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Tagliatelle all’uovo con Ragù alla Bolognese

Quando io e mio fratello eravamo piccoli, mia madre lavorava molto e per tutta la settimana, ma nonostante questo il cibo preparato in casa c’era sempre, molte delle cose che ho imparato a cucinare hanno il suo zampino: ricette semplici, zuppe e sughi per condire la pasta di tutti i giorni da fare in pochi minuti.

La domenica e nelle feste, invece era tutta un altra storia, come in tutte le famiglie italiane, si preparavano i piatti speciali, quelli che richiedono più tempo, come le lasagne o i cannelloni al sugo (non li mangio da secoli), indispensabile per preparare questi piatti era mettere sul fuoco per tempo il ragù di carne alla bolognese da far cuocere per ore e ore. 

Il mio ricordo di infanzia è un pentolone colmo con il coperchio semi aperto che bolliva bolliva bolliva…, ogni tanto bisognava andare a girarlo (un operazione che chiunque passasse in cucina faceva in automatico), guardare a che punto era arrivata la cottura e eventualmente correggere il tiro in corso d’opera. Il profumo inebriava la casa per tutto il giorno e poi da quel pentolone spuntava fuori il pranzo della domenica da gustare tutti insieme.

Oggi, dopo molti anni, anche per me fare il ragù alla bolognese è diventato un rito importante che sa di casa, insieme al sugo che cuoce lento per ore e ore, non deve mancare mai la pasta fresca all’uovo, che essa sia tagliatella o lasagna; il profumo del sugo sul fuoco è indispensabile per rendere un giorno speciale la domenica e le feste come il Natale e la Pasqua. Sogno di poterlo cucinare in una grande pentola di ghisa, con il suo coperchio pesante, che spero presto di acquistare.

Il ragù alla bolognese che cuoce mi porta alla mente tanti ricordi come un turbinio di emozioni. Quel profumo che quando lo senti sai già cos’è, che gusto ha e come è fatto; che non ha bisogno di presentazioni ne convenevoli. Nonostante lo prepari con gli stessi ingredienti, con la sua ricetta lo prepari con cura e con amore, con amore lo assaggi e lo mescoli aggiungendo un pizzico di sale e magari una punta di noce moscata non avrà mai però il sapore di quello della mamma.

Una cosa che ho preso da mia madre e comunque dalle donne del sud: le quantità, il cibo non deve mai mancare e quando le cose sono buone si mangiano ancora più volentieri, cosi quando metto sul fuoco il pentolone di ragù alla bolognese come minimo ci mangiamo in 1000…, no scherzo ma almeno in 10 sicuro! La pasta deve essere ben condita, la scarpetta finale per ripulire il tutto è come un rito.Tranquilli non mangiamo ragù alla bolognese per 7 giorni di fila, con quello che avanza poi preparo le mie porzioni da 2 (130-150g) e le surgelo per quando non so cosa cucinare o suona alla porta un ospite inatteso, fanno sempre comodo.

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Ingredienti per 6 persone

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Tagliatelle all’Uovo con Ragù di Lenticchie

Quando ero piccola ogni tanto facevo le scale del palazzo, in cui vivono tutt’oggi i miei, per sentire gli odori che venivano fuori dalla cucine dei vicini e poter scoprire cosa le varie massaie ogni giorno mettevano in tavola per tutta la famiglia. Alle volte il profumo era cosi invitante da voler suonare alla porta e scoprire letteralmente cosa bolliva in pentola altre un po meno, sopratutto se si parlava di broccoli :).

Da quando vivo al Nord, ho scoperto tante ricette che prima non conoscevo tra queste anche il mondo della cottura lenta: stufati, brasati, bolliti e tanti altri; qui ho una cucina tutta mia da sporcare e da ripulire, in più la temperatura esterna da qualche giorno lo permette/necessita. Una cosa che amo di queste preparazioni è il profumo che gli ingredienti cuocendo lentamente sul fuoco rilasciano; un profumo delizioso che rallegra la casa durante la grigie giornate autunnali/inverali e riscalda il cuore di chi entra.

