi è piaciuta identificando cosi uno stile ben preciso di birra che ho adorato.

Tra le 4 la mia birra preferita è stata l’ultima degustata in stile STOUT dal colore scuro e dall’ intenso aroma di caffè e cioccolato (proprio perché nella cotta erano state usate fave di cacao e svariati malti).

Quello che mi ha sorpreso di più, che a differenza del vino dove è relativamente distinguibile al palato quanti gradi fa, con la birra trae in inganno, almeno per me. Quella birra che avrei definito leggera realmente era la più alta in gradi e viceversa quella che apparentemente scura era invece la meno alcolica.

  • Il libro

malto-luppolo-il-libro-della-birra-artigianale

A seguire vi è stata la presentazione del libro: Malto e Luppolo – il libro della birra artigianale scritto da Sivlia Kopp e proposto durante la serata da Stefano Bigoni della casa editrice L’ippocampo.

stefano bigoni

Un volume che racchiude le informazioni per la produzione della birra, un viaggio intorno al mondo attraverso le realtà dei microbirrifici artigianali e delle loro birre e per concludere qualche ricetta per creare piatti con ingrediente principale la birra e valorizzarne le caratteristiche.

  • Sapori di birra: la fiera 

birre

La fiera è una grande vetrina per tutti i micro birrifici artigianali del Nord Italia, dove potete assaporare tanti stile e varietà, birre di ogni tipo e magari portarne a casa qualcuna, se volete conoscere gli espositori e le loro proposte potete visitare il sito dell’evento.

vacanze pavesi

Gironzolando tra gli stand, siamo rimasti colpiti da questa deliziosa iniziativa: visitare il territorio pavese a bordo di una vespa e assaporare i prodotti tipici del luogo, un bellissimo modo per scoprire questo bellissimo territorio e goderne al pieno durante le giornate di sole, se siete curiosi di scoprire di cosa si tratta nel dettaglio andate qui.

listino barrique

E senza accorgersene è passata l’ora di cena lo stomaco inizia a brontolare e allora eccoci al tavolo con amici per gustare qualcosa di buono e assaporare una buona birra. Questa volta anzi ché farci trascinare dal classico panino con la salamella ho deciso di affinare le mie papille gustative in altra maniera scegliendo qualcosa di unico e delizioso direttamente da una gastronomia pugliese a me sconosciuta in centro a Pavia: la puccia pugliese con polpo alla griglia e burrata; inutile dirvi buonissimo… magari provo a rifarlo in casa!

puccia con polpo

Ad accompagnare il tutto  abbiamo scelto di provare una birra Shout perfetta per questa pietanza di un birrificio lodigiano .

birra

E dopo aver trascorso questa magnifica serata alla scoperta delle birre artigianali non mi resta che salutarvi e ringraziare tutti i nuovi amici che hanno reso possibile questa serata. Magari in un altro evento spero di ri incontrarvi per chiacchierare ancora di birre, food ed eventi.

Laura

PS. Andate vestiti con abiti 100% lavabili… altrimenti la puzza di cibo fritto /grigliato vi perseguiterà per giorni… l’unico svantaggio di una manifestazione sul cibo al chiuso.

Pollo e Patate allo Za’atar in padella

Quando ho ricevuto questo mix di spezie per la prima volta non sapevo cosa fosse, la persona che me lo regalò a stento ricordava il nome esatto, poi ho scoperto il suo profumo e me ne sono innamorata. Lo Za’atar (o zaa’thar o zathar o zaatar) è un mix di erbe e spezie libanese, si usa come il nostro insaporitore per condire le verdure o per il pollo o semplicemente strofinato sulla pasta della focaccia per farne una deliziosa pietanza da condividere con i commensali. Avete mai provato il Pollo e Patate allo Za’atar in padella?

Io lo uso per insaporire un po di tutto e il suo profumo riempie la casa di magia, una ricetta che preparo abbastanza spesso è il pollo e patate allo za’atar semplicissimo buonissimo e perfetto per grandi e piccini, ne avevo fatto tempo fa una versione della stessa ricetta utilizzando i sacchetti da forno (qui) e una versione con i porri qui.

Questa versione in padella è veramente deliziosa e a G. piace tantissimo che spesso si trova a fare la scarpetta nell’intingolo profumato, ho provato a farla anche nel tajine dove viene buonissima ma sfortunatamente il mio si è crepato e non ho avuto modo di acquistarne uno nuovo.

