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Bruschetta con Peperoni e Olive

La nostra azienda agricola di fiducia è differente… quando in tutti i posti d’Italia spariscono i peperoni per far posto agli ortaggi invernali in raccolta, loro invece raccolgono peperoni, melanzane, zucchine e ogni altra verdure estiva… sarà una scelta commerciale, sarà una scelta lavorativa ma a me fa tanto comodo, perché cosi posso acquistare/cucinare e sopratutto mangiare i loro prodotti estivi in autunno … ci avreste mai creduto a dei buoni peperoni ad ottobre????

Ho preparato una bruschetta deliziosa e saporita, il condimento è cosi buono che potete usarlo come contorno ad un secondo piatto di carne io l’abbinerei con le braciole di maiale o mangiarlo con la pasta a voi la scelta. Se ve ne avanza basta versarlo in un barattolino e tenerlo in frigo, due giorni dura, ma vi assicuro che non andrà oltre la mezza giornata, almeno non a casa mia.

Ho scelto del pane pugliese, una bella ciabattona ma qualunque pane voi vogliate e che amate è perfetto, indispensabile e che sia fresco e che vi permetta di fare delle belle fette da farcire, se ne avete preparato in casa con la pasta madre ancora meglio. Potete lasciarlo al naturale ma  se parliamo di bruschetta il pane tostato leggermente è obbligatorio.

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Ingredienti per 4 persone

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Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu

Eccoci ad un altro appuntamento con L’italia nel piatto, il tema per il mese di ottobre sono:

“I legumi”

In tutte le regioni italiane esistono nella cucina popolare e tradizionale ricette a base di legumi e ogni regione ha il suo legume per eccellenza, la Sicilia non fa eccezione e anzi troviamo numerosi prodotti: dalle lenticchie alle fave passando per ceci e fagioli tipici delle zone isolane, senza dimenticarci di lupini e cicerchie. Colture cosi antiche che raramente si trovano in commercio nei comuni supermercati, per averle bisogna recarsi direttamente dal piccolo produttore locale o avere una famiglia di fiducia che le coltiva.

Per questo motivo ho avuto qualche problema a scegliere la ricetta da mostrarvi, se farmi mandare da casa dei prodotti di nicchia o utilizzare quelli che si trovano in commercio con una ricetta del territorio per permettere a tutti di apprezzare in casa propria i sapori della mia terra.

Alla fine ho deciso per la seconda opzione e voglio parlarvi di una ricetta cosi semplice che risulta quasi banale, tipica delle Isole Eolie: la Favetta cu’i Guidi vediamo un po di cosa si tratta la “favetta” ovvero la fava secca sgusciata e i guidi o uidi: le bietole. Una ricetta povera ma nutriente fatta con ingredienti che la terra dona tutt’oggi sulle isole.

Questa zuppa viene accompagnata con un pane tipico eoliano chiamato “pane caliatu” esso può essere definito il pane di tutti i giorni eoliano; la parola caliatu significa secco/tostato e la ritroviamo spesso durante le feste di paese con i banchetti della calia cioè della frutta secca tostata.

Il pani caliatu non è altro che un pane biscotto che veniva preparato dalla ricottura del pane settimanale per essere consumato quotidianamente, si perché il pane fresco veniva sfornato solo una o due volte la settimana e diventava in breve tempo raffermo, a differenza “u pani caliatu” durava fino ad un mese. Questo pane è parte integrante della cucina eoliana e veniva preparato con “u livatu” cioè la levantina o pasta di riporto (un pezzo di impasto conservato per la lievitazione successiva), ancora oggi nelle isole Eolie viene prodotto e commercializzato in qualche bottega di nicchia per veri intenditori.