Preparo abbastanza spesso il ragù alla bolognese e altri sughi ricchi come quello di salsiccia per gli gnocchetti sardi  una delle ricette dell’infanzia di G. ma mangiare sempre carne/ insaccati per me è difficile e sono sempre alla ricerca di qualcosa di buono e goloso che possa mettere tutti d’accordo ma che abbia un origine diversa da quella animale shhhh non lo dite in giro.

Mi sono guardata un po’ intorno e questa pagina con le ricette di Natale di Galbani mi ha fatto venire voglia di iniziare a pensare a cosa mettere in tavola quel giorno. La tradizione italiana in ogni regione è diversa e si potrebbero cucinare tantissimi piatti, ma a me piace stupire un pizzico cosi ho iniziato a sperimentare ed ecco comparire in tavola un ragù speciale, diverso dal solito, ricco e profumato ma che di carne non ne vede l’ombra: il ragù di lenticchie semplicissimo, buono, goloso; è perfetto per chi vuole rendere speciale un piatto di pasta all’uovo senza però dover necessariamente preparare i classici piatti a base di carne.

Le lenticchie a casa nostra sono tra i legumi che vanno per la maggiore, insieme alle patate è forse una delle cose che consumiamo in abbondanza e non mancano mai almeno una volta la settimana in tavola come zuppa o come contorno. Amo acquistare quelle piccole e nere, che siano isolane o di Norcia l’importante che siano saporite e che non si sfarinino in cottura.

Cosi mi sono decisa ad usarle come condimento per la pasta, ho preparato questo delizioso ragù di lenticchie a cottura lenta che invade la casa di un delizioso profumo di alloro e di soffritto come quello classico, dopo averlo servito in tavola, visto lo stupore e con quanta voracità è stato consumato sto seriamente pensando di inserirlo nel mio menù di Natale per non allontanarsi troppo dalla tradizione italiana ma allo stesso tempo preparare un piatto nuovo e sfizioso per tutti e perché no magari una bella lasagna golosa.ragu_lenticchie-4b

Ingredienti per 4 persone

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Ragù misto con Zucchine

Una cosa a cui non mi sono mai abituata da quando vivo in Lombardia il fare la spesa al centro commerciale. All’inizio si era bello, ne ero affascinata, tanti ingredienti, supermercato immenso, potevi acquistare tutto in unico posto senza uscire pazza: sali e scendi dalla macchina, trova parcheggio, il traffico ecc ecc. ma a lungo andare ho capito che questa comodità alla fine non risolveva comunque il problema.

Ecco svelato l’arcano: se hai la comodità non sempre hai la qualità o la freschezza o il giusto prezzo. E allora ecco che inizi a scartare gli ingredienti: verdure no! carne no! pesce men che meno!… e torni ad acquistare come quando andavi nel piccolo supermercato dietro casa della mia città natale e a dover andare dal fruttivendolo, dal macellaio e dal pescivendolo.

Cosi il sabato o la domenica ci armiamo di buona volontà e andiamo a fare i nostri giri di acquisti: dal contadino in azienda agricola o al mercato rionale sotto casa da un contadino locale. Torno a casa con cosi tante cose che spesso e volentieri il frigo non mi si chiude neanche. Questa volta scorta tra zucchine, melanzane e peperoni … ormai gli ultimi raccolti e l’inizio dei prodotti invernali… erbette, broccoli, verze e cavolfiori. Per il vino andiamo direttamente in una cantina sulle colline a scegliere quello che vogliamo, se vi interessa bere qualcosa scrivetemi che vi suggerisco qualche buona cantina della zona…. e per il resto???

