Sarde Fritte alla Siciliana e Giorni da Ricordare

Eccomi… come vi avevo accennato qualche giorno fa ho avuto dei giorni intensi: tante cose da fare, preparativi varie e inconvenienti dell’ultimo minuto (macchina fuori uso). Mi sono assentata qualche giorno per tornare sulla mia isola, dai miei cari, dal mio mare per un avvenimento di famiglia importante… un matrimonio: il mio fratellino si è sposato! Io sono felicissima di ciò, nonostante non sia un appassionata di matrimoni, ho fatto da testimone a questa unione e ho pianto anche tanto! Per noi questo era un momento speciale, vivendo tutti lontani, ritrovarsi sotto lo stesso tetto è stato fantastico, potersi abbracciare e stare semplicemente seduti a chiacchierare è tutta un altra storia che usare la tecnologia. Sfortunatamente la vacanza è durata pochissimo ed eccomi nuovamente in Lombardia tra le mille faccende da fare e i problemi da risolvere della quotidianità, con in gola già un nodo che si chiama NOSTALGIA!

Riguardando le foto di quel giorno cosi importante per noi, voglio raccontarvi qualcosa. Il matrimonio tra A&V era a tema nautico tutto è stato scelto in funzione di ciò, compreso il luogo del ricevimento sullo Stretto di Messina! I colori banco e il blu, era presente ovunque dagli inviti alle decorazioni della torta e persino sui testimoni (4 persone che senza saperlo scelgono lo stesso punto di blu senza essersi messi d’accordo).

matrimonio

Tutto molto classico ma per niente monotono (tanto meno pacchiano come invece qualcuno si aspetta da un matrimonio del sud). La chiesa scelta è la più antica di Messina, è resistita al devastante terremoto del 1908 dove tutta la città fu rasa al suolo. La particolarità di questa chiesa è la posizione: quasi due metri sotto il manto stradale, è molto piccola ma deliziosa. Uno dei punti di interesse storici della città.

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Il ricevimento si è svolto in una magnifica villa con vista meravigliosa sullo Stretto di Messina,  la cena? Ma tutta a base di ricette tipiche siciliane e ricca di prodotti del nostro territorio: dall’antipasto al dolce, un cannolo ci sta sempre, (c’è chi ne ha mangiati 5!); gli antipasti serviti sul prato si suddividevano in numerose aree tematiche: pesce fritto, del polpo, dei formaggi e salumi tipici locali e degli antipasti freddi adatti a tutti i gusti (persino per vegani, celiaci e intolleranti vari). La cena al tavolo perfetta, illuminati dalla luna piena e dalle candele a base di vongole, pasta alla norma e pesce spada. Il buffet di dolci è stato un tripudio per tutti i gusti dai dolci tipici a quelli moderni, i confetti con 15 varietà diverse e la favolosa torta nuziale (crema e cioccolato!) della nostra pasticceria dell’infanzia.

torta

Musica e divertimento fino a notte fonda per tutti gli ospiti giovanissimi e da ogni parte del mondo: 5 le lingue parlate!  Gli sposi sono stati bravissimi ad organizzare il tutto vivendo comunque lontani da Messina, persino il pullman per portare gli ospiti in giro per la città e raggiungere comodamente i luoghi scelti.

Queste brevi ferie sono servite anche a rivedere i parenti più cari, gli amici e conoscere i nuovi arrivati <3, fare un tuffo nelle acqua cristalline e fare una scorpacciata di cose buone da mangiare. muricello

Ho riempito le valigie di ogni ben di dio: dolci, conserve, formaggi e mi sono riempita la pancia di ogni leccormia, nonostante il tempo fosse poco non è mancata una capatina al mercato del pesce e dal fruttivendolo a comprare frutta e verdura di stagione, che per me ha tutto un altro profumo. 

