Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu (60)b

Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu

Eccoci ad un altro appuntamento con L’italia nel piatto, il tema per il mese di ottobre sono:

“I legumi”

In tutte le regioni italiane esistono nella cucina popolare e tradizionale ricette a base di legumi e ogni regione ha il suo legume per eccellenza, la Sicilia non fa eccezione e anzi troviamo numerosi prodotti: dalle lenticchie alle fave passando per ceci e fagioli tipici delle zone isolane, senza dimenticarci di lupini e cicerchie. Colture cosi antiche che raramente si trovano in commercio nei comuni supermercati, per averle bisogna recarsi direttamente dal piccolo produttore locale o avere una famiglia di fiducia che le coltiva.

Per questo motivo ho avuto qualche problema a scegliere la ricetta da mostrarvi, se farmi mandare da casa dei prodotti di nicchia o utilizzare quelli che si trovano in commercio con una ricetta del territorio per permettere a tutti di apprezzare in casa propria i sapori della mia terra.

Alla fine ho deciso per la seconda opzione e voglio parlarvi di una ricetta cosi semplice che risulta quasi banale, tipica delle Isole Eolie: la Favetta cu’i Guidi vediamo un po di cosa si tratta la “favetta” ovvero la fava secca sgusciata e i guidi o uidi: le bietole. Una ricetta povera ma nutriente fatta con ingredienti che la terra dona tutt’oggi sulle isole.

Questa zuppa viene accompagnata con un pane tipico eoliano chiamato “pane caliatu” esso può essere definito il pane di tutti i giorni eoliano; la parola caliatu significa secco/tostato e la ritroviamo spesso durante le feste di paese con i banchetti della calia cioè della frutta secca tostata.

Il pani caliatu non è altro che un pane biscotto che veniva preparato dalla ricottura del pane settimanale per essere consumato quotidianamente, si perché il pane fresco veniva sfornato solo una o due volte la settimana e diventava in breve tempo raffermo, a differenza “u pani caliatu” durava fino ad un mese. Questo pane è parte integrante della cucina eoliana e veniva preparato con “u livatu” cioè la levantina o pasta di riporto (un pezzo di impasto conservato per la lievitazione successiva), ancora oggi nelle isole Eolie viene prodotto e commercializzato in qualche bottega di nicchia per veri intenditori.

isole-eolie-cartina

Se andate alle isole Eolie (ME) non lasciatevi scappare le ricette con questa meraviglia e gustate ” ‘nsalata i pani caliatu” o “u pani caliatu cunzato” due ricette popolari semplicissime ma golosissime a base di pani caliatu. Trovare invece chi vi prepara la Favetta cu’i Guidi sarà un po più difficile perché i ristoranti non propongono ricette cosi semplice nonostante parte integrante della cultura popolare gastronomica dell’isola.

Se siete curiosi di scoprire le ricette degli altri blogger allora andate in fondo al post dove troverete l’elenco delle ricette per l’Italia nel piatto o visitate la nostra pagina fb.

Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu (58)b

Ingredienti per 4 persone

250 g fave secche sgusciate
1 mazzo di guidi (bietole)
foglie di basilico
sale marino iodato grosso
pepe nero macinato o peperoncino (facoltativo)
olio evo

4 pezzi di pane caliatu

Tempo di preparazione 40 minuti

Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu (41)b

Lavate le fave sotto l’acqua corrente per rimuovere impurità e polvere.

Lavate le bietole bene per rimuovere la terra e le impurità, sgocciolatele  e tagliatele a pezzi di 5 cm.

Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu (55)bScolate le fave e mettetele in una pentola con 1 litro e mezzo d’acqua fredda, posizionate sul fuoco e lasciate cuocere per circa 25-30 minuti con il coperchio a fiamma bassa.
Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu (10)b

Aggiungete le bietole a pezzi e mescolate la zuppa, proseguite la cottura per altri 10-15 minuti o fino a quando le fave saranno tenere. Regolate di sale e pepe al termine e insaporite con olio evo a crudo e foglie di basilico.

Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu (70)b

Disponete sul fondo delle scodelle u pani caliatu (o con il pan biscotto) e versate sopra la zuppa di fave e bietole calda. Servitela in tavola decorando con foglie di basilico fresco.

Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu (14)b

Fonte: Pani caliatu – Mangiar Per Isole – Danilo Baroncini E Susan Lord ed. 2002

sicilia2

Share on Google+Tweet about this on TwitterPin on PinterestShare on FacebookShare on TumblrEmail this to someone

35 pensieri su “Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu

  1. Pingback: Pasta e fagioli alla veneta - il fior di cappero

  2. saltandoinpadella

    Peccato che questi piatti della tradizione non vengano proposti nelle trattorie locali, è un peccato che si perdano ricette some queste, semplici ma sicuramente buonissime. Mi ha incuriosito molto questo pane ricotto, mi piacerebbe davvero assaggiarlo. Sai che ho un debole per il pane ;-)

    Rispondi
    1. piccolalayla Autore articolo

      Ciao Saltando in padella, sfortunatamente anche questo pane sta andando perduto, lo fanno giusto un paio di fornai, ma qualcuno ha avuto l’idea alle isole di prepararlo in tante varianti diventando cosi il pranzo o la cena veloce dei turisti. A presto LA

      Rispondi
  3. Natalia

    È bellissima questa ricetta , sa di ricordi e di cose buone. Ma non ho capito una cosa. Il pani caliatu è prodotto cuocendo per la seconda volta un pezzo di pane raffermo?

    Rispondi
  4. kitty's kitchen

    Scopro cose nuove qui, molto interessanti e storie affascinanti.
    Resto sempre meravigliata nel conoscere delle piccole tradizioni locali, grazie per condividere tutto questo.
    Un post davvero interessante!

    Rispondi
  5. Pingback: Pasta e fagioli con le cotiche | Silvia Ferrante

  6. giovanna

    Ciao sai che mi sono subito chiesta cosa fossero i guidi, qui la chiamiamo gira, proverò la tua ricetta appena cominceranno quelle selvatiche ancora più saporite.
    A presto!

    Rispondi
  7. Elena Broglia

    ma che ricetta interessante Laura! Queste favette così piccine devono essere proprio saporite e poi tante informazioni sui luoghi e sui prodotti tipici … complimenti un post da incorniciare!

    Rispondi
    1. piccolalayla Autore articolo

      Ciao Elena, grazie mille… ci tengo che la gente conosca la mia terra per le sue bellezze e virtù! E credo che il cibo sia un elemento importantissimo che aiuta tanto nei ricordi! A presto LA

      Rispondi
  8. Serena

    E’ importante tramandare queste ricette della tradizione affinchè non si perdano, in questo credo che i nostri blog abbiamo un grande merito portare a conoscenza di altri ricette che non si conoscono, io per esempio non la conoscevo. Questa zuppa è tutt’altro che banale, il vero sapore sta nella semplicità deve essere buonissima!

    Rispondi
    1. piccolalayla Autore articolo

      Ciao Serena, hai interpretato benissimo il mio pensiero in parole. Spero che tu posso assaggiarla e visitare cosi le nostre isole con il palato! A presto LA

      Rispondi
  9. Milena De Palma

    Curiosissima di scoprire la tua ricetta, ed eccola questa bontà di piatto! Importante mantenere vive le nostre tradizioni a tavola!
    un abbraccio

    Rispondi
  10. Daniela Mammano

    Quanto mi piace leggere le tue ricette. Il mio papà e siciliano e io sono molto legata alla tua terra, spesso scrivo di Sicilia ma ogni volta che guardo le tue ricette rimango affascinata e imparo sempre qualcosa di nuovo. Sei bravissima, un abbraccio Laura.

    Rispondi
  11. Chiara

    Avevo visto la foto di questo piatto nella pagina di Facebook e ne sono rimasta affascinata! Complimenti per la splendida ricetta e le foto magnifiche!

    Rispondi
  12. ipasticciditerry

    Mi hai fatto tornare in mente un piatto che preparava mia nonna, quando veniva a trovarci e restava con noi, un mesetto circa, nel periodo di Natale: fave e cicoria. Mia nonna era pugliese e anche in questo caso si serviva con del pane pugliese, ripassato in padella a bruschettare. Buonissimo! Così come immagino buono anche il tuo piatto. Peccato davvero che nei locali tipici non ritrovi più questi piatti della tradizione.

    Rispondi
    1. piccolalayla Autore articolo

      Ciao Terry, conosco la ricetta di cui parli… ho tanti amici pugliesi che vivono fuori e ne vanno tutti pazzi e tutte le volte che tornano a casa aspettano di gustare un piatto di questa meraviglia, la ricetta è molto simile… cucina povera e sapori della terra! A presto LA

      Rispondi
  13. Barbara

    Facendi di “necessità virtù” i nostri antenati ci hanno lasciato dei piatti degni del ristorante più rinomat. Peccato comunque che nemmeno nei locali più caratteristici troviamo queste pietanza, che rischiano così di scomparire. Un abbraccio e complimenti!

    Rispondi
    1. piccolalayla Autore articolo

      Ciao Barbara, tantissimi piatti della tradizione stanno andando persi proprio perchè abbiamo deciso essere troppo umili da cucinare ancora… e io non condivido… alle volte proprio quei piatti umili hanno permesso alle famiglie di vivere bene e in salute! A presto LA

      Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>