Pollo e Patate allo Za’atar in padella

Quando ho ricevuto questo mix di spezie per la prima volta non sapevo cosa fosse, la persona che me lo regalò a stento ricordava il nome esatto, poi ho scoperto il suo profumo e me ne sono innamorata. Lo Za’atar (o zaa’thar o zathar o zaatar) è un mix di erbe e spezie libanese, si usa come il nostro insaporitore per condire le verdure o per il pollo o semplicemente strofinato sulla pasta della focaccia per farne una deliziosa pietanza da condividere con i commensali.

Io lo uso per insaporire un po di tutto e il suo profumo riempie la casa di magia, una ricetta che preparo abbastanza spesso è il pollo e patate allo za’atar semplicissimo buonissimo e perfetto per grandi e piccini, ne avevo fatto tempo fa una versione della stessa ricetta utilizzando i sacchetti da forno (qui) e una versione con i porri qui.

Questa versione in padella è veramente deliziosa e a G. piace tantissimo che spesso si trova a fare la scarpetta nell’intingolo profumato, ho provato a farla anche nel tajine dove viene buonissima ma sfortunatamente il mio si è crepato e non ho avuto modo di acquistarne uno nuovo.

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Ingredienti per 4 persone

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Spaghetti con Zucchine Grigliate e Crema di Ricotta di Pecora

Quando ero piccola si mangiava pasta asciutta rossa, si per buona parte della mia infanzia la pasta era immancabilmente tinta di rosso: al pomodoro, al sugo di polpette, al ragù, con il pesce; il pomodoro doveva essere sempre presente, vengo dal sud è il pomodoro è praticamente onnipresente! Ma c’era un piatto che non mancava mai sopratutto a casa dei nonni: la pasta con la ricotta, semplicissima pietanza del sud italia e piatto popolare siciliano, dove la ricotta ha una vita tutta sua ed è un ingrediente principe di tante preparazioni (cannoli, cassata, dolci vari). Crescendo per fortuna ho imparato che c’erano anche altri tipi di condimento per la pasta come il pesto genovese e non, le creme di verdure e tantissime altre pietanze.

Quando sono diventata abbastanza indipendente in cucina ho iniziato a sperimentare con quello che trovavo in frigo e in dispensa ho iniziato a proporla in svariate versioni della classica pasta con la ricotta: con legumi, con le verdure e a farne dei pesti o semplicemente aggiungendo formaggi per renderla più saporita, con i piselli è senza dubbio la mia preferita. Ora è tempo di zucchine dell’orto e quale migliore occasione per preparare un piatto goloso e freschissimo, versione che anche G. adora, perché gli ricorda l’infanzia. Per grigliare le zucchine ho usato una Bistecchiera in Ghisa, ma se avete le possibilità di farle sul BBQ tutto assumerà il profumo affumicato della legna che arde rendendo questo piatto ancora più rustico.

Io la trovo perfetta per grandi e piccini da mangiare calda o a temperatura ambiente (secondo i vostri gusti) viene fuori un piatto veramente speciale anche grazie alle erbe aromatiche che le conferiscono un profumo tutto estivo (ancora per qualche giorno lo siamo!). Ho usato gli spaghetti perché è sicuramente uno dei formati che più consumo in casa ma voi potete scegliere qualunque formato di pasta vogliate corto o lungo, liscio o ruvido il risultato sarà comunque un successo assicurato!

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Ingredienti per 4 persone

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Lenticchie alle Erbe di Provenza e Succo di Limone

A casa nostra i legumi non mancano mai anche con le temperature torride di quest estate almeno una volta la settimana li preparavo; quando vivevo in Sicilia un piatto tipico dell’estate era la “pasta e fagioli riposata” si avete capito bene riposata, se non amate le zuppe brodose è il piatto perfetto per voi. La zuppa riposata si può fare con tutti i legumi e volendo anche con il minestrone di verdure: diventa cremosa e la pasta anche se morbida assorbe il sapore della zuppa facendola diventare buonissima, non occorre altro che preparare la vostra classica zuppa, se usate un Tegame di Coccio sarà ancora più buona, e una volta inserita la pasta nel liquido bollente, mescolate, coprite e lasciate cuocere per metà del suo tempo, spegnete la fiamma e lasciate che la pasta finisca la cottura e si raffreddi, occorrerà che aspettare l’ora di pranzo e servirla in tavola tiepida con un giro di olio evo buono.