Pollo e Patate allo Za'atar in padella

Ingredienti per 4 persone

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Lenticchie alle Erbe di Provenza e Succo di Limone

Lenticchie alle Erbe di Provenza e Succo di Limone

A casa nostra i legumi non mancano mai anche con le temperature torride di quest’estate almeno una volta la settimana li preparavo; quando vivevo in Sicilia un piatto tipico dell’estate era la “pasta e fagioli riposata” si avete capito bene riposata, se non amate le zuppe brodose è il piatto perfetto per voi.

La zuppa riposata si può fare con tutti i legumi e volendo anche con il minestrone di verdure: diventa cremosa e la pasta anche se morbida assorbe il sapore della zuppa facendola diventare buonissima, non occorre altro che preparare la vostra classica zuppa, se usate un Tegame di Coccio sarà ancora più buona, e una volta inserita la pasta nel liquido bollente, mescolate, coprite e lasciate cuocere per metà del suo tempo, spegnete la fiamma e lasciate che la pasta finisca la cottura e si raffreddi, occorrerà che aspettare l’ora di pranzo e servirla in tavola tiepida con un giro di olio evo buono.

Ho voluto fare una variante più estiva della zuppa di lenticchie ma sempre golosissima insaporendola con gli ingredienti che preferisco le erbe aromatiche e il succo di limone così sono nate le Lenticchie alle Erbe di Provenza e Succo di Limone. Non gridate all’eresia! Provatela e ditemi cosa ne pensate…

Mettere il succo di limone nei legumi è un usanza mediorientale, vi ho proposto molti anni fa una zuppa di questo genere con le lenticchie rosse decorticate, ma anche con quelle classiche il risultato è fenomenale. In più accostare i legumi con il succo di limone è importantissimo per il nostro corpo, sopratutto se avete problemi di ferro, si avete letto bene.

La vitamina C contenuta nel succo di limone come in altri agrumi e in altri frutti aiuta il nostro organismo ad assimilare il ferro non eme, ciò quello presente nei vegetali. Una spruzzata di succo di limone oltre ad insaporire può alleviare piccoli problemi che possono insorgere durante la nostra vita proprio per questa carenza, in maniera del tutto naturale e senza ricorrere a medicinali o altri prodotti sintetici, semplicemente mangiando ciò che ci piace.

Lenticchie alle Erbe di Provenza e Succo di Limone

Ingredienti per 4 persone

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Soba con Verdure Spadellate e Pepe di Sichuan

Soba con Verdure Spadellate e Pepe di Sichuan
Ho sempre avuto una passione per la cucina etnica, quando ho imparato cos’erano le spezie ho iniziato a farne scorta, tanto da riempire armadi e cassetti. La cucina straniera mi permette di viaggiare con la fantasia quando non posso andare lontano da casa. Ho iniziato ormai tanto tempo fa seguendo i consigli dagli parenti / amici viaggiatori e da quelli che invece in quel paese vi sono nati o vissuti. Mi hanno sempre affascinato i sapori orientali, le spezie i colori, le perfette simmetrie di alcuni piatti, cose che nella cucina tradizionale italiana badiamo poco, più presenti in quella orientale.

Prima delle ferie ho fatto incetta di noodles e salsine varie al supermercato (vi ho postato la foto su Instagram di cosa ho acquistato in un raptus di follia) e in più ho ricevuto da mio fratello e mia cognata dei pensierini dal loro viaggio di nozze: set di bacchette, noodles e the. l’imbarazzo della scelta da dove iniziare era tanto, ho deciso di preparare in casa i soba noodles per la prima volta; li avevo sempre mangiati al ristorante etnico o al take away. Ho sbirciato sui libri che ho in casa di cucina etnica e su internet qualche ricetta ma poi ho fatto di testa mia quindi se non trovate attinenza con le vere ricette orientali sapete il perchè, non me ne vogliate.

Intanto cosa sono i soba noodles? Sono dei sottili tagliolini di grano saraceno, che in oriente principalmente in Giappone, si possono mangiare: caldi in zuppa o freddi serviti come contorno alle verdure o spadellati con le verdure stesse. Si cuociono in pochissimi minuti e sono veramente saporiti, molto diversi dagli altri noodles di soja o di riso.

Io ho scelto di spadellarli velocemente con un mix di verdure e la salsa soba creando cosi un piatto vegano ma nessuno vi vieta di aggiungere qualche goloso gambero o dei pezzetti di pollo / maiale, secondo il vostro gusto personale e se siete temerari anche un pezzetto di alga.

Soba con Verdure Spadellate e Pepe di Sichuan

Ingredienti per 2 persone

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