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Eliche con Pasta di Salame e Zucchine, un piatto di pasta dal sapore intenso

Eliche con Pasta di Salame e Zucchine

Avevo ancora in frigo un po’ di pasta di salame avanzata dalla ricetta del risotto con la pasta di salame e bonarda ed eccomi a sperimentare un nuovo piatto e cosi sono nate le Eliche con Pasta di Salame e Zucchine, un primo piatto buonissimo e golosissimo da preparare per tutta la famiglia e gli amici che amano questo ingrediente tipico della Lombardia.

Come vi ho già raccontato non conoscevo la pasta di salame e il macellaio mi ha tentato,  non me lo sono fatta ripetere due volte ed eccomi a spignattare nuovamente con questo ingrediente della tradizione della zona in cui vivo.

Ho scelto di preparare una pasta mescolando i sapori estivi delle zucchine con quelli forti e intensi della pasta di salame per ottenere un perfetto mix adatto a questi giorni di transizione tra estate e autunno.

Le Eliche con Pasta di Salame e Zucchine si preparano in pochissimo tempo e sicuramente piaceranno a grandi e piccini. G ha gradito parecchio questo primo piatto e prossimamente magari preparerò qualche altra ricetta con questo ingrediente.

Eliche con Pasta di Salame e  Zucchine, un piatto di pasta dal sapore intenso

Ingredienti per 4 persone

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Risotto con Pasta di Salame e Bonarda

Risotto con Pasta di Salame e Bonarda

Vivere a due passi dalla terra del riso e in mezzo alla terra del vino ti fa scoprire e portare in tavola sapori e profumo che altrimenti non avresti mai provato come il risotto con Pasta di Salame e Bonarda, un piatto tipico della Lombardia e della zona in cui vivo attualmente.

Il risotto con Pasta di Salame e Bonarda è sicuramente un piatto unico e dal sapore intenso, non adatto a chi conta le calorie ma perfetto per le giornate autunnali prossime. Se vieni a fare due passi per i vigneti della zona e ti fermi a pranzare in uno dei numerosi agriturismi sicuramente lo troverai in menù.


L’arrivo dell’autunno

cambia le abitudini e ho scoperto che mi fa stare mette mettere sul fuoco un bel pentolone della nonna pieno di brodo che esso sia di carne o di verdure, e concedermi il tempo per preparare un risotto seguendo tutti i passaggi con calma e attenzione. Si perché fare il risotto è un arte che viene dal cuore e non un semplice versare in pentola le cose.

Confesso che fino a qualche tempo fa’ non sapevo neanche cosa fosse la

Pasta di Salame

il salame in se non è tra i miei salumi preferiti, ma se vivi nella terra del Salame di Varzi (cucito stagionato) non puoi non mangiarlo accompagnato con una fetta di pane micca e conoscere la sua storia.

Vivere in questa terra meravigliosa e ricca di vigneti ti permette di scoprire nuovi sapori e di bere prodotti di alta qualità. Oltre a far crescere la mia voglia di bere bene e bere consapevolmente è nata la voglia di collezionare i vini ed è indispensabile organizzare con cura la cantina.

Navigando sul web ho scoperto Lionshome un sito ricco di idee, perfetto per arredare la casa e arricchire di ogni utensile la mia cucina senza dover trascinare G. per mille negozi sparsi sul territorio. 

Risotto con Pasta di Salame e Bonarda

Ingredienti per 4 persone

Per il Risotto con Pasta di Salame e Bonarda

380g riso carnaroli
300g pasta di salame
1 bicchiere di Bonarda dell’Oltre Po
1/2 cipolla bionda
1.2 lt brodo di carne o di verdure
burro o olio
2 cucchiai di formaggio grattugiato parmigiano
pepe nero macinato

Tempo di preparazione 30 minuti

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La Büseca ovvero la Trippa alla Milanese con i Fagioli

Quando vivevo in Sicilia non avrei mai pensato di cimentarmi in una preparazione del genere, lo confesso io non ho mai mangiato la trippa e non l’ho neanche mai cucinata, ma a tutto c’è rimedio. Mentre giravo per le corsie del supermercato in cerca di qualcosa da mettere a tavola per cena (circa 30 minuti di tempo per prepararla e con pochissime idee in testa) ho pensato di acquistare quella giù pronta per G. ma quando l’ho guardata nella sua mono porzione con il nome Trippa alla Milanese mi ha dato tanto l’impressione delle vaschette che servono negli ospedali con la plastica termosaldata e ho avuto un attimo di remora, poi il mio occhio è caduto appena pochi cm più in la dove c’era invece la vaschetta della macelleria di trippa affettata e pronta da cuocere (era appena stata confezionata) e cosi senza pensarci l’ho infilata nel carrello.

