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Cassata siciliana al forno

Cassata siciliana al Forno una tradizione Siciliana

Il calendario segna 2 DICEMBRE! quando si parla di dicembre tutti o quasi tutti pensano al Natale: anche se non sono una fanatica del periodo natalizio da quando vivo al Nord mi manca trascorrere il Natale sulla mia isola: mangiando le prelibatezze tipiche come la cassata siciliana al forno, assaporando le lunghe ore a tavola con la famiglia, gli amici e le chiacchiere.

Per noi siculi (ma come credo per tutti gli italiani) lo stare a tavola è convivialità non importanza se nel piatto ci siano dei semplici “spaghetti, aglio, olio e peperoncino” preparati in 5 minuti o un cenone da grande chef a 11 portate e quintali di argenteria, l’importante è lo stare insieme senza la frenesia del lavoro, degli impegni, dell’orologio che rintocca le ore (se per una volta non mi togli il piatto da sotto al naso quando sto ancora masticando l’ultimo boccone ne sarei felice!)

Lo stesso vale per i doni… ed ecco al tema di dicembre dell’Italia nel piatto:

“NATALE, doni di Gusto!”

spesso ci ostiniamo a dover spendere fior di quattrini comprando cose inutili, fuori luogo, non adatte alla persona che le riceve (si perché alle volte presi dalla foga degli acquisti neanche pensiamo a chi scarterà quel pacco e se realmente è adatto a lui/lei… Io ne sono la prova vivente negli ultimi 4 anni… ho ricevuto più cose a cui non ho ancora tolto l’etichetta di quelle che ho realmente usato per non parlare dei regali cambiati, si lo so non è bello ma provate voi ad avere in giro per casa cose inutili e di gusto completamente opposto al vostro).

Io sono più per la teoria “i gesti parlano meglio dei soldi” e preparare in casa i doni da regalare dà grande soddisfazione: sia a chi li fa che a chi li riceve, non altro per l’impegno messo nel farlo e l’amore che genera.  Panettoni, torroni, biscotti e casette di marzapane, ognuno di noi ha tanto da offrire semplicemente preparando dei piccoli doni con le proprie mani.

Oggi voglio insegnarvi a preparare un dolce tipico siciliano:

la cassata siciliana al forno

Sebbene vi sia una frolla non chiamatela crostata, perché la lavorazione e più lunga e complessa che ci ripaga con il  suo sapore intenso e dal cuore morbido di ricotta e cioccolato, aromatizzata con zucchero a velo e cannella. Solitamente la cassata è un dolce pasquale ma ormai da tempo questa cosa è andata scemando e spesso le ho confezionate e preparate per Natale, insieme a biscotti e altre delizie.

In Sicilia, sul web e sui libri di cucina siciliana, esistono tantissime versioni di questo dolce ma vi posso assicurare che per essere una vera cassata siciliana al forno  deve avere all’interno un delizioso strato di pan di spagna, che non sempre si trova, cioccolato, cannella e gli immancabili canditi siciliani (io forse ho abbondato con il cioccolato fondente oltre il peso indicato ma ai peccati di gola non si può mica resistere!)

Con la buonissima frolla dello chef Stefano Laghi ho scelto di preparare i biscottini a forma di cuore che potete vedere nelle foto, perfetti anche essi da regalare o da gustare accoccolati a leggere con una buona tazza di the/ tisana durante un pomeriggio di relax natalizio.

