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Pasta con Zucchine e Mortadella

Le zucchine salvano sempre in qualunque occasione, come avete potuto leggere qui… io le uso tantissimo sopratutto in estate quando sono fresche e di stagione, che si possono mangiare anche crude, perché dolcissime. In Sicilia sono cresciuta con quelle chiare e con quelle lunghe ma qui in oltre po entrambe sono una rarità, al supermercato ci sono solo quelle scure di grandi dimensioni che ogni tanto sono anche amarognole. Per questo ne prendo giusto due o tre per usarle al momento e non rischiare di riempire il frigo inutilmente.

Mettiamoci all’opera: giusto un affilata al coltello per fare dei tagli perfetti ed eccoci a spadellare cubetti di verdure e di mortadella, un po di questo un po di quello, una corsa fuori in balcone con le mie nuovissimeeeeeeeeeee forbici da pota, regalatemi da G. (si lo so le donne di solito chiedono regali diversi… io non disdegno le piccole cose utili per la vita di tutti i giorni) a prendere qualche erba aromatica, io ho scelto il timo perché mi piace come si sposa con le verdure; voi se preferite qualche altra erbette scegliete quello che vi piace di più, ed eccoci pronti per sederci a tavola.

Al supermercato sono una che curiosa molto, che legge le etichette e confronta i prezzi, G mi dice che alle volte mi perdo nel mio mondo fantastico: fatto di scaffali e banconi, ma tra i mille ingredienti che sono passati sotto le mie mani non credo di aver mai acquistato quelle mortadelline con l’incarto rosso plastificato? quelle che si trovano al banco frigo da pochi etti fino a mezzo kg… è finita misteriosamente nel carretto della spesa per preparare un aperitivo diverso dal solito a base di salumi e formaggi, ne avevo ben conservato un pezzetto, per ben conservato intendo proprio NASCOSTO per non farlo mangiare a G. a morsi quando torna da lavoro con il lupo nella pancia che ulula al vento, nonostante lui non sia un appassionato di mortadella ma i salumi sono la sua passione, per questo non ne tengo mai in casa!

Ed ecco comparire l’ingrediente finale di questa ricetta…. del fantastico pecorino sardo di vera pecora (si che sa di pecora non quelle cose che sanno di nulla e che aimè ci propinano per prodotti DOP), giunto fino a questa valle desolata dell’Oltre Po dopo un lungo viaggio. Eccolo finire magicamente sulla mia pasta per dargli una sferzata di vita e di magico sapore.zucchine mortadella (34)b

Ingredienti per 4 persone

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Focaccia Barese con Pasta Madre

Eccomi con un altro lievitato con pasta madre, un altra focaccia tipica, ma questa volta cambiamo regione, ci spostiamo un po più a nord rispetto alla mia Sicilia, per arrivare in Puglia, un altro luogo meraviglioso di questa grande Italia. Secondo me siciliani e pugliesi, hanno un rapporto speciale: sarà il territorio, saranno i modi di fare, sarà quel che sarà cantava qualcuno fatto sta che io ho tantissimi amici/che pugliesi con cui mi sento spesso e condivido tante passioni.

Una di queste immancabilmente è il cibo, quando si parla di cibo, siamo tutti d’accordo! Buono, saporito e in compagnia possibilmente con un buon bicchiere di vino! La focaccia barese in queste occasioni non deve mai mancare: golosa, fresca…. e sopratutto unta, si unta di quel buon sapore di olio pugliese, so che non sempre è facile da reperire, ma se vi capita provatelo.

Questa ricetta la preparo da tantissimi anni e su questo blog c’è già una versione (scritta agli albori di queste pagine) con lievito di birra, ma che non ha niente a che vedere con la vera focaccia barese originale che ho mangiato più volte portata dagli amici, poi scoprendo il vero mondo del lievitato e passando al lievito madre anche la ricetta è cambiata avvicinandosi ancora di più alla vera ricetta della focaccia barese. Grazie anche ai consigli della mia amica F. pugliese DOC, a cui chiedo sempre aiuto quando voglio preparare qualcosa della sua terra.

Nel mio caso cambia solo la forma della teglia, che nella tradizione pugliese è tonda di ferro con i bordi smerlati, ma  tutto il resto persino la semola e l’olio usati sono pugliesi.

