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Merendine Pan d'Arancio ... dalla tradizione siciliana

Pan d’Arancio diventa una merendina

Il Pan d’Arancio un altra ricetta della mia terra, un dolce semplice dal sapore intenso perfetto per queste giornate di inizio primavera.

La torta Pan d’Arancio è conosciutissima sull’Isola e anche fuori… ho scelto di preparare delle deliziose merendine per i piccoli o grandi bimbi di casa; le merendine pan d’arancio sono perfette da portare a scuola o da gustare nelle ore pomeridiane con gli amici e i compagni tra una pausa e l’altra dai libri o dai giochi.

Il profumo di questo dolce per casa mi fa volare con la mente alla mia isola:  kg e kg di agrumi da mangiare in ogni occasione e alle meravigliose giornate di sole invernale.

Per preparare questo dolce occorrono veramente pochissimi e soprattutto salutari ingredienti, scegliendo il gusto intenso delle arance di Sicilia al posto di aromi di origine sintetica come la vanillina (non voglio fare terrorismo psicologico ma avete mai letto da cosa è composta?)

Io ho deciso di preparare in casa anche lo zucchero vanigliato e vi assicuro che ogni volta che apro quel barattolino la casa si riempie di un profumo delizioso, se volete scoprire come continuate a leggere la ricetta.

Merendine Pan d'Arancio ... dalla tradizione siciliana

Ingredienti per 10 merendine

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Sfinci di San Giuseppe una tradizione Siciliana

Sfinci di San Giuseppe piccole delizie siciliane

Marzo è arrivato!!!! Il mese della primavera, della festa del papà e di San Giuseppe ed è proprio per questa festa che in Sicilia si preparano le Sfinci di San Giuseppe.

Non avete mai sentito parlare delle sfinci? Sono dei dolci fritti a base a base di uova, zucchero e farina aromatizzati o farciti. Con lo stesso nome potete trovare su tutta l’isola dolci simili ma mai perfettamente identici: la ricetta cambia da provincia a provincia e come ogni ricetta tradizione, ogni famiglia ha la sua versione. Se siete della zona orientale dell’isola (Messina, Catania e Siracusa) le Sfinci di san giuseppe vengono arricchite con il riso (qui trovate la ricetta), mentre nella zona occidentale (Palermo e Trapani) le sfinci di San Giuseppe vengono farcite con un composto di ricotta come quello dei classici Cannoli Siciliani e decorate con crema di ricotta, granella di pistacchi e canditi.

Ho scelto di parlarvi di questa ricetta perché la trovo perfetta per la nostra uscita mensile dell’Italia nel piatto a tema

“Dolce Primavera”

ma non volevo postarvi l’ennesima ricetta che trovate su tanti altri siti web, blog e motori di ricerca. ma volevo farvi conoscere la versione più semplice di questo dolce, direttamente dalle isole Eolie (le mie 7 muse ispiratrici!)

C’è chi le chiama sfinci, chi frittelle, ma vi assicuro che a questo dolce senza lattosio non si può resistere e si non dimenticatevi di pulirvi le mani dallo zucchero aromatizzato alla cannella, vi lascio immaginare che deliziosa goduria!

Sfinci di San Giuseppe una tradizione Siciliana
Ingredienti per le Sfinci di San Giuseppe
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Chiacchiere di Carnevale di Iginio Massari

Chiacchiere di Carnevale con Iginio Massari

Tempo di Chiacchiere… non era ancora finito Natale che già nei supermercati e in panetteria spopolavano sui banconi: alte, basse, glassate, spolverate, fritte o al forno… fate un po’ voi quante versione e quante ricette ci sono di questo delizioso dolce di Carnevale.

Confesso fino ad oggi di non averle mai preparate ma come sempre a tutto c’è una prima volta e per farlo ho scelto la ricetta di un grande della pasticceria Italiana Iginio Massari. Si perché se devo sporcare la cucina di olio (per friggere) deve essere una ricetta per cui ne valga veramente la pena.

La ricetta delle Chiacchiere di Carnevale è veramente semplice ma occorre fare dei passaggi precisi per ottenere delle sfoglie bollose e perfettamente asciutte, vi assicuro che il risultato sarà assicurato.