Volete conoscere cosa si regala per Natale nelle regioni delle mie 20 amiche? Andate alla fine del post per scoprirlo.

cassata siciliana al forno

Ingredienti per una  cassata siciliana al forno  
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goedkope energie

Melamangio la torta di mele di Stefano Laghi

Sapete che non sono un appassionata di dolci, nonostante li mangi e li cucini ne posti pochi perché non sperimento mai troppo lontano dal mio naso. Preferisco cucinare il salato, esprimermi con i prodotti che sanno della mia casa. Ma nell’ultimo periodo mi sono appassionata alle creazioni che vedo in giro a dolci meravigliosi e ho deciso di affidarmi alle mani di qualcuno che di pasticceria ne conosce tanto scegliendo di preparare la sua torta di mele. La famosissima torta di mele di Stefano Laghi: MELAMANGIO la torta di mele

La torta di mele è una ricetta che fa subito infanzia, che fa subito casa, che tutte le famiglie indistintamente preparano appena arriva l’autunno… , mia madre non ne hai mai fatto un vanto della sua cucina ma ricordo mia nonna che la preparava con la cannella. Quella della nonna dei miei cucini invece la ricordo speciale tanto che da qualche parte ho anche la ricetta della torta della Nonna Maria, qui ne trovate alcune versioni. 

Il nome Melamangio la torta di mele sa di buono, di una cosa a cui non puoi resistere e lo confesso anche io non ho resistito e nonostante non ami la torta di mele ho voluto provare anche io a farlo, sono andata al supermercato ho comprato le mele e le ho anche mangiate a crudo, voi non ci trovate niente di strano ma per me è tanto strano… non le amo! Questa torta di mele è facilissima, pochi ingredienti e sopratutto semplicissima nei passaggi. Vi assicuro che è buonissima e per dirlo io che non vado pazza per le torte di mele.

Ho preso la ricetta della Melamangio la torta di mele direttamente dalla pagina fb di Stefano Laghi, li potete trovarne altre anche senza glutine o correre in libreria ad acquistare i suoi volumi di recente produzione, cosa che farò al più presto.

Melamangio la torta di mele

 

Ingredienti per una tortiera grande

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Tiramisù Pastorizzato in Jar Monoporzione

Tiramisù Pastorizzato in Jar.

Per tutta la mia vita ho provato una sola ricetta di tiramisù quella di mia madre. Presa da una vecchia enciclopedia di cucina a volumi. Ricordo ancora il titolo del volume: “il formaggio”, quando ero bambina trovavo assurdo che uno dei miei dolci preferiti fosse fatto con il formaggio, di solito il formaggio si usa per altro, poi se paragonato ai sapori forti dei formaggi siciliani capite bene la mia reticenza. Passati gli anni l’ho fatto cosi tante volte che ricordo quella ricetta a memoria, senza bisogno di controllare le dosi, la faccio ormai cosi meccanicamente che anche G. l’ha imparata a fare e devo dire con un discreto successo. La mia cognatina V. tutte le volte che mi vede e si parla di dolci mi dice sempre che con la ricetta del tiramisù va sul sicuro e fa un figurone.

Avevo provato qualche settimana fa la crema al mascarpone di Montersino (qui) sapete di chi parlo, uno dei pasticceri del momento e l’ho usata per preparare questo dolce, e me ne sono innamorata cosi mi sono decisa a provarla nel tiramisù ed eccomi qui, con una nuova ricetta buonissima del tiramisù! Non è opera mia ma vi assicuro che vale la pena farlo e rifarlo parecchie volte.

 Tiramisù Pastorizzato in Jar

Ingredienti per 8 persone

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Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo e un tuffo nelle Gole dell’Alcantara

Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo e un tuffo nelle Gole dell’Alcantara

Mentre preparavo questo post per l‘Italia nel Piatto ho scoperto che esistevano tantissime sagre ed eventi di cui non avevo neanche idea nella mia terra. Avevo l’imbarazzo della scelta tra i prodotti da promuovere: , dolci, verdure ma poi ho scelto il pesce; gli appunti presi in precedenza sulla frutta non sono però andati persi e il tema successivo scelto di preparare la Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo perfetta per la nostra uscita dopo la pausa estiva è:

“La frutta di settembre”

Non tutte le regioni possiedono piatti tipici con la frutta, ma tutte le regioni hanno della frutta nel territorio cosi abbiamo pensato di farvi conoscere non solo le ricette ma anche gli ingredienti che esse coltivano. Io ho scelto la Pesche del Mojo Alcantara: un prodotto buonissimo e poco conosciuto in Italia, in favore di pesche di paesi stranieri e extra UE.