Come F. mi insegna per ottenere una favolosa focaccia pugliese occorre: NON LESINARE SULL’OLIO e  rompere i pomodorini direttamente con le mani sulla teglia, cosi tutto il loro succo coprirà l’impasto rendendolo ancora più saporito e goloso. So che questo procedimento a qualcuno potrà risultare fastidioso e che ormai hanno inventato i coltelli, ma provare per credere la focaccia ne guadagna in gusto e colore.

Io la preparo in tantissime occasioni: dalle giornate in campagna con gli amici o a quelle di trekking, per gli aperitivi di san Silvestro o per accompagnare un buon vino durante una cena sprint insieme ad un buon tagliere di salumi e se vi capita aggiungete al tagliere anche della burrata o della stracciatella, due tipici prodotti caseari pugliesi.

Non vi resta che rinfrescare la pasta madre e andare a comprare la semola rimacinata per preparare questa delizia tutta pugliese.

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Ingredienti per 6-8 persone

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Risotto con Fave, Pecorino Sardo e Scorza di Limone

Vicino casa ho alcuni supermercati, il più vicino e pratico da raggiungere a piedi è di una nota catena della zona, non molto famosa nel resto dell’Italia. Non è grandissimo ma ha di tutto anche la pescheria, ci vado di tanto in tanto quando devo prendere le cose d’emergenza: latte, formaggio, pane … non oltre perché sfortunatamente in alcuni periodi dell’anno sembra di fare shopping in una gioielleria in via Montenapoleone, altre invece ha ottime offerte.

Questa settimana ci siamo stati proprio per un offerta: la nostra birra da tavola preferita, ad un prezzo ridicolo, la chiamo da tavola perché è quella che bevi volentieri a cena tutti i giorni quando fuori fa caldo dopo una giornata di lavoro e impegni vari senza però un impegno vero, non parlo di birre particolari o artigianali che quelle trovarle a prezzi umani è diventato praticamente impossibile.

Con i tempi che corrono bisogna sempre buttare un occhio alle offerte, è quasi un lusso trovare sulle tavole italiane prodotti di buona qualità non per forza di nicchia; si diciamocelo il prezzi di qualunque cosa stanno arrivando alle stelle, ma non sempre sinonimo di qualità e oltretutto: cosa causa l’innalzamento cosi repentino dei prezzi anche per prodotti a km 0 che dovrebbero costare pochi spiccioli???

Mentre giravamo nel reparto ortofrutta … ho visto le fave ed ecco nascere una diatriba coniugale tra nord e sud….

- G. “Compriamo le fave?”
- L. “Ok, abbiamo anche il pecorino sardo!”
- G. “Che centra il pecorino con le fave?”
- L. “Come che c’entra… fave, pecorino e un pezzo di pane… perché come le vuoi mangiare?”
- G. “Mai mangiate con il pecorino, qui le fanno con lo stracchino!”
- L. “Io sono terrona, a casa mia le fave si sono sempre mangiate con il pecorino!”

e da dietro le mie spalle una signora che rideva, ascoltando le nostre discussioni terrone/polentone davanti il banco dei formaggi freschi, se mettere o no lo stracchino nel carrello della spesa. Alla fine lo stracchino è finito nel carrello, ma l’abbiamo mangiato spalmato su una fetta di pane fatto con pasta madre, mentre le fave sono state divorate un po crude e un po cotte.

A questo punto sorge spontanea la mia domanda: “Voi con cosa mangiate le fave crude? Formaggio morbido o formaggio duro?” Io li ho sempre mangiate con il pecorino: sardo, siculo, romano, toscano… ognuno ci metta il suo in base alla regione!

Noi avevamo ancora in frigo un pezzetto di un regalo, uno di quei regali mai tanto graditi, si lo sapete per me, altro che fiori, i regali migliori sono sempre quelli che ti danno soddisfazione nell’anima e cosa può rendere felice una foodblogger e un goloso di formaggi come G? Se non il cibo, il buon cibo sopratutto! Ecco allora una forma di pecorino che ha trascorso una notte in nave, infestato la macchina di un puzzo di piedi come le scarpe da tennis di un 15 enne dopo una partita di calcetto, per arrivare fino a noi e colonizzare per poco il nostro frigo. Grazie per questo regalo dei parenti dell’altra isola (questa volta la Sardegna) che sono venuti a trovarci per qualche giorno.

Qualcuno aveva desiderio di risotto ed eccolo accontentato, ma un risotto un po terroncello… con fave e pecorino, poteva mica mancare l’aggiunta per rendere ancora più particolare un piatto… una grattata di scorza di limone siciliano e qualche erbetta aromatica del mio balcone.

