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sapore di birra

Il Mondo della Birra Artigianale

Avevo preparato un altro post ma ho cambiato idea e oggi vi parlo di un argomento nuovo.
Sapete che non sono cosa di scrivere di eventi, al massimo vi racconto quello che ho fatto in vacanza, ma ieri ho partecipato alla 1°edizione di Sapori di Birra, manifestazione che ha preso il posto del più rinomato e conosciuto Beer Fest  in provincia di Pavia; 4 giorni di eventi, assaggi e chiacchiere, se siete in zona la manifestazione sarà attiva fino a domenica sera, al Pala Oltrepo (ex area Truffi) di Casteggio (PV). Il costo del biglietto di ingresso è 3€, il prezzo della birra la spina è uguale per tutti i birrifici partecipanti all’iniziativa potete acquistare bicchieri da 33, 25 o  scegliere le loro bottiglie.

Non è una festa della birra come possiamo leggere sul loro sito bensì una rassegna per far conoscere i micro birrifici e la gastronomia italiana. Quindi dimenticatevi della birra scadente a pochi spiccioli. Qui si beve e si beve bene mangiando di qualità.

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Siccome quando si parla di food & beverage mi illumino, leggendo sul sito ho scoperto la presenza di un area riservata a chi del bere ne fa una vera cultura: laboratori, presentazioni  e seminari sui birrifici artigianali o microbirrifici. Libri  sull’argomento presentati dagli autori o da chi per loro e con la possibilità di acquisto.

Il tema dell’incontro di venerdì sera “Birre ad alta fermentazione” a cura di Luca Grandi di Officina Eventi & Comunicazione per il progetto Birra Nostra (qui la pagina FB da visitare) se c’è una cosa che rende felice G è proprio partecipare a questi eventi (e dopo essere stati al SIMEI ho capito quanto è grande e vario questo mondo).

Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato svolto, non era una vera e propria lezione, come invece pensavo, bensì una chiacchierata tra amici, accomunati da una stessa passione per la birra artigianale, che condividono insieme le loro esperienze, certo io e G. un po bianchini se proprio vogliamo essere buoni rispetto ad altri ospiti in sala con noi, ma nonostante questo è stato bello ascoltare e imparare da tutti.

birra nostra

Non essendo una vera e propria lezione non mi sono sentita in dovere di prendere appunti, come facevo all’università, quindi quello che vi racconto è a memoria, prendetelo per buono.
Una prima chiacchierata su cosa sono i microbirrifici italiani, qualche informazione di base sui tipi di fermentazione:
- alta fermentazione – Ale,
- bassa fermentazione - Lager,
- fermentazione spontanea – birra acida.
e un po di storia sulla produzione della birra Pale Ale e delle diverse geografie
-India Pale Ale
-American Pale Ale
-England Pale Ale

Ho scoperto che definire un tipo di birra è definire uno stile, una firma che ogni birra ha (vi ho detto che ero proprio bianca sull’argomento) sapevo che ad ogni stato europeo corrispondeva un tipo di fermentazione diversa ma non certo quanti nomi sigle e informazioni possono esserci dietro una birra.
Nel mondo gli italiani sono i precursori per la produzione di birre stravaganti con aggiunta di ingredienti particolari: stagionali nel caso di frutta e fiori o altri aromi come spezie e erbe aromatiche o nuove tecniche di produzione, che rendono la birra artigianale italiana unica nel mondo.

laboratorio di degustazione

  • Degustazione

Per prima cosa mi è sembrato stranissimo assaggiare la birra in un calice da degustazione  servita da un simpaticissimo sommelier dell’ AIS nella sua uniforme.

Abbiamo assaggiato 4 differenti tipi di birre ad alta fermentazione con 4 differenti gradazioni alcoliche e 4 differenti sapori e caratteristiche. 4 birrifici: Maltus Faber, Iriense, BrewFist e della Granda. Sfortunatamente non ho i nomi di tutte, ma una è stata quella che più mi è piaciuta identificando cosi uno stile ben preciso di birra che ho adorato.

Tra le 4 la mia birra preferita è stata l’ultima degustata in stile STOUT dal colore scuro e dall’ intenso aroma di caffè e cioccolato (proprio perché nella cotta erano state usate fave di cacao e svariati malti).