Facciamo un po mente locale: la valle del Mojo si trova nel comune di Mojo Alcantara, in provincia di Messina, lungo le pendici dell’Etna al confine tra Catania e Messina, sulla riva sinistra dell fiume Alcantara.

Percorso del fiume Alcantara - Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo

Questo fiume ha scavato nella roccia lavica il suo passaggio creando sconvolgenti cunicoli e gole impetuose, le sue acque fredde di un colore smeraldo diventano limpide una volta rischiarate dal sole. Il turismo in questo luogo è altissimo e gli sport acquatici come rafting (senza imbarcazione non so come si chiama) e le visite a piedi lungo il percorso si svolgono durante tutti i mesi caldi e se amate un po di storia vi è un bellissimo museo che parla della creazione naturale di questo luogo. In inverno l’eccesso di acqua e il freddo rende le gole impraticabili ma comunque suggestive da ammirare dalla

balconata a strapiombo.

Vi sono numerosi accessi alle gole sia pubblici serviti da scale, che privati con moderni ascensori e in questi posti non possono mancare gli agriturismi e i B&B. Il molti di questi potete assaggiare le meraviglie del luogo e acquistare i prodotti che vengono realizzati come salumi e formaggi.Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo

In questa terra bellissima e poco nota grazie anche all’abbondanza delle acque provenienti dall’Etna e al sole caldo e magnifico dell’isola vengono coltivate delle pesche giganti: la pesca del Mojo ha una polpa dolce e succosa, può essere a pasta gialla o bianca, presenta la tipica peluria che al tocco emana un intenso profumo di pesca. Al primo impatto potrebbe sembrare una classica pesca “dopata” per essere resa appetibile al mercato, ma non è cosi è proprio una

varietà tipica di questa zona.

Potete consumarla semplicemente a morsi o usarla per preparare la classica macedonia di frutta mista o farcire un dolce come in questo caso: ho creato delle Charlotte al mascarpone con Pesche del Mojo, monoporzione. Ogni uso che voi scegliate di farne con questa pesca sarà un successo perché questo prodotto è di altissima qualità.

Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo

Se siete curiosi di scoprire cosa le mie colleghe dell’Italia nel piatto hanno preparato nelle loro cucine, potete visitare la nostra pagina fb o i loro blog che trovate linkati a fine post.

Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo

Ingredienti per 6 persone

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Torta con Mousse allo Yogurt, More e Lamponi

Torta con Mousse allo Yogurt, More e Lamponi

Siete già partiti per le vacanze o aspettate la settimana di mezza estate per le vostre meritate ferie??? Avete già preparato le valigie o fatto l’elenco delle cose da portare con voi? Io ho già riempito la borsa di cianfrusaglie indispensabili oltre alle mie numerose creme solari (si sono una siciliana anomala che si brucia al sole), lozioni per i capelli, libri e la fotocamera digitale Panasonic per immortalare ogni momento della giornata con tante foto. Vi prometto sempre che vi mostrerò qualcosa delle mie ferie ma poi non so mai scegliere le foto e riuscire a descriverle e ne metto giusto due o tre per raccontarvi qualcosa che non sia solo inerente alla cucina ma vi assicuro che ne scatto molte di più.

Qualche giorno fa quando finalmente i nostri turbolenti w.e. si sono placati siamo riusciti a vederci con degli amici C.&S. e accettare il loro invito a cena, ma a una due condizioni: niente sbattimento in cucina e io porto il dolce! Deve essere un momento di relax per tutti, ma so bene che non è mai cosi e sono la prima che si agita solo per preparare una torta. Conoscendo la loro passione per la cucina sapevo che avrebbero cucinato per giorni, ma date le temperature estive non era il caso di sciogliersi ai fornelli: ho mangiato/divorato degli antipasti buonissimi (magari qualche ricetta ve la svelo più avanti) e per la prima volta il il pollo in cottura sous vide (ma quella vera!). Io ho scelto di preparare una torta senza cottura con una Mousse allo Yogurt con la mia frutta estiva preferita: more e lamponi (qui potete trovare un altra ricetta buonissima con le more) che credo si sia sposata egregiamente con le pietanze preparate.

