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Melanzane ripiene con Tonno e Pomodori

Un altra settimana è iniziata e un altra ricetta di verdure ripiene compare sul mio foodblog, ma se dopo l’esperimento delle zucchine ripiene con cous cous e tonno questa volta vi lascio una ricetta super collaudata che è entrare nella mia routine culinaria, almeno una volta ogni 10 giorni le preparo sopratutto in questo periodo dove le melanzane di tutti i tipi abbondano nei supermercati.

Quando chiedo a G. come vuole le melanzane lui risponde solo in due maniere: polpette o melanzane e tonno. Si questo piatto è arrivato all’apice della scala gerarchica delle sue ricette con melanzane preferite.

Si preparano in pochissimi minuti, è più il tempo di cottura in forno che allunga la preparazione. Ma una volta farcite le melanzane da li a pochi minuti la casa si riempie di un magico profumo: di erbe aromatiche, di mare, di orto. Il sapore del ripieno insieme al guscio di melanzana crea un piatto speciale che invade la bocca e i sensi ad ogni morso. Se non ci credete provatele almeno una volta non vi sto raccontando frottole.

Gli ingredienti del ripieno sono tanti, ma si legano perfettamente insieme per dare ognuno il tocco di profumo e sapore al piatto e creare un secondo perfetto per le serate estive, per le cene rustiche con gli amici o da portare in una scampagnata perché anche gustate fredde sono buonissime, se vi avanzano (cosa che a casa mia non succede mai) il giorno dopo sono ancora più buone! Non vi resta che provarle e dirmi che ne pensate!

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Ingredienti per 4 persone

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Medaglioni di Melanzane Ripiene

Fuori piove, dopo settimane di asciutto, un po strano per l’Oltre Po non vedere acqua. Ma il tempo è stato veramente pazzo… prima temperatura estive, poi gelata che ha distrutto tutte le colture, ieri vento fortissimo e oggi pioggia a secchiatte. Significa che si potrebbe allagare la cabina dove passano i cavi telefonici e la mia connessione iniziare a fare i capricci.

Vi avevo avvertito qui che avevo in cantiere un altra ricetta con le melanzane, una di quelle ricette che si fanno alla velocità della luce (e parlando al telefono! si, ma questa è un altra storia) e sono buonissime in ogni occasione, avevo già preparo delle cotolette di melanzane fritte, ma questa versione ripiena altrettanto buona si prepara al forno in pochi minuti.

I medaglioni di melanzane ripieni sono perfetti sia come secondo piatto che come contorno, che come antipasto per una cena rustica o a buffet, quelle cene estive in terrazzo. Si preparano in pochissimi minuti e una volta pronte bastano 10 minuti di grill per ottenere una crosta croccante e un cuore filante. Perfette anche per i più piccoli che possono mangiarle come un panino di verdure.

Solo dopo aver acquistato la mortadella affettata al banco della salumeria (per fortuna ho trovato il salumiere l’unico di tutto il supermercato sotto casa che sa usare un affettatrice) mi sono resa conto che per questa ricetta sarebbe stata perfetta quella del banco frigo: le mortadelline (quelle da pochi etti con la pellicina rossa di plastica per intenderci) essendo tonde combaciano perfettamente con il diametro delle fette di melanzana e altrimenti vi toccherà dividere la fettona in parti cercando di piegarle e di farle rimanere entro il bordo come un lavoro di alta ingegneria culinaria.

Qualunque tipo di mortadella voi scegliate il risultato sarà perfetto e golosissimo per tutta la famiglia perché i medaglioni di melanzane ripiene sono buonissimi.

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Ingredienti per 2 persone

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Polpette con Tonno e Zucchine

Eccomi di nuovo qui, sono rientrata a casa da due giorni!
Le ferie almeno per me sono finite, abbiamo fatto un tour italico in macchina di cui presto vi racconterò qualcosa (devo riuscire a selezionare poche delle oltre 500 foto scattate e riassumere gli oltre 3000km percorsi), per raggiungere la mia terra di origine la Sicilia. Dove ho trascorso qualche giorno con i miei parenti e con gli amici di sempre; alla fine tra le mille cose da fare non sempre ci si riesce a riposare fisicamente l’importante è essere in ferie.