Provate questo piatto…. un nuovo mondo si aprirà al vostro palato. Profumo di primavera e di estate, sognare ad occhi aperti, a me capita questo quando assaporo qualcosa con dentro il profumo del limone e le erbe aromatiche: una casa in riva al mare, la brezza che entra delle finestre spalancate, la cena pronta in tavola che aspetta di essere gustata, un buon bicchiere di bolle freddo al punto giusto e una compagnia con cui condividere tutto ciò….risotto fave (23)b

Ingredienti per 4 persone

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Pasta Fresca con Tonno e Melanzane

   Finalmente c’è il sole, forse è arrivata la primavera, aspetto con ansia di poter raccogliere i frutti del mio orto in balcone: pomodori, insalata e basilico a sufficienza per preparare un qualcosa di buono come un pesto profumato.

Intanto che il mio basilico cresce, iniziamo a mettere in tavola quei piatti che hanno il sapore di primavera/estate per toglierci il grigiume della stagione passata; che ne dite di preparare un buon piatto di pasta con un goloso sugo al tonno, ma con quel qualcosa in più che sa d’estate: le melanzane fritte (ok, ok, alla linea ci pensiamo domani).

Da siciliana DOC le melanzane sono nel mio DNA… le potrei mangiare ogni giorno dell’anno senza stufarmene mai, ma sfortunatamente in inverno devo obbligatoriamente farne a meno. Non che io sia fissata con il calendario dell’orto, ma occorre fare una scelta ed evitare di mangiare prodotti fuori stagione, oltre che dispendioso, le melanzane diventano amare e spugnose, piene di semi che al palato risultano quasi sgradevoli. Sapete che in Sicilia le melanzane vengono impiegate in tutte le portate… compresi i dolci, si si avete capito bene, un giorno vi mostrerò anche la ricetta delle melanzane al cioccolato… una ricetta antica che non tutti conoscono e che lascia ancora stupiti.

Per rendere ancora più speciale questo piatto, per dargli tutto il sapore dell’estate, non deve mancare il pesce se fossimo sulla mia isola basterebbe fare un giro al mercato per portare a casa una fetta di buon tonno rosso freschissimo appena pescato, da cui ricavare dei deliziosi bocconcini. Sfortunatamente qui il tonno non è cosi semplice da trovare per questo userò del tonno in scatola, il risultato non potrà essere uguale, ma state sicuri che porterete comunque in tavola un ottima pasta con tonno e melanzane.

Ho scelto di preparare in casa la pasta con due semplici ingredienti semola e acqua tiepida, come si usa nel sud, per rendere ancora più speciale questo piatto. Se non avete tempo a disposizione per preparare la pasta non preoccupatevi, al supermercato potrete trovare ottime paste fresche industriali, ma se volte cimentarvi nella preparazione della pasta questo piatto sarà ancora più gustoso.tonno e melanzane (31)b

Ingredienti 4 persone

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Tagliatelle all’uovo con Asparagi e Timo

Una delle cose che amo della primavera, sono i profumi! Qualsiasi essi siano: il profumo di fiori, di erbette, di campagna e anche il profumo delle verdure: asparagi, fave, piselli e carciofi (anche se non li mangio spesso) hanno dei profumi fantastici, sarà il risvegliarsi dopo il lungo letargo invernale, sarà i colori intensi di queste verdure, sarà la voglia di cambiamento dopo un inverno a mangiare altro.

Appena li vedo solitamente inizio a pensare a come e con cosa prepararli, ma gira e rigira mi rammento che gli ingredienti freschi e di stagione vanno trattati nel migliore dei modi, e quale migliore ricetta se non qualcosa di semplice e genuino per esaltare il loro magico profumo.

Se si parla però di semplicità non deve mancare la pasta buona, durante la settimana frenetica ok per la pasta secca ma che anche questa sia di buona qualità, ma se è il we avete un attimo di tempo e volete rendere speciale un piatto semplice occorre per forza della buona pasta all’uovo fatta in casa, meglio ancora se con le verdure fresche riuscite ad avere delle vera uova, quando le acquistate controllate che siano allevate a terra il top sarebbero quelle del contadino, so che è difficilissimo. Ogni tanto ne ricevo qualcuna in dono dai contadini della zona ed ecco comparire tante ricette a base di uova, che solitamente non preparo, perché come vi ho raccontato tante volte non amo troppo le uova (saranno fissazioni!).