Finalmente dopo tanti parrucchieri (15 solo nel centro storico) e bar (4 solo nei 100mt sotto la mia finestra) era ora che anche in questo posto aprisse una macelleria. SI una vera macelleria, con un macellaio, che conosce e sa tagliare la carne e che vende prodotti di origine italiana di razza piemontese. Cosi eccomi pronta a fare la spesa e a poter interagire con una persona in carne e ossa: “Buongiorno, mi serve del macinato per preparare un bel ragù, me lo dia un po grassoccio…!” eccolo allora pronto a macinare al momento la carne che mi occorre, mescolando grasso e magro e aggiungendo un pezzetto di maiale per rendere il tutto ancora più succoso, ripassato due volte per avere una grana abbastanza fine. Finalmente un macellaio che non ti chiede “Signora la vuole sceltissima per il sugo…. ?” e non lamentatevi poi se il vostro sugo non sa di niente o la carne è troppo dura…. se gli avete fatto togliere tutto quello che la rendeva morbida e tenera. E sopratutto scegliete la carne giusta per la cottura giusta… non ci puoi fare il bollito o lo spezzatino con pezzi da cottura veloce senza grasso.

Torno a casa, metto sul fuoco il mio soffritto con carota, cipolla e sedano ed ecco che inizio a preparare il mio sugo, ma in corso d’opera il profumo erano cosi inebriante che ho abbandonato l’idea della salsa di pomodoro in favore di qualcosa di più delicato, saporito e goloso allo stesso tempo. Un ragù bianco con le zucchine, si una cosa semplice ma buonissima che a G. (grande consumatore di sugo rosso) nonostante l’assenza del pomodoro è piaciuta tantissimo.

Per accompagnare un buono sugo, a questo punto, dobbiamo preparare una buona pasta, 30 minuti ed ecco che anche la pasta all’uovo (con uova di galline felici) è li ad asciugare, noi siamo in due ma ne preparo sempre il doppio cosi una volta asciutta la surgelo per i giorni che ho meno tempo a disposizione per stare ai fornelli ma comunque portare in tavola qualcosa di buono da accompagnare con sughi più o meno semplici.

Non mi resta che augurarvi una buona settimana…. e tante buone ricette da mettere in tavola.

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Ingredienti per 4 persone

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Sponge Cake alle More con Crema al Formaggio

Qualche giorno fa guardando la tv, nella pausa pranzo con G. abbiamo visto su un programma sui dolci molto famoso (avete capito sicuramente di quale programma parlo) una torta a strati con panna e fragole, i concorrenti dovevano rielaborare la loro versione per l’occasione. Quando si tratta di dolci G. è sempre pronto ad assaggiare, sopratutto se c’è panna o crema… ed ecco arrivare la domanda: “Cose la spong… bob cake…?” “No, non è il cartone animato il nome della torta è sponge cake!” ribatto io… e lui “Va beee, come si chiama si chiama, che cos’è???” “E’ una torta fatta con una base di simil pan di Spagna tipica anglosassone! La storia narra che era la torta preferita dalla Regina Victoria, ella la gustava durante il the delle 5 a corte” E dopo i primi cenni storici la domanda è spontanea “E quando me la fai????”

Dopo il grande successo che ha avuto la red velvet cake che ho preparato più volte in questi mesi non me lo sono lasciata ripetere più volte. La risposta è stata “Sabato, facciamo la spesa (dopo le ferie in casa c’era solo l’eco del cibo) e compriamo l’occorrente per la tua torta!”

pian-della-ciappaMa domenica la giornata era troppo bella per stare in casa ai fornelli e allora siamo andati a Cegni una piccola frazione di Santa Margherita Staffora, dista meno di un ora di macchina da casa e si trova incastonata tra le 4 regioni: Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e Lombardia si avete letto ben, qui confinano tutte le regioni in un unica area.

Negli anni siamo diventati degli assidui frequentatori di Pian della Ciappa e per noi è famigliarmente la Baitina, quando vogliamo passare qualche ora all’aria aperta: ci basta riempire lo zaino con l’occorrente per il pranzo, mettere le scarpe giuste e siamo pronti a partire per una nuova avventura, si perché ogni volta è sempre un nuova avventura. Questa volta abbiamo allungato il nostro percorso è abbiamo raggiunto anche la sommità della montagna fino a Pian della Mora a 1347 mt s.l.m.