Quello che mi ha sorpreso di più, che a differenza del vino dove è relativamente distinguibile al palato quanti gradi fa, con la birra trae in inganno, almeno per me. Quella birra che avrei definito leggera realmente era la più alta in gradi e viceversa quella che apparentemente scura era invece la meno alcolica.

  • Il libro

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A seguire vi è stata la presentazione del libro: Malto e Luppolo – il libro della birra artigianale scritto da Sivlia Kopp e proposto durante la serata da Stefano Bigoni della casa editrice L’ippocampo.

stefano bigoni

Un volume che racchiude le informazioni per la produzione della birra, un viaggio intorno al mondo attraverso le realtà dei microbirrifici artigianali e delle loro birre e per concludere qualche ricetta per creare piatti con ingrediente principale la birra e valorizzarne le caratteristiche.

  • Sapori di birra: la fiera 

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La fiera è una grande vetrina per tutti i micro birrifici artigianali del Nord Italia, dove potete assaporare tanti stile e varietà, birre di ogni tipo e magari portarne a casa qualcuna, se volete conoscere gli espositori e le loro proposte potete visitare il sito dell’evento.

vacanze pavesi

Gironzolando tra gli stand, siamo rimasti colpiti da questa deliziosa iniziativa: visitare il territorio pavese a bordo di una vespa e assaporare i prodotti tipici del luogo, un bellissimo modo per scoprire questo bellissimo territorio e goderne al pieno durante le giornate di sole, se siete curiosi di scoprire di cosa si tratta nel dettaglio andate qui.

listino barrique

E senza accorgersene è passata l’ora di cena lo stomaco inizia a brontolare e allora eccoci al tavolo con amici per gustare qualcosa di buono e assaporare una buona birra. Questa volta anzi ché farci trascinare dal classico panino con la salamella ho deciso di affinare le mie papille gustative in altra maniera scegliendo qualcosa di unico e delizioso direttamente da una gastronomia pugliese a me sconosciuta in centro a Pavia: la puccia pugliese con polpo alla griglia e burrata; inutile dirvi buonissimo… magari provo a rifarlo in casa!

puccia con polpo

Ad accompagnare il tutto  abbiamo scelto di provare una birra Shout perfetta per questa pietanza di un birrificio lodigiano .

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E dopo aver trascorso questa magnifica serata alla scoperta delle birre artigianali non mi resta che salutarvi e ringraziare tutti i nuovi amici che hanno reso possibile questa serata. Magari in un altro evento spero di ri incontrarvi per chiacchierare ancora di birre, food ed eventi.

Laura

PS. Andate vestiti con abiti 100% lavabili… altrimenti la puzza di cibo fritto /grigliato vi perseguiterà per giorni… l’unico svantaggio di una manifestazione sul cibo al chiuso.

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Torta di Riso con Zucchine e Cipolla di Breme e una gita in Montagna

Al rientro a casa dopo le ferie in giro per l’Italia, avevamo ancora qualche giorno di stop prima del vero rientro a lavoro, cosi abbiamo deciso di dedicarlo alla famiglia e di trascorrere un giorno con il piccolo di casa, in vacanza con i nonni in montagna. Una giornata speciale in un luogo speciale: la Valle d’Aosta, ero già stata in questa regione ma in inverno, sotto metri e metri di neve, in una bellissima baita a mangiare polenta e a sciare su lunghissime e bellissime piste de La Thuile grandi come autostrade, forse nella più bella giornata di quell’anno a detta di chi vive li, fortunata!

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Nonostante ami fare trekking non ero mai stata in montagna in estate, una stagione che solitamente dedico alla mia terra, tranne qualche tappa sul mio vulcano, ma li è tutto un po diverso. Ho scoperto un luogo meraviglioso fatto di tantissimo verde, acqua fresca che sgorga da ruscelli, laghi e animali liberi di pascolare, siamo stati in Val d’Ayas una delle prime valli giungendo in questa regione, a poco meno di due ore da casa.

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Lungo la strada per raggiungere il piccolo ma caratteristico paesino di Brousson, dove è presente l’omonimo lago e il torrente Evançon, affluente della Dora Baltea. Ho scoperto luoghi che non immaginavo potessero essere cosi diversi rispetto all’inverno. Piccole e deliziose casette curate dal tetto spiovente, balconi fioriti e portici attrezzati per serate tra amici.

