Archivio mensile:dicembre 2015

Polpette di Sarde al Sugo un classico Siciliano

Polpette di Sarde al Sugo un classico Siciliano

Polpette di Sarde al Sugo un classico Siciliano Finita la prima parte delle feste natalizie, oggi è lunedì, abbiamo giusto qualche giorno per riprenderci dalle grandi mangiate e bevute tipiche del periodo. In Sicilia si sa le abbuffate durano praticamente per tutte le feste dal 24 dicembre al 6 gennaio, e quando arriva la befana qualunque prodotto alimentare inizia a stufare chiunque, magari.

Qui in Lombardia è tutto un po più contenuto, o almeno dove vivo io, anche quest’anno non sono tornata a casa a trascorrere le feste in riva al mare e al sole, ma mi sono dovuta accontentare della nebbia e sopratutto si fa per dire dello smog che attanaglia tutto il centro/nord. Per fortuna qui in Oltre Po un po di pioggerellina ogni tanto viene giù, non in grado di ripulire la città, ma almeno rinfresca l’aria e abbassa un po la polvere e il mio occhio piangione ringrazia vivamente.

In questi anni trascorsi nella provincia pavese, ho appreso le loro tradizioni, completamente diverse dalle mie, per il pranzo del 24 dicembre di magro: reginette ai funghi e baccalà fritto/ umido (mi raccomando non cercate le reginette al di fuori di questo periodo all’anno che non le trovate neanche se implorate in ginocchio il capo reparto del supermercato pagandole a prezzo dell’oro); per il giorno di natale il 25 dicembre ci si sposta sul grasso quindi sulla carne e allora: tortelli di brasato, brasato con polenta e cacciagioni varie in base alla zona e alla famiglia, tutti ottimi piatti ma non i miei piatti del cuore, mi pare scontato dirlo/scriverlo.

Per fortuna ci ha pensato mia cognata ad alzare la media degli omega 3 nella provincia pavese il giorno di natale con un menù prettamente terrone con: polpo, capesante, vongole e gamberoni, tutto favolosamente squisito.

Non so perché ma qui il pesce non attecchisce sulle tavole, passatemi il termine, al supermercato ci sono sempre le stesse cose: trota, salmone, polpo e gamberoni ogni tanto decongelati, anche in questo periodo dove il consumo dovrebbe essere altissimo. Poi quando arriva la casetta delle sarde freschissime o del latterino, restano li abbandonati, non considerata ed ecco che passo io implorando il pescivendolo di impacchettarmela cosi come si trova… delicatamente per non rovinarle, senza eviscerate (e già questo è stranissimo per questo luogo, dove mangiano sempre pesce con poche spine) e  con la livrea scintillante con il ghiaccio che si scioglie sotto i mega faretti del supermercato, come le star in passerella.

Eccomi allora a preparare l’ennesimo e adorato piatto terrone, la ricetta delle polpette di pesce come se fossi in Sicilia, per assaporare i profumi della mia terra anche quando è tanto lontana, in un periodo dell’anno dove i piatti tipici riempiono le tavole giorno dopo giorno, scandendo il passare delle feste e delle ricorrenze, tra le risate della famiglia e degli amici più cari.

Poi sapete che adoro le polpette, di qualunque cosa esse siano fatte e in qualunque modo esse siano cotte, e non potevo farmi scappare questa ricettina di polpette di sarde al sugo meravigliosa, tipica ed economica, fatta, come tutte le ricette povera, di cose semplice ma con tanto gusto che profuma la casa come in una friggitoria palermitana, il profumo del finocchietto e del pesce fritto, questa visione per qualcuno potrebbe essere disgustosa ma per me e per chi sa cosa significa è la benedizione del cibo di strada siciliano, fatto di arancini, focacce, cartocciate, pesce fritto, pane e panelle, pane ca’ meusa e mille altre ricette dell’isola.
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Ingredienti per 4 persone

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madeleine al mandarino piccole delizie francesi

Madeleine al Mandarino piccole delizie Francesi

Madeleine al Mandarino piccole delizie Francesi Da quando ho trovato lo stampo per questi meravigliosi dolcetti al supermercato è stato amore. Appena mi è possibile ne sforno sempre qualcuna (dalle 3 alle 5 infornate per volta), soprattutto il sabato o la domenica pomeriggio, quando abbiamo il tempo di gustarci il classico the delle 5 o la mia tisana preferita ai frutti di bosco, seduti a chiacchierare sul divano in un momento di totale relax con il magico tepore di una coperta e qualche programma in tv di sottofondo.

