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Gnocchi di patate con pancetta e rucola avvolti da crema di crescenza

Gnocchi di Patate con Pancetta e Rucola

In casa le patate non mancano mai, le usiamo in tantissime preparazioni come gli gnocchi; ho pensato di sperimentare e di preparare gli gnocchi di patate con pancetta e rucola, un piatto forse apparentemente non adatto alla stagione invernale, ma che potrebbe essere senza dubbio perfetto per la primavera che tanto sto sognando (non ci posso fare nulla ma io all’inverno in pianura padana non riesco ad abituarmici).

Naturalmente preparare gli gnocchi di patate con pancetta e rucola è molto semplice, gli ingredienti necessari sono veramente pochi e se avete poco tempo potete utilizzare degli gnocchi confezionati o del pastificio, l’importate che siano di buona qualità e con un alto contenuto di patate (e non di farina), quindi vi consiglio sempre di leggere attentamente le etichette prima di metterli nel carrello della spesa.

Ho scelto di avvolgerli in una deliziosa crema al formaggio preparata con crescenza, parmigiano e pecorino, che rende il piatto delicato ma allo stesso tempo con la giusta sapidità. G. ha molto apprezzato tanto da chiederne un doppio bis, e come dargli torto. E chissà che tra qualche giorno non li riproponga nuovamente a tavola creando una nuova variante, magari questa volta adatta anche ai vegetariani.

Ingredienti per 4 persone

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Gnocchi di Patate alla Curcuma con Ragù di Verdure al Pepe di Sichuan

Gnocchi di Patate alla Curcuma con Ragù di Verdure

Sarà il freddo, sarà la voglia di mettere sul fuoco le pentole in questi giorni ho preparato spesso gli impasti della tradizione come gli gnocchi e dopo aver preparato quelli con il ragù di di verdure alla birra, mi sono trovata a cuocere nuovamente patate, questa volta però l’idea che avevo in testa era ben diversa cosi ho aperto il mio cassetto magico delle spezie ed è balzata fuori la mia amata curcuma, ed eccomi a preparare dei deliziosi Gnocchi di Patate alla Curcuma con Ragù di Verdure al Pepe di Sichuan. So che sulla bloggosfera siamo in tante ad amarla ma ci sono anche tanti che non la gradiscono, del resto il mondo è bello perchè è vario!

Questa ricetta è nata da sola, gli ingredienti si sono materializzati nel mio cervello, non so spiegarvi … magari capita anche a voi di sentire il profumo delle cose e le vostre mani vagano indipendenti. So solo che questo piatto di Gnocchi di Patate alla Curcuma con Ragù di Verdure al Pepe di Sichuan è stato un vero successo e anche G. ha apprezzato svuotando la pentola con gusto. Lui che quando ci siamo conosciuti usava a stento l’origano nell’insalata è un bel traguardo.

Preparare gli gnocchi alla curcuma è semplicissimo, quasi banale, ricordatevi solo di indossare un Grembiule da cucina e ancora dei guanti, anche se io non amo cucinare con i guanti. Ma questa deliziosa e profumata radice è un colorante naturale molto potente, non è bello avere le mani gialle.

Un elemento indispensabile per rendere particolare questo piatto di Gnocchi di Patate alla Curcuma con Ragù di Verdure è il Pepe di Sichuan , da quando è entrato nella mia cucina non potrei farne a meno. Il suo profumo inebriante, ricco e leggermene pungente, diverso dal classico pepe nero mi ha stregato.

Gnocchi di Patate alla Curcuma con Ragù di Verdure al Pepe di Sichuan

Ingredienti per 4 persone

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Frascatura Siciliana ovvero La Polenta Siciliana

Conoscete la ricetta della Frascatura Siciliana? Io no, lo confesso! O meglio fino a pochi giorni fa’ non avevo idea di cosa fosse questa ricetta cosi semplice, ma cosi buona, della cucina popolare, povera e tradizionale siciliana. Grazie alla mia amica F. con cui chiacchiero sempre di tutto, ho scoperto questa ricetta siciliana che preparava sua Nonna C. e che ora prepara la sua mamma.