Chi come me è stato al mare o chi in montagna, chi è rimasto a casa: le ferie sono ferie ovunque esse siano fatte… la parola d’ordine deve essere relax! Quindi spero che siate riusciti tutti voi a riposarvi, rilassarvi e godervi dei giorni sereni con amici e famiglia.

Relax alle volte è anche allontanarsi da tutte le buone o brutte abitudini che ci siamo portati dietro durante l’anno, non significa che esse siano sbagliate ma solo che per un periodo è necessario cambiare, regalandosi una sferzata di aria fresca.

Anche se questo agosto 2016  verrà ricordato anche per altro, la felicità e la spensieratezza è stata rotta dalle lacrime per il terremoto del centro Italia: il dolore, l’angoscia, la paura, a cui questa nostra terra ci sottopone periodicamente; dopo il terremoto dell’Aquila e quello dell’Emilia, speravamo che tanto fosse cambiato, invece poco si è fatto e adesso come prima compaiono le lacrime, tante lacrime scorrendo i nomi di persone comuni vittime della casualità degli eventi.

Non voglio dilungarmi troppo (non sono un addetta ai lavori ne un giornalista di cronaca) e non voglio far polemica di quelle ne abbiamo sentite fin troppe negli ultimi giorni, sterili e inutili. Sono una persona che è cresciuta in una zona da bollino rosso: Messina è stata distrutta da una forte scossa nel dicembre del 1908 a cui si è aggiunta un onda anomala pochi minuti dopo; erano altri tempi, non si costruiva come oggi, non c’erano i mezzi e le persone addestrate a portare aiuti in tempi brevi, ma tante vite sono scomparse in pochi attimi oggi come ieri.

Il terremoto l’ho sentito più volte e spesso sono stata svegliata nel cuore della notte da scosse più o meno forti; quando sei piccola tutto è amplificato e ti chiedi se la casa reggerà e se ne arriverà un altra ancora più forte da li a breve. Tra i ricordi di infanzia c’è anche una valigia vicino la porta con: tute, giacche e scarpe da tennis, acqua e tutto quello che poteva servire in caso di fuga; so che sembra sconvolgente ma è cosi, chi vive nei luoghi a rischio ne è consapevole.

Dopo l’ennesima tragedia che ha sconvolto la nostra terra dobbiamo reagire: per chi è vivo e per chi non lo è, dobbiamo prepotentemente riuscire a vivere in case più sicure, costruite con criteri giusti e ristrutturare al meglio, per far si che questo non accada mai più. Dobbiamo denunciare chi lavora male e non rispetta le regole. Per far si che negli anni a venire non si debba più piangere cosi tante persone innocenti, tanti bambini che avevano ancora tutto da scoprire nel loro cammino.

Dopo un attimo di riflessione necessaria, torno a quello che sono capace di fare, cioè cucinare… vi scrivo una ricetta semplice per rimanere dal clima vacanziero: pochi ingredienti che sicuramente avrete in casa, un piatto ideale da mangiare caldo  o freddo durante queste giornate con ancora tanta voglia di sole e di aria buona.

Conoscete la mia passione che ho per le polpette, potrei farne e mangiarne milioni senza mai stufarmi; queste polpette con tonno e zucchine potete friggerle o cuocerle in forno o semplicemente scottarle in padella, scegliete voi in base al tempo e alla voglia che avete. Sono ideali come secondo piatto di pesce e verdure o se fatte piccine possono diventare un antipastino sfizioso servito in piccoli coppi o cestini.  Io le ho servite come secondo piatto con una ricca insalata mista e dei pomodori dell’orto e se gradite qualche goccio di succo di limone.

Non vi resta che aprire la dispensa e mettervi ai fornelli… in pochi minuti avrete un secondo adatto per grandi e piccini.