Chiacchiere di Carnevale di Iginio Massari

Ingredienti per le Chiacchiere di Carnevale

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Reginelle Siciliane

Reginelle Siciliane i biscotti al sesamo

Quando ero piccola li chiamavo scherzosamente: “sesamini” e mio nonno sapeva di cosa parlavo, ma il loro vero nome è reginelle siciliane: i biscotti di pasta rustica completamente ricoperti di semi di sesamo, indispensabili nella pasticceria da forno siciliana, qualunque fornaio le ha kg e kg imbustati o sfusi sul bancone.

Dicembre è l’ultimo mese dell’anno, il mese del Natale e il mese dove spesso si tirano le somme dopo 36… e passa giorni vissuti e noi dell’italia nel piatto postiamo la nostra ultima ricetta per il 2018. Ma non preoccupatevi stiamo già lavorando per le 11 uscite del 2019.

Per questo periodo cosi dolce abbiamo scelto un tema che nella cucina italiana non può mancare:

“DOLCETTI E BISCOTTI PREZIOSI”

I dolci e i biscotti riempiono la casa di un magico profumo, si mangiano a colazione o a merenda, si degustano con una tazza di the o di cioccolata e per i grandi almeno da noi in sicilia si pucciano in un bicchiere di malvasia o di passito.

I biscotti nelle cucine italiane non mancano mai e naturalmente ogni regione ha le sue ricette che si assomigliano o che invece sono tanto diverse nonostante il nome sia uguale ed è il giusto tema per chiudere in bellezza questo anno fatto di tante nuove scoperte e di nuove/vecchie ricette.

Le “Reginelle Siciliane” 

insieme a zuddi, piparelli, nacatuli tipici della provincia di Messina e altri delle province siciliane sono i biscotti da mettere in tavola in ogni occasione dopo un pranzo o una cena siciliana.

Io li mangiavo sempre  in casa dei miei nonni, ricordo il grande barattolo di alluminio con il pomello bianco un po’ malconcio, riposto nello scaffale ad angolo della cucina, insieme alla pasta e alla farina. Quello scaffale con lo sportello gigante che per aprilo bisognava salire sulla sedia.

Mio nonno lo teneva sempre pieno e all’ora di colazione o di merenda compariva sul tavolo della cucina, con il suo rumore inconfondibile che echeggiava per casa.

Reginelle Siciliane

Ingredienti per 40 biscotti

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Torta Giardino di Fragole di Luca Montersino

Torta Giardino di Fragole ed è primavera

G. quest’anno è arrivato a cifra tonda 4….!!!! E come ogni compleanno che si rispetti c’è bisogno di una torta che si rispetti, ed eccomi a spignattare per preparare qualcosa che gli facesse piacere gustare come la Torta Giardino di fragole tranquilli non ho inventato niente io ma è farina del sacco di un noto pasticcere italiano Luca Montersino. Non è la prima volta che preparo dolci di questo pasticciere e la ricetta di questa delizia la potete trovare su uno dei suoi libri, forse il mio preferito, Peccati di gola.

La ricetta originale riportata sul libro è per un esercito di divoratori seriali (24 porzioni) io ho preferito ridurre le dosi a 1/4 per preparare una torta dalle dimensioni famiglia (dopo una cena di parecchie portate non era il caso esagerare) ma state sicuri che anche se ne fate un quintale questa torta scomparirà alla velocità della luce perché è buonissima e freschissima. Inoltre  questa torta nella versione originale è senza glutine ma se preferite potete utilizzare il pan di spagna classico. Potete preparala in anticipo di qualche giorno e conservarla in congelatore fino a 10 -12 ore prima di servirla a tavola, basta ricordarsi di passarla in frigo per portarla alla temperatura di servizio.

Se, come me, non siete tanto pratici delle torte moderne, dolci  un po’ più elaborati della classica torta da forno, potete andare a vedere il video  on line dove il maestro prepara la torta giardino di fragole e vi renderete conto voi stessi che è un dolce abbastanza semplice, anche se ha una serie di preparazioni da fare in sequenza: pan di spagna, geleè allo yogurt, meringa italiana, moseè alle fragole ecc.

