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Tartare di Carne di Cavallo

Eccolo finalmente… si è arrivato… non so se esserne felice o stra-felice… si finalmente è arrivato il caldooooooo! Non l’ho mai desiderato cosi tanto come in questo ultimo anno di vita tra le vigne e le campagne dell’Oltre Po.

Si forse il salto di “qualche” grado tra un giorno e l’altro senza neanche accorgercene ci farà più male che bene: siamo passati dal trapuntino alla canotta e le finestre spalancate alla velocità della luce. Ma se questo mi permetterà di asciugare tutto l’umido che ho preso in questo giugno non mi dispiace… l’importante che la mia tosse anomala da esorcista che nessuno sa spiegare se ne vada al più presto.

Con queste temperatura ecco che il forno va in pausa, riesumiamo dalla cantina la padella elettrica per la cottura in balcone e tutti i piatti senza cottura o da mangiare freddi ideali quando l’afa ci attanaglia….Una delle cose che G. mangia volentieri in estate… la tartara rigorosamente di carne di cavallo…! Io che non amo la carne in generale, quando però mi ritrovo a mettere a tavola questo piatto, non mi faccio scappare mai una bella porzione

Abbiamo la fortuna di avere la nostra macelleria di fiducia specializzata in carne equina a poche centinaia di metri da casa, ecco che viene in nostro soccorso per queste giornate di caldo record. Il macellaio, forse uno dei pochi nella zona rimasto con un negozio autonomo, ci prepara la carne al momento e con il taglio perfetto per preparare questo delizioso piatto a completare il tutto ecco le erbette aromatiche del mio orto-balcone e le verdure dell’orto.

Perché ho scelto la carne di cavallo: è povera di grassi, non presenta colesterolo e possiede grandi quantità di ferro facilmente assimilabile dal nostro organismo. Alta percentuale di proteine, importantissimo per lo sviluppo muscolare, inoltre nella carne di cavallo è presente acido lattico in quantità maggiore rispetto alle altre carni, ottima difesa naturale contro i batteri.

Non in tutte le regioni italiane però questo alimento si mangia; in Sicilia, Sardegna e Puglia non mancano le macellerie specializzate dove poter trovare piccoli tesori alimentari ormai quasi dimenticati.

Mi resta solo di augurarvi
Buon inizio settimana a tuttiiiiiiiii!tartare cavallo (23)b

Ingredienti per 4 persone

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Spaghetti integrali con Pomodorini Gratinati

Inizio a non capirci più niente con questo tempo: al mattino freddo, a pranzo sembra di vivere in Africa e poi nel pomeriggio ecco che arriva il temporale, se non piove, ci sono nuvole nere, vento e aria pesante… non avevo mai visto un mese di giugno cosi piovoso e variabile.

Non so cosa indossare, passo dal freddo al caldo e viceversa cosi repentinamente che occorre sempre portarsi dietro una giacca, ma cavolo la giaccaaaaaaaaa a giungo?????

E oltre a litigare con l’armadio io non so neanche più cosa mettere a tavola: a pranzo ci vorrebbe una bella granita o una brioche con il gelato (le mie origini siciliane anche in questo lasciano il segno) e a cena i tortellini in brodo e cioccolata calda. Ma sono stufa di mangiare cose che sanno di inverno, ormai è estate lo dice il calendario mica io ;)!

Cosi ecco comparire gli ingredienti dell’estate nella mia cucina… nel mio orto in balcone il basilico non deve mai mancare, quest’anno ho deciso di piantare la versione nana e quella classica genovese (che è cresciuto cosi tanto che il vaso sembra essere scomparso sotto le foglie) ho già preparato il primo pesto genovese della stagione, gelosamente conservato per i pranzi futuri.

Negli anni passati sono arrivata ad avere anche 4 o 5 tipi di basilico, ma il balcone a casa dei  miei è anche abbastanza grande nonostante questo si riduceva all’osso lo spazio per muoversi, qui in Oltre Po invece ho un balcone strettissimo e non posso esagerare con i vasi se voglio ancora riuscire ad aprire le finestre: già tra fragole, pomodori, insalata e numerose aromatiche, vi lascio immaginare la giungla che si è creata e sopratutto le attenzioni che richiede.