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Durante i nostri 4 giorni in Sicilia sono riuscita a far assaggiare a G. le costardelle, chiamate nel resto d’Italia agugliette sono un pesce poverissimo (Scomberesox saurus) che viene utilizzato per pescare. Si dice che le costardelle che attraversano lo Stretto di Messina siano speciali, di un dimensione piccola rispetto a quelle che trovate in tutti gli altri mari e dolcissime. Da bambina io ne ho fatto grandi scorpacciate, da anni è diventato difficile trovarle in favore di prodotti di importazione spagnoli di taglia grande e dal sapore amaro. Quando G. le ha viste ne è rimasto affascinato e ho proposto di mangiarle per cena, ha letteralmente divorato una scodella nonostante qualche remora nel mangiare il pesce intero con tutte le spine (si stacca la testa e si svuotano le viscere). Non ho pensato a farmi qualche foto di questa succulenta cena sicula di famiglia.

Quando siamo tornati dal nostro viaggio eccoci a fare nuovamente la spesa al grande ipermercato della zona con del tristissimo pesce di allevamento ma G. ha adocchiato delle sarde freschissime, e mi ha detto non saranno costardelle ma almeno sono fresche, e come mi è stato consigliato nel post dei cannoli IO SONO TERRONA E FRIGGO ho deciso di urlarlo a gran voce friggendo pesce in centro città! Realmente questa ricetta non era nata per essere postata, non ho preparato foto carine ma semplicemente scattato con il cel. mentre eravamo seduti a tavola a goderci il nostro balconcino apparecchiato per l’occasione (non sarà vista mare ma almeno è vista giardino). Ma erano cosi buone che ho pensato di farvi vedere un po di quella che è la Sicilia, di sapori poveri ma buonissimi che tutte le famiglie dovrebbero provare.

Ricordatevi che per un buon fritto asciutto ci vuole tanto olio, non esagerate con sale e limone non servono in dosi massive, il resto lo fa tutto il pesce fresco del nostro Mar Mediterraneo!

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Ingredienti per 4 persone

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Torta salata con Cipolla di Breme e Zucchine

Scusate l’assenza sono stati 10 giorni pieni, pienissimi, vi racconterò tra qualche giorno in un nuovo post, spero, ma non voglio anticiparvi nulla!

Avete mai sentito parlare della cipolla di Breme, chiamata anche la dolcissima?? Io fino allo scorso anno non avevo idea di cosa fosse, poi G. me ne ha portata una gigante direttamente acquistata da un produttore del piccolo paesino pavese e ho deciso di preparare una focaccia  francese (questa) e me ne sono innamorata.

Il suo nome non è scelto a caso: la dolcissima, è realmente cosi, talmente dolce che sembra una cipolla caramellata invece basta cuocerla in padella con un pizzico di sale per far si che tutta la casa si riempia di un magico profumo. Siamo nel periodo di raccolta della Cipolla di Breme, non me la sono fatta scappare e ne ho comprato qualcuna da usare come ingrediente principale nei piatti.

Ho scelto di proporvi una torta salata, utilizzandola in abbinamento con le zucchine. Un piatto semplice ma buonissimo perfetto per i caldoni estivi di quest’anno, da preparare in anticipo e gustare tiepida o direttamente fredda per un aperitivo insieme ad un buon vino dell‘oltre Po.

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Proprio qualche giorno fa con G. siamo stati ad una degustazione di vini, una manifestazione a pochi km da casa in una bellissima locantion Certosa Cantù (dove se vi interessa vi è anche un ristorante), la manifestazione si è svolta nel parco della certosa: oltre 15 cantine della zona promuovevano i loro prodotti enologici a base di Pinot Nero nelle sue tante tipologie di vinificazione (bianco, rosè, rosso, fermo e mosso, metodo classico), una rassegna su Ennio Morricone allietava le orecchie e per gli occhi una mostra nelle sale interne del palazzo.