L’impasto delle madeleine al mandarino si prepara in pochi minuti ma poi occorre aspettare, lasciarli riposare parecchie ore in frigorifero, ma questa attesa vale per poter ottenere quelle deliziose gobbette soffici e tipiche che non possono mancare in questi deliziosi dolcetti francesi.

Il trucco sta nel prepararli e dimenticarsene, tra un impiccio e l’altro, e poi infornare quando è ora di stuzzicare il dolcetto, si perché gustate tiepide hanno tutto un altro sapore e poi la casa si riempie di questo magico profumo di burro e di mandarino, immancabile in una casa sicula durante l’inverno e durante i giorni di Natale.

Anche G. che solitamente non apprezza i dolci secchi o da forno senza creme unte e golose che fanno ingrassare a dismisura, di queste e di quelle al cioccolato fondente ne potrebbe divorare una dopo l’altra un intera busta da supermercato. Per questo spesso devo nasconderle in dispensa tra quello che lui non mangerebbe mai la sera per tappare il languore. Si è un buon modo per tenerlo lontano dai dolci di cui è goloso.

Non vi resta che procurarvi lo stampo per le madeleine al mandarino, perché senza lo stampo tipico però sono madeleine a metà. Io uso quello in silicone comprato alla L… a pochi euro durante la settimana dei dolciumi, e mi trovo benissimo, resta pulito tra un infornata e l’altra e si lava facilmente, se non sbaglio anche in lavastoviglie, sicuramente al prossimo giro ne prenderò un altro per fare due infornate contemporaneamente.

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Ingredienti per 36 madeleine medie

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Tajine di Agnello con Patate e Carciofi

Tajine di Agnello con Patate e Carciofi

 Tajine di Agnello con Patate e Carciofi Ho cercato il tajine per anni, credo di essere andata in tantissimi negozi: macellerie islamiche, supermercati etnici, negozi di caccavelle in terracotta, ma non c’era mia quello che volevo: adatto per cucinare, di terracotta smaltata certificata, grande abbastanza per almeno 4 porzioni e con un prezzo ragionevole. Si ci sono tantissime marche che lo fanno ma non ho 200€  da spendere per una caccavella da cucina solo perché firmatissima dalla marca X, e tra le altre cose non originale della terra di provenienza.

Un giorno un amico carissimo tornando dal luogo dove vive da qualche anno, mi ha portato un regalo, uno splendido tajine di terracotta smaltata enorme ma aprendo la confezione però il piatto è arrivato rotto, non ha superato il viaggio di parecchie ore in giro per il mondo.
Sono andata dalla mia amica ceramista, che mi ha mandato alla fornace, dopo ho lasciato il coperchio per farmi fare un nuovo piatto; gli anni sono passati ma del tajine nessuna notizia, cosi sono ritornata in possesso del coperchio solo quest’estate… che sfortunatamente ora sta a prende polvere su un ripiano nella cucina di mia madre mai utilizzato, nella speranza che alla fornace si ricordino di me e si ricordino di farmi il piatto tanto atteso per anni, ma ne ho perse le speranze ormai.

Poi quest’estate un paio di giorni prima di tornare in Lombardia, mi chiama G. esaltato: ” Un cliente, mi hanno fatto un regalo: Il tajine! Grande e smaltato come lo volevi”. Un tajine vero, perfetto: piatto di terracotta smaltata, cono decorato e smalto, grande abbastanza per sfamare tutti e apposito per cucinare, con tanto di bollino vernice senza piombo (Quando comprare una cosa di terracotta prodotta fuori dalla UE, controllate sempre che riporti la dicitura senza Pb, nocivo per la nostra salute.) Non credete che trovare un tajine sia cosi facile, in vendita nei vari negozi etnici ci sono: quelli per cucinare, quelli smaltati da cima a fondo ideali come piatto da portata per servire in tavola le pietanze, ma non adatti per essere messi sul fuoco, quelli monoporzione troppo piccoli per noi golosi e via dicendo.