Ho scelto di abbinare agli asparagi il timo, forse una delle mie erbe aromatiche preferite: sul mio balcone non manca mai, ne esistono tantissime varietà con profumi molto diversi, e anche qualche innesto strano con limone e menta. Io ho scelto la pianta classica, si coltiva facilmente, ha solo bisogno di un po di acqua ogni tanto e un po di sole non troppo caldo, quindi i balconi di città sono perfetti. E’ molto resistente e per questo non viene attaccata dagli insetti o dai bruchi e non deve essere trattata con prodotti chimici. La mia piantina, continua ad essere potata e a ricacciare rametti profumati a go go per allietare le mie pietanze, tra poco spunteranno anche dei deliziosi e minuscoli fiorellini e quando in inverno non posso toccarla perché dorme, ho sempre la mia scorta di erbette secche in barattolo pronta all’uso. La potete usare per tantissime ricette ed è indispensabile per le erbe provenzali.

Trovo che il timo si sposi veramente bene anche con i legumi di stagione come fave e piselli, se non avete mai provato è arrivato il momento di farlo, intanto provate come sta bene con gli asparagi in questo buonissimo piatto di pasta fresca. Se invece preferite un sugo più corposo ecco allora il mio ragù di salsiccia a latte e asparagi, con le tagliatelle fresche diventerà un piatto ancora più speciale.

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Ingredienti per 4 persone

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Zuppa di Farro e Verdure con Erbe di Provenza

Anche se il calendario segna il 10 maggio il cielo è grigio e continua a piovere, sembra di essere tornati in pieno novembre, un po per tutto il nord Italia è cosi. Ok, che non abbiamo avuto inverno, non ha piovuto, ma ora che dovrebbe esserci bello, compare invece questo tempo. Speriamo che nei prossimi giorni il sole si faccia vedere nuovamente per ricordarci in che mese siamo, con il sole è sparito con lui anche quel caldo tepore che fino a domenica ci faceva stare volentieri in maniche corte, cosi ecco comparire nuovamente la mia felpa e le ciabattine chiuse, non ne posso più, è la terza volta che li lavo e metto via, riuscirò a toglierli dai piedi per i prossimi 3 mesi questi vestiti?????

Svegliandomi e guardando fuori dalla finestra, il menu si è deciso da solo, con fuori questa temperatura cosa volete mettere in tavola? Io vado di zuppa di farro con tante verdure di stagione: zucchine, carote, patate, se avessi avuto qualche pisello/ fava o fagiolino li avrei messi volentieri. Ma ci vuole un po di profumo, tanto profumo per rendere speciale questa zuppa, ci vogliono tante erbe aromatiche: salvia, rosmarino, timo, maggiorana, alloro… scegliete quella che più amate tra queste o se come me non sapete scegliere potete preparare un bel mazzetto provenzale se le avete fresche, altrimenti un mix secco alle erbe di Provenza.

erbe provenzali (20)bIo ne tengo sempre un po di scorta in dispensa, preparare questo mix è semplicissimo basta un mortaio  o un trita spezie e le nostre erbe aromatiche. Per farlo dovrete raccoglierle sul vostro orto/balcone  le erbette (se vi manca qualche guardate al supermercato, nel banco frigo si trovano confezionate fresche o potete andare in erboristeria per avere direttamente quelle secche), lasciarle seccare per qualche settimana avvolte in sacchetti di carta, come quelli per il pane, e poi triturarli per ottenere il nostro mix dal profumo tutto francese. Una volta pronto versatelo in una boccia di vetro con un coperchio ermetico, una bella etichetta ed ecco che è pronto per ogni occasione. Se invece preferite un mix fresco, legate tra loro con lo spago da cucina o all’interno di una garza le erbe fresche. Capisco che non sempre si ha la possibilità di avere le piantine in balcone e sopratutto il tempo per accudirle, se volete provare questo mix potete cercarlo nelle drogherie che vendono prodotti esteri o organizzare un viaggio in Provenza per l’estate.

Il mix di erbe di Provenza si può usare su tantissimi piatti di carne o di pesce, per aromatizzare i lievitati: grissini, pizze e focacce, per arricchire del formaggio cremoso o fresco tipo la ricotta fatta in casa, ma da il meglio di se sui pomodori gratinati, sulle verdure estive e per preparare la Ratatouille, un tipico piatto francese diventato famoso grazie al topolino Rémy, proprio lui quello del cartone animato.