G. la adora e dato che qui in Lombardia è finalmente arrivato l’autunno mi sono detta facciamo questo esperimento e prepariamo uno dei suoi piatti preferiti e io mi faccio delle belle scorpacciate di zucca che viceversa lui non mangia.

Eccomi a cimentarmi nella preparazione di questo piatto tipico lombardo:

la Büseca o Trippa alla Milanese

c’è chi la definisce primo piatto, chi secondo io direi più che altro che è un piatto unito e sostanzioso da accompagnare con del buon pane per fare la scarpetta. Al suo interno ci sono verdure, legumi, brodo di carne e lei la regina: la trippa. La ricetta l’ho presa dalla mia amica Chiara di “Kucina di Kiara“, era uno dei piatti per l’uscita di febbraio 2015 dell’Italia nel piatto, il nostro gruppo di cucina regionale a tema se vi interessa scoprire ogni mese le ricette delle 20 regioni italiane iscrivetevi alla nostra pagina fb, prima del mio arrivo nel progetto.

A differenza di quanto pensavo cucinare La Büseca o la Trippa alla Milanese con i Fagioli è semplicissimo, niente di più di uno spezzatino di manzo. E’ però una di quelle preparazioni che deve cuocere a fuoco dolce per parecchie ore, uno di quei piatti che una volta veniva preparato sulle cucine economiche a legna per intere giornate, oggi abbiamo altri mezzi come le Slow Cooker- Pentola elettrica a cottura lenta. Ma ammetto che avendo abbastanza tempo da trascorrere in casa utilizzo spezzo il  Tegame in ghisa per questo genere di preparazione mi danno la sensazione di focolare.

Ho fatto solo una piccola modifica voluta da G. cioè aggiungere a metà cottura circa le croste di parmigiano a pezzettini che lui ritiene essere fondamentali per il sapore finale del piatto (non so se sia legata all’infanzia o alla tradizione lombarda o a quella sarda).

Se siete degli estimatori di trippa non mi resta che invitarvi a provare questa ricetta della trazione e magari scrivetemi anche come la preparate voi la trippa in casa o nella vostra regione.

La Büseca ovvero la Trippa alla Milanese con i Fagioli

Ingredienti per 5 persone

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Torta salata con Cipolla di Breme e Zucchine

Torta salata con Cipolla di Breme e Zucchine
Scusate l’assenza sono stati 10 giorni pieni, pienissimi, vi racconterò tra qualche giorno in un nuovo post, spero, ma non voglio anticiparvi nulla!

Avete mai sentito parlare della cipolla di Breme, chiamata anche la dolcissima?? Io fino allo scorso anno non avevo idea di cosa fosse, poi G. me ne ha portata una gigante direttamente acquistata da un produttore del piccolo paesino pavese e ho deciso di preparare una focaccia  francese (questa) e me ne sono innamorata.

Il suo nome non è scelto a caso: la dolcissima, è realmente cosi, talmente dolce che sembra una cipolla caramellata invece basta cuocerla in padella con un pizzico di sale per far si che tutta la casa si riempia di un magico profumo. Siamo nel periodo di raccolta della Cipolla di Breme, non me la sono fatta scappare e ne ho comprato qualcuna da usare come ingrediente principale nei piatti.

Ho scelto di proporvi una Torta salata con Cipolla di Breme e Zucchine. Un piatto semplice ma buonissimo perfetto per i caldoni estivi di quest’anno, da preparare in anticipo e gustare tiepida o direttamente fredda per un aperitivo insieme ad un buon vino dell‘oltre Po.