Una ricetta perfetta per l’uscita di gennaio dell’Italia nel piatto per il tema di apertura di questo nuovo anno

La cucina degli avanzi

Tuttavia cosa c’entra questa la ricetta della Frascatura Siciliana con la cucina degli avanzi? Quante volte vi siete domandati “cosa ci faccio con l’acqua di bollitura del broccolo o delle bietole o dei finocchi?” quel liquido ricco di cosi tante sostanze che sembra quasi un peccato buttarlo nel lavandino per scolare le verdure. Sapete che la pasta con il cavolfiore alla siciliana si fa cuocendo la pasta nella stessa acqua di cottura della verdure?

La Frascatura Siciliana

è la ricetta che ci svela come poter usare l’acqua di cottura delle verdure invernali e creare un piatto delizioso, saporito e molto nutriente con pochissimi ingredienti.  Non troverete le indicazioni di peso delle verdure, essendo una ricetta con gli avanzi non segue una legge precisa bensì la quantità che vi avanza dalla preparazione dei broccoli o delle bietole lesse o del minestrone di verdure invernali.

La Frascatura Siciliana è anche conosciuta come la polenta siciliana, e si anche al sud si prepara la polenta, ha una storia molto antica (e sul web ho racimolato un po’ di informazioni spero che esse siano le più autentiche possibili) nasce nell’antica Roma come una polenta di farina di grano duro, di cereali o legumi, veniva preparata come una densa minestra dal nome di puls (polenta) in cui si potevano trovare verdure e carne, fu importata nei territori siciliani dove divenne un piatto popolare e poverissimo. Il nome frascàtula il cui termine deriva dal francese “flasque”  significa molle, che si riferisce proprio alla consistenza di questa polentina.

Frascatura Siciliana ovvero La Polenta Siciliana

Durante le mie ricerche ho capito che la Frascatura Siciliana più che un unica ricetta può essere definita una preparazione, viene cucinata in tutta l’isola con numerose varianti in base al luogo e alla stagione, troviamo ricette con una sola o con più verdure come: broccoli, cavolfiore, biete e finocchi. E’ la pietanza tipica del paesino di Sperlinga nella provincia di Enna, il comune più alto d’Europa, si avete capito bene e viene anche chiamato l’ombellico della Sicilia per la sua posizione centrale nell’isola.

alcuni nomi e varianti della Frascatura Siciliana:

Troina si chiama piciocia ed è a base di farina di ceci, cicerchie (rumanedda) e cardi,
Enna si chiama paniccia e veniva preparata con grano timilia;
Leonforte viene invece utilizzata una farina derivata dalla “fava larga” tipica di quelle parti. Nicosia il nome è picciotta e si usa una farina di cereali e legumi misti.
Trapani  prende il nome di ”frascatuli” ed è una variante del couscous: la semola viene “incocciata”, fino a formare i granelli più grossi di quelli del cuscus tradizionale, e poi cotta con il cavolfiore.
A Modica invece si prepara una polenta con solo farina acqua sale e pepe e qualche pezzetto di formaggio pecorino.

La frascatura siciliana è diffusa anche nell’agrigentino e nel nisseno.

Frascatura Siciliana ovvero La Polenta Siciliana

Ingredienti per 4-5 persone

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Spätzle di Spinaci con Panna Acida

Naturalmente io sono una gran curiosa quando si tratta di cibo, mangerei quasi tutto quello che mi si propina sotto il naso. Tutte le volte che vado al supermercato e non ho una lista della spesa o un idea precisa in testa mi trovo a vagare per le corsie, qualche volta mi lascio stregare e acquisto anche qualche prodotto nuovo cosi senza pensarci, è un po quello che è successo la prima volta che ho mangiato gli Spätzle di spinaci una di quelle confezioni pronte del banco frigo… ma aimé una volta portati a tavola io e G. ci siamo guardati in faccia come a dire “se mangiavamo aria forse era meglio”… deludenti, inconsistenti, insapore un completo fallimento… abbiamo finito il piatto giusto perché non avevo altro per pranzo, che tristezza in sostanza un totale fallimento.