Sono stata in Provenza quando ero più piccola e me ne sono innamorata: i colori e i profumi, della macchia mediterranea, rendono questa regione del sud est della Francia un piccolo angolo di paradiso, quando fiorisce la lavanda e le erbe aromatiche sono rigogliose diventa un luogo incantato. Anche se io vengono da un posto bellissimo come la Sicilia, farsi stregare dalla Provenza è un attimo e ogni occasione è buona per tornare a visitarla.

Il cibo fresco e profumato, arricchito dall’olio d’oliva e dalla erbe aromatiche, si avvicina più alla cucina mediterranea che al resto del cibo francese, io lo trovo favoloso e non vedo l’ora di addentare nuovamente un pezzo di Pissaladière: una torta salata / focaccia con cipolle stufate, olive nere e alici, che prima o poi vi preparerò.zuppa di farro e verdure (39)b1

Ingredienti per 2 persone

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Focaccia Messinese con Pasta Madre… la tradizione Messinese

Eccomi finalmente con una nuova, non proprio nuova, ricetta lievitata con pasta madre!
Non proprio nuova, perché questa ricetta non è nuova ne per me ne per i miei conterranei, si come avete letto dal titolo questa ricetta porta il nome della mia città, Messina, la porta della Sicilia sullo stretto.

La focaccia messinese o semplicemente focaccia, come tutti la chiamano, è una base di pasta lievitata di media altezza, condita con gli ingredienti della tradizione mediterranea: alici, formaggio, scarola e pomodoro, il tutto insaporito da sale e olio. Comparve in città all’inizio del 900 e da allora ha fatto breccia nel cuore, diventando quasi virale. E’ tappa gastronomica di rito per i turisti che visitano la città insieme: ad arancini, granite e pitoni fritti alla messinese (che portano un ripieno molto simile a quello dalla focaccia).

In città in ogni angolo, piazza e via, troverete un panificio, una focacceria, una rosticceria che sforna focaccia a tutte le ore del giorno e anche della notte. Durante l’estate quando la temperatura non permette di stare rintanati in casa ecco comparire le focaccerie in riva al mare. Quando si vuole trascorrere una serata di relax con amici e parenti senza preavviso… sentirete dire “Prendiamo un po di focaccia e due birre per cena?!”. Per i messinesi, di qualunque età, la focaccia è un identità culturale (anche se abbiamo i mc e OWW).

Vi avevo proposto molti anni fa un’altra versione di questa ricetta, quando usavo il lievito di birra e non conoscevo le tecniche della panificazione. Si quando preparare la pizza e la focaccia era semplicemente mescolare qualche ingrediente ed aspettare che il lievito la facesse gonfiare in qualche ora.

Ora quando preparo un lievitato, che esso sia pizza o pane o un dolce, non è più solo impastare gli ingredienti: farina, acqua, sale e lievito; ben si studiare: le farine più adatte, la lievitazione, le giuste proporzioni tra proteine e grassi e mille altre cose ancora. Chi mi legge per le prime volte potrebbe pensare che io sia un po fanatica, vi assicuro che non sono arrivata ancora a questo punto, ma dopo tanti fallimenti (che non vi ho postato ma che ci sono stati) è grazie a ciò che sono riuscita ad ottenere quello che vedete oggi tra le pagine di questo blog. Ne ho buttati di pani duri come pietre e di pizze come suole perché poco lievitate, tanto che in casa avevano già iniziato a dirmi che la pasta madre erano uno spreco e che le cose non venivano bene. Ma in tutto quello che si fa, ci vuole impegno e tenacia per raggiungere gli obbietti.
Ho ancora tanto da imparare, da chi ne sa più di me e ancora tante ricette da provare prima di poter dire che ho raggiunto un buon livello, ma ora sono soddisfatta dei risultati.

Ho anche imparato che un altro elemento essenziale per preparare una buona ricetta è la ricerca degli ingredienti. Tutti sapete preparare una pizza, ma se il sugo è troppo liquido la lascerà umida e cruda nella parte di sotto fino a bucarsi, la farcitura ha un ruolo altrettanto importante per raggiungere il risultato desiderato.

Nella focaccia per ottenere una focaccia messinese DOC come quelle preparate nelle più note focaccerie della città occorre che gli ingredienti freschi vengano disposti nell’ordine giusto… si per preparare la focaccia messinese c’è un ordine preciso: le alici, la tuma (un formaggio fresco saporito tipico siciliano a base di latte ovino o misto, simile al primo sale), la scarola, un insalata amara e croccante dalle punte arricciate e successivamente i dadini di pomodoro.