Ho voluto fare una variante più estiva della zuppa di lenticchie ma sempre golosissima insaporendola con gli ingredienti che preferisco le erbe aromatiche e il succo di limone. Non gridate all’eresia! Provatela e ditemi cosa ne pensate… Mettere il succo di limone nei legumi è un usanza mediorientale, vi ho proposto molti anni fa una zuppa di questo genere con le lenticchie rosse decorticate, ma anche con quelle classiche il risultato è fenomenale. In più accostare i legumi con il succo di limone è importantissimo per il nostro corpo, sopratutto se avete problemi di ferro, si avete letto bene. La vitamina C contenuta nel succo di limone come in altri agrumi e in altri frutti aiuta il nostro organismo ad assimilare il ferro non eme, ciò quello presente nei vegetali. Una spruzzata di succo di limone oltre ad insaporire può alleviare piccoli problemi che possono insorgere durante la nostra vita proprio per questa carenza, in maniera del tutto naturale e senza ricorrere a medicinali o altri prodotti sintetici, semplicemente mangiando ciò che ci piace.

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Ingredienti per 4 persone

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Soba con Verdure Spadellate e Pepe di Sichuan

Ho sempre avuto una passione per la cucina etnica, quando ho imparato cos’erano le spezie ho iniziato a farne scorta, tanto da riempire armadi e cassetti. La cucina straniera mi permette di viaggiare con la fantasia quando non posso andare lontano da casa. Ho iniziato ormai tanto tempo fa seguendo i consigli dagli parenti / amici viaggiatori e da quelli che invece in quel paese vi sono nati o vissuti. Mi hanno sempre affascinato i sapori orientali, le spezie i colori, le perfette simmetrie di alcuni piatti, cose che nella cucina tradizionale italiana badiamo poco, più presenti in quella orientale.

Prima delle ferie ho fatto incetta di noodles e salsine varie al supermercato (vi ho postato la foto su Instagram di cosa ho acquistato in un raptus di follia) e in più ho ricevuto da mio fratello e mia cognata dei pensierini dal loro viaggio di nozze: set di bacchette, noodles e the. l’imbarazzo della scelta da dove iniziare era tanto, ho deciso di preparare in casa i soba noodles per la prima volta; li avevo sempre mangiati al ristorante etnico o al take away. Ho sbirciato sui libri che ho in casa di cucina etnica e su internet qualche ricetta ma poi ho fatto di testa mia quindi se non trovate attinenza con le vere ricette orientali sapete il perchè, non me ne vogliate.

Intanto cosa sono i soba noodles? Sono dei sottili tagliolini di grano saraceno, che in oriente principalmente in Giappone, si possono mangiare: caldi in zuppa o freddi serviti come contorno alle verdure o spadellati con le verdure stesse. Si cuociono in pochissimi minuti e sono veramente saporiti, molto diversi dagli altri noodles di soja o di riso.

Io ho scelto di spadellarli velocemente con un mix di verdure e la salsa soba creando cosi un piatto vegano ma nessuno vi vieta di aggiungere qualche goloso gambero o dei pezzetti di pollo / maiale, secondo il vostro gusto personale e se siete temerari anche un pezzetto di alga.

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Torta di Riso con Zucchine e Cipolla di Breme e una gita in Montagna

Al rientro a casa dopo le ferie in giro per l’Italia, avevamo ancora qualche giorno di stop prima del vero rientro a lavoro, cosi abbiamo deciso di dedicarlo alla famiglia e di trascorrere un giorno con il piccolo di casa, in vacanza con i nonni in montagna. Una giornata speciale in un luogo speciale: la Valle d’Aosta, ero già stata in questa regione ma in inverno, sotto metri e metri di neve, in una bellissima baita a mangiare polenta e a sciare su lunghissime e bellissime piste de La Thuile grandi come autostrade, forse nella più bella giornata di quell’anno a detta di chi vive li, fortunata!