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Il questo luogo i castelli sono numerosi e si trovano sparsi per tutta la valle, sfortunatamente non avevamo tempo a sufficienza per fare un giro tra di essi e visitarne almeno uno, ma ci siamo accontenti di una camminata lungo un bellissimo sentiero immerso nel verde al ridosso del torrente, di facile accesso e non troppo lungo.

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Mi capita spesso di non sapere cosa cucinare in quest ultimo periodo, sarà che ha fatto troppo caldo anche per me terrona, sarà che le verdure sanno di poco e di niente, sarà che il rientro dalle ferie è sempre traumatico, fatto sta che apro il frigo e resto a fissarlo fin ché il suono che emana mi riporta alla realtà. Ho le cipolle di Breme, le zucchine, le uova e pensavo di fare una frittata banalissima  ma confesso che io non son una grande appassionata di frittate e neanche G. Ormai è tardi per impastare e tirare una pasta brisee ma posso sempre utilizzare una base di altro tipo… che ne dite del riso????

Da siciliana se parlo di riso la mente va subito agli arancini/e (non litighiamo per come si chiamano tanto sappiamo che la sostanza è la stessa!) ma c’è anche la torta di riso al cioccolato e le sfinci di riso e qualche altra ricetta che in questo momento non ricordo. Cosi intanto che il riso cuoceva ho affettato le verdure e iniziato a spadellare. Il risultato un successone una torta di riso dolce e delicata arricchita dal mascarpone che l’ha resa cremosa, se non vi piace o non lo avete potete sempre sostituirlo con una densa besciamella fatta in casa.

Come tutti i gratinati se mangiati il giorno dopo sono ancora più buoni e questo vale anche per questa torta di riso con zucchine e cipolla di Breme. Potete servirla calda o a temperatura ambiente in tante occasioni, farne dei mini tortini usando lo stampo dei muffin o tagliandola a tocchetti  per un buffet saporito con amici vegetariani o intolleranti al glutine.

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Ingredienti per 4 persone

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Spaghetti Peperoni e Alici … rotolando verso Nord: Alto Lazio e Umbria

Siamo rientrati ormai definitivamente nella routine, ma in casa ci sono ancora tante cose da fare, come riordinare le attrezzature subacquee, quelle per il campeggio e non ultime quelle per il trekking che hanno viaggiato con noi lungo tutta l’italia.

Nel viaggio di rientro dalla Sicilia non ci siamo fatti scappare la possibilità di fare qualche altra tappa e scoprire la nostra meravigliosa Italia. Noi siamo dei viaggiatori normali anche se per evitare le code partiamo ad orari impensabili, in giorni di metà settimana ma quello che ci terroni dentro: carichiamo la macchina a dismisura, si! ho letteralmente saccheggiato gli armadi delle “caccavelle” di mia madre, portando con me le vecchie pentole dei miei nonni, un po di pops per le foto (per fortuna arrivati tutti interi), elettrodomestici (mia madre non li usa) e viveri: quintali e quintali di viveri. Si lo so starete pensando ma i supermercati ci sono anche al nord: ma vuoi mettere cuore di mamma che lascia partire il genero senza un quintale o due di: brioche siciliane, pesche tabacchiere, pomodorini di Pachino, cioccolato di Modica, biscotti secchi di ogni tipo e forma e dolciumi per le soste (più tutto quello che mi hanno portato mio fratello e mia cognata dal loro viaggio di nozze che spero di potervi far gustare presto).

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Fare 1200 km in un unica tirata non fa per noi e come ogni anno abbiamo deciso di dividere il viaggio in due facendo una sosta nel lazio o giù di li. Siamo arrivati sulle sponde del lago di Bolsena in provincia di Viterbo nell’alto Lazio al confine con la Toscana e l’Umbria, un lago di origine vulcanica, con un paesaggio bellissimo e dei luoghi meravigliosi. Il lago di Bolsena è conosciuto in tutto il mondo dai velisti e da chi fa kait surf, per le sue condizioni climatiche perfette, ciò si denota anche per i numerosi circoli velici. Il lago offre delle isole visitabili in battello e numerose attività ricreative.

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Questo lago è ricco di vita e esiste anche un acquario a lui dedicato proprio nel paesino di Bolsena. Numerosi i campeggi che si affacciano sulle sponde del lago da cui è possibile visitare i borghi dei dintorni e godere della temperatura fresca che le sue acque regalano.