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Ingredienti per 4 persone

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Alici Ripiene Gratinate per un salto nei Ricordi

In Sicilia, da bambina, ho sempre dato per scontate tante cose, tanti avvenimenti e tanti modi di fare e vivere, poi crescendo e imparando cos’è il mondo fuori dalla mia cerchia chiamata famiglia, dai miei affetti e dalle persone che amo; ho compreso tante piccole cose e con la maturità (che mi sento vecchia ad usare questa parola su un post) ho scelto quali fare mie e quali no, quello che mi apparteneva/appartiene. Quando mi sono trasferita ho capito che le cose a cui sono stata abituata per tanti anni non erano più cosi scontate!

Tra le cose che fanno parte di me e della mia vita c’è il mare, quando per 30 anni (arrotondiamo per difetto questa cifra) è la prima cosa che vedi al mattino aprendo le finestre di casa ti riempie il cuore diventando parte di te e poi c’è il cibo sapete tutti quanto io sia legata alle mie tradizioni e alla cucina della mia isola, come la mia cultura influenza la mia alimentazione e le ricette che posto qui sul blog.

Sono cresciuta in un rione sul mare, fatto di pescatori e naviganti, vedendo il pesce arrivare a terra su piccole barche e da li sulla tavola di casa, senza passare dai grandi mercati. Ho conosciuto il profumo del pesce appena pescato, una fragranza tutta da scoprire. Gli anni sono passati, il tempo è passato, i pescatori non sono più li sulla spiaggia a scaricare il pesce appena pescato e io non vivo più sulla mia Isola, ne in un rione di pescatori.

Stretto di MessinaQui in oltre Po, nonostante il grande mercato del pesce di Milano a pochi km, il pesce non arriva spesso abbastanza fresco. Se volte comprare qualcosa di veramente fresco c’è la trota iridea, ma aimè io non riesco neanche a guardarla.

Il vero sapore del mare quello che mi riporta alla mente: l’infanzia, la spiaggia dei pescatori, il secchio con il pescato, sono le alici; potrei mangiarne a quintali ed ecco che tutta questa pappardella che ho appena scritto sulla mia vita in questi ultimi 30 e passa anni ci porta ad una cosa sola… una ricetta della mia terra.

Una ricetta povera fatta di cose semplici e di quotidianità… che spesso si trova sulle tavole dei siciliani: le alici ripiene gratinate. Questa ricetta realmente non doveva neanche essere postata, pensando fosse troppo banale ed ecco giusto le 4 foto scattate cosi di corsa ma solo dopo ho capito invece qual’era l’importanza di questa ricetta per me e per quello che sono.

Ho imparato a pulire le alici, a cucinarle e a gustarle sin da bambina, a casa dei miei nonni e dei miei non mancavano mai. Potrei mangiarne un quintale ad occhi chiusi semplicemente infarinate (nella semola rimacinata) e fritte! La ricetta che vi propongo è un po più elaborata, ma non preoccupatevi nulla di trascendentale.

Pane grattugiato, formaggio, olio, sale ecc ecc gli ingredienti di base di tutti i ripieni siciliani sia di carne che di pesce…. per renderlo ancora più speciale qualche cappero di salina (da non confondere con i cucunci), che esalta il sapore del pesce e una padella o una teglia da forno.alici (12)b

Ingredienti per 4 persone

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Pissaladière Niçoise con Pasta Madre

Finalmente Agosto!
Siete già in ferie? state per andarci o siete già tornati? Avete scelto la meta? Mare o montagna??? Presto vi svelerò cosa farò io per questa pazza estate 2016, non preoccupatevi non mancherò di scrivere per voi un travel journal dei miei spostamenti. Quindi se di punto in bianco non leggerete aggiornamenti state tranquilli… sono andata anche io in ferie! Intanto non posso lasciarvi senza raccontarvi l’ultima scoperta fatta in cucina…. e sopratutto con una meravigliosa ricetta.

Qualche giorno fa G. è tornato a casa con un busta della spesa… il suo compito in casa per quanto riguarda i viveri è quello di scegliere la carne oltre a sceglierla è lui a decidere il tipo di cottura di volta in volta, altrimenti io metterei nel carrello solo pesce e verdure. Nella busta però questa volta non c’era della carne (e neanche della bresaola per cui andiamo letteralmente matti), bensì due meloni e una grossaaaaaaaaa cipolla… si un enorme cipolla da quasi un kg di peso. SI avete letto bene un kg per un unica cipolla… ma non una cipolla qualsiasi ben si la cipolla rossa dolce di Breme.