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Nonostante ami fare trekking non ero mai stata in montagna in estate, una stagione che solitamente dedico alla mia terra, tranne qualche tappa sul mio vulcano, ma li è tutto un po diverso. Ho scoperto un luogo meraviglioso fatto di tantissimo verde, acqua fresca che sgorga da ruscelli, laghi e animali liberi di pascolare, siamo stati in Val d’Ayas una delle prime valli giungendo in questa regione, a poco meno di due ore da casa.

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Lungo la strada per raggiungere il piccolo ma caratteristico paesino di Brousson, dove è presente l’omonimo lago e il torrente Evançon, affluente della Dora Baltea. Ho scoperto luoghi che non immaginavo potessero essere cosi diversi rispetto all’inverno. Piccole e deliziose casette curate dal tetto spiovente, balconi fioriti e portici attrezzati per serate tra amici.

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Il questo luogo i castelli sono numerosi e si trovano sparsi per tutta la valle, sfortunatamente non avevamo tempo a sufficienza per fare un giro tra di essi e visitarne almeno uno, ma ci siamo accontenti di una camminata lungo un bellissimo sentiero immerso nel verde al ridosso del torrente, di facile accesso e non troppo lungo.

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Mi capita spesso di non sapere cosa cucinare in quest ultimo periodo, sarà che ha fatto troppo caldo anche per me terrona, sarà che le verdure sanno di poco e di niente, sarà che il rientro dalle ferie è sempre traumatico, fatto sta che apro il frigo e resto a fissarlo fin ché il suono che emana mi riporta alla realtà. Ho le cipolle di Breme, le zucchine, le uova e pensavo di fare una frittata banalissima  ma confesso che io non son una grande appassionata di frittate e neanche G. Ormai è tardi per impastare e tirare una pasta brisee ma posso sempre utilizzare una base di altro tipo… che ne dite del riso????

Da siciliana se parlo di riso la mente va subito agli arancini/e (non litighiamo per come si chiamano tanto sappiamo che la sostanza è la stessa!) ma c’è anche la torta di riso al cioccolato e le sfinci di riso e qualche altra ricetta che in questo momento non ricordo. Cosi intanto che il riso cuoceva ho affettato le verdure e iniziato a spadellare. Il risultato un successone una torta di riso dolce e delicata arricchita dal mascarpone che l’ha resa cremosa, se non vi piace o non lo avete potete sempre sostituirlo con una densa besciamella fatta in casa.

Come tutti i gratinati se mangiati il giorno dopo sono ancora più buoni e questo vale anche per questa torta di riso con zucchine e cipolla di Breme. Potete servirla calda o a temperatura ambiente in tante occasioni, farne dei mini tortini usando lo stampo dei muffin o tagliandola a tocchetti  per un buffet saporito con amici vegetariani o intolleranti al glutine.

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Ingredienti per 4 persone

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Spaghetti Peperoni e Alici … rotolando verso Nord: Alto Lazio e Umbria

Siamo rientrati ormai definitivamente nella routine, ma in casa ci sono ancora tante cose da fare, come riordinare le attrezzature subacquee, quelle per il campeggio e non ultime quelle per il trekking che hanno viaggiato con noi lungo tutta l’italia.

Nel viaggio di rientro dalla Sicilia non ci siamo fatti scappare la possibilità di fare qualche altra tappa e scoprire la nostra meravigliosa Italia. Noi siamo dei viaggiatori normali anche se per evitare le code partiamo ad orari impensabili, in giorni di metà settimana ma quello che ci terroni dentro: carichiamo la macchina a dismisura, si! ho letteralmente saccheggiato gli armadi delle “caccavelle” di mia madre, portando con me le vecchie pentole dei miei nonni, un po di pops per le foto (per fortuna arrivati tutti interi), elettrodomestici (mia madre non li usa) e viveri: quintali e quintali di viveri. Si lo so starete pensando ma i supermercati ci sono anche al nord: ma vuoi mettere cuore di mamma che lascia partire il genero senza un quintale o due di: brioche siciliane, pesche tabacchiere, pomodorini di Pachino, cioccolato di Modica, biscotti secchi di ogni tipo e forma e dolciumi per le soste (più tutto quello che mi hanno portato mio fratello e mia cognata dal loro viaggio di nozze che spero di potervi far gustare presto).