Torta salata con Cipolla di Breme e Zucchine

Proprio qualche giorno fa con G. siamo stati ad una degustazione di vini, una manifestazione a pochi km da casa in una bellissima locantion Certosa Cantù (dove se vi interessa vi è anche un ristorante), la manifestazione si è svolta nel parco della certosa: oltre 15 cantine della zona promuovevano i loro prodotti enologici a base di

Pinot Nero

nelle sue tante tipologie di vinificazione (bianco, rosè, rosso, fermo e mosso, metodo classico), una rassegna su Ennio Morricone allietava le orecchie e per gli occhi una mostra nelle sale interne del palazzo.

Torta salata con Cipolla di Breme e Zucchine

La serata è stata veramente interessante e mi ha permesso di conoscere e chiacchierare con tante persone nuove e

scoprire cosa si produce a pochi km

da casa. Non vi parlo di vino perché non saprei da dove iniziare, vi posso però dire in totale ignoranza, che ne ho bevuti alcuni veramente eccellenti di cui ho un bellissimo ricordo al palato e spero presto di poter andare a visitare le cantine di produzione.

Torta salata con Cipolla di Breme e Zucchine

Ingredienti per 4 persone

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Ossibuchi alla Milanese e una giornata sul Lago Maggiore

Ossibuchi alla Milanese e una giornata sul Lago Maggiore. Maggio è arrivato… ma qui al nord si gela! E da voi????

Da bambina una delle poche, forse l’unica, ricetta che mia madre cucinava fuori dai canoni siculi erano gli ossibuchi con i piselli, ma era un piatto raro sulla nostra tavola.

Arrivata in Lombardia ho scoperto che sono ottimi anche per preparare il brodo (insieme a biancostato, guancia e gallina) e serviti con il bagnetto verde (un intingolo a base di prezzemolo), in umido con il pomodoro e nel tajine (con le spezie che uso per preparare il cous cous).

Sbirciando le ricette della cucina popolare lombarda una di cui non avevo mai sentito parlare mi ha incuriosito: gli ossibuchi alla milanese, con un delizioso soffritto di verdure, una puccia golosa a base di vino e brodo e la Gremolata un mix di ingredienti freschi che esaltano il sapore della carne. La tradizione vuole che l’ossobuco si accompagni con il classico purè di patate o con il risotto alla milanese (forse un po troppo in unico pasto).

Ossibuchi alla Milanese e una giornata sul Lago Maggiore

Si lo so è un tipico piatto invernale, ma volete mettere il freddo di questi giorni? La neve sulle cime più basse, la pioggia ininterrotta, i vestiti pesanti che sono tornati nei cassetti. Il lungo we del primo maggio in campeggio al mare che programmavamo da tanto andato in fumo… Sabato infreddolita e sconfortata ho deciso di preparare l’ossobuco alla milanese per G. dovete sapere che l’ossobuco è uno dei suoi piatti preferiti.

Lago Maggiore 2

Nonostante i piani per andare al mare sono andati sfumati, noi non ci perdiamo d’animo, ed eccoci domenica mattina svegli di buon ora (o meglio sempre al solito orario), macchina fotografica, zainetto e scarpe comode ai piedi, seduti in macchina con il navigatore acceso per percorrere i km che ci separano da una nuova meta, la nostra meravigliosa Italia ha cosi tanti posti da vedere che spesso è difficile sceglierne tra tanti; siamo andati a visitare il Lago Maggiore e i paesini di Arona, Stresa e Baveno, una parte d’italia che non conoscevamo nonostante sia a due passi da casa.

Un paesaggio meraviglioso sulle cime nuovamente innevate, ville e giardini cosi belli e curati da lasciare a bocca aperta, lunghe passeggiate in riva al lago con moli e attracchi per le barche, un raduno di motociclisti (non vi so dire quanti erano, ma erano tanti), l’aperitivo baciati dal sole (poco ma c’era almeno al mattino), un giro per il mercatino, perdersi tra i vicoli affollati, il profumo della cucina tipica di lago e relax per godersi questi favolosi scorci tra le montagne e l’aria fresca.

Avremmo voluto fare una passeggiata sulle Isole Borromee (isola Bella, isola Madre e isola dei Pescatori) prendendo il battello, ma aimè sembrava che la pioggia stesse per arrivare e non eravamo attrezzati (ho lasciato l’ombrello a casa!). Come al solito ho scattato un milione di foto (e come al solito nessuna dove ci sono io) e sceglierne due è stato difficile. Sicuramente in un prossimo we torneremo in questo luogo meraviglioso e riusciremo a visitare le isolette e altri piccoli e caratteristici paesini sul lago.