Questa torta fredda nasce con il solo scopo di NON ACCENDERE IL FORNO: una classica base di biscotto e una mousse fredda allo yogurt, il tutto senza cottura. La decorazione con i savoiardi e un semplice nastrino la rende elegante e composta (io ho volutamente evitato di lucidare la frutta perché non sono un appassionata di gelatine ma voi potete scegliere di completarla come meglio credete) e perfetta per essere trasportata. La ricetta è semplicissima e in pochi minuti il vostro delizioso dolce sarà pronto, ricordatevi solo di far posto in frigo per ospitarla.

Non vi resta che correre al supermercato per comprare i pochi ingredienti che la compongono e preparare la  torta con mousse allo yogurt more e lamponi per le vostre cene estive e stupire gli amici.

Per ovvi motivi non ho postato la fetta di torta, ma vi assicuro che si scioglieva in bocca e la temperatura fresca ne faceva apprezzare ogni cucchiaiata.

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Ingredienti per 6-8 persone

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Buon compleanno Profumo di Sicilia… 10 Anni di Blog con la Torta Giulio

Ricorrenze importanti per godersi una fetta di Torta Giulio senza remore!

Buon compleanno Profumo di Sicilia,
Buon Compleanno caro blog!

Sono passati già 10 anni da quel giorno, quando un po per caso un po per noia ho aperto il foodblog, ho iniziato per scambiare con gli amici virtuali e non le ricette che preparavo in casa, poi pian piano ecco comparire anche gli estranei, che poi sono diventati amici virtuali con cui scambiavi chiacchiere e commenti. Fino ad ora non ho mai festeggiato un compleanno ma 10 anni sono un traguardo importante in un mondo dove tutto cambia velocemente. Chi l’avrebbe mai detto che dopo 10 anni sono ancora qui a scrivere le mie ricette e voi a tenermi compagnia.

Questi

10 anni

ne sono successe di cose: ho cambiato piattaforma, ho cambiato cucina, ho cambiato città e anche io ho 10 anni in più rispetto a quando ho iniziato a scrivere.  Ne sono cambiate di cose in 10 anni: ho cucinato tante ricette, ho imparato ad usare la pasta madre, a fare il pane in casa e ne ho rotto di piatti e di elettrodomestici e combinato un sacco di guai.

In questi 10 anni tanti blog hanno aperto e altrettanti hanno chiuso, il mondo del food è diventato più popolare in tv e sul web, e proprio il web è diventato grande, fare le ricerche è diventato più immediato e non occorre avere pile di riviste e libri in cucina anche se diciamolo niente da più soddisfazione che passare il tempo rilassandosi sul divano e sfogliare la cellulosa.

Raramente posto ricette di qualcun altro, nonostante io le prepari nella mia cucina (sai falsa a non ammetterlo). Ma questa volta voglio fare un eccezione per questo

blog compleanno importante e  farvi vedere quanto è in una parola strepitosa questa torta giulio.

Tutti conoscete il mastro pasticcere cioccolataio famosissimo in Italia Ernest Knam, lui ha preparato questo dolce e lo ha chiamato con il nome di uno dei suoi figli: Giulio. Questa torta golosissima è composta da: una frolla al cacao, una base di caramello muo salato e una ganache al cioccolato fondente…. una bomba calorica di bontà!

