Archivio mensile:febbraio 2016

Lagane con Ceci e Cime di Rapa

Lagane con Ceci e Cime di Rapa

Lagane con Ceci e Cime di Rapa – Due volte la settimana nel paesino dove viviamo qui in Oltre Po, fanno il mercato rionale, ci sono bancarelle di ogni tipo: salumi, frutta e verdura, carne, pesce, miele, pasta fresca, un po’ tutte le produzioni della zona. Ogni tanto ci faccio un giro, soprattutto nelle giornate di sole, qualche volta torno a casa a mani vuote altre con

5 o 6 sacchetti traboccanti di roba soprattutto di frutta, verdure e formaggi buonissimi

che raramente si trovano nei supermercati; non sempre i prezzi sono convenienti come si pensa quando si parla di mercato ma se si ha fortuna e buon occhio per alcune cose la qualità è molto più alta di quella del supermercato, quasi da bottega rinomata. Ormai ho imparato anche in quale bancarella andare per trovare determinati ingredienti… se cerco: siciliano, calabrese o pugliese.

Quando tra i banchetti trovo le cime di rapa non posso fare a meno di acquistarne sempre in abbondanza, non è una verdura che al supermercato si trova facilmente e la maggior parte delle volte arrivano ormai secche e ingiallite o con le cime già fiorite, di cui la metà finisce nella spazzatura.

Questa volta erano freschissime cosi mi sono trovata a

lavare un quintale di cime di rapa

per preparare il pranzo, ma mi sono accorta troppo tardi di non avere orecchiette in dispensa per fare un classico dei classici…. Dramma…. “cosa metto in tavola per pranzo?” Ecco che arriva in aiuto la mia amica F. pugliese doc suggerendomi di preparare da me la pasta, ma io le orecchiette non le ho mai fatte e non è il momento di iniziare proprio oggi, allora mi suggerisce di usare un altro tipo di pasta pugliese meno conosciuta ma molto buona: le lagane delle corte pappardelle di pasta di semola e acqua, da cuocere in una zuppa di cime di rapa e i ceci (che fortunatamente avevo già pronti in frigo).

Ormai preparo la pasta fresca così spesso, sia di semola che all’uovo, che la macchinetta per la pasta è sempre a portata di mano così non mi sono fatta ripetere due volte la ricetta e ho iniziato ad impastare, in pochi minuti ho preparato la base, riscaldato la zuppa di ceci e tagliuzzato le cime di rapa.

Quando è arrivato G. si aspettava di vedere le

classiche orecchiette con le cime di rapa 

in tavola e invece ecco comparire una zuppa, ricca e saporita, con la pasta preparata al momento, un piatto nuovo da gustare e soprattutto da rifare al più presto le Lagane con Ceci e Cime di Rapa.

lagane cime di rapa e ceci (18)b

Ingredienti per 4 persone

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Sformato di Patate ed Erbette alla Fontina

Sformato di Patate ed Erbette alla Fontina

Sformato di Patate ed Erbette alla Fontina Eccomi di ritorno, giuro questa volta il tempo per scrivervi lo avevo e pure tanto, ma ne ho combinata una delle mie: ho dimenticato la scadenza di una parte del mio sito e in automatico non potevo aggiornare nulla. Si lo so sono una pasticciona, però ho imparato e ho messo sul mio calendario le scadenze annuali per non incappare più in questo problema per la prossima volta e ora dovrebbe arrivarmi anche la mail 30 giorni prima che mi avverte della scadenza imminente, per non fare altri danni.

Dopo due primi: tagliatelle e risotto, oggi vi posto uno Sformato di Patate ed Erbette alla Fontina molto goloso, che si prepara in pochi minuti e può essere riscaldato al momento di servirlo in tavola, anzi se preparato in anticipo ne guadagna in gusto. Lo potete usare come secondo piatto vegetariano o come stuzzichino per aperitivi rinforzati o come contorno per arrosti o altri secondi piatti di carne, io lo trovo adatto anche per secondi di pesce, ma state attenti che questo non sia troppo delicato, altrimenti entra in contrasto con al fontina DOP dal sapore intenso.