Non la conoscevo e allora ho aperto google e ho sbirciato un po di cosa si trattava. Breme è un borgo medievale di 800 abitanti situato nella Lomellina, una zona della provincia pavese; famoso per le grosse e dolcissime cipolle rosse. Io non ci sono mai stata ma ho letto che durate il mese di giugno potete prendere parte alla sagra della cipolla di Breme, dove tutto il menù è a base di cipolla dall’antipasto al dolce, si si avete capito bene anche il dolce: gelato alla cipolla e torta alla cipolla, come si prepara quella di carote che tutti da piccoli abbiamo mangiato potete trovare quella di cipolla.cipolla di breme (8)bTra le tante ricette che ho scovato per usare al meglio questa grossa cipolla, mi incuriosiva quella della zuppa di cipolla, ma dato i 29°C presenti in casa in questo momento, la zuppa di cipolle non è proprio il piatto più adatto e allora ecco che si accende la lampadina: c’è una fantastica pizza di cipolle francese: la Pissaladière Niçoise che mi riprometto da tempo di preparare potrebbe essere la ricetta giusta per consumare questa grossa cipolla rossa.

La prima volta che sono stata in Provenza ne sono rimasta stregata, negli anni ci sono stata altre volte sopratutto in Costa Azzurra. Ora che vivo al nord la Francia dista poche ore di macchina e se mio fratello è in zona riusciamo a vederci una o due volte l’anno. Si non stupitevi, questa è la vita dei siciliani emigranti all’estero per lavoro.

Quando ho assaggiato la Pissaladière per la prima volta mi ha stregato il profumo; lo stesso profumo che invade le strade di Nizza e il suo mercato, quel delizioso odore ha lasciato una breccia nel mio cuore. Per tanto tempo mi sono ripromessa di prepararla in casa, ma il tempo passa veloce e io vorrei sempre preparare milioni e milioni di ricette da ogni angolo del mondo, ma qualcuna scappa sempre, restando in coda.

Ora non ho più scuse, mi sono decisa ad accendere anche il forno, ho rinfrescato la mia pasta madre che si è moltiplicata alla velocità della luce data la calura estiva; affettato un kg di cipolla piangendo come da tanto non mi succedeva (con le cipolle bionde mi accade meno) e lasciate stufare tanto da invadere tutta la casa da questo dolcissimo profumo (non so se la mia vicina sia dello stesso parere). Pulito le alici con tutta la pazienza del caso e aperte a libro, rimuovendo il più possibile la coda e le pinne laterali. Tutti gli ingredienti sono pronti possiamo mettere in moto l’impastatrice per preparare la base di questa magnifica focaccia estiva.

Vi consiglio di provare anche voi a farla… vi stupirete della bontà e del profumo che invade la casa. Lasciatela intiepidire leggermente, questa focaccia non va gustata incandescente come la pizza, per permettere meglio al palato di assaporare tutti i sapori insieme; non dimenticatevi di comprare anche le olive nere e i capperi, per preparare una vera Pissaladière Niçoise con i fiocchi.

Dopo averla divorata sul mio viso si è stampata una smorfia di soddisfazione, talmente tanto soddisfatta da volerne mangiare ancora e ancora tutta in una volta, a rischio di farne un indigestione con i fiocchi. L’indomani riscaldata leggermente (gli avanzi non si buttano mica) è venuto fuori un aperitivo con i fiocchi accompagnata con un buon bianco mosso, vi assicuro che è buonissima!

Sicuramente la preparerò nuovamente da servire come aperitivo o come cena rustica per gli amici, magari a fine estate quando le temperatura in casa raggiungono livelli consoni a sfornare pizze e focacce.Pissaladière Niçoise (35)b

Ingredienti per 6 persone

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Polpette di Sarde al Sugo

Finita la prima parte delle feste natalizie, oggi è lunedì, abbiamo giusto qualche giorno per riprenderci dalle grandi mangiate e bevute tipiche del periodo. In Sicilia si sa le abbuffate durano praticamente per tutte le feste dal 24 dicembre al 6 gennaio, e quando arriva la befana qualunque prodotto alimentare inizia a stufare chiunque, magari.