Intanto pensiamo a cosa mettere in tavola oggi pomodori e basilico fresco non devono mai mancare in un pranzo estivo che si rispetti, ma non per questo dobbiamo sempre preparare la stessa ricetta per condire la pasta. Esistono tantissime varianti aggiungendo pochi e semplici ingredienti, alcune sono sfizziosissime e golose ideali per tutta la famiglia.

Che ne dite di preparare un sugo per i nostri spaghetti integrali senza fatica… si avete capito bene senza dover stare li a mescolare il sugo, per evitare che si attacchi alla padella o che si bruci irreparabilmente, senza ricordarsi di aggiungere gli ingredienti al momento giusto. Oggi prepariamo la pasta con i pomodorini gratinati utilizzando il forno, vedrete che ricetta veloce da preparare e che bontà.

Prendete una teglia da forno: disponete tutti gli ingredienti dentro annaffiate con un pò di olio buono, accendete il forno a grill, aspettate circa 20 minuti, intanto cuocete la pasta ed ecco tutti a tavola. Senza fatica e senza dover imbrattare tante pentole e padelle, si perché la pasta si condisce direttamente nella teglia da forno (per questo sceglietene una abbastanza capiente) ed ecco che la nostra pasta con pomodorini gratinati è pronta per essere servita a tavola con una spolverata di basilico fresco o olio a crudo per esaltare ancora di più il profumo dell’estate in tavola.spaghetti con pomodorini gratinati (12)b

Ingredienti per 4 persone

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Fregola Sarda con Zucchine e Pecorino

Una settimana un po turbolenta, tra malanni fuori stagione, che ci hanno messo tutti ko in famiglia: influenza, mal di stomaco, tosse…. e questo clima pazzo non ci aiuta a venirne fuori. Ieri diluvio universale per almeno un paio di ore… e poi sole come se non fosse successo nulla e tempo bellissimo… ma ormai era già l’ora di pranzo per organizzare una giornata fuori o una grigliata con gli amici.

Ma per tirarci su dobbiamo pur mangiare qualcosa, che ne dite allora di preparare una ricettiana semplice semplice, ma tanto buona e poi ho anche le zucchine dell’orto, appena colte: le prime di quest’anno, hanno ancora bisogno di un po di sole, ma già il gusto ne guadagna rispetto a quelle industriali.

Di ricette con le zucchine c’è ne sono veramente tante tra cui scegliere, volevo provare qualcosa di nuovo, sfizioso che ci tirasse su anche il morale e non solo lo stomaco. Sono andata a frugare in dispensa alla ricerca di qualcosa di diverso ed ecco comparire un baratto pieno di deliziosi pallini di semola: la fregola, o fregula, sarda. Una pasta sarda di semola lavorata a mano con acqua fino ad ottenere delle palline irregolari, che viene tostata in forno per farla asciugare completamente. Il procedimento di preparazione della fregola è molto simile a quello per “ncocciare” il cous cous, ma si ottengono palline più grandi e ruvide. Per la cottura della fregola si procede come per un risotto, aggiungendo l’acqua/brodo di volta in volta.

In Sardegna la fregola sarda viene tipicamente condita con le arselle, molluschi bivalvi simili a delle piccole vongole dal involucro liscio e allungato, e pomodoro fresco, ma nessuno ci vieta di scegliere l’ingrediente che più ci piace per preparare un delizioso piatto di fregola, provatela anche con le cozze! Una volta assaggiata non potrete farne a meno.

Per completare il tutto non poteva mandare un magico prodotto della Sardegna, il pecorino! Una bella grattata in scaglie sul nostro piatto di fregola sarda ed è pronto in tavola.