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Fare 1200 km in un unica tirata non fa per noi e come ogni anno abbiamo deciso di dividere il viaggio in due facendo una sosta nel lazio o giù di li. Siamo arrivati sulle sponde del lago di Bolsena in provincia di Viterbo nell’alto Lazio al confine con la Toscana e l’Umbria, un lago di origine vulcanica, con un paesaggio bellissimo e dei luoghi meravigliosi. Il lago di Bolsena è conosciuto in tutto il mondo dai velisti e da chi fa kait surf, per le sue condizioni climatiche perfette, ciò si denota anche per i numerosi circoli velici. Il lago offre delle isole visitabili in battello e numerose attività ricreative.

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Questo lago è ricco di vita e esiste anche un acquario a lui dedicato proprio nel paesino di Bolsena. Numerosi i campeggi che si affacciano sulle sponde del lago da cui è possibile visitare i borghi dei dintorni e godere della temperatura fresca che le sue acque regalano.

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Mentre rotolavamo verso sud un posto mi aveva colpito e mi ero ripromessa di tornarci, scoprire che era solo a 20 km da noi è stato piacevole, cosi varcato il confine umbro siamo arrivati ad Orvieto una città deliziosa di cui mi sono innamorata e che voglio tornare a visitare. Arrivare in città è molto semplice ci sono due varchi con parcheggio a pagamento: in uno potete usare scale mobili scavate nella roccia o l’ascensore nell’altro il bus navetta che porta fino in centro. Una volta arrivati le indicazioni vi condurranno al Duomo magnifico e finemente decorato che svetta su una grande piazza su cui si aprono piccoli vicoli caratteristici e numerosi locali e botteghe di ceramiche tipiche della zona.

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Abbiamo scelto di fare un tour guidato per la città sotterranea con una guida simpaticissima di nome Rosita. Le grotte di Orvieto non erano solo dei semplici magazzini ma dei luoghi dove si lavorava. La città sorge su una rocca composta da pozzolana e tufo, gli abitanti non avendo modo di allargare le proprie attività nella valle hanno deciso di scavare sotto le proprie case (si ogni grotta è sotto la casa del suo proprietario ad una profondità di 17 mt e le volte non potevano essere più larghe di 5 mt e per la maggior parte sono senza finestre o prese d’aria) e creare dei luoghi adatti allo svolgimento delle attività esistono oltre 1400 grotte censite ma molte di queste sono private, solo due appartengono al comune che le ha fatte diventare itinerario turistico.

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Abbiamo visitato due tipi di grotte una grande molto fredda senza prese d’aria adibita a palmento/mulino/macina al cui interno è possibile scorgere ancora i pezzi e delle riproduzioni di macine e mulini per la produzione di olio d’oliva utile per l’illuminazione e in una seconda esposta invece al sole molto calda adibita all’allevamento del bestiame e del piccione da carne, un prodotto tipico della zona e per secoli ha sfamato le famiglie. Ogni famiglia scambiava i propri prodotti per procurarsi cibo acqua e altro.

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Come in ogni visita che si rispetti occorre anche appagare la pancia, sfortunatamente il nostro tempo da dedicare al cibo non era tantissimo cosi abbiamo scelto di mangiare un panino con la porchetta e il formaggio pecorino tipico della zona, buonissimo ma spero di poter tornare presto e assaporare un vero piatto di umbricelli.panino

In estate nel mio frigo ci sono sempre i peperoni, mi aiutano a preparare contorni veloci e saporiti senza dovermi impegnare troppo ai fornelli quando la calura è eccessiva. Io li ho sempre adorati e non ho grandi problemi a digerirli con invece sento dire a tante persone.