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Mentre rotolavamo verso sud un posto mi aveva colpito e mi ero ripromessa di tornarci, scoprire che era solo a 20 km da noi è stato piacevole, cosi varcato il confine umbro siamo arrivati ad Orvieto una città deliziosa di cui mi sono innamorata e che voglio tornare a visitare. Arrivare in città è molto semplice ci sono due varchi con parcheggio a pagamento: in uno potete usare scale mobili scavate nella roccia o l’ascensore nell’altro il bus navetta che porta fino in centro. Una volta arrivati le indicazioni vi condurranno al Duomo magnifico e finemente decorato che svetta su una grande piazza su cui si aprono piccoli vicoli caratteristici e numerosi locali e botteghe di ceramiche tipiche della zona.

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Abbiamo scelto di fare un tour guidato per la città sotterranea con una guida simpaticissima di nome Rosita. Le grotte di Orvieto non erano solo dei semplici magazzini ma dei luoghi dove si lavorava. La città sorge su una rocca composta da pozzolana e tufo, gli abitanti non avendo modo di allargare le proprie attività nella valle hanno deciso di scavare sotto le proprie case (si ogni grotta è sotto la casa del suo proprietario ad una profondità di 17 mt e le volte non potevano essere più larghe di 5 mt e per la maggior parte sono senza finestre o prese d’aria) e creare dei luoghi adatti allo svolgimento delle attività esistono oltre 1400 grotte censite ma molte di queste sono private, solo due appartengono al comune che le ha fatte diventare itinerario turistico.

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Abbiamo visitato due tipi di grotte una grande molto fredda senza prese d’aria adibita a palmento/mulino/macina al cui interno è possibile scorgere ancora i pezzi e delle riproduzioni di macine e mulini per la produzione di olio d’oliva utile per l’illuminazione e in una seconda esposta invece al sole molto calda adibita all’allevamento del bestiame e del piccione da carne, un prodotto tipico della zona e per secoli ha sfamato le famiglie. Ogni famiglia scambiava i propri prodotti per procurarsi cibo acqua e altro.

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Come in ogni visita che si rispetti occorre anche appagare la pancia, sfortunatamente il nostro tempo da dedicare al cibo non era tantissimo cosi abbiamo scelto di mangiare un panino con la porchetta e il formaggio pecorino tipico della zona, buonissimo ma spero di poter tornare presto e assaporare un vero piatto di umbricelli.panino

In estate nel mio frigo ci sono sempre i peperoni, mi aiutano a preparare contorni veloci e saporiti senza dovermi impegnare troppo ai fornelli quando la calura è eccessiva. Io li ho sempre adorati e non ho grandi problemi a digerirli con invece sento dire a tante persone.

Lo scorso anno ho preparato con i peperoni del contadino tante ricette, alcune sono veramente semplici come i peperoni grigliati e conditi ad insalata, altre un po più complesse ve li avevo già postate quando vivevo in Sicilia come gli involtini di peperone.

Qualche giorno fa presa dai mille impegni (uno tra tutti ascensore fuori uso tecnico in manovra per un intera mattinata, occorreva dargli retta perchè non conosceva il palazzo) era già tardissimo e non sapevo cosa mettere in tavola per pranzo. In frigo avevo poco e niente ma una volta presi peperoni in mano la lampadina si è accesa alla velocità della luce ed ecco in pochi minuti il pranzo era pronto.

A G. è piaciuto tanto questo condimento, dolcissimo e allo stesso tempo fresco e se ve ne avanza potete anche servirlo come contorno al pasto successivo insieme del pane a bruschetta, farete un figurone.
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Ingredienti per 4 persone

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Pasta con Zucchine e Pomodori Secchi e un pizzico di Sicilia

Lunedì di rientro, le ferie sono definitivamente finite almeno per noi! Si ritorna alla “monotonia” dei giorni lavorativi: sveglia, colazione, corse a lavoro, casa da pulire e via dicendo. Sognando già i prossimi giorni e le prossime mete. Ritornando a casa mi è capitato di perdermi tra i miei pensieri, fare cose senza neanche rendermi conto di averle fatte… questa pasta è nata cosi: ho aperto il frigo, preparato gli ingredienti e solo dopo aver messo la pentola sul fuoco per la pasta ho capito cosa stavo realmente facendo. Alle volte mi domando se sono fuori di giri o capita anche a qualcun altro? Fatto sta che la casa si è riempita di un magico profumo ed ecco comparire una ricetta nuova per mio blog: completamente vegana, e totalmente made in Sicily, semplice a base di pomodori secchi della mia terra e di capperi delle Isole Eolie e tanto tanto buona!