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La serata è stata veramente interessante e mi ha permesso di conoscere e chiacchierare con tante persone nuove e scoprire cosa si produce a pochi km da casa. Non vi parlo di vino perché non saprei da dove iniziare, vi posso però dire in totale ignoranza, che ne ho bevuti alcuni veramente eccellenti di cui ho un bellissimo ricordo al palato e spero presto di poter andare a visitare le cantine di produzione.

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Ingredienti per 4 persone

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Insalata di Tombarello e Patate

Se vieni in vacanza o per lavoro in Sicilia imparerai che la nostra terra ha tanto da offrire: cultura, arte, tradizione e soprattutto buon cibo… Su ogni costa della mia isola il pesce la fa da padrone a tavola, ne sono un grande esempio le numerose ricette che potete trovare a base di pesce/molluschi/crostacei su questo foodblog.

Il tema di luglio per L’italia nel piatto: Estate con sagre, fiere e mercati per me è speciale, la mia terra è piena di eventi che parlano di cucina, per diffondere il piacere dei sapori mediterranei ai turisti e proprio durante il mesi estivi le manifestazioni si moltiplicano, alle sagre e alle fiere si aggiungono anche le feste padronali, le rievocazioni cittadine e le tradizioni, e ogni sera in ogni angolo di Sicilia ci sarà qualcosa per cui vale la pena far festa. Scegliere uno degli eventi non è stato semplice, ma alla fine dopo una lunga selezione ho scelto di parlavi della Sagra del Pesce di Pozzallo (RG), manifestazione gastronomica più antica ed importante della Sicilia (insieme al Cous Cous fest di San Vito lo Capo): la tradizionale frittura di oltre 5 tonnellate di pesce, numerosi i piatti a base di pesce e molluschi il tutto accompagnato da musica e tradizioni rendono questa festa unica e indimenticabile. Se volete scoprire le ricette delle mie amiche/colleghe in giro per l’Italia andate in fondo al post

Tombarello_patate (7)bOra che vivo lontano dalla mia isola sento molto la mancanza del pesce, non sempre si trova nel mercato/supermercato vicino casa e non sempre si trova a buon prezzo ma qui però occorre svelare un arcano: il buon pesce non deve per forza essere pesce pregiato o costare tanto, si per buon pesce intendo quello: sano, fresco e saporito, ricco di nutrienti e sopratutto buono, che viene dal  mare Nostrum: il MediterraneoAlle volte il buon pesce è nascosto nell’angolo più remoto della pescheria e spesso non viene neanche preso in considerazione, in favore di specie provenienti all’Oceano Indiano e dall’Atlantico apparentemente pregiate ma che di fresco hanno solo il ghiaccio che li circonda, e di sano solo un vago ricordo (non voglio entrare nello specifico, ma avete idea di quanto mercurio e piombo vi sia in questi prodotti che amabilmente le signore danno ai loro pargoli per mangiare loro del “buon pesce”?) mille volte meglio una “misera” si far per dire sardina che una fetta di filetto di salmone o pangasio, vi consiglio di pensarci quando vi trovate in pescheria.

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Parliamo del nostro pesce povero: Il tombarello - Auxis thazard è un pesce pelagico appartenente alla famiglia Scombridae comunemente chiamati scombroidi a cui fanno capo anche: scombri, palamita, alalunga e tonno. Presenta una mascella allungata e pinna della coda con forma di semi-luna ben sviluppata, è di colore: blu sul dorso e argento sui fianchi, si pesca principalmente in estate, con reti o con canna.

Il tombarello è molto simile al tonno, ma viene spesso snobbato e lasciato sui banchi, il suo prezzo cosi competitivo (mai al di sopra dei 10€) tanto che sembra che ne svaluti le qualità organolettiche, i suoi valori nutrizionali sono eccellenti molto simili a quelli del tonno rosso, parente nobile:

Valori nutrizionali per 100 g:

Calorie 177 Kcal
Proteine 24,2 g
Grassi 6,29 g

Il tombarello può essere cucinato in tantissimi modi: bollito, in umido, alla griglia o anche della buonissima e freschissima tartaree, ricordatevi però che il pesce che viene consumato crudo va prima abbattuto in congelatore/abbattitore.