Lo scorso anno ho preparato con i peperoni del contadino tante ricette, alcune sono veramente semplici come i peperoni grigliati e conditi ad insalata, altre un po più complesse ve li avevo già postate quando vivevo in Sicilia come gli involtini di peperone.

Qualche giorno fa presa dai mille impegni (uno tra tutti ascensore fuori uso tecnico in manovra per un intera mattinata, occorreva dargli retta perchè non conosceva il palazzo) era già tardissimo e non sapevo cosa mettere in tavola per pranzo. In frigo avevo poco e niente ma una volta presi peperoni in mano la lampadina si è accesa alla velocità della luce ed ecco in pochi minuti il pranzo era pronto.

A G. è piaciuto tanto questo condimento, dolcissimo e allo stesso tempo fresco e se ve ne avanza potete anche servirlo come contorno al pasto successivo insieme del pane a bruschetta, farete un figurone.
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Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo e un tuffo nelle Gole dell’Alcantara

Mentre preparavo questo post per l‘Italia nel Piatto ho scoperto che esistevano tantissime sagre ed eventi di cui non avevo neanche idea nella mia terra. Avevo l’imbarazzo della scelta tra i prodotti da promuovere: frutta, dolci, verdure ma poi ho scelto il pesce; gli appunti presi in precedenza non sono però andati persi e il tema successivo scelto per la nostra uscita dopo la pausa estiva è:

“La frutta di settembre”

Non tutte le regioni possiedono piatti tipici con la frutta, ma tutte le regioni hanno della frutta nel territorio cosi abbiamo pensato di farvi conoscere non solo le ricette ma anche gli ingredienti che esse coltivano. Io ho scelto la Pesche del Mojo Alcantara: un prodotto buonissimo e poco conosciuto in Italia, in favore di pesche di paesi stranieri e extra UE.

Facciamo un po mente locale: la valle del Mojo si trova nel comune di Mojo Alcantara, in provincia di Messina, lungo le pendici dell’Etna al confine tra Catania e Messina, sulla riva sinistra dell fiume Alcantara.

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Questo fiume ha scavato nella roccia lavica il suo passaggio creando sconvolgenti cunicoli e gole impetuose, le sue acque fredde di un colore smeraldo diventano limpide una volta rischiarate dal sole. Il turismo in questo luogo è altissimo e gli sport acquatici come rafting (senza imbarcazione non so come si chiama) e le visite a piedi lungo il percorso si svolgono durante tutti i mesi caldi e se amate un po di storia vi è un bellissimo museo che parla della creazione naturale di questo luogo. In inverno l’eccesso di acqua e il freddo rende le gole impraticabili ma comunque suggestive da ammirare dalla balconata a strapiombo.

Vi sono numerosi accessi alle gole sia pubblici serviti da scale, che privati con moderni ascensori e in questi posti non possono mancare gli agriturismi e i B&B. Il molti di questi potete assaggiare le meraviglie del luogo e acquistare i prodotti che vengono realizzati come salumi e formaggi.Gole-alc

In questa terra bellissima e poco nota grazie anche all’abbondanza delle acque provenienti dall’Etna e al sole caldo e magnifico dell’isola vengono coltivate delle pesche giganti: la pesca del Mojo ha una polpa dolce e succosa, può essere a pasta gialla o bianca, presenta la tipica peluria che al tocco emana un intenso profumo di pesca. Al primo impatto potrebbe sembrare una classica pesca “dopata” per essere resa appetibile al mercato, ma non è cosi è proprio una varietà tipica di questa zona.

Potete consumarla semplicemente a morsi o usarla per preparare la classica macedonia di frutta mista o farcire un dolce come in questo caso: ho creato delle Charlotte al mascarpone con Pesche del Mojo, monoporzione. Ogni uso che voi scegliate di farne con questa pesca sarà un successo perché questo prodotto è di altissima qualità.

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Se siete curiosi di scoprire cosa le mie colleghe dell’Italia nel piatto hanno preparato nelle loro cucine, potete visitare la nostra pagina fb o i loro blog che trovate linkati a fine post.

