Archivio mensile:marzo 2018

Lasagne al pesto con mozzarella

Lasagne al Pesto con Mozzarella

Quintali di pesto genovese vagano ogni anno nel mio frizzer, le scorte per l’inverno, con i pinoli e con le mandorle, e con l’inizio della primavera è il momento giusto per preparare le Lasagne al Pesto con Mozzarella  ideale da mangiare tiepido o direttamente a temperatura ambiente.

Le Lasagne al pesto con mozzarella a casa mia non mancano mai: li abbiamo preparate per la cena della vigilia di Natale a Roma con mia cognata, le preparo per le cene con gli amici (se tra di loro poi c’è qualche vegetariano sono il top) e sicuramente le preparerò per il nostro Lunedì di Pasqua. Il giorno che da che mondo e mondo si dedica alle scampagnate fuori porta, alle gite con gli amici o alle semplici grigliate. Per un messinese le ricette che non devono mancare sono tante: Salsiccia al finocchietto, braciole alla messinese, insalata di finocchi e arance, bianco e nero, ma anche pani di cena e cuddure. I primi piatti possono variare dall’insalata di riso, la pasta caciata di cui presto voglio parlarvi fino ad arrivare agli anelletti al forno alla palermitana nelle versioni più disparate. Io oggi voglio allargare la tradizione e proporvi questa ricetta per il lunedì di Pasqua le Lasagne al pesto con mozzarella.

Preparara la pasta all’uovo in casa e usarla nelle lasagne è ovviamente tutta un altra cosa: che esse siano alla bolognese, con il pesto o con le verdure. Se siete abili con il mattarello allora il gioco sarà semplice viceversa se come me il mattarello sono più le volte che ve lo date sui piedi vi consiglio prima di cimentarvi nella preparazione della pasta fresca in genere e delle lasagne nello specifico di acquistare una macchinetta sfogliatrice, ormai si trovano ovunque a pochi euro; la mia è la Marcato Classic Atlas 150, la ho da tantissimi anni e non la cambierei con niente al mondo, non occorre prendere quelle con il motorino elettrico, tranne se non siete un pastificio o una famiglia da 20 persone, girare una manovella per un paio di volte non vi farà certo andare in calo di zuccheri.

Naturalmente la lasagna come tutte le paste gratinate più riposa più buona è una volta cotta la lascio raffreddare le Lasagne al Pesto con Mozzarella e poi in frigo fino all’ora dovuta. Pochi minuti di forno a 130-150°C (o direttamente poggiando la teglia sul bbq con le braci roventi) per far fondere nuovamente la mozzarella ma lasciare il resto compatto ed ecco un magnifico pranzo per il lunedì di Pasqua è servito.

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Ingredienti per 8 persone

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Orecchiette con le Cime di Rapa e Briciole di Pane

Orecchiette con le Cime di Rapa e Briciole di Pane

Faccio questa ricetta delle Orecchiette con le cime di rapa e Briciole di Pane da tantissimi anni ma per la sua semplicità non ho mai pensato di postarla. Ieri c’era una bella luce e avevo voglia di scattare qualche foto dopo settimane di grigiore, neve e pioggia ed ecco che una volta scaricate sul pc. Mi sono detta eppure perché non postarla, magari a qualcuno può far piacere? Magari qualche altro mi criticherà come ormai capita spetto nel web per una ricetta sbagliata o banale, ma chi se ne frega.

Benchè non sia la versione tradizione delle orecchiette con le cime di rapa a me piace tantissimo e spesso penso come un ingrediente cosi semplice come le briciole di pane tostato che sarebbero finire nel cestino o al meglio nel frullatore per preparare pane grattugiato (io odio buttare il cibo e tento di riusarlo al meglio in ogni occasione) può rende un piatto  di orecchiette classico ancora più buono.