Lungo il percorso potete trovare le mele selvatiche e la rosa canina e se andate nel periodo giusto anche tante more di rovo! Deliziosi frutti che crescono nei posti più impensati circondati da spine, erbacce e insetti. Quei deliziosi frutti neri che ti macchiano le mani, la lingua e i vestiti, che si amano o si odiano, e soprattutto per chi li ama sono come il cioccolato, uno tira l’altro. Nel ritornare a valle, mi sono armata di pazienza e di un sacchetto (l’ideale sarebbe stato il cestino di vimini) ed eccole ad una ad una finire all’interno, per tornare a valle abbiamo impiegato tre volte il tempo della salita. Una volta arrivata a casa ecco il mio bottino… quasi mezzo kg di more di rovo.more 2A questo punto usare la marmellata di fragole per farcire la Victoria Sponge Cake mi sembrava banale e allora eccomi all’opera per preparare la mia prima marmellata di more… Ho sempre avuto paura delle marmellate questo difficile arcano della cucina casalinga: lavate le more, la pentola è sul fuoco e la casa si riempie di un magico profumo… intanto la sponge cake cuocere nel forno, non resta che preparare la crema al formaggio!

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Ingredienti per una torta da 18 cm

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Polpette con Tonno e Zucchine

Eccomi di nuovo qui, sono rientrata a casa da due giorni!
Le ferie almeno per me sono finite, abbiamo fatto un tour italico in macchina di cui presto vi racconterò qualcosa (devo riuscire a selezionare poche delle oltre 500 foto scattate e riassumere gli oltre 3000km percorsi), per raggiungere la mia terra di origine la Sicilia. Dove ho trascorso qualche giorno con i miei parenti e con gli amici di sempre; alla fine tra le mille cose da fare non sempre ci si riesce a riposare fisicamente l’importante è essere in ferie.

Chi come me è stato al mare o chi in montagna, chi è rimasto a casa: le ferie sono ferie ovunque esse siano fatte… la parola d’ordine deve essere relax! Quindi spero che siate riusciti tutti voi a riposarvi, rilassarvi e godervi dei giorni sereni con amici e famiglia.

Relax alle volte è anche allontanarsi da tutte le buone o brutte abitudini che ci siamo portati dietro durante l’anno, non significa che esse siano sbagliate ma solo che per un periodo è necessario cambiare, regalandosi una sferzata di aria fresca.

Anche se questo agosto 2016  verrà ricordato anche per altro, la felicità e la spensieratezza è stata rotta dalle lacrime per il terremoto del centro Italia: il dolore, l’angoscia, la paura, a cui questa nostra terra ci sottopone periodicamente; dopo il terremoto dell’Aquila e quello dell’Emilia, speravamo che tanto fosse cambiato, invece poco si è fatto e adesso come prima compaiono le lacrime, tante lacrime scorrendo i nomi di persone comuni vittime della casualità degli eventi.

Non voglio dilungarmi troppo (non sono un addetta ai lavori ne un giornalista di cronaca) e non voglio far polemica di quelle ne abbiamo sentite fin troppe negli ultimi giorni, sterili e inutili. Sono una persona che è cresciuta in una zona da bollino rosso: Messina è stata distrutta da una forte scossa nel dicembre del 1908 a cui si è aggiunta un onda anomala pochi minuti dopo; erano altri tempi, non si costruiva come oggi, non c’erano i mezzi e le persone addestrate a portare aiuti in tempi brevi, ma tante vite sono scomparse in pochi attimi oggi come ieri.

Il terremoto l’ho sentito più volte e spesso sono stata svegliata nel cuore della notte da scosse più o meno forti; quando sei piccola tutto è amplificato e ti chiedi se la casa reggerà e se ne arriverà un altra ancora più forte da li a breve. Tra i ricordi di infanzia c’è anche una valigia vicino la porta con: tute, giacche e scarpe da tennis, acqua e tutto quello che poteva servire in caso di fuga; so che sembra sconvolgente ma è cosi, chi vive nei luoghi a rischio ne è consapevole.

Dopo l’ennesima tragedia che ha sconvolto la nostra terra dobbiamo reagire: per chi è vivo e per chi non lo è, dobbiamo prepotentemente riuscire a vivere in case più sicure, costruite con criteri giusti e ristrutturare al meglio, per far si che questo non accada mai più. Dobbiamo denunciare chi lavora male e non rispetta le regole. Per far si che negli anni a venire non si debba più piangere cosi tante persone innocenti, tanti bambini che avevano ancora tutto da scoprire nel loro cammino.