Ho scelto una ricetta semplicissima, tipica della cucina povera siciliana, delle famiglie di pescatori, che tutti nella vita dovrebbero provare: il pesce ad insalata che secondo me non ha bisogno di altro che non di un buon bicchiere di vino siciliano. La casa si riempie del profumo del Mediterraneo e il piatto di sapori di mare genuini.

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Ingredienti per 4 persone

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Spaghetti con Friggitelli Alici e Pane Tostato

Se li trovate dal fruttivendolo o al supermercato i friggitelli non lasciateveli scappare!!!!
In queste ultime settimane sono stata un po presa da tante cose e mi sono trovata (di corsa) a fare spesa al mercato rionale un misto tra bancarelle alimentari e non: su una bancarella di un signore siciliano, come me, ho acquistato tanta buona frutta e mentre ero li per pagare ho visto in una casetta questi meravigliosi peperoni friggitelli che in napoletano si chiamano anche friarelli (da non confonderli con friarielli che sono delle verdure simili alle cime di rapa), dolci e delicati, tipici della Campania e raramente li ho potuto acquistare qui al Nord. Si possono preparare in tanti modi, tutti molto semplici: alle volte li griglio e li servo appena tiepidi spellati, altre volte li farcisco con un pò di pan grattato e li metto al forno (sopratutto quando non fa caldo) e qualche volta ci faccio la pasta spadellati altre con il tonno, come la ricetta di oggi, ma sono perfetti anche per insaporire insalate di pasta o di riso.

I suggerimento della mia amica A. e della sua mamma era quello di farli con la salsiccia, ma alla fine ho optato per qualcosa di più estivo e meno tradizionale: Spaghetti con friggitelli alici e pane tostato, più simile ad una ricetta messinese che ad una napoletana, ma buonissimi ugualmente e meno invernale di quella tradizionale, che comunque spero di proporvi appena la temperatura scende un po.

Io ho scelto di usare gli spaghetti (era anche l’unico pacco di pasta che mi era rimasto in casa) ma voi potete scegliere cosa più vi piace sia fresca come gli scialatielli che secca di buona qualità mi raccomando, il risultato sarà un successo assicurato.

Non vi resta che provarli e farmi sapere cosa ne pensate… di questo mix che riporta alla un unione culinaria nel regno delle Due Sicilie!

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Ingredienti per 4 persone

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Cannoli Siciliani e Diario di una Terrona Emigrante

Credo di aver scritto questo post almeno 5 volte (non scherzo!), non per la ricetta e ne per le foto quelle erano pronte da tempo, ma per il contenuto dell’introduzione una volta era troppo forte quasi viscerale, un altra non parlava di me e via discorrendo, forse questa è quella buona che lo vedrete on line!

I cannoli siciliani sono il dolce indiscusso della tradizione isolana, a base di ricotta di pecora sapientemente lavorata fino a diventare una crema leggera e vellutata, dal sapore tondo e ricco, dalla consistenza cremosa ma ben strutturata. Perfetta per riempire le bucce: delle cialdine fritte sottili di pasta al marsala, profumate e croccanti. I cannoli siciliani vanno riempiti solo poco prima di essere mangiati, perché la cialda perde velocemente la sua croccantezza, diventano floscia e poco gradevole.

In Sicilia ogni pasticceria/famiglia ha la sua ricetta, la sua variante, il suo decoro, chi li preferisce con le gocce di cioccolato, chi con i tipici canditi, chi con granella di pistacchi o nocciole e chi con la sola crema di ricotta. Ricordo ancora la prima volta che provai a farli in casa, i trucchi svelati dal un pasticcere, il sapore di quella ricotta artigianale, il profumo delle bucce, non avevo ancora il blog, si vi sto parlando di tanti anni fa.