Senza saperlo questo signore ha fatto la mia felicità, ha aperto un modo di ricette nuove nella mia cucina anche per la felicità di G., ha fatto entrare in casa mia per la prima volta in assoluto l’agnello, si avete capito bene, ho cucinato per la prima volta l’agnello. Io solitamente mangio solo gli arrosticini alle sagre e alle grigliate con amici, qualche pezzetto di agnello in umido o al forno a casa dei parenti che lo cucinano, ma niente di più e invece eccomi alle prese con con questa nuova carne, che invade di profumo la mia cucina. Ora che l’ho scoperto se avete ricette da propormi… sono aperta a tutte le novità gastronomiche.

Cosi dopo aver fato il trattamento completo al mio tajine, spiegatomi da un amica speciale, necessario prima di iniziare a cucinare:  a bagno per una notte in acqua fredda, sul fuoco con lo spargifiamma con erbe aromatiche e spezie per insaporirlo, lavato con sola acqua tiepida, asciugato, l’ho piazzato sui fornelli con il suo spargi fiamma e mi sono messa all’opera per preparare il  Tajine di Agnello con Patate e Carciofi

Alla fine non ha nulla di più complicato di uno spezzatino in pentola tradizionale, i tempi di cottura sono gli stessi ma il sapore è tutto diverso, dovete prendere l’occhio per le dosi di ingredienti e i liquidi da inserire; io la prima volta che l’ho usato, ho esagerato con i liquidi, facendo cadere fuori tutto il brodo giallo a base di curcuma e zafferano, ora ho un tappeto di 3 mt da smacchiare, arrotolato nel ripostiglio.

Non mi resta che augurarvi di poter almeno una volta assaporare questa meraviglia  della cucina marocchina Tajine di Agnello con Patate e Carciofi e a breve vi preparerò nuove ricette, anche vegetariane, da preparare con il tajine.
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Ingredienti per 4 persone

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Pasta e Patate alla Napoletana

Pasta e Patate alla Napoletana

Pasta e Patate alla Napoletana Sono terrona, e questo lo sapete, non per niente il mio blog parla della cucina della mia terra, di me e dei luoghi meravigliosi in cui ho imparato a mangiare e a cucinare. Sono orgogliosa di essere una terrona doc e il vivere lontano mi fà sentire ancora più forte l’attaccamento alle mie radici.

Nel mio essere terrona, non mi vergogno neanche nel mangiare i piatti terroni, e uno dei piatti terroni che per me è il top è la pasta e patate alla napoletana, cosa ha di speciale…? Prima assaggiatela e poi ne riparliamo! Poi se fatta dalle mani di un/una napoletana ancora meglio, intanto accontentatevi di quelle di una siciliana, ma con una ricetta napoletana vera, direttamente dalla cucina di una mamma napoletana.

Qualche anno prima che aprissi il blog, andavo spesso a Napoli a trovare tanti amici, poi un po gli impegni, un po le strade hanno preso bivi diversi, il tempo tra una visita e l’altra si è allungato, fin quando mio fratello non ci si è trasferito per studiare all’università ed allora con la scusa sono tornata in questa magnifica città, dopo anni. Ho riscoperto i sapori partenopi, fantastici, e ho avuto in regalo qualcosa di speciale la ricetta della pasta e patate napoletana, vi state chiedendo che hai in più di una normale pasta con patate e pancetta, lo scoprirete!

Per buona norma per fare una vera pasta e patate alla napoletana ci vuole la pasta mista, non sapete cos’è? ma non è altro che tutti i fondi di pacchi di pasta di formati diversi che non sono sufficienti per farne una porzione, ma io non avevo pacchi di pasta da finire e poi in casa nostra i formati sono veramente pochi (spaghetti /penne/ditali), e tanto meno qui al NORD si trova la pasta mista al supermercato, già è difficile trovare gli anelletti palermitani, nonostante la gran mole di siciliani in zona.

La pasta e patate a casa mia è sempre presente, la adoriamo tutti, la mangiamo più che volentieri e anche G. non la disprezza; con l’arrivo della stagione fredda poi diventa ancora più buona. Avendo poi tutti gli ingredienti necessari: patate di montagna, ma quelle a casa nostra non mancano mai, un ottima buccia di formaggio parmigiano (invecchiato 38 mesi preso nel nostro pellegrinaggio al Cheese 2015), una bella scamorzina e un pezzo di pancetta, avanzato…. dalla preparazione di una favolosa amatriciana.