Dopo un attimo di riflessione necessaria, torno a quello che sono capace di fare, cioè cucinare… vi scrivo una ricetta semplice per rimanere dal clima vacanziero: pochi ingredienti che sicuramente avrete in casa, un piatto ideale da mangiare caldo  o freddo durante queste giornate con ancora tanta voglia di sole e di aria buona.

Conoscete la mia passione che ho per le polpette, potrei farne e mangiarne milioni senza mai stufarmi; queste polpette con tonno e zucchine potete friggerle o cuocerle in forno o semplicemente scottarle in padella, scegliete voi in base al tempo e alla voglia che avete. Sono ideali come secondo piatto di pesce e verdure o se fatte piccine possono diventare un antipastino sfizioso servito in piccoli coppi o cestini.  Io le ho servite come secondo piatto con una ricca insalata mista e dei pomodori dell’orto e se gradite qualche goccio di succo di limone.

Non vi resta che aprire la dispensa e mettervi ai fornelli… in pochi minuti avrete un secondo adatto per grandi e piccini.

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Ingredienti per 4 persone

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Treccia Zucchine e Prosciutto Cotto

Lunedi!!!! alle volte mi fa anche paura dire questa parola… ma è cosi che inizia una nuova settimana, speriamo al meglio.

Ieri avevamo bisogno di pace e silenzio (mentale) e dato che non potevamo andare al mare per impegni vari (vivendo in Lombardia il mare più vicino è la costa ligure a circa 100km) abbiamo optato di trascorrere una giornata in piscina….con gli amici.
Una piccola piscina con i suoi anni sulle spalle in un paesino a 10 minuti da casa, con una fantastica vista sulle colline dell’oltre po e sui vigneti della zona. Lo so non è il mare della mia terra, sono la prima a a dirlo, ma almeno ci siamo rinfrescati e abbiamo trascorso una giornata tranquilla, lontano dai pensieri e dai problemi che durante la settimana si sono avvicendati.

Borsa frigo al seguito con frutta e verdura, acqua a go go e siamo pronti per affrontare la giornata a bordo vasca. Nonostante il caldo afoso, un delizioso venticello ci ha fatto compagnia per tutta la giornata e sono anche riuscita a non ustionarmi! Per fortuna il telefono ha suonato il giusto e senza disturbare troppo. Cosi almeno siamo ritornati a casa tranquilli.
E voi come avete passato questa domenica di luglio??? Che temperatura c’era dalle vostre parti?

IMG_20160717_151814263bAncora zucchine si lo so, siamo solo a luglio e io già non so più come prepararle per consumarle…. G. allora mi ha proposto di preparare una torta salata: il ripieno c’è non resta che decidere quale base usare… brisèè? sfoglia???….

G. ha scelto sfoglia! Io non sono una massaia perfetta e la sfoglia non l’ho mai fatta, o meglio ho provato a farla una o due volte, ma aimè è venuto fuori un pataccone che colava burro dalla consistenza indefinita, cosi ho deciso di rinunciare a priori a prepararla in casa e ho optato, anche dato il caldo di acquistare quella già pronta al supermercato: comodissima, praticissima e accettabilissima!

Per il ripieno io ho scelto di usare, oltre alle zucchine, del semplice prosciutto cotto, stiamo tentando di tenere un alimentazione controllata dato il caldo, ma nessuno ci vieta di arricchirlo con formaggi e salumi vari, con quello che avete in casa e che più vi piace. Il sapore di questa treccia salata al prosciutto cotto è molto delicato, adatto anche ai più piccoli.

Io l’ho preparata pochi minuti prima di cena e aimé l’errore è stato grosso, perché la cucina è diventata una fornace: la temperatura si è alzata accendendo il forno in una volta sola e non siamo riusciti a gustarla al meglio perché troppo calda e friabile. Una volta riposata e con una temperatura ambiente vi assicuro ha riscosso più successo inaspettato e sopratutto si potete affettare senza che si sbriciolasse tutta. Quindi vi consiglio di prepararla in anticipo e sopratutto di accendere il forno in orari meno afosi, cosi da poterla gustare per come richiede.