Non li preparo spesso in casa, sopratutto se sono in Sicilia, si fa prima a comprarli ma qui al Nord la parola cannolo è tutto e niente… spesso c’è anche una gran confusione nella testa delle persone che non sanno neanche cosa stanno addentando. Cosi ho deciso di prepararli in casa e di godermi un vero cannolo siciliano fatto a regola d’arte.

Caro Diario,

Inizio ad avere nostalgia della mia terra, ho passato al Nord tutte le ricorrenze, lontano dalla mia famiglia, dalle mie tradizioni (se non vivete lontano da casa per più di un anno consecutivo non saprete mai cosa si prova e non è solo il cibo), per noi del Sud le festività vengono scandite a tavola, con i piatti tipici: la frutta martorana per i morti, i panini di cena (da non confondere con i panini per gli hamburger) per la settimana santa, la pasta ncaciata per il lunedì di pasquetta con le braciole alla messinese cotte sulla brace; arancini, pitoni, focaccia e ancora un infinita di cose buone da servire in ogni momento. La tavola è solo un intermezzo, una scusa per trascorrere il tempo, rivedere i parenti e raccontarsi, rilassarsi e per un giorno non pensare alla frenesia tipica delle giornate lavorative. Ho colto l’occasione di una cena e ho preparato i miei amati cannoli, per sentirmi più vicina a casa per ricordare i giorni in famiglia, per sentire il profumo della mia terra, ma a quanto pare sono stata l’unica a coglierne il valore del mio impegno ai fornelli… al commento “li posso comprare all’Esselunga!” mi è crollato il mondo! 

Quando si dice che gli isolani hanno un rapporto stretto con la loro terra è proprio vero, quando si parla di mal d’Africa, io riesco a capirlo per me è Mal di Sicilia. Quando vivi lontana da casa ci sono due categorie di emigranti: quelle che dimenticano la propria terra integrandosi ad usi e costumi del luogo dove sono andati a vivere, perdono l’accento e smettono di sentirsi terroni negando le proprie origini e poi ci sono quelli, come me, che sentono maggiormente il legame con l’isola, come un cordone ombelicale e ne soffrono, che non vedono l’ora di ritornare a casa.

Vivere in Oltre Po tra Lombardia, Piemonte, Liguria e Emilia, all’inizio sembra sempre tutto facile, tutto bello come in ogni nuova avventura… Conosci persone nuove, ti fai nuovi amici, visiti posti nuovi, diversi. Nonostante tutto ci sono giorni che svegliandomi vorrei essere in Sicilia… guardare il mio mare scintillante e bellissimo, e invece sono qui: dove vengo trattata come un emigrante del Sud da beffeggiare.

Nel 2017 devo sentire ancora questo: friggi = terronata, ma la cotoletta alla milanese viene cotta mica al vapore????? broccoli/cavolfiore/cime di rapa= terronata; andare ad un matrimonio in vestito lungo o in completo = terronata (Grazie Don Antonio quello che succede nel tuo castello ora è lo stereotipo dei matrimoni del sud Italia), certo perché voi andate i jeans e le scarpe da tennis???? magari per una festa di compleanno non certo per un matrimonio. Potrei continuare e scrivere fino a sera ma si capisce  che il senso della parola terronata è sempre lo stesso: dispregiativo, capisco la differenza fra umor e disprezzo, insistendo nel fare battute con un finto accento siculo quando non si sa parlare neanche l’italiano. 

Sono fiera di essere una terrona, delle mie origini, degli insegnamenti e valori che  mi sono stati dati, amo la mia terra, la mia gente,  non amo essere presa in giro cosi (del resto nessuno lo ama), da gente che a questo punto reputo con scarsi valori, scarsa cultura e scarsa integrazione in una parola SCARSI e fa ancora più male sentirlo dire da persone vicine.