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Se andate alle isole Eolie (ME) non lasciatevi scappare le ricette con questa meraviglia e gustate ” ‘nsalata i pani caliatu” o “u pani caliatu cunzato” due ricette popolari semplicissime ma golosissime a base di pani caliatu. Trovare invece chi vi prepara la Favetta cu’i Guidi sarà un po più difficile perché i ristoranti non propongono ricette cosi semplice nonostante parte integrante della cultura popolare gastronomica dell’isola.

Se siete curiosi di scoprire le ricette degli altri blogger allora andate in fondo al post dove troverete l’elenco delle ricette per l’Italia nel piatto o visitate la nostra pagina fb.

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Ingredienti per 4 persone

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Peperoni ripieni con Anelletti Palermitani Integrali

Spesso mi capita di chiedere a G. cosa vorrebbe mangiare per pranzo/cena, cosi da farlo contento e non preparare solo quello che piace a me o che vorrei postare sul mio foodblog.

Mentre la caffettiera era sul fuoco e iniziava a gorgogliare mi risponde secco “peperoni ripieni di pasta” rispondo “ok” e lui un po stralunato mi guarda e mi dice “perché esiste?” annuisco e continuiamo la discussione su altro prima di calarci nella nostra vita quotidiana.

Cosi non me lo sono fatta ripetere due volte: ho aperto il frigo e tirato fuori i peperoni che avevo a disposizione comprati in azienda agricola. Noi li mangiamo sempre volentieri e ne faccio grande scorta. Mia suocera prepara una ricetta di peperoni ripieni con il riso e la carne macinata buonissima ma non volevo fare lo scopiazzamento della sua sostituendo semplicemente la pasta.

Con quel che avevo a disposizione tra dispensa e frigo ho preparato questi peperoni ripieni con anelletti palermitani portati direttamente dalla sicilia, una versione nuova tutta integrale. Il ripieno è venuto fuori da solo, perfetto per le origini della pasta: olive e capperi, mozzarella e scamorza e qualche foglia di erba aromatica del mio balcone (hanno resistito alle ferie!) e se vi piace non dimenticatevi i pezzetti di acciuga che con i peperoni stanno benissimo.

In pochi minuti il pranzo è servito per la gioia di G. quando si è seduta a tavola. Potete prepararli in anticipo e riscaldarli al momento di mettersi tutti a tavola, sicuramente saranno ancora più buoni … i gratinati riposati diventano speciali.

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Spaghetti con Zucchine Grigliate e Crema di Ricotta di Pecora

Quando ero piccola si mangiava pasta asciutta rossa, si per buona parte della mia infanzia la pasta era immancabilmente tinta di rosso: al pomodoro, al sugo di polpette, al ragù, con il pesce; il pomodoro doveva essere sempre presente, vengo dal sud è il pomodoro è praticamente onnipresente! Ma c’era un piatto che non mancava mai sopratutto a casa dei nonni: la pasta con la ricotta, semplicissima pietanza del sud italia e piatto popolare siciliano, dove la ricotta ha una vita tutta sua ed è un ingrediente principe di tante preparazioni (cannoli, cassata, dolci vari). Crescendo per fortuna ho imparato che c’erano anche altri tipi di condimento per la pasta come il pesto genovese e non, le creme di verdure e tantissime altre pietanze.

Quando sono diventata abbastanza indipendente in cucina ho iniziato a sperimentare con quello che trovavo in frigo e in dispensa ho iniziato a proporla in svariate versioni della classica pasta con la ricotta: con legumi, con le verdure e a farne dei pesti o semplicemente aggiungendo formaggi per renderla più saporita, con i piselli è senza dubbio la mia preferita. Ora è tempo di zucchine dell’orto e quale migliore occasione per preparare un piatto goloso e freschissimo, versione che anche G. adora, perché gli ricorda l’infanzia. Per grigliare le zucchine ho usato una Bistecchiera in Ghisa, ma se avete le possibilità di farle sul BBQ tutto assumerà il profumo affumicato della legna che arde rendendo questo piatto ancora più rustico.