Di orecchiette con le cime di rapa ne esistono tantissime versione: con le acciughe e senza, con i pomodori e senza, chi la fa’ molto morbida chi invece un po’ più asciutta chi preferisce la ricotta salata chi il formaggio parmigiano (anche se credo che i pugliesi doc non siano prontamente d’accordo). Come tutte le ricette della cucina popolare anche questa non fa’ eccezioni e quindi troverete tantissimi modi di prepararle.

Il mio unico rammarico di questo piatto e non sapere ancora preparare in casa le orecchiette a mano e cosi mi devo accontentare di una buona pasta di semola fresca (non mi piace questo tipo di pasta secca, rimane dura e gommosa) di origine pugliese. Sebbene in tutti i negozi di alimentari e pastifici si trovano delle buonissime orecchiette e sicuramente anche nel vostro supermercato di fiducia c’è una marca che fa al caso vostro. Se viceversa non trovate  o non vi piacciono le orecchiette potete usare anche le foglie o gli strascinati o i cavatelli, sono tutti buonissimi formati di pasta pugliese di semola di grano duro, perfetti per arricchire sughi semplici come questo.

Ingredienti per 4 persone

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Pesce spada con carciofi e piselli un piatto tutto siciliano

Bocconcini di Pesce Spada con Carciofi e Piselli

I Bocconcini di Pesce Spada con Carciofi e Piselli sono un piatto di mare ispirato ad una ricetta tradizionale contadina della mia terra la frittedda, anche se il nome può trarre in inganno non è una frittella bensì un piatto vegetariano a base di carciofi, fave e piselli. Amo il suo sapore e ho voluto ricreare trasformando questo contorno in un secondo piatto di pesce  con i dei deliziosi bocconcini di pesce spada per preparare il Pesce Spada con Carciofi e Piselli perfetto per la primavera.

Io sono meteoropatica in cucina… nei giorni passati con il freddo e la pioggia battente non ho cucinato praticamente nulla, ma ora che è tornato finalmente il sole, se bene fa un po’ troppo freddo per i miei gusti, eccomi all’opera, ed eccomi naturalmente a presentarvi un piatto speciale buonissimo e semplicissimo da cucinare: il pesce spada con carciofi e piselli.

Inoltre per renderle ancora più ricco questo secondo piatto di mare potete aggiungere ai carciofi e piselli anche le fave (fresche o surgelate). Io adoro le fave fresche piccoline e tenere che si mangiano crude appena tolte dal baccello accompagnate del con del buon pane e del ottimo pecorino (so che per qualcuno può sembrare un eresia ma se sono appena raccolte sono come zucchero in bocca) e sto facendo il conto alla rovescia aspettando che spuntino le prime insieme ai piselli, per poterlo preparare questo piatto nuovamente con le verdure fresche dell’orto e sicuramente prepararvi qualche nuova ricetta con questi ingredienti che tanto amo.

Infine vi do un altro piccolo suggerimento potete utilizzare questo delizioso secondo piatto di mare per preparare un piatto di pasta speciale dal sapore tutto primaverile, per 4 persone semplicemente aggiungendo la vostra pasta preferita e mantecando sul fuoco.

La mia città Messina, sorge sul mare e da secoli ha una grande storia marinaresca e peschereccia. Da Maggio a Ottobre le acqua dello Stretto vengono solcate da speciali barche chiamate Feluche (qui trovate la foto)appositamente studiate per la pesca del pesce spada. Il pesce spada mediterraneo è un abile nuotatore, con carni sode e saporite. E’ un pesce che si addice a cotture veloci per evitare di farlo diventare duro, potete grigliarlo o semplicemente farlo in umido o prepararci un buon piatto di pasta come questo!

Insomma credo che questo sia il piatto perfetto per iniziare la primavera con il piede giusto. Che ne dite?