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Pasta con Zucchine e Pomodori Secchi e un pizzico di Sicilia

Lunedì di rientro, le ferie sono definitivamente finite almeno per noi! Si ritorna alla “monotonia” dei giorni lavorativi: sveglia, colazione, corse a lavoro, casa da pulire e via dicendo. Sognando già i prossimi giorni e le prossime mete. Ritornando a casa mi è capitato di perdermi tra i miei pensieri, fare cose senza neanche rendermi conto di averle fatte… questa pasta è nata cosi: ho aperto il frigo, preparato gli ingredienti e solo dopo aver messo la pentola sul fuoco per la pasta ho capito cosa stavo realmente facendo. Alle volte mi domando se sono fuori di giri o capita anche a qualcun altro? Fatto sta che la casa si è riempita di un magico profumo ed ecco comparire una ricetta nuova per mio blog: completamente vegana, e totalmente made in Sicily, semplice a base di pomodori secchi della mia terra e di capperi delle Isole Eolie e tanto tanto buona!

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Ci siamo concessi un WE tutto per noi da questo viaggio in Sicilia andando alla scoperta di territori incontaminati con la nostra tenda da campeggio. Rotolare verso sud non solo dal punto di vista letterario, siamo andati nel punto più a sud dell’isola, abbiamo scelto come punto di appoggio Marzamemi, un piccolo paesino ormai centro della movida a pochi passi da Pachino, la patria dei pomodorini, ne abbiamo comprato qualche kg da portare a casa dai miei ma aimè ne sono arrivati ben pochi, mangiati come le ciliegie appena lavati perché dolcissimi, con il loro profumo inebriante di appena raccolti.

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Marzamemi è un piccolo borgo di pescatori completamente rimodernato senza però perdere il sapore antico e rustico, le vecchie botteghe e le rimesse delle barche ormai abbandonate dai pescatori sono diventate il centro della vita mondana: bar, ristoranti, friggitorie e piccoli negozietti di souvenir e prodotti tipici. Quello che una volta era il luogo di lavorazione del pesce appena pescato ora è un grande spaccio di prodotti ittici al cui interno si possono trovare ogni leccornia a base di pesce e non solo.

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Diventate la casa di Fenicotteri, Aironi e Cicogne che sostano in attesa di migrare, sono stati creati anche dei comodi punti di avvistamento per gli appassionati di fotografia naturalistica, che vi permettono di guardarli senza essere visti.

vendicari 3Il mare bellissimo è di un azzurro incantato (ma ero troppo presa a fare il bagno da non aver scattato neanche una foto) si alternano cale di roccia di tufo e distese sabbia finissima, potete scegliere tra ben 7 km di litorale meraviglioso all’interno della riserva. Tra i resti presenti nella zona possiamo facilmente individuare la torre sveva e la vecchia tonnara chiamata Bafutu (eretta nel 700 e abbandonata nella seconda guerra mondiale) dove sono ancora visibili gli alloggiamenti per i fuochi per la lavorazione del pesce.

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Rotolando ancora più a Sud dove la terra finisce per poi far posto al Mar Mediterraneo, ci troviamo sullo stesso parallelo di Tunisi siamo arrivati a Porto Palo. Li la costa si divide in una piccola penisola dove possiamo trovare un infinità di cale e calette.

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L’isola delle Correnti è una piccolissima isola di sabbia e tufo si trasforma da isola in penisola con la bassa marea, una volta vi era un faro che indicava la rotta ai naviganti ora in disuso. Qui la forza del vento e del mare segna il territorio lasciandolo arido e desertico con un fascino tutto particolare.

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Sull’isola di Capo passero di Porto Palo possiamo vedere la fortezza spagnola che svetta fiera tra il blu del mare e il colore della terra polverosa.

Concludo questa nuova tappa in giro per la mia Sicilia con questa pasta che di Sicilia sa, che nasconde il sapore del sole e della terra, augurandovi di poter visitare questi luoghi incantati.

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Ingredienti per 4 persone

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