Io la trovo perfetta per grandi e piccini da mangiare calda o a temperatura ambiente (secondo i vostri gusti) viene fuori un piatto veramente speciale anche grazie alle erbe aromatiche che le conferiscono un profumo tutto estivo (ancora per qualche giorno lo siamo!). Ho usato gli spaghetti perché è sicuramente uno dei formati che più consumo in casa ma voi potete scegliere qualunque formato di pasta vogliate corto o lungo, liscio o ruvido il risultato sarà comunque un successo assicurato!

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Ingredienti per 4 persone

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Spaghetti Peperoni e Alici … rotolando verso Nord: Alto Lazio e Umbria

Siamo rientrati ormai definitivamente nella routine, ma in casa ci sono ancora tante cose da fare, come riordinare le attrezzature subacquee, quelle per il campeggio e non ultime quelle per il trekking che hanno viaggiato con noi lungo tutta l’italia.

Nel viaggio di rientro dalla Sicilia non ci siamo fatti scappare la possibilità di fare qualche altra tappa e scoprire la nostra meravigliosa Italia. Noi siamo dei viaggiatori normali anche se per evitare le code partiamo ad orari impensabili, in giorni di metà settimana ma quello che ci terroni dentro: carichiamo la macchina a dismisura, si! ho letteralmente saccheggiato gli armadi delle “caccavelle” di mia madre, portando con me le vecchie pentole dei miei nonni, un po di pops per le foto (per fortuna arrivati tutti interi), elettrodomestici (mia madre non li usa) e viveri: quintali e quintali di viveri. Si lo so starete pensando ma i supermercati ci sono anche al nord: ma vuoi mettere cuore di mamma che lascia partire il genero senza un quintale o due di: brioche siciliane, pesche tabacchiere, pomodorini di Pachino, cioccolato di Modica, biscotti secchi di ogni tipo e forma e dolciumi per le soste (più tutto quello che mi hanno portato mio fratello e mia cognata dal loro viaggio di nozze che spero di potervi far gustare presto).

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Fare 1200 km in un unica tirata non fa per noi e come ogni anno abbiamo deciso di dividere il viaggio in due facendo una sosta nel lazio o giù di li. Siamo arrivati sulle sponde del lago di Bolsena in provincia di Viterbo nell’alto Lazio al confine con la Toscana e l’Umbria, un lago di origine vulcanica, con un paesaggio bellissimo e dei luoghi meravigliosi. Il lago di Bolsena è conosciuto in tutto il mondo dai velisti e da chi fa kait surf, per le sue condizioni climatiche perfette, ciò si denota anche per i numerosi circoli velici. Il lago offre delle isole visitabili in battello e numerose attività ricreative.

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Questo lago è ricco di vita e esiste anche un acquario a lui dedicato proprio nel paesino di Bolsena. Numerosi i campeggi che si affacciano sulle sponde del lago da cui è possibile visitare i borghi dei dintorni e godere della temperatura fresca che le sue acque regalano.

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Mentre rotolavamo verso sud un posto mi aveva colpito e mi ero ripromessa di tornarci, scoprire che era solo a 20 km da noi è stato piacevole, cosi varcato il confine umbro siamo arrivati ad Orvieto una città deliziosa di cui mi sono innamorata e che voglio tornare a visitare. Arrivare in città è molto semplice ci sono due varchi con parcheggio a pagamento: in uno potete usare scale mobili scavate nella roccia o l’ascensore nell’altro il bus navetta che porta fino in centro. Una volta arrivati le indicazioni vi condurranno al Duomo magnifico e finemente decorato che svetta su una grande piazza su cui si aprono piccoli vicoli caratteristici e numerosi locali e botteghe di ceramiche tipiche della zona.