Come sapete già le patate, in casa nostra, non mancano mai, abbiamo fatto scorta di patate di montagna: dal sapore intenso e dalla consistenza compatta. Quando vivevo in Sicilia, le trovavo spesso in vendita provenienti dalla Sila (in Calabria) o dall‘Etna (per chi non lo sa: il nostro vulcano è una fonte inesauribile di risorse: frutta, verdura, pistacchi, acqua; per non parlare di tutte le attività sportive che si possono svolgere: 2 impianti sciistici, percorsi trekking e per biciclette, raffiting e tutto quello che vi passa per la mente state sicuri che si può fare).

Il loro sapore è intenso rispetto alle classiche patate, che vengono coltivate su terreni poveri. Sono ideali per preparare tantissime ricette, ma anche semplicemente bollite sono favolose, se vi capita, provatele e non vi pentirete. Con le patate di montagna, ci vogliono formaggi di montagna e allora quale migliore occasione per usare della Fontina DOP vera, non quella plasticosa che ultimamente si trova al supermercato. Se non vi piacciono le erbette miste, scegliete quelle che più gradite: gli spinaci si sposano a meraviglia.

Non mi resta che augurarvi un bellissimo fine settimana e mettere a bollire le patate di montagna per lo Sformato di Patate ed Erbette alla Fontina.

sformato di patate e erbette (13)b

Ingredienti per 4 persone

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Risotto Verza e Speck

Risotto Verza e Speck

Risotto Verza e Speck  Finalmente sabato, anche questa settimana volge al termine, e come al solito il brutto tempo arriva nel WE quando invece vorrei fare mille cose e uscire di casa, domani è San Valentino e non mi sarebbe dispiaciuto andare a fare due passi al mare (voi lo festeggiate????)!!!!

Lo so sono un po sfuggente in questi giorni ma ho avuto tante cose da fare, non ci crederete non sono riuscita a trovare il tempo di sedermi al pc e scrivere un post di almeno 4 righe senza dover alzare ogni 10 minuti per fare qualche altra cosa, lasciando il pc a scaricarsi con le pagine aperte per ore. Tra una cosa e l’altra non so neanche come sono riuscita a sfornare un buon pane tutta semola con la pasta madre, (avrete intravisto la foto su Istagram) forse perché non ho guardato l’orologio e impastato tra una cosa e l’altra dimenticandomi anche la scodella sul tavola per tutta la notte.

A questo si aggiunge che ho aggiornato il pc… da W8 sono passata a W10,,, dopo il primo attimo di panico iniziale, perché nessuno vi dice che il note book spesso non hanno i driver della scheda video compatibili con la nuova versione, che occorre intervenire direttamente sul driver modificandolo se non si vuole osservare una schermata nera per ore con solo la freccina bianca che si muove. Poi io sono una schiappa con l’elettronica e chiedo sempre aiuto a  mio fratellino che arriva in mio soccorso a dirmi cosa fare, quando e come farlo. E ancora non mi sono adattata a tutte le nuove funzioni… comprese la deliziosa signorina C, che dopo 10 minuti dal primo riavvio mi ha fatto venire i nervi ed è stata prontamente disattivata.

Due ore per riordinare tutti i file secondo mio gusto, eliminare quello che non mi serviva e sopratutto capire le nuove funzioni, si non meravigliatevi ma io sono proprio una schiappa con le novità e sopratutto con la tecnologia nonostante abbia ormai da molti anni un blog.

Intanto fuori è scesa la nebbia e il miglior modo per far passare questa mattinata grigiolina è quella di spignattare un buon piatto da servire per il pranzo, o per cena, che riempia la casa di profumo; per questo risotto verza e speck ho usato pochi e semplici ingredienti di stagione. In inverno nel mio frigo la verza c’è spesso, la compriamo dal nostro contadino di fiducia, è un ortaggio che va bene sia cotto che crudo ad insalata con una bella manciata di alici sott’olio. Ma vi assicuro che anche semplicemente stufata con un po di pomodoro è un ottimo contorno per tutta la famiglia. Noi la mangiamo sempre volentieri, poi un altro vantaggio e che una volta messa in frigo dura, sopratutto quella che compriamo dal contadino, mi dura un sacco perché è sempre freschissima, fanno raccolta e vendita in pochissime ore, e non lasciano gli ortaggi in bella mostra come al supermercato sotto i faretti cocenti che appena li porti a casa sono già marci e toccati.

Non mi resta che augurarvi un buon fine settimana e organizzarmi per questi due giorni… magari poi le previsioni sbagliano e spunta fuori un sole primaverile come quello delle settimane precedenti.