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Ingredienti per 4 persone

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Crêpes con Rucola e Formaggio alle Erbe Provenzali

Sin da quando ho iniziato a cucinare, vi parlo delle scuole elementari, preparavo da sola le crêpes: con le miei amiche per la merenda dei nostri pomeriggi di gioco o dolce delle nostre cene di ragazzine: con la crema alla nocciola o con la marmellata, era una festa per tutti, si creava persino la fila in cucina per chi dovesse addentare la prossima in uscita. Ricordo ancora i primi tentativi di girarla al volo come gli chef in TV in quell’unico programma di cucina (quando ancora il cibo in tv e internet era solo all’inizio e nessuno sapeva quanto ne sarebbe diventato protagonista negli anni dopo), impasto incollato ovunque, il piano cottura completamente imbrattato, per non parlare delle briciole e delle colate di cioccolato che invadevano ogni angolo della cucina. Bei tempi quando ancora non ero io a pulire i disastri culinari.

Crescendo si sono trasformate in crêpes salate con semplice prosciutto e formaggio per sfamare il fratellino affamato al posto dei toast o del pane per tramezzini. Solo dopo qualche anno ho capito il vero potenziale delle crêpes: quando mia zia M. sfornava teglie su teglie di crespelle con ricotta e spinaci, completamente ricoperte di besciamella fatta in casa, posso ancora sentirne il sapore in bocca…. LIBIDINE!

Ma cosa sono le crêpes? Latte, farina e uova… tre semplici ingredienti che creano piccoli bocconi di meravigliosa sfoglia morbida, tipica della cucina francese, in particolar modo nella versione salata tipiche della cucina bretone, dove vengono condite con ogni ben di dio e servite per: antipasto, merenda o come secondo piatto (quante cose si scoprono su Wiki), io le ho sempre mangiate come primo piatto che novità!

Torniamo a noi…
Per un lungo periodo non le ho più preparate, non c’è un motivo specifico, forse perché avevo completamente smesso di mangiare le uova, ora mi sono rinsavita e ogni tanto le porto in tavola; ma da quando vivo con G. è diventato un rito, il nostro rito, fare colazione alla francese durante le domenica invernali, quando fuori piove o il cielo è grigio e la voglia di uscire non c’è neanche a volerla cercare, quando hai tutto il tempo per chiacchierare seduti ad una tavola imbandita, con un sottofondo musicale, come in un hotel da più e più stelle.crepes (2)bCon una tavola cosi ricca poi quando arriva l’ora del pranzo ti ritrovi a non voler toccare cibo fino all’ora della merenda e oltre. Ma le crêpes come avete visto non si servono solo a colazione, quando mi avanza l’impasto lo ripongo in frigo e quando arriva l’attacco di fame eccole pronte in pochi minuti in ogni momento della giornata.

Esistono un’infinità di ricette di crêpes: dolci e salate, ognuna delle quali può essere adatta ad una stagione e ad un avvenimento … Per la vigilia di natale ne ho preparate circa 50, classicissime come quelle della zia M.! Ma ora fa caldo e non è più tempo di salse pesanti, il forno lo accendiamo lo stretto indispensabile, cosi vi preparo delle crêpes estive, da gustare al posto delle solite piadine durante le scampagnate o le giornate al mare, con un tocco provenzale, per rimanere legati all’origine francese del piatto, anche se ci troviamo dalla parte opposta della nazione.

Io ho optato per freschi ingredienti dato il periodo: rucola e pomodoro su un letto di formaggio cremoso, ma se volete qualcosa di più sostanzioso, sarà semplice arricchire questo piatto aggiungendo altro tipo di formaggio o semplicemente dei salumi affettati o meglio ancora del pesce affettato: il salmone o il pesce spada affumicato, sono perfetti per preparare delle crêpes golosissime.

Non vi resta che prendere in mano la frusta, una scodella e iniziare a preparare le crêpes per le vostre giornate all’aria aperta, o per servire un delizioso aperitivo sfiziosissimo ai vostri amici, magari con una birra o un buon bicchiere di vino.crepes (31)b

Ingredienti per 6 crêpes

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Cotolette di Melanzane Filanti

Avete mai mangiato le cotolette di melanzane? Se la risposta è NO, non sapete cosa vi perdete; qualche giorno fa ho chiesto a G. cosa volesse mangiare per cena, ed ecco la risposta cotolette panate, uno dei suoi piatti preferiti. Ok cotoletta sia… ma a modo mio!!!! O meglio nella maniera sicula! Poteva mancare l’influsso della mia terra anche quando G. chiede espressamente un piatto tipico del nord? Non me ne vogliano i milanesi ma, io non amo la carne quindi devo sempre trovare un diversivo e quale migliore occasione se non usare le verdure come le melanzane.