Solitamente preparo la treccia per degli aperitivi rinforzati o degli antipasti durante una cena rustica. Ma anche servita come un secondo piatto estivo e fresco si gusta volentieri. Le torte salate sono sicuramente uno di qui piatti Jolly in cucina.

Non mi resta che augurarvi un buon inizio settimana... se non mi sentite per qualche giorno non preoccupatevi, anche questa sarà particolarmente caotica e stressante.

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Ingredienti per 4 persone

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Carbonara di Zucchine di Albenga alla Menta e la Mitica Fiat 500

Siamo tornati dopo un fantastico W.E. di relax e divertimento, un assaggio si spera delle ferie estive, la nostra destinazione per questa breve parentesi di luglio è stata Garlenda per il Meeting internazionale della Fiat 500, in Liguria, a pochi km da Albenga, in provincia di Savona. Questo piccolo paesino nell’entroterra ligure per 4 giorni si riempie a dismisura di magnifiche 500 e non solo. Il raduno è arrivato alla 33 edizione, nonostante il tempo che passa la Fiat 500 è un mito intramontabile. Persone di ogni età, sesso e nazione insieme per condividere una grande passione.slide_meeting_33Tra le macchine presenti al raduno potete trovare una grande varietà: quelle perfettamente originali iscritte al registro delle auto storiche a quelle sfiziose: dai colori fluo e dagli allestimenti stravaganti, le super – trendy con tanto di impianto stereo da far invidia ad una discoteca estiva, tanto da farla saltare sulle gomme a quella romantica per un brindisi al chiaro di luna, munita di tavolino, calici e lucine. E poi lei, tra tutte, la magica Fiat 500 Carretto siciliano (che sicuramente avrete visto nella pubblicità di una nota conserva siciliana) ha fatto breccia nel mio cuore e mi ha fatto sentire la Sicilia vicina, insieme a tutte le meravigliose trinacrie che svolazzavano fiere a questo meeting, portando alto il cuore della Sicilia anche a km da casa.

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Partecipare a questo raduno è semplicissimo basta avere una Fiat 500 o farsi portare da chi ne possiede una (come abbiamo fatto noi, Grazie P.!!!) e la voglia di stare insieme per tre giorni.
Il programma prevede suddivisi in tre giorni tanti avvenimenti di spettacolo e di cultura, di divertimento com l’immancabile tappa al parco acquatico della zona (dopo più di 20 anni ho fatto uno scivolo! mi sono sentita vecchia in mezzo a tutti quei ragazzetti che sfrecciavano come schegge) e di condivisione,  come vedere la partita Italia – Germania di Euro 2016 accanto ad una coppia di tedeschi in pura civiltà non ha prezzo.IMG_20160702_114612026bPer questi 3 giorni di raduno potete scegliere di vivere in campeggio, nei numerosi spazzi messi a disposizione dall’organizzazione muniti di quasi tutto o il campeggio vero e proprio o alloggiare nelle numerose strutture della costiera ligure, per chi ama tutte le comodità.
Noi con degli amici, come sempre abbiamo scelto il campeggio autonomo: un angolo sotto un boschetto di pini ideale per stare sempre al riparo e all’ombra. Super attrezzati per passare questi giorni in compagnia e divertimento, si chi ha detto che in campeggio non si possono avere confort e comodità, il nostro campo base faceva invidia ad un campeggio a ****, per rimanere in un tema di una manifestazione internazionale ci siamo dati anche alla preparazione di una tipica colazione all’inglese a base di bacon, toast imburrati e uova fritte l’ideale per affrontare poi una giornata al mare, il prossimo anno stiamo già valutando di  aggiungere anche la piscina :) ma abbiamo bisogno di un tir per partire da casa …!IMG_20160702_143124329_HDRbSiamo già stati parecchie volte nella zona di Albenga-Alassio, abbiamo iniziato a conoscerla ed apprezzarla e sopratutto apprezzare i prodotti di questo luogo, cosi che ho fatto scorta di zucchine, vi state domandando e vai fino in Liguria per comprare le zucchine? Si, se le zucchine sono rare e tipiche della zona, difficili da trovare in qualunque altro luogo, con la loro forma particolare pochi conoscono le zucchine a trombetta di Albenga: dal colore verde screziato e dalla consistenza compatta con una polpa dolcissima, non faccio il botanico se vi interessa leggere qualcosa di più ho trovato questo pdf che spiega un po la storia di questa cucurbitacea.