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Ci siamo concessi un WE tutto per noi da questo viaggio in Sicilia andando alla scoperta di territori incontaminati con la nostra tenda da campeggio. Rotolare verso sud non solo dal punto di vista letterario, siamo andati nel punto più a sud dell’isola, abbiamo scelto come punto di appoggio Marzamemi, un piccolo paesino ormai centro della movida a pochi passi da Pachino, la patria dei pomodorini, ne abbiamo comprato qualche kg da portare a casa dai miei ma aimè ne sono arrivati ben pochi, mangiati come le ciliegie appena lavati perché dolcissimi, con il loro profumo inebriante di appena raccolti.

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Marzamemi è un piccolo borgo di pescatori completamente rimodernato senza però perdere il sapore antico e rustico, le vecchie botteghe e le rimesse delle barche ormai abbandonate dai pescatori sono diventate il centro della vita mondana: bar, ristoranti, friggitorie e piccoli negozietti di souvenir e prodotti tipici. Quello che una volta era il luogo di lavorazione del pesce appena pescato ora è un grande spaccio di prodotti ittici al cui interno si possono trovare ogni leccornia a base di pesce e non solo.

marzamemi2A pochi km di distanza senza bisogno di fare troppa strada eccoci alla Riserva di Vendicari (sito ufficiale) creata dalla regione siciliana nel 1984; un posto magico e suggestivo dal fascino particolare. Si addentra nel sottobosco per poi aprirsi verso delle vecchie saline abbandonate.

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Diventate la casa di Fenicotteri, Aironi e Cicogne che sostano in attesa di migrare, sono stati creati anche dei comodi punti di avvistamento per gli appassionati di fotografia naturalistica, che vi permettono di guardarli senza essere visti.

vendicari 3Il mare bellissimo è di un azzurro incantato (ma ero troppo presa a fare il bagno da non aver scattato neanche una foto) si alternano cale di roccia di tufo e distese sabbia finissima, potete scegliere tra ben 7 km di litorale meraviglioso all’interno della riserva. Tra i resti presenti nella zona possiamo facilmente individuare la torre sveva e la vecchia tonnara chiamata Bafutu (eretta nel 700 e abbandonata nella seconda guerra mondiale) dove sono ancora visibili gli alloggiamenti per i fuochi per la lavorazione del pesce.

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Rotolando ancora più a Sud dove la terra finisce per poi far posto al Mar Mediterraneo, ci troviamo sullo stesso parallelo di Tunisi siamo arrivati a Porto Palo. Li la costa si divide in una piccola penisola dove possiamo trovare un infinità di cale e calette.

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L’isola delle Correnti è una piccolissima isola di sabbia e tufo si trasforma da isola in penisola con la bassa marea, una volta vi era un faro che indicava la rotta ai naviganti ora in disuso. Qui la forza del vento e del mare segna il territorio lasciandolo arido e desertico con un fascino tutto particolare.

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Sull’isola di Capo passero di Porto Palo possiamo vedere la fortezza spagnola che svetta fiera tra il blu del mare e il colore della terra polverosa.

Concludo questa nuova tappa in giro per la mia Sicilia con questa pasta che di Sicilia sa, che nasconde il sapore del sole e della terra, augurandovi di poter visitare questi luoghi incantati.

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Ingredienti per 4 persone

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Sarde Fritte alla Siciliana e Giorni da Ricordare

Eccomi… come vi avevo accennato qualche giorno fa ho avuto dei giorni intensi: tante cose da fare, preparativi varie e inconvenienti dell’ultimo minuto (macchina fuori uso). Mi sono assentata qualche giorno per tornare sulla mia isola, dai miei cari, dal mio mare per un avvenimento di famiglia importante… un matrimonio: il mio fratellino si è sposato! Io sono felicissima di ciò, nonostante non sia un appassionata di matrimoni, ho fatto da testimone a questa unione e ho pianto anche tanto! Per noi questo era un momento speciale, vivendo tutti lontani, ritrovarsi sotto lo stesso tetto è stato fantastico, potersi abbracciare e stare semplicemente seduti a chiacchierare è tutta un altra storia che usare la tecnologia. Sfortunatamente la vacanza è durata pochissimo ed eccomi nuovamente in Lombardia tra le mille faccende da fare e i problemi da risolvere della quotidianità, con in gola già un nodo che si chiama NOSTALGIA!