Da quando vivo al nord però non riesco a preparare la focaccia come vuole la tradizione, ho dovuto abbandonare le alici sotto sale, per fare posto a quelle sott’olio, e dimenticarmi cosa è la Tuma, si perché fuori dall’isola questi ingredienti sono quasi degli sconosciuti!

Ma quando arriva G. da lavoro e vede che rinfreschi il lievito madre e ti dice “Fai la focaccia per cena? Quella di Messina” capisci allora che sei riuscita a portare un po di isola anche nel suo cuore! Allora ti adoperi ancora di più e tenti di farla nel migliore dei modi, interpellando un amica speciale con cui condividi i piatti della nostra terra, facendoti svelare i trucchi e i segreti di casa sua per poter preparare la migliore focaccia della mia vita!

Grazie L. finalmente ho gustato in oltre po la focaccia alla messinese perfetta, come se fossi seduta in quella focacceria famosa del centro o nella tua cucina :) a mangiarla con accanto una Birra Messina da 66, fredda al punto giusto!

Se vi avanza qualche pezzetto, cosa improbabile, potete tagliarla a pezzettini  preparare la focaccia per l’aperitivo , accompagnata da una buona birra o da un fresco bicchiere di vino, vedrete che figurone con gli amici.

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Ingredienti per 4 persone
(1 teglia rettangolare grande)

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Spaghetti alla Chitarra con Sugo all’Eoliana

E’ maggio!

Anche se il colore del cielo, non è propriamente quello che ci si aspetta da questo mese. Sfiga vuole che tutto il WE appena trascorso è stato brutto, qui ha anche piovuto parecchio, per la gioia dei contadini, ma non per la nostra.

Il WE sono gli unici giorni che abbiamo per fare un po quello che vogliamo, come tutti gli italiani sono i giorni più attesi per allontanarsi dallo stress e dal tram tram di una settimana, speravamo di riuscire, nonostante tutto, a fare una passeggiata: tirare fuori le scarpe da trekking o se proprio le previsioni avessero ciccato come l’ultima volta, le infradito e il telo da mare per andare a prendere un po di sole… e invece niente: bloccati a casa.

Dopo aver messo in ordine, per la milionesima volta, raccolto e piegato il bucato e via dicendo. Che faccio? E’ ancora presto per mettersi a tavola (almeno la domenica mangiamo ad un orario da persone normali e non come i vecchi alle 12.10), ecco la lampadina che si accende: “Potrei preparare un po di pasta fresca, almeno impegno un altra ora!”, la domanda che sorge dopo è “Con cosa la condiamo…?” Facciamo che sia realmente il 1 maggio, anche climaticamente, e prepariamo qualcosa che profuma di primavera, di estate, di mare, di sole, di caldo e di vacanze. Tutto ciò per me corrisponde al profumo del Pomodoro di Pachino e a quello del basilico fresco appena raccolto, al sole della mia isola, al profumo dei capperi delle isole Eolie e allora non resta che mettere in tavola il sugo all’eoliana.

Ingredienti semplice, freschi e profumati. Uno di quei sughi che si preparano tornando dal mare o per le spaghettate estive con gli amici, che tutti mangiano volentieri; 10 minuti e la casa profuma di tutto quello che questo 1 giorno di maggio non ci ha dato, ma che noi ci siamo creati da soli.

Io ho scelto di preparare gli spaghetti alla chitarra: uno spaghetto dalla sezione quadrata, conosciuti anche con il nome di troccoli, umbricelli o tonnarelli, tutti identificano lo stesso formato di pasta, tipico del centro Italia. Si possono preparare con semplice semola e acqua o nella versione più ricca con le uova fresche.

Amo il loro rustico sapore e come si abbracciano con i sughi a base di pomodoro, ma capisco che non è semplice reperire la chitarra di legno (una doppia tavoletta di legno su cui sono montate le corde di una chitarra, usate per tagliare le sfoglie di pasta per ottenere questo particolare spaghetto) in commercio, io ho optato per acquistare la trafila da montare sulla mia macchina sfogliatrice (Atlas 150 Marcato). Se non avete nessuno dei due attrezzi, potete comunque scegliere di preparare altri formati di pasta fresca, io vi consiglio di rimanere sempre su paste rustiche e corpose che assorbono bene il sugo, come le busiate trapanesi o i maccheroni, altrimenti possiamo acquistarla già pronta all’uso al pastificio o al supermercato.

Non mi resta che augurarvi un ottimo inizio settimana e un caloroso Maggio, si spera!eoliana (38)b

Ingredienti per 4 persone

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