Ingredienti per 2 persone

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Pesto di Porri con Pecorino Sardo e Timo

Pesto di Porri al Pecorino Sardo e Timo

Avevo due porri da qualche giorno nel mio frigo, pensavo di preparare un piatto diverso, una volta lavato e tagliato i porri e messi a stufare mi sono resa conto che l’ingrediente che volevo abbinare non c’era (naturalmente ditemi che non succede solo a me!), così a mentre la pasta stava già cuocendo ho modificato la mia idea e servito a tavola il Pesto di Porri al Pecorino Sardo e Timo.

La pasta con Pesto di Porri al Pecorino Sardo e Timo è un piatto dal sapore intenso e dal profumo inebriante, velocissimo da preparare. Naturalmente potete personalizzare la ricetta e aggiungere qualunque tipo di formaggio o di erbetta aromatica, pesce oppure: pancetta, speck o guanciale per rendere il suo sapore diverso di volta in volta e creare sempre nuovi abbinamenti e naturalmente nuovi piatti da servire in tavola alla vostra famiglia o ai vostri amici. In sostanza un piatto versatile e pratico da mettere in tavola nei momenti di crisi.

Il Pesto di Porri al Pecorino Sardo e Timo. per me è stato una grande scoperta, ho preparato tanti piatti a base di porri ma non li avevo mai usati per un pesto, del resto c’è sempre una prima volta in tutto sopratutto in cucina. Ho scelto di servire il pesto di porri con degli spaghetti ruvidi di grano duro, ma anche un formato di pasta corta lega amabilmente con questa preparazione.

Insomma ecco comparire nella mia cucina una nuova ricetta da quella che sembrava trasformarsi nell’ennesima catastrofe (si a me capita praticamente sempre). Voi avete mai provato il pesto di porri? Come lo preparate, qual’è il vostro ingrediente segreto per renderlo speciale?

Ingredienti per 4 persone

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trippa alla fiorentina

Trippa alla Fiorentina l’ingrediente povero della cucina italiana

Eccomi di ritorno, non sono andata in vacanza bensì bloccata a letto con l’influenza… ma ora eccomi qui e vi racconto cosa ho preparato nei giorni scorsi. Dopo aver cucinato qualche tempo fa la Trippa alla Milanese conosciuta anche con il nome di Buseca, con l’aiuto di Chiara. Ho deciso di cimentarmi in una nuova preparazione a base di trippa ed ecco comparire la ricetta della Trippa alla Fiorentina. Confesso che a casa nostra non è un piatto da tutti i giorni ma: complice la neve caduta la scorsa settimana… e un po’ per fare contento G. ho proposto di cucinare una nuova (per me) ricetta  della trippa.

La mia amica Giovanna di Acquacotta e Fantasia mi ha dato la sua ricetta della Trippa alla Fiorentina. Ho costatato che la preparazione è molto simile a quella della ricetta della trippa alla Milanese, ma senza l’aggiunta dei fagioli durante la cottura e anche questa è meno lunga. Ma questo dipende però dal tipo di trippa che avete deciso di mettere in tegame.

Nei bovini lo stomaco è composto da quattro cavità distinte:

  • il rumine (Ciapa, Croce, Larga, Panzone) è la parte più spessa e più grassa della trippa, rappresenta circa l’ottanta per cento di tutto lo stomaco bovino.
  • il reticolo (Beretta, Cuffia, Nido d’ape), ha un aspetto spugnoso e la sua forma ricorda una cuffia.
  • l’omaso (Centupezzi, Foiolo, Libretto, Millefogli, Centopelli) è la parte più magra della trippa e si presenta con una caratteristica struttura lamellare ovvero con innumerevoli pieghe di colore bianco che fanno ricordare un libro aperto.
  • l’abomaso (Caglio, Francese, Frezza, Lampredotto, Quaglietto, Ricciolotta) che è l’unica cavità equivalente allo stomaco vero e proprio, quello più vicino all’intestino, ovvero la parte più scura della trippa di colore marrone e piuttosto grassa che richiama alla mente dei nastri arricciati insieme.