Qui in Lombardia è tutto un po più contenuto, o almeno dove vivo io, anche quest’anno non sono tornata a casa a trascorrere le feste in riva al mare e al sole, ma mi sono dovuta accontentare della nebbia e sopratutto si fa per dire dello smog che attanaglia tutto il centro/nord. Per fortuna qui in Oltre Po un po di pioggerellina ogni tanto viene giù, non in grado di ripulire la città, ma almeno rinfresca l’aria e abbassa un po la polvere e il mio occhio piangione ringrazia vivamente.

In questi anni trascorsi nella provincia pavese, ho appreso le loro tradizioni, completamente diverse dalle mie, per il pranzo del 24 dicembre di magro: reginette ai funghi e baccalà fritto/ umido (mi raccomando non cercate le reginette al di fuori di questo periodo all’anno che non le trovate neanche se implorate in ginocchio il capo reparto del supermercato pagandole a prezzo dell’oro); per il giorno di natale il 25 dicembre ci si sposta sul grasso quindi sulla carne e allora: tortelli di brasato, brasato con polenta e cacciagioni varie in base alla zona e alla famiglia, tutti ottimi piatti ma non i miei piatti del cuore, mi pare scontato dirlo/scriverlo.

Per fortuna ci ha pensato mia cognata ad alzare la media degli omega 3 nella provincia pavese il giorno di natale con un menù prettamente terrone con: polpo, capesante, vongole e gamberoni, tutto favolosamente squisito.

Non so perché ma qui il pesce non attecchisce sulle tavole, passatemi il termine, al supermercato ci sono sempre le stesse cose: trota, salmone, polpo e gamberoni ogni tanto decongelati, anche in questo periodo dove il consumo dovrebbe essere altissimo. Poi quando arriva la casetta delle sarde freschissime o del latterino, restano li abbandonati, non considerata ed ecco che passo io implorando il pescivendolo di impacchettarmela cosi come si trova… delicatamente per non rovinarle, senza eviscerate (e già questo è stranissimo per questo luogo, dove mangiano sempre pesce con poche spine) e  con la livrea scintillante con il ghiaccio che si scioglie sotto i mega faretti del supermercato, come le star in passerella.

Eccomi allora a preparare l’ennesimo e adorato piatto terrone, la ricetta delle polpette di pesce come se fossi in Sicilia, per assaporare i profumi della mia terra anche quando è tanto lontana, in un periodo dell’anno dove i piatti tipici riempiono le tavole giorno dopo giorno, scandendo il passare delle feste e delle ricorrenze, tra le risate della famiglia e degli amici più cari.

Poi sapete che adoro le polpette, di qualunque cosa esse siano fatte e in qualunque modo esse siano cotte, e non potevo farmi scappare questa ricettina meravigliosa, tipica ed economica, fatta, come tutte le ricette povera, di cose semplice ma con tanto gusto che profuma la casa come in una friggitoria palermitana, il profumo del finocchietto e del pesce fritto, questa visione per qualcuno potrebbe essere disgustosa ma per me e per chi sa cosa significa è la benedizione del cibo di strada siciliano, fatto di arancini, focacce, cartocciate, pesce fritto, pane e panelle, pane ca’ meusa e mille altre ricette dell’isola.
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Ingredienti per 4 persone

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Tortini di Sarde e Patate

Ho una dipendenza! Il primo passo è ammettere di avere un problema! E io lo ammetto, ho una dipendenza da sarde (Sarda Sarda), si piccoli pesciolini azzurri, con squame traslucide e piccole spine fastidiose (per alcuni)! Pesce povero ma ricco di tutto quello che il nostro corpo ha bisogno, con un bassissimo contenuto di inquinanti presenti in mare, si perché questo è anche da tenere conto quando acquistiamo il nostro pesce, non solo le verdure e la carne sono a rischio ma anche, per colpa dell’uomo, il pesce.