Riguardando le foto di quel giorno cosi importante per noi, voglio raccontarvi qualcosa. Il matrimonio tra A&V era a tema nautico tutto è stato scelto in funzione di ciò, compreso il luogo del ricevimento sullo Stretto di Messina! I colori banco e il blu, era presente ovunque dagli inviti alle decorazioni della torta e persino sui testimoni (4 persone che senza saperlo scelgono lo stesso punto di blu senza essersi messi d’accordo).

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Tutto molto classico ma per niente monotono (tanto meno pacchiano come invece qualcuno si aspetta da un matrimonio del sud). La chiesa scelta è la più antica di Messina, è resistita al devastante terremoto del 1908 dove tutta la città fu rasa al suolo. La particolarità di questa chiesa è la posizione: quasi due metri sotto il manto stradale, è molto piccola ma deliziosa. Uno dei punti di interesse storici della città.

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Il ricevimento si è svolto in una magnifica villa con vista meravigliosa sullo Stretto di Messina,  la cena? Ma tutta a base di ricette tipiche siciliane e ricca di prodotti del nostro territorio: dall’antipasto al dolce, un cannolo ci sta sempre, (c’è chi ne ha mangiati 5!); gli antipasti serviti sul prato si suddividevano in numerose aree tematiche: pesce fritto, del polpo, dei formaggi e salumi tipici locali e degli antipasti freddi adatti a tutti i gusti (persino per vegani, celiaci e intolleranti vari). La cena al tavolo perfetta, illuminati dalla luna piena e dalle candele a base di vongole, pasta alla norma e pesce spada. Il buffet di dolci è stato un tripudio per tutti i gusti dai dolci tipici a quelli moderni, i confetti con 15 varietà diverse e la favolosa torta nuziale (crema e cioccolato!) della nostra pasticceria dell’infanzia.

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Musica e divertimento fino a notte fonda per tutti gli ospiti giovanissimi e da ogni parte del mondo: 5 le lingue parlate!  Gli sposi sono stati bravissimi ad organizzare il tutto vivendo comunque lontani da Messina, persino il pullman per portare gli ospiti in giro per la città e raggiungere comodamente i luoghi scelti.

Queste brevi ferie sono servite anche a rivedere i parenti più cari, gli amici e conoscere i nuovi arrivati <3, fare un tuffo nelle acqua cristalline e fare una scorpacciata di cose buone da mangiare. muricello

Ho riempito le valigie di ogni ben di dio: dolci, conserve, formaggi e mi sono riempita la pancia di ogni leccormia, nonostante il tempo fosse poco non è mancata una capatina al mercato del pesce e dal fruttivendolo a comprare frutta e verdura di stagione, che per me ha tutto un altro profumo. 

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Durante i nostri 4 giorni in Sicilia sono riuscita a far assaggiare a G. le costardelle, chiamate nel resto d’Italia agugliette sono un pesce poverissimo (Scomberesox saurus) che viene utilizzato per pescare. Si dice che le costardelle che attraversano lo Stretto di Messina siano speciali, di un dimensione piccola rispetto a quelle che trovate in tutti gli altri mari e dolcissime. Da bambina io ne ho fatto grandi scorpacciate, da anni è diventato difficile trovarle in favore di prodotti di importazione spagnoli di taglia grande e dal sapore amaro. Quando G. le ha viste ne è rimasto affascinato e ho proposto di mangiarle per cena, ha letteralmente divorato una scodella nonostante qualche remora nel mangiare il pesce intero con tutte le spine (si stacca la testa e si svuotano le viscere). Non ho pensato a farmi qualche foto di questa succulenta cena sicula di famiglia.

Quando siamo tornati dal nostro viaggio eccoci a fare nuovamente la spesa al grande ipermercato della zona con del tristissimo pesce di allevamento ma G. ha adocchiato delle sarde freschissime, e mi ha detto non saranno costardelle ma almeno sono fresche, e come mi è stato consigliato nel post dei cannoli IO SONO TERRONA E FRIGGO ho deciso di urlarlo a gran voce friggendo pesce in centro città! Realmente questa ricetta non era nata per essere postata, non ho preparato foto carine ma semplicemente scattato con il cel. mentre eravamo seduti a tavola a goderci il nostro balconcino apparecchiato per l’occasione (non sarà vista mare ma almeno è vista giardino). Ma erano cosi buone che ho pensato di farvi vedere un po di quella che è la Sicilia, di sapori poveri ma buonissimi che tutte le famiglie dovrebbero provare.