Ma cosa sono gli Spätzle di spinaci? In pratica e in breve li possiamo chiare gnocchi tirolesi, per chi non li conosce sono dei deliziosi gnocchetti dalla forma irregolare fatti a base di spinaci, uova e farina, originari dell’Nord Europa: Germania meridionale,  in Tirolo, Alsazia e Svizzera, ma li potete trovare anche sulle tavole del Trentino-Alto Adige, si preparano in pochissimi minuti e si cuociono come i classici gnocchi di patate (quando salgono a galla sono pronti per essere tuffati nel condimento) ma questi vengono lavorati tramite un attrezzo chiamato Grattugia per spätzle  molto simile a quella dei passatelli che li fa cadere direttamente in acqua bollente dandogli una forma irregolare, leggermente allungata, diversamente dai classici gnocchi i patate a cui siamo abituati sulle tavole italiane.

Ovviamente si possono condire con del semplice burro e salvia o per gli amanti con un po’ di panna da cucina e speck, o con dei formaggi, ma se di buona qualità basta veramente poco per portare in tavola un piatto speciale.

Ora che è tempo di spinaci e ne avevo un po’ in frigo già lavati e lessati (troppo pochi per un contorno per due o per un secondo) mi sono detta magari provo a farli io; e per la salsa? Bee apro il frigo ed ecco che gli ingredienti si sono materializzati tra le mie mani e vi assicuro che il risultato è stato un successo! Tanto da replicare dopo pochissimo tempo con lo stesso condimento e lo stesso buonissimo sapore.

Naturalmente potete acquistare gli spinaci surgelati per preparare questo piatto ma il sapore perderà un po’ di intensità, guadagnando in tempo e praticità, in cucina bisogna sempre trovare il bilancio perfetto delle cose sopratutto per chi lavora o ha piccoli da accudire. Ovviamente la scelta degli spinaci freschi richiede una lunga preparazione precedente alla preparazione vera e propria della ricetta.

Se anche voi siete dei curiosi per natura e vi piace scoprire sempre sapori nuovi questo piatto di Spätzle di spinaci è perfetto per voi. Inoltre questi gnocchetti sono ottimi anche conditi con un po’ di burro e parmigiano, mantenendo intatto il sapore degli spinaci per quelle sere dove le idee scarseggiano ma la voglia di qualcosa di buono è sempre presente.

Spätzle di Spinaci

 

Ingredienti per 4 persone

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Gnocchi di Patate con Ragù Bianco alla Birra Rossa

Vi ho sempre detto che noi siamo degli accaniti mangiatori di patate, in casa ne faccio un consumo spasmodico e ne acquisto sempre tanti kg, solitamente scelgo quelle tutti gli usi cosi che possa usarle per tante preparazioni come questi Gnocchi di Patate con Ragù Bianco alla Birra Rossa!.

Quando ho tempo e non sono presa da milioni di altre cose eccomi a preparare gli gnocchi di patate in casa, solitamente li condisco semplicemente con una buona salsa di pomodoro (magari di quella fatta da me qui trovate la mia ricetta) ma dato l’arrivo dei primi freddi ho deciso di preparare un piatto più ricco e elaborato, da gustare accompagnandolo con un bicchiere di birra buona, e se la birra la mettessi nel ragù?

Ho scelto cosi di preparare un ragù bianco alla birra rossa, molto semplice ma gustoso e dal sapore particolare, perfetto per gli amanti della birra rossa artigianale, quella corposa e dal sapore intenso, creando cosi un perfetto mix di sapori con il dolce dello gnocco di patate fatto in casa.

Preparare gli gnocchi è una cosa che mi diverte e sopratutto mi da grande soddisfazione una volta messi a tavola, il sapore delizioso, la consistenza leggera e che si scioglie in bocca, un mix perfetto da gustare con Ragù Bianco alla Birra Rossa!. Inoltre trovo che sia anche un ottima ricetta da preparare con i bambini grazie all’impasto morbido e semplice da preparare.

E voi gli gnocchi di patate con cosa li condite? e sopratutto come li preparate?