Quando trovo le sarde al supermercato ne faccio sempre scorta, perché qualcosa di goloso da questo delizioso e maltrattato pesciolino uscirà sempre nella mia cucina. Così dopo tanti primi, ho preparato finalmente un secondo di pesce, e che secondo :) deliziosi tortini dal sapore ricco; Con un ripieno goloso che racchiudete allo stesso tempo il profumo del pane grattugiato (quello di casa fatto con la pasta madre) e la morbidezza delle fette di patate, che rendono questo piatto pieno e completo, non potevo mica dimenticarmi di un altra delle mie dipendenze: le patate (domenica ho fatto scorta dal contadino ne abbiamo preso un sacco da 10kg, vedremo quanto durano in dispensa).

Io l’ho servito con del semplice purè di patate (date anche le temperature non del tutto piacevoli di questi giorni in Lombardia) ma se preferite e la temperatura lo permette una bella insalata mista o di finocchi e arance alla siciliana, che si sposa a meraviglia con il pesce povero mediterraneo, legando insieme i sapori della mia amata, lontana, isola.

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Ingredienti per 4 persone

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Insalata con Tonno e Uova Ripiene

Con il gran caldo di questi giorni è tanto se mi sono messa in cucina a condire un insalata, io avrei mangiato solo gelato direttamente dalla vaschetta, sotto la bocchetta dell’aria condizionata/ ventilatore spalmata sul pavimento di marmo. Ma il gelato alla fine non sfama più di tanto e cosa peggiore fà ingrassare alla velocità della luce, può essere un confort food ma fino ad un certo punto aimè.

Poi quando qualcuno, G., si lagna che di sola insalata non si vive, occorre preparare qualcosa che contenta qualche proteina da mettere sotto i denti (il tonno solo non basta), che gli appaghi la fame. Ed ecco che una battuta di qualche giorno prima mi ha dato l’idea per un pranzo fresco (leggero dipende!!!): le uova ripiene… tra i suoi piatti preferiti; a differenza mia che invece di uova ne mangio giusto il necessario e anche meglio se ben nascoste nei vari cibi che preparo, tra l’altro non chiedetemi di fare le uova in camicia che non ho idea da dove si parta.

Ma lo confesso un morso ad un ovetto di questi l’ho dato anche io, un po perché le uova erano fresche fresche e BIO, un po perché ero curiosa di assaggiare come erano venute: “Si lo confesso, non ho mai fatto le uova ripiene in vita mia”, ne ho viste tante in giro: con gelatina e cose strane, gamberetti, tonno e chi più ne ha più ne metta anche una versione al cioccolato, ma non mangiandole non ho mai avuto lo sfizio di farle in casa. Per fortuna (shhhhhhhhhhhh) il risultato è stato gradito, all’esclamazione “Sono buone!!!!!” ho tirato un sospiro di sollievo, potevo mica scatenare una guerra di palati? Non so se vi è mai capitato di cucinare qualcosa e presentarla in tavola e sentirsi dire “Ma mia mamma lo fa diversamente!”. In automatico si crea una selezione naturale sulle cose che potete cucinare e quelle che invece è meglio lasciar fare ad altri: ci sono i piatti della suocera, quelli della nonna e quelli che faccio io; ognuno con il suo tocco e il suo stile. Se trovate qualche ricetta di agnello su questo foodblog state sicuri che non è farina del mio sacco (so che dall’altra isola si stanno già facendo 4 risate leggendo questo post!!!!)

Per me poi le uova ripiene sono un piatto degli anni’80, di quando ero una bambina e la cucina era un mito per grandi, ai fornelli non mi ci potevo avvicinare e questi piatti comparivano durante le feste o le ricorrenze importanti, ben disposti su grandi piatti da portata, conservati gelosamente nella credenza del salone, dove noi piccoli non potevamo arrivare a far danno.

Poi per forza di cose quegli anni sono passati, le riviste hanno cambiato i menù e anche dalla tavola di famiglia sono sparite ora mi torno in mente l’insalata russa e tonno a forma di pesce che faceva sempre mia nonna: l’olivo nero come occhio, le squame rondelle di carote, cetrioli e patate ecc … per ritornare a perseguitarmi, si fa per dire, nel nuovo secolo.

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Ingredienti per 2 persone

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