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Abbiamo scelto di fare un tour guidato per la città sotterranea con una guida simpaticissima di nome Rosita. Le grotte di Orvieto non erano solo dei semplici magazzini ma dei luoghi dove si lavorava. La città sorge su una rocca composta da pozzolana e tufo, gli abitanti non avendo modo di allargare le proprie attività nella valle hanno deciso di scavare sotto le proprie case (si ogni grotta è sotto la casa del suo proprietario ad una profondità di 17 mt e le volte non potevano essere più larghe di 5 mt e per la maggior parte sono senza finestre o prese d’aria) e creare dei luoghi adatti allo svolgimento delle attività esistono oltre 1400 grotte censite ma molte di queste sono private, solo due appartengono al comune che le ha fatte diventare itinerario turistico.

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Abbiamo visitato due tipi di grotte una grande molto fredda senza prese d’aria adibita a palmento/mulino/macina al cui interno è possibile scorgere ancora i pezzi e delle riproduzioni di macine e mulini per la produzione di olio d’oliva utile per l’illuminazione e in una seconda esposta invece al sole molto calda adibita all’allevamento del bestiame e del piccione da carne, un prodotto tipico della zona e per secoli ha sfamato le famiglie. Ogni famiglia scambiava i propri prodotti per procurarsi cibo acqua e altro.

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Come in ogni visita che si rispetti occorre anche appagare la pancia, sfortunatamente il nostro tempo da dedicare al cibo non era tantissimo cosi abbiamo scelto di mangiare un panino con la porchetta e il formaggio pecorino tipico della zona, buonissimo ma spero di poter tornare presto e assaporare un vero piatto di umbricelli.panino

In estate nel mio frigo ci sono sempre i peperoni, mi aiutano a preparare contorni veloci e saporiti senza dovermi impegnare troppo ai fornelli quando la calura è eccessiva. Io li ho sempre adorati e non ho grandi problemi a digerirli con invece sento dire a tante persone.

Lo scorso anno ho preparato con i peperoni del contadino tante ricette, alcune sono veramente semplici come i peperoni grigliati e conditi ad insalata, altre un po più complesse ve li avevo già postate quando vivevo in Sicilia come gli involtini di peperone.

Qualche giorno fa presa dai mille impegni (uno tra tutti ascensore fuori uso tecnico in manovra per un intera mattinata, occorreva dargli retta perchè non conosceva il palazzo) era già tardissimo e non sapevo cosa mettere in tavola per pranzo. In frigo avevo poco e niente ma una volta presi peperoni in mano la lampadina si è accesa alla velocità della luce ed ecco in pochi minuti il pranzo era pronto.

A G. è piaciuto tanto questo condimento, dolcissimo e allo stesso tempo fresco e se ve ne avanza potete anche servirlo come contorno al pasto successivo insieme del pane a bruschetta, farete un figurone.
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Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo e un tuffo nelle Gole dell’Alcantara

Mentre preparavo questo post per l‘Italia nel Piatto ho scoperto che esistevano tantissime sagre ed eventi di cui non avevo neanche idea nella mia terra. Avevo l’imbarazzo della scelta tra i prodotti da promuovere: frutta, dolci, verdure ma poi ho scelto il pesce; gli appunti presi in precedenza non sono però andati persi e il tema successivo scelto per la nostra uscita dopo la pausa estiva è:

“La frutta di settembre”

Non tutte le regioni possiedono piatti tipici con la frutta, ma tutte le regioni hanno della frutta nel territorio cosi abbiamo pensato di farvi conoscere non solo le ricette ma anche gli ingredienti che esse coltivano. Io ho scelto la Pesche del Mojo Alcantara: un prodotto buonissimo e poco conosciuto in Italia, in favore di pesche di paesi stranieri e extra UE.

Facciamo un po mente locale: la valle del Mojo si trova nel comune di Mojo Alcantara, in provincia di Messina, lungo le pendici dell’Etna al confine tra Catania e Messina, sulla riva sinistra dell fiume Alcantara.