Non ho potuto fare a meno di mettere sul fuoco il mio bel pentolone e via a cuocere questo delizioso piatto di pasta e patate alla napoletana per il pranzo di tutti i giorni.

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Ingredienti per 4 persone

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Rotolo al Cioccolato con Crema alla Ricotta

Rotolo al Cioccolato con Crema alla Ricotta

Adoro il Rotolo al Cioccolato con Crema alla Ricotta e non sono la sola a pensarla cosi.

La prima volta che ho preparato un rotolo in questa casa (siamo in due) ho pensato: “e chi se lo mangia tutto questo?” L’indomani alla stessa ora sul vassoio erano rimaste solo le briciole e qualche sbavata di cioccolato del ripieno. Queste si che sono soddisfazioni, ma anche kg sui fianchi… ma chi se ne frega, andremo due volte di più a fare trekking appena arriva la primavera.

Da quel momento in poi ne ho preparati tanti altri di dolci da quelli semplici semplici per la colazione a quelli più elaborati e golosissimi, per il dopo cena o per la merenda pomeridiana. Poi qualche giorno fa, avendo della ricotta in frigorifero da consumare e stanca delle solite ricette giornaliere ho deciso di cimentarmi in dessert facili ma cosa scegliere: cotto? crostata? morbido? fresco? ed ecco che la scelta è ricaduta sul un rotolo fresco e cremoso, tanto amato da G.

Allora: il forno è già acceso per infornare, la ricotta fuori dal frigo, le uova sono pronte per diventare spumose e golose. In pochi minuti la casa si è riempita di un magico profumo di cioccolato, si perché questo rotolo al cioccolato impiega solo pochi minuti per cuocere, quindi non distraetevi, con il telefono o la tv, rischiate di bruciarlo.

Bagnate uno straccio da cucina, possibilmente lavato senza l’ammorbidente, per evitare di passare il profumo di detersivo, buonissimo sulle lenzuola, ma pessimo nel cibo al rotolo al cioccolato, durante il periodo di raffreddamento. Da quando uso la pasta madre, e preparo il pane in casa, non lo uso più per le cose della cucina, cosi da non dover impazzire a fare due lavatrici: con e senza ammorbidente.
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Ingredienti per un rotolo sottile

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Pisarè Integrali e Fasò con Pancetta Affumicata e Rosmarino

Pisarè Integrali e Fasò con Pancetta Affumicata

Pisarè Integrali e Fasò con Pancetta Affumicata e Rosmarino Da quando mi sono trasferita in Lombardia, ho imparato a cucinare tante nuove ricette, un po della zona, qualcuna emiliana e qualche altra sarda, direttamente dai ricettari di famiglia, che fanno parte della nostra storia di isolani lontani dalla nostra terra.

Qualcuna di queste ricette mi è entrata nel cuore, qualche altra un po meno, altre invece non fanno proprio per me, ma questa è solo una questione di gusti personali non di posizione geografica nella mappa della nostra grande e varia Italia.

Tra le ricette che ho apprezzato, nella loro semplicità ci sono pisarè e fasò, piatto povero del piacentino, a pochi km da casa: piccoli gnocchetti di pangrattato e farina conditi con un sugo al pomodoro e fagioli borlotti. Un bel piattone di questi deliziosi gnocchetti ha tutto quello che serve, vi riempie la pancia per tutta la giornata… e vi riscalda fino all’anima durante questo freddo inverno.

Se poi fuori la temperatura è ancora più bassa del solito come in questi giorni, occorre incrementare ancora di più le kcalorie in questo sughino, quale migliore occasione che non quella di usare un bel pezzetto di pancetta affumicata e una spolverata di rosmarino secco del mio balcone profumato per evocare i profumi di primavera.

Ho voluto sperimentare una variante alla ricetta originale per i pisarè e farò, usando il pangrattato integrale (lo preparo in casa con quello che mi resta del pane integrale con pasta madre o altrimenti in uno dei supermercati forniti della zona) e lo trovo molto più saporito di quello tradizionale.

Non vi resta che mettere sul fuoco pentole e padelle e versare gli ingredienti in una scodella (o se l’avete nell’impastatrice) e iniziare ad impastare per preparare questo piatto tipico regionale, ideale per l’inverno.pisarè (21)b

Ingredienti per 4 persone

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