Lago Maggiore 1

Ingredienti per 4 persone

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Zuppa di Coste e Patate con Pizzoccheri

Zuppa di Coste e Patate con Pizzoccheri
Le domeniche di primavera, non le si può trascorrere chiusi in casa dunque nonostante il meteo non favorevole siamo andati a passeggiare in collina, con un gruppo di amici che condividono con noi la passione per la natura e per il cibo, destinazione: uno dei rifugi della comunità montana dell’Oltre po, facilmente raggiungibile naturalmente lungo un sentiero in terra battuta (un po infangato per l’occasione).

Qui in zona ci sono tantissime

baite e rifugi

aperti ai viandanti e a chi vuole trascorrere una giornata all’aria aperta, in molti potete trovare punti di bivacco muniti di stufe, bbq, panche e tavoli per il pic nic all’aria aperta. In tutti i luoghi vigono le stesse regole del buon senso:… lascia pulito, in ordine e non distruggere quello che non ti appartiene e sopratutto assicurati che il

fuoco sia spento.

Rigugio_Laguglione e Zuppa di Coste e Patate con PizzoccheriDunque non c’è cosa più bella che iniziare la primavera e dare il benvenuto al sole con una bella grigliata (non me ne vogliano gli amici vegetariani/ vegani) in barba alle previsioni meteo che portavano acqua noi ci siamo incamminati con tutto il necessario per trascorrere una bellissima

domenica in compagnia.

Negli Zaini da escursionismo: carne, verdure, salse e condimenti, pane, vino e potrei continuare per altre due o tre righe ad elencarvi tutto quello che abbiamo portato con noi, con gli anni siamo diventati un gruppo collaudato e alla

nostra tavola non manca mai nulla.

Di conseguenza come tutte le volte che torni da una grigliata, dopo aver mangiato ogni ben di dio, occorre rimettersi in riga e quale migliore occasione per preparare una zuppa di coste e patate con pizzoccheri; gli ingredienti sono gli stessi dei classici pizzoccheri valtellinesi: coste, patate, aglio, formaggio ma in una versione rivisitata e alleggerita per la tavola di tutti i giorni.

Come al solito appena ho detto a G… pizzoccheri si aspettava un bel teglione con tanto

formaggio fumante e crosticina dorata

invece ecco comparire questa zuppa densa e cremosa al punto giusto… che naturalmente gli è piaciuta un sacco tanto da svuotare il pentolone in pochi minuti con ripetuti bis. Se amate il sapore dei pizzoccheri ma aimè non è possibile mangiarli spesso questa ricetta vegetariana farà sicuramente al caso vostro.

Certamente la bella stagione è alle porte e queste sono le ultime zuppe prima di passare ai prodotti primaverili ed estivi… e sbizzarrirci con la fantasia e i colori a tavola ma provate almeno una volta la Zuppa di Coste e Patate con Pizzoccheri.

Zuppa di Coste e Patate con Pizzoccheri

Ingredienti per 4 persone

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Polenta Taragna alla Valtellinese

 

Polenta Taragna alla Valtellinese. Quando ero piccola ogni inverno trascorrevamo una settimana in montagna con famiglia e a amici; ogni anno la meta era sempre diversa e piano piano abbiamo girato numerose località sciistiche del nord Italia, una più bella dell’altra. A quell’età per me il cibo era cibo potevo solo dirvi se una cosa mi piaceva o meno, solo successivamente ho scoperto la mia passione per esso, e ricordo che molte cose erano nuove e buonissime tanto da volerle mangiare nuovamente una volta tornata sull’Isola. A quel tempo e vivendo in Sicilia molti ingredienti non si trovavano facilmente in commercio come: polenta di grano saraceno, i pizzoccheri e il pane di segale tipico della Valtellina. E tutte le volte le valigie si riempivano oltre che dei classici souvenir di qualche ingrediente nuovo: un pacco di pizzoccheri, un dolce, un formaggio o semplicemente un vasetto di marmellata locale.

La polenta per il nord Italia sopratutto per i paesi di montagna è il pane quotidiano, al posto della pasta per accompagnare sughi con verdure o di carne come vi ho raccontato qui , esistono milioni di polente diverse: a base di mais e altri cereali e con macine di grana diversa.