Gnocchi di Patate con Ragù Bianco alla Birra Rossa

 

Ingredienti per 4-5 persone

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Gnocchi alla Romana con Funghi Champignon fatti in casa

Gnocchi alla Romana con Funghi Champignon fatti in casa.

Qualche settimana fa, G. torna a casa tutto contento… “Abbiamo i funghi a lavoro“…. a primo achitto non ho capito di cosa parlasse, poi ha iniziato ad elencarmi le specie e ho capito che si parlava di roba da mangiare!… Dopo un analisi del prodotti mi sono lasciata convincere in questo nuovo esperimento (dopo l’orto sul balcone degli ultimi anni) e per iniziare quest’avventura abbiamo scelto di acquistare dei comuni

champignon bianchi.

Non sapevamo molto e una volta scelto il luogo dove mettere i funghi ci siamo domandati se era adatto e quanto una confezione di inoculi avrebbe prodotto durante la sua vita agricola. Lo confesso all’inizio ero un po scettica, ma mi sono detta se li vendono e tanti li acquistano (sono andati a ruba in pochissimi giorni) un motivo ci sarà.

Le istruzioni riportate sulla confezione erano molto semplici: bagnare la superficie con uno spruzzino una o due volte al giorno fino alla comparsa di una patina bianca, aprire la scatola e continuare a bagnare con lo spruzzino una o due volte al giorno, raccogliere i funghi quando avranno raggiunto le indicazioni appropriate, a prova di bomba! Per una buona riuscita della coltivazione casalinga dei funghi champignon la temperatura si deve aggirare tra i 18 e i 22 °C. Qui vi lascio un link dove potete trovare un esempio di il Kit per Coltivare in Casa .

Gnocchi alla Romana con Funghi Champignon fatti in casa.

In circa 10 giorni di amorevoli cure di G. (io ho l’insalata da accudire) ecco il nostro primo raccolto di funghi champignon bianchissimi, bellissimi e profumatissimi. Una volta rimossa la terra alla base il peso era di circa 300 g. L’idea era di farci della tagliatelle all’uovo ma riordinando la dispensa delle farine ho trovato una confezione di semolino (dimenticata!) ed ecco che la ricetta è venuta fuori da sola… in pochi minuti ho preparato gli gnocchi alla romana e mentre raffreddavano (sul davanzale) ho trifolato i funghi.

Mentre stavo per tagliare gli gnocchi nella classica forma circolare ecco comparire G. “ma se li fai quadrati non fai prima?” e vi confesso che non me lo sono fatta ripetere due volte e in meno di un ora la casa profumava di buono con i miei gnocchi alla romana con funghi champignon.

Gnocchi alla Romana con Funghi Champignon fatti in casa.

Ingredienti per 2 persone

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Polenta Taragna alla Valtellinese

 

Polenta Taragna alla Valtellinese. Quando ero piccola ogni inverno trascorrevamo una settimana in montagna con famiglia e a amici; ogni anno la meta era sempre diversa e piano piano abbiamo girato numerose località sciistiche del nord Italia, una più bella dell’altra. A quell’età per me il cibo era cibo potevo solo dirvi se una cosa mi piaceva o meno, solo successivamente ho scoperto la mia passione per esso, e ricordo che molte cose erano nuove e buonissime tanto da volerle mangiare nuovamente una volta tornata sull’Isola. A quel tempo e vivendo in Sicilia molti ingredienti non si trovavano facilmente in commercio come: polenta di grano saraceno, i pizzoccheri e il pane di segale tipico della Valtellina. E tutte le volte le valigie si riempivano oltre che dei classici souvenir di qualche ingrediente nuovo: un pacco di pizzoccheri, un dolce, un formaggio o semplicemente un vasetto di marmellata locale.

La polenta per il nord Italia sopratutto per i paesi di montagna è il pane quotidiano, al posto della pasta per accompagnare sughi con verdure o di carne come vi ho raccontato qui , esistono milioni di polente diverse: a base di mais e altri cereali e con macine di grana diversa.