Quando ho iniziato a prepararla ero terrorizzata, replicare un dolce cosi importante… ma vi assicuro che invece è molto molto semplice da fare….occorre rispettare bene i tempi di riposo e ricordarsi solo di stare a dieta qualche giorno prima e dopo averla assaggiata. Ma se dobbiamo fare uno sgarro meglio farlo bene e per una ricorrenza importante.

Io in pasticceria non sono per niente brava, faccio i dolci per il piacere di farli, ma non sempre riescono come spero. Ma con questa torta è stato un amore a prima vista: esplosione di gusti e sapori mentre la preparavo; ho imparato a fare il caramello mou e un guscio di frolla quasi perfetto di cui vado molto fiera.

Buon compleanno Profumo di Sicilia... 10 Anni di Blog con la Torta Giulio

Ingredienti per una torta diametro 20 cm
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Torta Mimosa al Moscato un dolce speciale

Torta Mimosa al Moscato
Iniziare Marzo con il sole che splende, quando il meteo portava pioggia e con una ricetta speciale, una torta, la mimosa il simbolo dell’8 marzo la festa delle donne! Non sono un appassionata di questa festa, sin da bambina l’ho sempre vista come una festa commerciale e poco veritiera, e poi diciamocelo le donne vanno festeggiate tutti i giorni dell’anno e ogni giorno lottano per avere gli stessi diritti!

Ma  questo dolce mi piace veramente tanto, é anche  la preferita di G. cosi tempo fa l’ho preparata in casa per il suo compleanno. Quando mi sono cimentata per la prima volta non vi dico quanti dubbi: se si smonta e se cola e se non sta in piedi…. invece un successone: è rimasta intatta, non è colata, è piaciuta a tutti ed è sparita in un lampo, tanto velocemente che avevo completamente rimosso di fotografarla ed ormai era tardi una volta svuotato il piatto erano rimaste solo briciole.

Per la cena della vigilia di Natale ho deciso (all’insaputa di tutti) di fare un dolce, ma che dolce??? Niente cioccolato (perché per l’indomani ne avrei preparata una tutta cioccolatosa, magari al prossimo giro vi posto anche quella), ricotta? pistacchi? red velvet cake? La torta mimosa è quello che fa al caso mio e sopratutto si lascia mangiare sempre volentieri e si accosta con tante pietanze, mica dobbiamo prepararla solo in primavera.

Ora è arrivato il mese delle mimose e quale migliore occasione per gustarla nuovamente; vi assicuro che preparare la torta mimosa è veramente semplice e richiederà poco più di un ora di tempo. Ho voluto sperimentare cosa significa fare le cose per bene, seguendo i consigli dei mastri pasticceri italiani è ho misurato le temperature con il termometro da pasticceria.

Ho usato ricette semplici e facili da preparare in casa, ma esistono tantissime varianti di pan di Spagna e di crema pasticcera/diplomatica. Potete preparare la torta mimosa in tantissimi modi e arricchirla come preferite, aggiungendo il liquore o la frutta che amate o quella di stagione. La mia versione preferita della torta mimosa è con il moscato, parola d’ordine la semplicità senza dimenticarsi di gusto e genuinità.

Vorrei fare una precisazione per non andare in confusione: in Italia la crema diplomatica viene chiamata anche crema Chantilly: un composto ottenuto dalla miscelazione di crema pasticcera e panna montata zuccherata; da non confondere però con la crema Chantilly francese che è composta da panna montata zuccherata aromatizzata alla vaniglia.

Non conosco tutta la storia della crema Chantilly e di come una volta attraversate le Alpi si sia modificata ma mi fido delle parole dei mastri pasticceri italiani.

La ricetta originale della crema chantilly francese fu creata da Francois Vatel nel XVII secolo. Vatel fu pasticcere al servizio del sovrintendente alle finanze del regno di Francia Fouquet e poi presso il principe di Condè. La prima testimonianza dell’invenzione della crema chantilly risale al 18 giugno 1784 in uno scritto della baronessa d’Oberkirch, parlando di questa crema dall’inimitabile leggerezza, la migliore utilizzata per farcire e decorare dolci. Cosi fu battezzata in onore della residenza Chantilly  del principe di Condè.