[da WiKi]

Scrivere un post sulla trippa alla Fiorentina mi ha incuriosito cosi tanto che ho deciso di approfondire l’argomento e le ricette della trippa nella nostra Nazione. In Italia esistono cosi tante ricette di trippa che si potrebbe scrivere un libro solo su questo ingrediente (se ancora non è stato fatto). Alcune ricette si assomigliano moltissimo, di conseguenza ciò vuol dire che il miglior modo per consumare la trippa è farla in umido con il pomodoro e una spolverata di formaggio che esso sia grana o pecorino o altro ancora.

Da regione a regione le ricette della trippa cambiano e pensate allora quante differenze ci sono tra nord e sud nel cucinare le trappa: erbe aromatiche, l’aggiunta di grasso di altro tipo, del formaggio più facile da reperire in loco.

Vediamo un po’ nel dettaglio partendo dal Nord Italia e dai piatti di trippa più famosi:

Lombardia si prepara la Busaca con fagioli bianchi e parmigiano.
Vento si prepara la trippa alla vicentina con lardo, erbe aromatiche e spezie e si completa il tutto con Asiago stravecchio.
Toscana la ricetta di trippa più semplice con trito di verdure, pomodoro pelato e formaggio grattugiato.
Emilia si fa alla Parmigiana, aggiungendo prosciutto o lardo, per dare ancora più sapore.

E al sud la trippa come si cucina?

Lazio la famosissima trippa alla romana è base di guanciale (?), menta romana, pecorino romano e sopratutto si cucina tutto a crudo.
Campania anche qui le versioni di trippa non mancano: in bianco lessata e servita ad insalata con patate, olio e limone o  in rosso con salsa di pomodoro e basilico.
Nella mia terra la Sicilia ci sono tanti modi di prepararla: la versione classica con le patate. Spostandoci da provincia a provincia vediamo che le ricette cambiano: a Catania si fa al forno con le patate, a Palermo una volta bollita si ripassa in padella con aglio, salsa di pomodoro, basilico, pane grattato e caccio cavallo; a Ragusa si fa con mandorle e noci, prezzemolo e scorza di limone, ma sull’isola non può mancare la versione in umido.
Sardegna si usa aromatizzare la trippa al pomodoro con la menta e pecorino sardo.

Sicuramente ci sono ancora tantissime ricette di trippa in Italia che non ho trovato
ma anche esse degne di nota.

E dopo aver girato in lungo e largo l’Italia a tavola con la trippa completiamo la nostra trippa alla fiorentina con una bella spolverata di formaggio grana e serviamola in tavola con crostini di pane bruschettato.

Ingredienti per 4 persone

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Pasta con Broccolo Romanesco e Pomodori Secchi

Pasta con Broccolo Romanesco e Pomodori Secchi

Ho preparato questa Pasta con Broccolo Romanesco e Pomodori Secchi e briciole di pane tostate prendendo spunto dai consigli della mia amica F., un piatto che mi ha subito entusiasmato e cosi ho deciso di prepararlo in breve tempo, da aggiungere alle ricette con il cavolfiore e con broccolo romanesco sul mio foodblog.

La Pasta con Broccolo Romanesco e Pomodori Secchi e briciole di pane tostate è un piatto  naturalmente povero, fatto di ingredienti semplici che spesso si trovano in casa e che fanno parte di una cucina del sud italia: dove briciole di pane o pane grattugiato sono spesso impiegate per guarnire i piatti contadini.Adoro l’uso delle briciole, esalta il sapore di alcuni piatti dandogli una croccatezza che altrimenti mancherebbe.

Insomma il profumo del pane tostato e le erbette leggermente riscaldate riempiono la casa, facendomi pensare alle cucine delle nonne, dove il profumo del cibo si mescolava a quello della stufa che ardeva per riscaldare le stanze durante l’inverno.

Mi fanno pensare al pane appena sfornato: fatto con la pasta madre e farine grezze, lievitato al caldo del letto per ore, lente ore e che profumava di buono per giorni, nonostante induriva. non come il pane industriale di oggi che dopo 3 ore è gomma per cancellare (avete mai usato il pane per cancellare? io si quando andavo a scuola, la mia prof di disegno ci aveva insegnato ad usare questo metodo!)