Quella taragna è molto particolare: rustica e saporita perché composta da grano saraceno e mais integrale; al suo interno si possono notare le cariossidi macinate dei chicchi che gli conferiscono una consistenza particolare in bocca ma molto piacevole. Ormai è diventata abbastanza comune nella grande distribuzione e potete trovarla già miscelata in tutti i supermercati di svariate marche e nelle botteghe del bio per un prodotto di nicchia, e credo di averla intravista anche in versione a cottura rapida.

Preparare la Polenta Taragna alla Valtellinese è semplicissimo, gli ingredienti sono pochi, indispensabile oltre alla polenta taragna è il formaggio casera, tipico del luogo, che mescolati insieme rendono un piatto povero buonissimo e gustoso  a cui difficilmente poter resistere. E’ un piatto molto ricco e può essere consumato in bianco o essere accompagnato da condimenti a base di carne di manzo/ selvaggina o verdure, secondo il vostro gusto personale.

Ho optato per condirne metà con uno spezzatino e la restante mangiata al bianca che ho apprezzato tantissimo perché si possono distinguere bene il sapore della polenta e quello del formaggio casera e apprezzare la rotondità del burro.

Prima che possiate dire: “Ma ci vuole una vita a farla cuocere!” vi posso assicurare che ho usato una Casseruola antiaderente con coperchio (lo so, le signore valtellinesi a leggere questa cosa potrebbero avere un mancamento) e una volta aggiunto il burro la Polenta Taragna alla Valtellinese va da sola e non si attacca al fondo della pentola, ma solo mescolata di tanto in tanto… e se ve ne avanza un po’ non buttatela versatela su un piatto o in un vassoio, livellatela e lasciatela indurire e una volta soda ripassatela su una padella dal fondo liscio per qualche minuto, servitela come stuzzichino o contorno in tavola per accompagnare salumi e sott’olio.

polenta taragna (30)b2Ingredienti per 4-5 persone

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Polenta Rossa del Ticino e Salsiccia

Quando arriva l’inverno ecco comparire nel menù di casa la polenta, noi la mangiamo sempre volentieri sia semplicissima al pomodoro (come la preparava la nonna di G.), con i funghi, il gorgonzola e con sughi più elaborati come in questo caso. Ma da quando ho scoperto la Polenta Rossa del Ticino ho ancora più voglia di preparala nonostante occorre stare a mescolare per un po’ mentre cuocere..

Anche i muri sanno che non è un piatto tipico siciliano, ma almeno una volta l’anno da bambina compariva sulla tavola della domenica, non avevamo Paiolo In Rame Per Polenta e tanto meno la cultura di stare a mescolare per un ora, quindi usavamo quella precotta; a quel tempo c’era un solo tipo di farina per polenta istantanea, ma per me il risultato era più che eccellente, un piatto che non mangiavamo tutti i giorni. Mia madre la preparava (l’ha fatta anche lei in settimana!) con questo stesso sugo che a noi piace tanto.

Una volta entrata nel mondo del food blog e conoscendo virtualmente cucine di tutti gli angoli d’Italia ho scoperto i tantissimi tipi di polenta:

gialla, integrale, bianca, taragna, saracena

ecc ecc. Quando sono arrivata al nord ho imparato (passatemi il termine) a cucinare la vera polenta, non sarò mai come una massaia lombarda a girare la polenta nel paiolo di rame sul fuoco vivo del camino con il mestolo di legno per un ora, ma me la cavo.

Qualche tempo fa andando al mulino a comprare le farine per il pane e la pizza a Pavia ho scoperto che nella nostra zona è la

Polenta Rossa del Ticino

poco conosciuta e difficile da reperire fuori dalla zona, sono poche le aziende agricole che la coltivano e si trova solo in alcuni negozi di nicchia o direttamente al mulino che la macina;

Non sono un esperta di polenta ma dopo averne provate alcune al supermercato e al mercato sono tornata a comprare questa, la Polenta Rossa del Ticino è molto saporita e cremosa (come piace a me!), perfetta per accostarla con tanti sughi diversi e da mangiare semplicemente come pane quando ne avanza un po’.Polenta Rossa del Ticino e Salsiccia

 Ingredienti per 4 persone

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