La cucina, una delle forme di amore più pura che esista verso chi si ama: cosi metto a tavola quello che più mi fa sentire a casa per condividere i sapori e i profumi: il pesce, gli agrumi, il finocchietto, i capperi, un bicchiere di buon vino delle isole Eolie. Friggo arancini, panelle e cannoli, mescolo kg e kg di ricotta e li condivido con gli amici del Nord che apprezzano e grazie a loro allevio la lontananza dalla mia isola, dalla mia famiglia e dai miei amici d’infanzia!

A dimenticavo la prossima volta che decido di friggere cannoli, arancini e polpette di melanzane, l’invito a cena sarà per chi apprezza veramente me e la mia terra… Voi altri andate a comprarli all’Esselunga… !

Laura
una terrona emigrante

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Ingredienti per circa 25 cannoli medi

(diametro coppa-pasta 9 cm)

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Spaghetti alla Carbonara di Asparagi ed Erbe Aromatiche

Quando è periodo cucino spesso gli asparagi, una volta bolliti li metto in tavola e finisce che li mangiamo come se fossero grissini o carote da sgranocchiare. Questa volta però mi sono decisa a preparare qualcosa di diverso, sfizioso, ma semplice e veloce. G. ha portato a casa le uova di galline felici (uova di allevamento all’aperto) ricevute in regalo da un amico ed ecco che il menù è andato diretto in favore di una Carbonara alternativa, un piatto vegetariano ricco e delicato, estivo che non ha nulla da invidiare alla versione classica di questa pasta tradizionale.

Ho scelto di accompagnarli con un mix di erbe aromatiche bio direttamente colte sul mio balcone: timo, maggiorana, prezzemolo e erba cipollina, potete scegliere quella che più amate o aggiungerne secondo il vostro gusto, ogni erba aromatica è unica e speciale e conferisce al piatto un sapore in più.

Gli asparagi  o si amano o si odiano, da piccola li odiavo, ora non potrei farne a meno e appena possibile li metto in tavola, ma occorre qualche piccola accortezza e per ottenere delle verdure cotte uniformemente. Puliamoli bene immergendoli ripetutamente in acqua fredda per rimuovere lo sporco e evitare che sappiano di terra, meglio spuntare la parte troppo legnosa e magari raschiarla o pelarla se non si ama il fibroso del gambo, non vanno immersi completamente in acqua ma cotti in pentole altre e stette lasciando le punte al di fuori se non avete una pentola del genere nei vostri set da cucina potete acquistare un Cuoci Asparagi o potete scegliere di cuocerli a vapore mantenendo cosi inalterate le proprietà organolettiche e le vitamine. Se volete si possono anche consumare crudi conditi con olio e limone, ma non fanno per me.

Gli asparagi Asparagus officinalis sono un tocca sano per la nostra salute: hanno pochissime calorie (circa 20 kcal per 100 g di prodotto), sono ricchi di vitamine e sali minerali, aumentano la funzionalità renale e qualcuno dice che inibiscono la comparsa della cellulite perché ottimi diuretici (corro a fare un indigestione in vista della prova costume!). 

Io so solo che li trovo buonissimi e riempiono la casa di un profumo speciale che mi mette allegria e mi fa aumentare la fame. Se siete curiosi di scoprire altre ricette con gli asparagi cliccate qui, si abbinano perfettamente con la carne e con il pesce. Ci resta solo di aprire una bottiglia di vino e mettere le pentole sul fuoco.

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Ingredienti per 4 persone

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Polpette di Zucchine al Pesto

Una cosa che amo sopratutto in primavera al mattino presto e uscire in balcone a sistemare il mio piccolo angolo selvatico, quando ancora l’aria è frizzante e il sole si nasconde dietro le colline: le piante aromatiche, l’insalata e qualche altra piantina di fiori, tolgo le foglie rovinate e controllo che non vi siano insetti infestanti, fastidiosi amici delle piante in primavera.