Da Non solo zucchero Vol 1 I. Massari 

Non vi resta che mettervi all’opera per preparare una deliziosa Torta Mimosa al Moscato

Torta Mimosa al Moscato

Ingredienti per 6-8 persone

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Sponge Cake alle More con Crema al Formaggio

Sponge Cake alle More con Crema al Formaggio

Sponge Cake alle More con Crema al Formaggio Qualche giorno fa guardando la tv, nella pausa pranzo con G. abbiamo visto su un programma sui dolci molto famoso (avete capito sicuramente di quale programma parlo) una torta a strati con panna e fragole, i concorrenti dovevano rielaborare la loro versione per l’occasione. Quando si tratta di dolci G. è sempre pronto ad assaggiare, sopratutto se c’è panna o crema… ed ecco arrivare la domanda: “Cose la spong… bob cake…?” “No, non è il cartone animato il nome della torta è sponge cake!” ribatto io… e lui “Va beee, come si chiama si chiama, che cos’è???” “E’ una torta fatta con una base di simil pan di Spagna tipica anglosassone! La storia narra che era la torta preferita dalla Regina Victoria, ella la gustava durante il the delle 5 a corte” E dopo i primi cenni storici la domanda è spontanea “E quando me la fai????”

Dopo il grande successo che ha avuto la red velvet cake che ho preparato più volte in questi mesi non me lo sono lasciata ripetere più volte. La risposta è stata “Sabato, facciamo la spesa (dopo le ferie in casa c’era solo l’eco del cibo) e compriamo l’occorrente per la tua torta!”

pian-della-ciappaMa domenica la giornata era troppo bella per stare in casa ai fornelli e allora siamo andati a Cegni una piccola frazione di Santa Margherita Staffora, dista meno di un ora di macchina da casa e si trova incastonata tra le 4 regioni: Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e Lombardia si avete letto ben, qui confinano tutte le regioni in un unica area.

Negli anni siamo diventati degli assidui frequentatori di Pian della Ciappa e per noi è famigliarmente la Baitina, quando vogliamo passare qualche ora all’aria aperta: ci basta riempire lo zaino con l’occorrente per il pranzo, mettere le scarpe giuste e siamo pronti a partire per una nuova avventura, si perché ogni volta è sempre un nuova avventura. Questa volta abbiamo allungato il nostro percorso è abbiamo raggiunto anche la sommità della montagna fino a Pian della Mora a 1347 mt s.l.m.

Lungo il percorso potete trovare le mele selvatiche e la rosa canina e se andate nel periodo giusto anche tante more di rovo! Deliziosi frutti che crescono nei posti più impensati circondati da spine, erbacce e insetti. Quei deliziosi frutti neri che ti macchiano le mani, la lingua e i vestiti, che si amano o si odiano, e soprattutto per chi li ama sono come il cioccolato, uno tira l’altro. Nel ritornare a valle, mi sono armata di pazienza e di un sacchetto (l’ideale sarebbe stato il cestino di vimini) ed eccole ad una ad una finire all’interno, per tornare a valle abbiamo impiegato tre volte il tempo della salita. Una volta arrivata a casa ecco il mio bottino… quasi mezzo kg di more di rovo.more 2A questo punto usare la marmellata di fragole per farcire la Victoria Sponge Cake mi sembrava banale e allora eccomi all’opera per preparare la mia prima marmellata di more… Ho sempre avuto paura delle marmellate questo difficile arcano della cucina casalinga: lavate le more, la pentola è sul fuoco e la casa si riempie di un magico profumo… intanto la sponge cake cuocere nel forno, non resta che preparare la crema al formaggio per poi farcire la mia Sponge Cake alle More con Crema al Formaggio.

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Ingredienti per una torta da 18 cm

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