Ingredienti per 4 persone

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Arancini di riso alla Norma una delizia tutta isolana da riproporre a casa vostra

Arancini di Riso alla Norma una delizia isolana

Chi è stato in Sicilia sa che se si parla di cibo, la prima parola che si pronuncia è Arancini di riso! A seconda del vostro viaggio sull’isola: Sicilia Orientale o Sicilia Occidentale potete trovare le parole Arancini e Arancine. Ma non voglio stare qui a discutere se si dice con la I o con la E! Bensì voglio parlarvi dell’ingrediente fondamentale di questo piatto di Arancini di riso alla Norma: il RISO e del perché oggi per l’uscita di Marzo l’Italia nel piatto ha scelto questo tema:

“Riso e Tradizione”

l’8 marzo è la Festa internazionale delle Donne, per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.

Le donne che vogliamo celebrare sono

le mondine,
ma non solo tutte le lavoratrici del mondo!

Per anni le mondine hanno lavorato nelle risaie e nei campi del Nord Italia per produrre il riso ma non solo loro tutte le donne che tutt’oggi lavorano fino allo stremo per garantire una sopravvivenza e una vita dignitosa alla famiglia.

E vogliamo cogliere l’occasione di questo tema per parlare di “Riso e Tradizione” e naturalmente delle produzioni regionali di riso in Italia. Tutti noi diamo per scontato che il riso viene prodotto al Nord, nella pianura padana: lomellina, vercellese e novarese. Ma riguardando la storia invece si scopre che la produzione del riso arriva dal Sud sebbene nei secoli è andata perduta.

Nel IX secolo gli Arabi portarono il riso in Sicilia e successivamente nell’Italia meridionale, cronologicamente parlando, la coltura del riso fu introdotta prima che altrove sull’isola durante la dominazione araba. Essa si era diffusa in diverse aree dal Catanese all’’Ennese, nell’Agrigentino e nel Palermitano per poi sparire quasi completamente. Solo di recente la coltivazione del riso è tornata attiva in Sicilia grazie all’azienda Agrirape di Leonforte in provincia di Enna, che ha voluto ripercorrere i passi antichi e mettersi in gioco per produrre riso siciliano.

Nella cucina siciliana, che ha sentito nei secoli l’influsso della cultura araba, il riso (nonostante non sia un prodotto agricolo cosi diffuso) viene comunque impiegato per numerose preparazioni. Sicuramente la più famosa è quella degli arancini di riso al ragù ma io oggi voglio proporvi una versione vegetariana ma golosissima di questo famoso street food:

Arancini di riso alla Norma

La ricetta di cui voglio parlarvi oggi è un mix delle tradizioni isolane: l’involucro classico dell’arancino di riso aromatizzato allo zafferano abbinato ad un ripieno vegetariano il sugo alla Norma. Credo uno dei piatti più apprezzati e copiati (anche in malo modo) nel mondo della classica pasta catanese con sugo di pomodoro, melanzane e ricotta grattugiata. Importante sapere che l’arancino siciliano va mangiato rigorosamente con le mani e soprattutto non ha bisogno di salse di accompagnamento, il suo cuore morbido e ricco è già sufficientemente condito e valorizza alla perfezioni il sapore del riso.

Grazie all’ Italia nel piatto ho approfondito la storia del riso e le tradizioni ad esse legate un esempio sono queste ricette che spero presto di postarvi: badduzzi di risu ‘nto brodo (polpette di riso fritte e servite in brodo), risu ‘o furnu (un timballo di riso ripieno al forno), le sfinci di riso (frittelle dolci di riso la ricetta la trovate qui) e il Riso nero alla messinese (una torta di riso) e altre ancora.

Ingredienti per 6 arancini di riso alla norma

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