A dimenticavo
Buon onomastico
alle mie cognate….

risotto verza speck (33)bIngredienti per 4 persone

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Tagliatelle integrali con Ragù Rustico al Finocchietto

Tagliatelle integrali con Ragù Rustico al Finocchietto

Tagliatelle integrali con Ragù Rustico al Finocchietto – Dopo il piatto vegano della settimana scorsa, ecco un piatto della tradizione culinaria italiana, che di vegano non ha praticamente niente; un bel ragù di quelli corposi, rustici e saporiti, che non si mangiano ovunque, che riempiono l’anima e il cuoce solo con il profumo che emanano scoperchiando il pentolone, quei ragù che cuociono sul fuoco basso per ore e ore fino a diventare densi e corposi e che il cucchiaio di legno quasi resta dritto.

Se volete gustare un piatto cosi certo non potete andare al ristorante stellato, perché non lo trovereste neanche a pagarlo oro, basta una di quelle trattorie dimenticate nei borghi antichi per intenderci una classica bettola di paese dove si cucina come una volta: cotture lente, sapori autentici, senza badare ne a grassi ne a calorie, ma solo al gusto di ogni forchettata.

Dove le vecchie signore si alzano al mattino e mettono sul fuoco pentoloni di bollito, zuppe di legumi e di verdure e pezzi di carne a cuocere per ore. Badate bene la carne di seconda scelta meglio ancora se frollata per il giusto tempo (fatta riposare e maturare  prima di essere messa in commercio una volta che la bestia è stata macellata) non significa che sia brutta o cattiva anzi sono i tagli poveri che si usavano una volta, ormai maltrattati e dimenticati, ma ideali per spezzatini e bolliti (Quante volte sento la signora al supermercato che implora il macellaio di farsi dare dello spezzatino magro, anzi magrissimooooooooooooo…. e mi verrebbe da dirgli “Ma signora dopo che lo ha scottato e ha messo su il sugo manco il cane lo vorrebbe tanto è diventato duro e fibroso, inutile che poi torna da questo poveretto insultandolo che la sua carne è dura.” L’errore è a monte nella scelta delle materie prime) ogni taglio ha un modo speciale di essere cucinato, e proprio da questi tagli di seconda scelta escono dei piatti strepitosi della tradizione italiana, bisogna solo usarli nel modo giusto: cotture lente per dargli il tempo di insaporirsi per bene, di perdere il grasso presente nella polpa e rende il sugo di accompagnamento cosi buono da farci dimenticare le buone maniere ed acchiappare un buon pezzo di pane per ripulire il piatto senza badare a quello che ci circonda.

Questo ragù è un po cosi, un tuffo nella tradizione del gusto, il sapore rustico, il tempo che scorre lento, il profumo delle spezie e delle erbe aromatiche che crescono nelle nostre campagne in ogni periodo dell’anno che arricchiscono ancora di più questo piatto, per sposarsi con il vino rosso di campagna, prodotto senza nessun trattamento, senza solfiti, raro ormai da trovare, quel vino che ti vende il contadino sfuso o in bottiglie senza etichetta.

Per non parlare della pasta all’uovo fatta fresca in casa, come una volta, con uova di galline ruspanti allevate con amore, con farine integrali macinate a pietra, che contengono ancora tutte le meraviglie del grano: germe, la crusca e tutto quello che da sapore ed è ricco di fibre, utilissime per gli apporti di sali minerali e vitamine. Io ho trovato un vecchio mulino vicino casa dove l’integrale è integrale, non ha nulla a che vedere con quella del supermercato, la macinata a pietra gli conferisce un sapore totalmente diverso, per non parlare del profumo. si vi consiglio di annusare un pugno di questa farina e vi si aprirà un nuovo modo di vedere i macinati, io la uso spesso per fare il pane con la pasta madre.

E dopo avervi parlato di questo magico ragù e degli ingredienti che lo compongono vi lascio la ricetta e non mi resta che entrare in modalità cucina lenta, prendere un bel pentolone e preparare un bollito (non con la pentola a pressione come farebbe mia madre), un signor bollito che deve andare e andare e ancora andareee per almeno 4 ore a fuoco basso, senza bruciarsi, lentamente fino a quando l’acqua diventa densa e corposa e non si trasforma in un magnifico brodo per preparare poi tanti e tanti altri piatti della tradizione italiana magari un risotto. Tagliatelle integrali con Ragù Rustico al Finocchiettotagliatelle integrali ragù rustico (41)b

Ingredienti per 4 persone

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