albenga 1Nonostante le zucchine non mancano a casa grazie all’orto, queste zucchine dovevano per forza  comparire sul mio piccolo angolo. E quale migliore occasione se non quella di preparare una piatto sfizioso, fresco e un pò alternativo. Non me ne vogliano i puristi della carbonara, ma dopo tre giorni di carne alla griglia non stop (e anche questo il bello del campeggio, cucinare quello che solitamente non puoi preparare vivendo in appartamento), ho abbandonato la pancetta per dei favolosi dadini di zucchine di Albenga.carbonara di zucchine (13)b

Ingredienti per 4 persone

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Tagliatelle all’uovo con Asparagi e Timo

Una delle cose che amo della primavera, sono i profumi! Qualsiasi essi siano: il profumo di fiori, di erbette, di campagna e anche il profumo delle verdure: asparagi, fave, piselli e carciofi (anche se non li mangio spesso) hanno dei profumi fantastici, sarà il risvegliarsi dopo il lungo letargo invernale, sarà i colori intensi di queste verdure, sarà la voglia di cambiamento dopo un inverno a mangiare altro.

Appena li vedo solitamente inizio a pensare a come e con cosa prepararli, ma gira e rigira mi rammento che gli ingredienti freschi e di stagione vanno trattati nel migliore dei modi, e quale migliore ricetta se non qualcosa di semplice e genuino per esaltare il loro magico profumo.

Se si parla però di semplicità non deve mancare la pasta buona, durante la settimana frenetica ok per la pasta secca ma che anche questa sia di buona qualità, ma se è il we avete un attimo di tempo e volete rendere speciale un piatto semplice occorre per forza della buona pasta all’uovo fatta in casa, meglio ancora se con le verdure fresche riuscite ad avere delle vera uova, quando le acquistate controllate che siano allevate a terra il top sarebbero quelle del contadino, so che è difficilissimo. Ogni tanto ne ricevo qualcuna in dono dai contadini della zona ed ecco comparire tante ricette a base di uova, che solitamente non preparo, perché come vi ho raccontato tante volte non amo troppo le uova (saranno fissazioni!).

Ho scelto di abbinare agli asparagi il timo, forse una delle mie erbe aromatiche preferite: sul mio balcone non manca mai, ne esistono tantissime varietà con profumi molto diversi, e anche qualche innesto strano con limone e menta. Io ho scelto la pianta classica, si coltiva facilmente, ha solo bisogno di un po di acqua ogni tanto e un po di sole non troppo caldo, quindi i balconi di città sono perfetti. E’ molto resistente e per questo non viene attaccata dagli insetti o dai bruchi e non deve essere trattata con prodotti chimici. La mia piantina, continua ad essere potata e a ricacciare rametti profumati a go go per allietare le mie pietanze, tra poco spunteranno anche dei deliziosi e minuscoli fiorellini e quando in inverno non posso toccarla perché dorme, ho sempre la mia scorta di erbette secche in barattolo pronta all’uso. La potete usare per tantissime ricette ed è indispensabile per le erbe provenzali.

Trovo che il timo si sposi veramente bene anche con i legumi di stagione come fave e piselli, se non avete mai provato è arrivato il momento di farlo, intanto provate come sta bene con gli asparagi in questo buonissimo piatto di pasta fresca. Se invece preferite un sugo più corposo ecco allora il mio ragù di salsiccia a latte e asparagi, con le tagliatelle fresche diventerà un piatto ancora più speciale.

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Ingredienti per 4 persone

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