Le foto so che non sono delle migliori, ma vi dico la verità non avevo intenzione di postare sul blog questa ricetta, ma poi il sapore era cosi buono nonostante io la abbia cambiata leggermente alleggerendola che non potevo farmela scappare e sono sicura che apprezzerete ugualmente. Magari se mi ricapiterà di friggere melanzane a breve, scatterò nuovamente qualche foto di queste cotolette di melanzane filanti.

La ricetta che vi propongo certo non è delle più leggere, come detto tante volte la cucina siciliana, come del resto tutta la cucina del sud, non lesina su fritture e condimenti. La ricetta tradizionale è molto ricca e saporita: prima cottura in olio bollente, farcitura a base di formaggi e salumi, panatura alta e saporita con uovo e per concludere seconda frittura. Come vi dicevo io ho scelto di renderla un po più leggera utilizzando una panatura sottile e facendo la seconda cottura in forno, anzi ché nuovamente nell’olio bollente. Se il vostro fegato e le vostre coronarie lo permettono allora a tutta frittura con la vera ricetta siciliana, altrimenti potete scegliere la seconda opzione.

Per il ripieno io ho optato per un mix di formaggi che avevo in casa: scamorza affumicata, formaggio a pasta filata, pezzetti di sottiletta, voi scegliete quello che più vi piace e sopratutto che avete a disposizione in casa, questa ricetta fa parte della cucina povera siciliana non occorre per forza andare a fare la spesa e acquistare ingredienti costosi tutte le volte che dobbiamo cucinare qualcosa di nuovo o sfizioso. Questa è una ricetta vegetariana, ma se preferite farla diventare per carnivori, arricchendola ulteriormente con qualche salume, potete aggiungere una fetta di mortadella o di prosciutto cotto, evitate altri salumi che potrebbero poi rendere troppo salato il tutto.

Io l’ho servita in tavola su un letto di insalata mista e dei pomodori affettati, potete usare dei pomodori di Pachino o altra verdura,  il tutto con qualche fogliolina di basilico che non sta mai male con le melanzane, in qualunque modo esse siano cotte. Se vi piace l’idea di questo secondo, potete anche usarla per preparare un aperitivo sfizioso, magari scegliendo delle melanzane piccole e ottenendo dei bocconcini ideali per un finger food.

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Ingredienti per 4 persone

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Pasta con Zucchine e Mortadella

Le zucchine salvano sempre in qualunque occasione, come avete potuto leggere qui… io le uso tantissimo sopratutto in estate quando sono fresche e di stagione, che si possono mangiare anche crude, perché dolcissime. In Sicilia sono cresciuta con quelle chiare e con quelle lunghe ma qui in oltre po entrambe sono una rarità, al supermercato ci sono solo quelle scure di grandi dimensioni che ogni tanto sono anche amarognole. Per questo ne prendo giusto due o tre per usarle al momento e non rischiare di riempire il frigo inutilmente.

Mettiamoci all’opera: giusto un affilata al coltello per fare dei tagli perfetti ed eccoci a spadellare cubetti di verdure e di mortadella, un po di questo un po di quello, una corsa fuori in balcone con le mie nuovissimeeeeeeeeeee forbici da pota, regalatemi da G. (si lo so le donne di solito chiedono regali diversi… io non disdegno le piccole cose utili per la vita di tutti i giorni) a prendere qualche erba aromatica, io ho scelto il timo perché mi piace come si sposa con le verdure; voi se preferite qualche altra erbette scegliete quello che vi piace di più, ed eccoci pronti per sederci a tavola.