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Questo fiume ha scavato nella roccia lavica il suo passaggio creando sconvolgenti cunicoli e gole impetuose, le sue acque fredde di un colore smeraldo diventano limpide una volta rischiarate dal sole. Il turismo in questo luogo è altissimo e gli sport acquatici come rafting (senza imbarcazione non so come si chiama) e le visite a piedi lungo il percorso si svolgono durante tutti i mesi caldi e se amate un po di storia vi è un bellissimo museo che parla della creazione naturale di questo luogo. In inverno l’eccesso di acqua e il freddo rende le gole impraticabili ma comunque suggestive da ammirare dalla balconata a strapiombo.

Vi sono numerosi accessi alle gole sia pubblici serviti da scale, che privati con moderni ascensori e in questi posti non possono mancare gli agriturismi e i B&B. Il molti di questi potete assaggiare le meraviglie del luogo e acquistare i prodotti che vengono realizzati come salumi e formaggi.Gole-alc

In questa terra bellissima e poco nota grazie anche all’abbondanza delle acque provenienti dall’Etna e al sole caldo e magnifico dell’isola vengono coltivate delle pesche giganti: la pesca del Mojo ha una polpa dolce e succosa, può essere a pasta gialla o bianca, presenta la tipica peluria che al tocco emana un intenso profumo di pesca. Al primo impatto potrebbe sembrare una classica pesca “dopata” per essere resa appetibile al mercato, ma non è cosi è proprio una varietà tipica di questa zona.

Potete consumarla semplicemente a morsi o usarla per preparare la classica macedonia di frutta mista o farcire un dolce come in questo caso: ho creato delle Charlotte al mascarpone con Pesche del Mojo, monoporzione. Ogni uso che voi scegliate di farne con questa pesca sarà un successo perché questo prodotto è di altissima qualità.

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Se siete curiosi di scoprire cosa le mie colleghe dell’Italia nel piatto hanno preparato nelle loro cucine, potete visitare la nostra pagina fb o i loro blog che trovate linkati a fine post.

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Ingredienti per 6 persone

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Pasta con Zucchine e Pomodori Secchi e un pizzico di Sicilia

Lunedì di rientro, le ferie sono definitivamente finite almeno per noi! Si ritorna alla “monotonia” dei giorni lavorativi: sveglia, colazione, corse a lavoro, casa da pulire e via dicendo. Sognando già i prossimi giorni e le prossime mete. Ritornando a casa mi è capitato di perdermi tra i miei pensieri, fare cose senza neanche rendermi conto di averle fatte… questa pasta è nata cosi: ho aperto il frigo, preparato gli ingredienti e solo dopo aver messo la pentola sul fuoco per la pasta ho capito cosa stavo realmente facendo. Alle volte mi domando se sono fuori di giri o capita anche a qualcun altro? Fatto sta che la casa si è riempita di un magico profumo ed ecco comparire una ricetta nuova per mio blog: completamente vegana, e totalmente made in Sicily, semplice a base di pomodori secchi della mia terra e di capperi delle Isole Eolie e tanto tanto buona!

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Ci siamo concessi un WE tutto per noi da questo viaggio in Sicilia andando alla scoperta di territori incontaminati con la nostra tenda da campeggio. Rotolare verso sud non solo dal punto di vista letterario, siamo andati nel punto più a sud dell’isola, abbiamo scelto come punto di appoggio Marzamemi, un piccolo paesino ormai centro della movida a pochi passi da Pachino, la patria dei pomodorini, ne abbiamo comprato qualche kg da portare a casa dai miei ma aimè ne sono arrivati ben pochi, mangiati come le ciliegie appena lavati perché dolcissimi, con il loro profumo inebriante di appena raccolti.