Quella taragna è molto particolare: rustica e saporita perché composta da grano saraceno e mais integrale; al suo interno si possono notare le cariossidi macinate dei chicchi che gli conferiscono una consistenza particolare in bocca ma molto piacevole. Ormai è diventata abbastanza comune nella grande distribuzione e potete trovarla già miscelata in tutti i supermercati di svariate marche e nelle botteghe del bio per un prodotto di nicchia, e credo di averla intravista anche in versione a cottura rapida.

Preparare la Polenta Taragna alla Valtellinese è semplicissimo, gli ingredienti sono pochi, indispensabile oltre alla polenta taragna è il formaggio casera, tipico del luogo, che mescolati insieme rendono un piatto povero buonissimo e gustoso  a cui difficilmente poter resistere. E’ un piatto molto ricco e può essere consumato in bianco o essere accompagnato da condimenti a base di carne di manzo/ selvaggina o verdure, secondo il vostro gusto personale.

Ho optato per condirne metà con uno spezzatino e la restante mangiata al bianca che ho apprezzato tantissimo perché si possono distinguere bene il sapore della polenta e quello del formaggio casera e apprezzare la rotondità del burro.

Prima che possiate dire: “Ma ci vuole una vita a farla cuocere!” vi posso assicurare che ho usato una Casseruola antiaderente con coperchio (lo so, le signore valtellinesi a leggere questa cosa potrebbero avere un mancamento) e una volta aggiunto il burro la Polenta Taragna alla Valtellinese va da sola e non si attacca al fondo della pentola, ma solo mescolata di tanto in tanto… e se ve ne avanza un po’ non buttatela versatela su un piatto o in un vassoio, livellatela e lasciatela indurire e una volta soda ripassatela su una padella dal fondo liscio per qualche minuto, servitela come stuzzichino o contorno in tavola per accompagnare salumi e sott’olio.

polenta taragna (30)b2Ingredienti per 4-5 persone

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Polenta Rossa del Ticino e Salsiccia

Quando arriva l’inverno ecco comparire nel menù di casa la polenta, noi la mangiamo sempre volentieri sia semplicissima al pomodoro (come la preparava la nonna di G.), con i funghi, il gorgonzola e con sughi più elaborati come in questo caso. Ma da quando ho scoperto la Polenta Rossa del Ticino ho ancora più voglia di preparala nonostante occorre stare a mescolare per un po’ mentre cuocere..

Anche i muri sanno che non è un piatto tipico siciliano, ma almeno una volta l’anno da bambina compariva sulla tavola della domenica, non avevamo Paiolo In Rame Per Polenta e tanto meno la cultura di stare a mescolare per un ora, quindi usavamo quella precotta; a quel tempo c’era un solo tipo di farina per polenta istantanea, ma per me il risultato era più che eccellente, un piatto che non mangiavamo tutti i giorni. Mia madre la preparava (l’ha fatta anche lei in settimana!) con questo stesso sugo che a noi piace tanto.

Una volta entrata nel mondo del food blog e conoscendo virtualmente cucine di tutti gli angoli d’Italia ho scoperto i tantissimi tipi di polenta:

gialla, integrale, bianca, taragna, saracena

ecc ecc. Quando sono arrivata al nord ho imparato (passatemi il termine) a cucinare la vera polenta, non sarò mai come una massaia lombarda a girare la polenta nel paiolo di rame sul fuoco vivo del camino con il mestolo di legno per un ora, ma me la cavo.

Qualche tempo fa andando al mulino a comprare le farine per il pane e la pizza a Pavia ho scoperto che nella nostra zona è la

Polenta Rossa del Ticino

poco conosciuta e difficile da reperire fuori dalla zona, sono poche le aziende agricole che la coltivano e si trova solo in alcuni negozi di nicchia o direttamente al mulino che la macina;

Non sono un esperta di polenta ma dopo averne provate alcune al supermercato e al mercato sono tornata a comprare questa, la Polenta Rossa del Ticino è molto saporita e cremosa (come piace a me!), perfetta per accostarla con tanti sughi diversi e da mangiare semplicemente come pane quando ne avanza un po’.Polenta Rossa del Ticino e Salsiccia

 Ingredienti per 4 persone

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