Al supermercato sono una che curiosa molto, che legge le etichette e confronta i prezzi, G mi dice che alle volte mi perdo nel mio mondo fantastico: fatto di scaffali e banconi, ma tra i mille ingredienti che sono passati sotto le mie mani non credo di aver mai acquistato quelle mortadelline con l’incarto rosso plastificato? quelle che si trovano al banco frigo da pochi etti fino a mezzo kg… è finita misteriosamente nel carretto della spesa per preparare un aperitivo diverso dal solito a base di salumi e formaggi, ne avevo ben conservato un pezzetto, per ben conservato intendo proprio NASCOSTO per non farlo mangiare a G. a morsi quando torna da lavoro con il lupo nella pancia che ulula al vento, nonostante lui non sia un appassionato di mortadella ma i salumi sono la sua passione, per questo non ne tengo mai in casa!

Ed ecco comparire l’ingrediente finale di questa ricetta…. del fantastico pecorino sardo di vera pecora (si che sa di pecora non quelle cose che sanno di nulla e che aimè ci propinano per prodotti DOP), giunto fino a questa valle desolata dell’Oltre Po dopo un lungo viaggio. Eccolo finire magicamente sulla mia pasta per dargli una sferzata di vita e di magico sapore.zucchine mortadella (34)b

Ingredienti per 4 persone

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Focaccia Barese con Pasta Madre

Eccomi con un altro lievitato con pasta madre, un altra focaccia tipica, ma questa volta cambiamo regione, ci spostiamo un po più a nord rispetto alla mia Sicilia, per arrivare in Puglia, un altro luogo meraviglioso di questa grande Italia. Secondo me siciliani e pugliesi, hanno un rapporto speciale: sarà il territorio, saranno i modi di fare, sarà quel che sarà cantava qualcuno fatto sta che io ho tantissimi amici/che pugliesi con cui mi sento spesso e condivido tante passioni.

Una di queste immancabilmente è il cibo, quando si parla di cibo, siamo tutti d’accordo! Buono, saporito e in compagnia possibilmente con un buon bicchiere di vino! La focaccia barese in queste occasioni non deve mai mancare: golosa, fresca…. e sopratutto unta, si unta di quel buon sapore di olio pugliese, so che non sempre è facile da reperire, ma se vi capita provatelo.

Questa ricetta la preparo da tantissimi anni e su questo blog c’è già una versione (scritta agli albori di queste pagine) con lievito di birra, ma che non ha niente a che vedere con la vera focaccia barese originale che ho mangiato più volte portata dagli amici, poi scoprendo il vero mondo del lievitato e passando al lievito madre anche la ricetta è cambiata avvicinandosi ancora di più alla vera ricetta della focaccia barese. Grazie anche ai consigli della mia amica F. pugliese DOC, a cui chiedo sempre aiuto quando voglio preparare qualcosa della sua terra.

Nel mio caso cambia solo la forma della teglia, che nella tradizione pugliese è tonda di ferro con i bordi smerlati, ma  tutto il resto persino la semola e l’olio usati sono pugliesi.

Come F. mi insegna per ottenere una favolosa focaccia pugliese occorre: NON LESINARE SULL’OLIO e  rompere i pomodorini direttamente con le mani sulla teglia, cosi tutto il loro succo coprirà l’impasto rendendolo ancora più saporito e goloso. So che questo procedimento a qualcuno potrà risultare fastidioso e che ormai hanno inventato i coltelli, ma provare per credere la focaccia ne guadagna in gusto e colore.

Io la preparo in tantissime occasioni: dalle giornate in campagna con gli amici o a quelle di trekking, per gli aperitivi di san Silvestro o per accompagnare un buon vino durante una cena sprint insieme ad un buon tagliere di salumi e se vi capita aggiungete al tagliere anche della burrata o della stracciatella, due tipici prodotti caseari pugliesi.

Non vi resta che rinfrescare la pasta madre e andare a comprare la semola rimacinata per preparare questa delizia tutta pugliese.