Ricordatevi che per un buon fritto asciutto ci vuole tanto olio, non esagerate con sale e limone non servono in dosi massive, il resto lo fa tutto il pesce fresco del nostro Mar Mediterraneo!

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Ingredienti per 4 persone

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Torta salata con Cipolla di Breme e Zucchine

Scusate l’assenza sono stati 10 giorni pieni, pienissimi, vi racconterò tra qualche giorno in un nuovo post, spero, ma non voglio anticiparvi nulla!

Avete mai sentito parlare della cipolla di Breme, chiamata anche la dolcissima?? Io fino allo scorso anno non avevo idea di cosa fosse, poi G. me ne ha portata una gigante direttamente acquistata da un produttore del piccolo paesino pavese e ho deciso di preparare una focaccia  francese (questa) e me ne sono innamorata.

Il suo nome non è scelto a caso: la dolcissima, è realmente cosi, talmente dolce che sembra una cipolla caramellata invece basta cuocerla in padella con un pizzico di sale per far si che tutta la casa si riempia di un magico profumo. Siamo nel periodo di raccolta della Cipolla di Breme, non me la sono fatta scappare e ne ho comprato qualcuna da usare come ingrediente principale nei piatti.

Ho scelto di proporvi una torta salata, utilizzandola in abbinamento con le zucchine. Un piatto semplice ma buonissimo perfetto per i caldoni estivi di quest’anno, da preparare in anticipo e gustare tiepida o direttamente fredda per un aperitivo insieme ad un buon vino dell‘oltre Po.

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Proprio qualche giorno fa con G. siamo stati ad una degustazione di vini, una manifestazione a pochi km da casa in una bellissima locantion Certosa Cantù (dove se vi interessa vi è anche un ristorante), la manifestazione si è svolta nel parco della certosa: oltre 15 cantine della zona promuovevano i loro prodotti enologici a base di Pinot Nero nelle sue tante tipologie di vinificazione (bianco, rosè, rosso, fermo e mosso, metodo classico), una rassegna su Ennio Morricone allietava le orecchie e per gli occhi una mostra nelle sale interne del palazzo.

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La serata è stata veramente interessante e mi ha permesso di conoscere e chiacchierare con tante persone nuove e scoprire cosa si produce a pochi km da casa. Non vi parlo di vino perché non saprei da dove iniziare, vi posso però dire in totale ignoranza, che ne ho bevuti alcuni veramente eccellenti di cui ho un bellissimo ricordo al palato e spero presto di poter andare a visitare le cantine di produzione.

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Ingredienti per 4 persone

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Ossibuchi alla Milanese e una giornata sul Lago Maggiore

Maggio è arrivato… ma qui al nord si gela! E da voi????

Da bambina una delle poche, forse l’unica, ricetta che mia madre cucinava fuori dai canoni siculi erano gli ossibuchi con i piselli, ma era un piatto raro. Arrivata in Lombardia ho scoperto che sono ottimi anche per preparare il brodo (insieme a biancostato, guancia e gallina) e serviti con il bagnetto verde (un intingolo a base di prezzemolo), in umido con il pomodoro e nel tajine (con le spezie che uso per preparare il cous cous). Sbirciando le ricette della cucina popolare lombarda una di cui non avevo mai sentito parlare mi ha incuriosito: gli ossibuchi alla milanese, con un delizioso soffritto di verdure, una puccia golosa a base di vino e brodo e la Gremolata un mix di ingredienti freschi che esaltano il sapore della carne. La tradizione vuole che l’ossobuco si accompagni con il classico purè di patate o con il risotto alla milanese (forse un po troppo in unico pasto).

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Si lo so è un tipico piatto invernale, ma volete mettere il freddo di questi giorni? La neve sulle cime più basse, la pioggia ininterrotta, i vestiti pesanti che sono tornati nei cassetti. Il lungo we del primo maggio in campeggio al mare che programmavamo da tanto andato in fumo… Sabato infreddolita e sconfortata ho deciso di preparare l’ossobuco alla milanese per G. dovete sapere che l’ossobuco è uno dei suoi piatti preferiti.