Dopo questi giorni di gran caldo il basilico è esploso diventando una foresta in vaso e il suo profumo mi ha invogliato a preparare il primo pesto dell’anno. A casa nostra non manca mai (è uno dei piatti preferiti di G) e una cosa che amo fare quando ho tempo è prepararlo al mortaio: ne ho acquistato uno di marmo con il suo pestello che custodisco gelosamente sul ripiano della mia cucina. Il profumo che il pesto genovese emana e riempie la casa è fantastico e spesso oltre a preparare i classici primi piatti (trofie, trenette o gnocchi) lo abbino a qualche altro ingrediente per preparare qualcosa di fresco e sfizioso, ma non troppo complicato.

Credo che le zucchine aromatizzate con il pesto siano qualcosa di spettacolare e questa volta mi sono detta perché non fare qualcosa di super buono e golosissimo, da poter gustare per pranzo o cena o ancora durante un aperitivo in balcone in una delle nostre serate di relax: le polpette di zucchine al pesto sono perfette a questo scopo, si possono preparare in anticipo e friggere/ cuocere al momento opportuno, invadono la casa del fresco profumo dell’estate e della bella stagione, del sole e del caldo, dei sapori intensi perfetti da accompagnare con una birra o con un buon bianco frizzantino. E poi chi sano di mente rinuncia ad assaggiare una polpetta?

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 Ingredienti per 4 persone

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Spaghetti con Pomodorini Arrostiti e Melanzane

Questa ricetta è parte della mia infanzia, dei miei ricordi di bambina, legata alle giornate al mare, fatta di sapori semplici ma che una volta in tavola sfidano la gola a resistere. Una ricetta che sa della mia terra, dei suoi sapori, una ricetta perfetta per L’italia in…pasta: il tema di giugno per il progetto L’italia nel piatto come rappresentate della Sicilia. Ogni mese troverete sul mio foodblog, una ricetta siciliana con un tema specifico scelto per l’occasione e condiviso con le amiche del gruppo che a loro volta posteranno le loro ricette regionali (in fondo al post potrete trovare i link per scoprirle) e potete seguirci anche su Instagram e qui.

La pasta con i pomodorini arrostiti è un piatto tipico della cucina eoliana: un piatto povero e veloce che si mangia principalmente in estate, fatto di pochi e semplici ingredienti che il territorio ci dona: pomodorini, capperi di Salina e foglie di basilico. Quando ero piccola, mio nonno prima e poi mia madre la preparavano spesso, era uno dei piatti preferiti da mio fratello che all’epoca mangiava solo pomodoro/salsa di pomodoro.

Il profumo che invade la casa dei pomodorini che cuociono in una semplice padella di alluminio con solo un pizzico di sale, mi riporta a quando ero piccola, alle giornate trascorse a casa con i nonni durante l’estate, quando la scuola era chiusa. Mi fanno pensare a quando con tutta la famiglia si preparavano “le bottiglie” di cui tempo fa vi ho parlato, cioè le conserve di pomodoro che ogni famiglia preparava in quantità durante i mesi estivi per poi avere la salsa, i pelati, concentrato e ogni altro preparato a base di pomodoro durante tutto l’inverno.

Il profumo che questa pasta che emana è quasi inebriante nella sua semplicità. Ho voluto però riproporlo aggiungendo un altro ingrediente del territorio le melanzane fritte, per dare al piatto un sapore ancora più siculo e goloso (e in barba a tutti quelli che mi hanno detto “se friggi …sei terrone!”…. io lo sono!).

Nonostante è un piatto ricco, è completamente vegetariano/vegano a meno ché voi non vogliate renderlo ancora più speciale con una grattata di ricotta di pecora stagionata, ma vi consiglio di non esagerare altrimenti rischierete di coprire il sapore fresco e goloso del pomodoro.

Mettere a tavola questo piatto di spaghetti con pomodorini arrostiti e melanzane è come fare un viaggio alle Isole Eolie in pochi secondi: Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi. Ognuna meravigliosamente bella con le proprie caratteristiche, che fanno di esse le 7 perle del Mediterraneo!

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Ingredienti per 4 persone

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