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Ingredienti per 6-8 persone

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Risotto con Fave, Pecorino Sardo e Scorza di Limone

Vicino casa ho alcuni supermercati, il più vicino e pratico da raggiungere a piedi è di una nota catena della zona, non molto famosa nel resto dell’Italia. Non è grandissimo ma ha di tutto anche la pescheria, ci vado di tanto in tanto quando devo prendere le cose d’emergenza: latte, formaggio, pane … non oltre perché sfortunatamente in alcuni periodi dell’anno sembra di fare shopping in una gioielleria in via Montenapoleone, altre invece ha ottime offerte.

Questa settimana ci siamo stati proprio per un offerta: la nostra birra da tavola preferita, ad un prezzo ridicolo, la chiamo da tavola perché è quella che bevi volentieri a cena tutti i giorni quando fuori fa caldo dopo una giornata di lavoro e impegni vari senza però un impegno vero, non parlo di birre particolari o artigianali che quelle trovarle a prezzi umani è diventato praticamente impossibile.

Con i tempi che corrono bisogna sempre buttare un occhio alle offerte, è quasi un lusso trovare sulle tavole italiane prodotti di buona qualità non per forza di nicchia; si diciamocelo il prezzi di qualunque cosa stanno arrivando alle stelle, ma non sempre sinonimo di qualità e oltretutto: cosa causa l’innalzamento cosi repentino dei prezzi anche per prodotti a km 0 che dovrebbero costare pochi spiccioli???

Mentre giravamo nel reparto ortofrutta … ho visto le fave ed ecco nascere una diatriba coniugale tra nord e sud….

- G. “Compriamo le fave?”
- L. “Ok, abbiamo anche il pecorino sardo!”
- G. “Che centra il pecorino con le fave?”
- L. “Come che c’entra… fave, pecorino e un pezzo di pane… perché come le vuoi mangiare?”
- G. “Mai mangiate con il pecorino, qui le fanno con lo stracchino!”
- L. “Io sono terrona, a casa mia le fave si sono sempre mangiate con il pecorino!”

e da dietro le mie spalle una signora che rideva, ascoltando le nostre discussioni terrone/polentone davanti il banco dei formaggi freschi, se mettere o no lo stracchino nel carrello della spesa. Alla fine lo stracchino è finito nel carrello, ma l’abbiamo mangiato spalmato su una fetta di pane fatto con pasta madre, mentre le fave sono state divorate un po crude e un po cotte.

A questo punto sorge spontanea la mia domanda: “Voi con cosa mangiate le fave crude? Formaggio morbido o formaggio duro?” Io li ho sempre mangiate con il pecorino: sardo, siculo, romano, toscano… ognuno ci metta il suo in base alla regione!

Noi avevamo ancora in frigo un pezzetto di un regalo, uno di quei regali mai tanto graditi, si lo sapete per me, altro che fiori, i regali migliori sono sempre quelli che ti danno soddisfazione nell’anima e cosa può rendere felice una foodblogger e un goloso di formaggi come G? Se non il cibo, il buon cibo sopratutto! Ecco allora una forma di pecorino che ha trascorso una notte in nave, infestato la macchina di un puzzo di piedi come le scarpe da tennis di un 15 enne dopo una partita di calcetto, per arrivare fino a noi e colonizzare per poco il nostro frigo. Grazie per questo regalo dei parenti dell’altra isola (questa volta la Sardegna) che sono venuti a trovarci per qualche giorno.

Qualcuno aveva desiderio di risotto ed eccolo accontentato, ma un risotto un po terroncello… con fave e pecorino, poteva mica mancare l’aggiunta per rendere ancora più particolare un piatto… una grattata di scorza di limone siciliano e qualche erbetta aromatica del mio balcone.

Provate questo piatto…. un nuovo mondo si aprirà al vostro palato. Profumo di primavera e di estate, sognare ad occhi aperti, a me capita questo quando assaporo qualcosa con dentro il profumo del limone e le erbe aromatiche: una casa in riva al mare, la brezza che entra delle finestre spalancate, la cena pronta in tavola che aspetta di essere gustata, un buon bicchiere di bolle freddo al punto giusto e una compagnia con cui condividere tutto ciò….risotto fave (23)b

Ingredienti per 4 persone

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