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Nonostante i piani per andare al mare sono andati sfumati, noi non ci perdiamo d’animo, ed eccoci domenica mattina svegli di buon ora (o meglio sempre al solito orario), macchina fotografica, zainetto e scarpe comode ai piedi, seduti in macchina con il navigatore acceso per percorrere i km che ci separano da una nuova meta, la nostra meravigliosa Italia ha cosi tanti posti da vedere che spesso è difficile sceglierne tra tanti; siamo andati a visitare il Lago Maggiore e i paesini di Arona, Stresa e Baveno, una parte d’italia che non conoscevamo nonostante sia a due passi da casa. Un paesaggio meraviglioso sulle cime nuovamente innevate, ville e giardini cosi belli e curati da lasciare a bocca aperta, lunghe passeggiate in riva al lago con moli e attracchi per le barche, un raduno di motociclisti (non vi so dire quanti erano, ma erano tanti), l’aperitivo baciati dal sole (poco ma c’era almeno al mattino), un giro per il mercatino, perdersi tra i vicoli affollati, il profumo della cucina tipica di lago e relax per godersi questi favolosi scorci tra le montagne e l’aria fresca.

Avremmo voluto fare una passeggiata sulle Isole Borromee (isola Bella, isola Madre e isola dei Pescatori) prendendo il battello, ma aimè sembrava che la pioggia stesse per arrivare e non eravamo attrezzati (ho lasciato l’ombrello a casa!). Come al solito ho scattato un milione di foto (e come al solito nessuna dove ci sono io) e sceglierne due è stato difficile. Sicuramente in un prossimo we torneremo in questo luogo meraviglioso e riusciremo a visitare le isolette e altri piccoli e caratteristici paesini sul lago.

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Ingredienti per 4 persone

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Zuppa di Coste e Patate con Pizzoccheri

Le domeniche di primavera, non le si può trascorrere chiusi in casa e nonostante il meteo non favorevole siamo andati a passeggiare in collina, con un gruppo di amici che condividono con noi la passione per la natura e per il cibo, destinazione: uno dei rifugi della comunità montana dell’Oltre po, facilmente raggiungibile lungo un sentiero in terra battuta (un po infangato per l’occasione).

Qui in zona ci sono tantissime baite e rifugi aperti ai viandanti e a chi vuole trascorrere una giornata all’aria aperta, in molti potete trovare punti di bivacco muniti di stufe, bbq, panche e tavoli per il pic nic all’aria aperta. In tutti i luoghi vigono le stesse regole del buon senso:… lascia pulito, in ordine e non distruggere quello che non ti appartiene e sopratutto assicurati che il fuoco sia spento.Rigugio_LaguglioneNon c’è cosa più bella che iniziare la primavera e dare il benvenuto al sole con una bella grigliata (non me ne vogliano gli amici vegetariani/ vegani) in barba alle previsioni meteo che portavano acqua noi ci siamo incamminati con tutto il necessario per trascorrere una bellissima domenica in compagnia. Negli Zaini da escursionismo: carne, verdure, salse e condimenti, pane, vino e potrei continuare per altre due o tre righe ad elencarvi tutto quello che abbiamo portato con noi, con gli anni siamo diventati un gruppo collaudato e alla nostra tavola non manca mai nulla.

Ma come tutte le volte che torni da una grigliata, dopo aver mangiato ogni ben di dio, occorre rimettersi in riga e quale migliore occasione per preparare una zuppa di coste e patate con pizzoccheri; gli ingredienti sono gli stessi dei classici pizzoccheri valtellinesi: coste, patate, aglio, formaggio ma in una versione rivisitata e alleggerita per la tavola di tutti i giorni.

Come al solito appena ho detto a G… pizzoccheri si aspettava un bel teglione con tanto formaggio fumante e crosticina dorata invece ecco comparire questa zuppa densa e cremosa al punto giusto… che gli è piaciuta un sacco tanto da svuotare il pentolone in pochi minuti con ripetuti bis. Se amate il sapore dei pizzoccheri ma aimè non è possibile mangiarli spesso questa ricetta vegetariana farà sicuramente al caso vostro.

Orma la bella stagione è alle porte e queste sono le ultime zuppe prima di passare ai prodotti primaverili ed estivi… e sbizzarrirci con la fantasia e i colori a tavola.

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Ingredienti per 4 persone

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