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Marzamemi è un piccolo borgo di pescatori completamente rimodernato senza però perdere il sapore antico e rustico, le vecchie botteghe e le rimesse delle barche ormai abbandonate dai pescatori sono diventate il centro della vita mondana: bar, ristoranti, friggitorie e piccoli negozietti di souvenir e prodotti tipici. Quello che una volta era il luogo di lavorazione del pesce appena pescato ora è un grande spaccio di prodotti ittici al cui interno si possono trovare ogni leccornia a base di pesce e non solo.

marzamemi2A pochi km di distanza senza bisogno di fare troppa strada eccoci alla Riserva di Vendicari (sito ufficiale) creata dalla regione siciliana nel 1984; un posto magico e suggestivo dal fascino particolare. Si addentra nel sottobosco per poi aprirsi verso delle vecchie saline abbandonate.

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Diventate la casa di Fenicotteri, Aironi e Cicogne che sostano in attesa di migrare, sono stati creati anche dei comodi punti di avvistamento per gli appassionati di fotografia naturalistica, che vi permettono di guardarli senza essere visti.

vendicari 3Il mare bellissimo è di un azzurro incantato (ma ero troppo presa a fare il bagno da non aver scattato neanche una foto) si alternano cale di roccia di tufo e distese sabbia finissima, potete scegliere tra ben 7 km di litorale meraviglioso all’interno della riserva. Tra i resti presenti nella zona possiamo facilmente individuare la torre sveva e la vecchia tonnara chiamata Bafutu (eretta nel 700 e abbandonata nella seconda guerra mondiale) dove sono ancora visibili gli alloggiamenti per i fuochi per la lavorazione del pesce.

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Rotolando ancora più a Sud dove la terra finisce per poi far posto al Mar Mediterraneo, ci troviamo sullo stesso parallelo di Tunisi siamo arrivati a Porto Palo. Li la costa si divide in una piccola penisola dove possiamo trovare un infinità di cale e calette.

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L’isola delle Correnti è una piccolissima isola di sabbia e tufo si trasforma da isola in penisola con la bassa marea, una volta vi era un faro che indicava la rotta ai naviganti ora in disuso. Qui la forza del vento e del mare segna il territorio lasciandolo arido e desertico con un fascino tutto particolare.

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Sull’isola di Capo passero di Porto Palo possiamo vedere la fortezza spagnola che svetta fiera tra il blu del mare e il colore della terra polverosa.

Concludo questa nuova tappa in giro per la mia Sicilia con questa pasta che di Sicilia sa, che nasconde il sapore del sole e della terra, augurandovi di poter visitare questi luoghi incantati.

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Timballo di Anelletti Palermitani alla Norma

Quando vivevo con i miei non ricordo estate (e inverno) senza le melanzane … mia madre ha una passione per loro e devo dire piacciono tanto anche a me; per fortuna anche G. apprezza e appena possibile le compriamo in quantità sopratutto se riesco a trovare le melanzane tunisine (le stesse che si trovano in sicilia), le uso per tantissime ricette o semplicemente fritte/grigliate sulla bistecchiera in ghisa e servite a tavola con un pizzico di sale.

Dopo il matrimonio di mio fratello dove la pasta alla norma è stato uno dei piatti più apprezzati a tavola, mi è venuta voglia di preparare qualcosa che sapesse di casa e di tradizioni, cosi mi sono portata in valigia un bel pezzo della ricotta stagionata per prepararla qui al nord e gustarla. Mi sono subito messa all’opera per preparare un piatto speciale un po diverso del solito: sfruttando gli anelletti palermitani,  la salsa di pomodoro fatta in casa (la ricetta qui) e le melanzane fritte.

Ho aspettato le ore più fresche per accendere il forno e cuocere il tutto ma lo confesso per una fetta di questo timballo si può soffrire un po e alla prima forchettata i tuoi sforzi in cucina vengono ricompensati, provare per credere!

Il timballo di anelletti alla norma come tutti i gratinati al forno è molto più buono se preparato un giorno prima e lasciato riposare per poi essere riscaldato leggermente prima di essere servito in tavola. Se tutti gli ingredienti impiegati sono freschi potete anche surgelarlo in comode vaschette (dura per circa 3 mesi) e scongelarlo per quando ne avrete voglia.

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