Le foto non sono il top, si lo so, ma avevo cosi tante cose da preparare che me ne sono dimenticata ed ecco l’unica che ho fatto con il cellulare. Avevo deciso di non postare questo dolce per via delle foto ma dopo averla vista sparire in un attimo ho capito che dovevo farlo per forza… magari tra qualche giorno la preparo nuovamente e metto delle belle foto!

Torta Giardino di Fragole di Luca Montersino

Ingredienti per stampo da 18 cm
(circa 6 persone)

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Biancomangiare Siciliano la mia infanzia in un dolce

Biancomangiare la mia infanzia in un dolce

Quando ero piccola il biancomangiare era un dolce che io reputavo senza arte ne parte, che mia nonna preparava spesso in casa e che era fatto di gesti semplici e abituali, un dolce perfetto per la merenda del pomeriggio o per uno sfizioso dopo cena.

Per tanti anni ho accantonato

la ricetta del biancomangiare siciliano

e quanto questa preparazione è tornata nella mia vita facendosi strada tra tante altre ricette, grazie a G. che adora le creme; ho ricominciato a farlo e tutte le volte che mescolo insieme gli ingredienti, apro il barattolo della cannella e quello dei pistacchi, vengo catapultata naturalmente nella cucina di mia nonna.

In sostanza un tuffo nel passato: la grande cucina degli anni 70 bianca con i profili legno, con un grande tavolo rotondo al centro e sedie impagliate rigorosamente coperte da cuscini un po’ sbiaditi. Nel centro c’era sempre un copri tavolo e una specie di vaso dalla forma strana assomigliante ad una grolla di montagna. Chissà dove sarà finita? In pratica ho passato tutta la mia infanzia in questa cucina, è li che ho imparato cosa era il cibo e anche la mia prima ricetta.

Tuttavia i miei ricordi non sono qui a caso, ma perché li trovo perfetti, insieme alla ricetta del biancomangiare per parlavi del tema di Febbraio dell’ Italia nel piatto:

“Ricette che scaldano il cuore”

Si avete letto bene stiamo parlando naturalmente di quelle ricette che ci fanno sentire bene, quelle che ci ricordano l’infanzia, la famiglia, che a sentire il rumore della preparazione o il profumo che riempi la casa ci riempiono il cuore di amore, di ricordi e di momenti felici. Quelle che entrano di diritto nella vostra confort zone.

Nonostante siano passati più di 25 anni eccomi a cucinare il

biancomangiare come lo faceva mia nonna,

ovviamente usando gli stessi suoi arnesi, si perché parte di quello che ho recuperato dalla casa dei nonni anni fa, oggi è nella mia cucina (pentole, padelle, apribottiglie, taglieri) e spesso  questi piccoli reperti storici compaiono nelle foto di questo blog e allietano i miei momenti insieme ai ricordi che racchiudono, praticamente perfetti per rievocare la cucina siciliana lontana da casa.

Biancomangiare Siciliano la mia infanzia in un dolce

Ingredienti per 4 persone

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Cassata siciliana al forno

Cassata siciliana al Forno una tradizione Siciliana

Il calendario segna 2 DICEMBRE! quando si parla di dicembre tutti o quasi tutti pensano al Natale: anche se non sono una fanatica del periodo natalizio da quando vivo al Nord mi manca trascorrere il Natale sulla mia isola: mangiando le prelibatezze tipiche come la cassata siciliana al forno, assaporando le lunghe ore a tavola con la famiglia, gli amici e le chiacchiere.

Per noi siculi (ma come credo per tutti gli italiani) lo stare a tavola è convivialità non importanza se nel piatto ci siano dei semplici “spaghetti, aglio, olio e peperoncino” preparati in 5 minuti o un cenone da grande chef a 11 portate e quintali di argenteria, l’importante è lo stare insieme senza la frenesia del lavoro, degli impegni, dell’orologio che rintocca le ore (se per una volta non mi togli il piatto da sotto al naso quando sto ancora masticando l’ultimo boccone ne sarei felice!)

Lo stesso vale per i doni… ed ecco al tema di dicembre dell’Italia nel piatto:

“NATALE, doni di Gusto!”

spesso ci ostiniamo a dover spendere fior di quattrini comprando cose inutili, fuori luogo, non adatte alla persona che le riceve (si perché alle volte presi dalla foga degli acquisti neanche pensiamo a chi scarterà quel pacco e se realmente è adatto a lui/lei… Io ne sono la prova vivente negli ultimi 4 anni… ho ricevuto più cose a cui non ho ancora tolto l’etichetta di quelle che ho realmente usato per non parlare dei regali cambiati, si lo so non è bello ma provate voi ad avere in giro per casa cose inutili e di gusto completamente opposto al vostro).

Io sono più per la teoria “i gesti parlano meglio dei soldi” e preparare in casa i doni da regalare dà grande soddisfazione: sia a chi li fa che a chi li riceve, non altro per l’impegno messo nel farlo e l’amore che genera.  Panettoni, torroni, biscotti e casette di marzapane, ognuno di noi ha tanto da offrire semplicemente preparando dei piccoli doni con le proprie mani.

Oggi voglio insegnarvi a preparare un dolce tipico siciliano:

la cassata siciliana al forno

Sebbene vi sia una frolla non chiamatela crostata, perché la lavorazione e più lunga e complessa che ci ripaga con il  suo sapore intenso e dal cuore morbido di ricotta e cioccolato, aromatizzata con zucchero a velo e cannella. Solitamente la cassata è un dolce pasquale ma ormai da tempo questa cosa è andata scemando e spesso le ho confezionate e preparate per Natale, insieme a biscotti e altre delizie.

In Sicilia, sul web e sui libri di cucina siciliana, esistono tantissime versioni di questo dolce ma vi posso assicurare che per essere una vera cassata siciliana al forno  deve avere all’interno un delizioso strato di pan di spagna, che non sempre si trova, cioccolato, cannella e gli immancabili canditi siciliani (io forse ho abbondato con il cioccolato fondente oltre il peso indicato ma ai peccati di gola non si può mica resistere!)

Con la buonissima frolla dello chef Stefano Laghi ho scelto di preparare i biscottini a forma di cuore che potete vedere nelle foto, perfetti anche essi da regalare o da gustare accoccolati a leggere con una buona tazza di the/ tisana durante un pomeriggio di relax natalizio.

Volete conoscere cosa si regala per Natale nelle regioni delle mie 20 amiche? Andate alla fine del post per scoprirlo.

cassata siciliana al forno

Ingredienti per una  cassata siciliana al forno  
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Melamangio la torta di mele di Stefano Laghi

Sapete che non sono un appassionata di dolci, nonostante li mangi e li cucini ne posti pochi perché non sperimento mai troppo lontano dal mio naso. Preferisco cucinare il salato, esprimermi con i prodotti che sanno della mia casa. Ma nell’ultimo periodo mi sono appassionata alle creazioni che vedo in giro a dolci meravigliosi e ho deciso di affidarmi alle mani di qualcuno che di pasticceria ne conosce tanto scegliendo di preparare la sua torta di mele. La famosissima torta di mele di Stefano Laghi: MELAMANGIO la torta di mele

La torta di mele è una ricetta che fa subito infanzia, che fa subito casa, che tutte le famiglie indistintamente preparano appena arriva l’autunno… , mia madre non ne hai mai fatto un vanto della sua cucina ma ricordo mia nonna che la preparava con la cannella. Quella della nonna dei miei cucini invece la ricordo speciale tanto che da qualche parte ho anche la ricetta della torta della Nonna Maria, qui ne trovate alcune versioni. 

Il nome Melamangio la torta di mele sa di buono, di una cosa a cui non puoi resistere e lo confesso anche io non ho resistito e nonostante non ami la torta di mele ho voluto provare anche io a farlo, sono andata al supermercato ho comprato le mele e le ho anche mangiate a crudo, voi non ci trovate niente di strano ma per me è tanto strano… non le amo! Questa torta di mele è facilissima, pochi ingredienti e sopratutto semplicissima nei passaggi. Vi assicuro che è buonissima e per dirlo io che non vado pazza per le torte di mele.

Ho preso la ricetta della Melamangio la torta di mele direttamente dalla pagina fb di Stefano Laghi, li potete trovarne altre anche senza glutine o correre in libreria ad acquistare i suoi volumi di recente produzione, cosa che farò al più presto.

Melamangio la torta di mele

 

Ingredienti per una tortiera grande

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