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Melanzane ripiene con Tonno e Pomodori

Un altra settimana è iniziata e un altra ricetta di verdure ripiene compare sul mio foodblog, ma se dopo l’esperimento delle zucchine ripiene con cous cous e tonno questa volta vi lascio una ricetta super collaudata che è entrare nella mia routine culinaria, almeno una volta ogni 10 giorni le preparo sopratutto in questo periodo dove le melanzane di tutti i tipi abbondano nei supermercati.

Quando chiedo a G. come vuole le melanzane lui risponde solo in due maniere: polpette o melanzane e tonno. Si questo piatto è arrivato all’apice della scala gerarchica delle sue ricette con melanzane preferite.

Si preparano in pochissimi minuti, è più il tempo di cottura in forno che allunga la preparazione. Ma una volta farcite le melanzane da li a pochi minuti la casa si riempie di un magico profumo: di erbe aromatiche, di mare, di orto. Il sapore del ripieno insieme al guscio di melanzana crea un piatto speciale che invade la bocca e i sensi ad ogni morso. Se non ci credete provatele almeno una volta non vi sto raccontando frottole.

Gli ingredienti del ripieno sono tanti, ma si legano perfettamente insieme per dare ognuno il tocco di profumo e sapore al piatto e creare un secondo perfetto per le serate estive, per le cene rustiche con gli amici o da portare in una scampagnata perché anche gustate fredde sono buonissime, se vi avanzano (cosa che a casa mia non succede mai) il giorno dopo sono ancora più buone! Non vi resta che provarle e dirmi che ne pensate!

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Ingredienti per 4 persone

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Alici Ripiene Gratinate per un salto nei Ricordi

In Sicilia, da bambina, ho sempre dato per scontate tante cose, tanti avvenimenti e tanti modi di fare e vivere, poi crescendo e imparando cos’è il mondo fuori dalla mia cerchia chiamata famiglia, dai miei affetti e dalle persone che amo; ho compreso tante piccole cose e con la maturità (che mi sento vecchia ad usare questa parola su un post) ho scelto quali fare mie e quali no, quello che mi apparteneva/appartiene. Quando mi sono trasferita ho capito che le cose a cui sono stata abituata per tanti anni non erano più cosi scontate!

Tra le cose che fanno parte di me e della mia vita c’è il mare, quando per 30 anni (arrotondiamo per difetto questa cifra) è la prima cosa che vedi al mattino aprendo le finestre di casa ti riempie il cuore diventando parte di te e poi c’è il cibo sapete tutti quanto io sia legata alle mie tradizioni e alla cucina della mia isola, come la mia cultura influenza la mia alimentazione e le ricette che posto qui sul blog.

Sono cresciuta in un rione sul mare, fatto di pescatori e naviganti, vedendo il pesce arrivare a terra su piccole barche e da li sulla tavola di casa, senza passare dai grandi mercati. Ho conosciuto il profumo del pesce appena pescato, una fragranza tutta da scoprire. Gli anni sono passati, il tempo è passato, i pescatori non sono più li sulla spiaggia a scaricare il pesce appena pescato e io non vivo più sulla mia Isola, ne in un rione di pescatori.

Stretto di MessinaQui in oltre Po, nonostante il grande mercato del pesce di Milano a pochi km, il pesce non arriva spesso abbastanza fresco. Se volte comprare qualcosa di veramente fresco c’è la trota iridea, ma aimè io non riesco neanche a guardarla.

Il vero sapore del mare quello che mi riporta alla mente: l’infanzia, la spiaggia dei pescatori, il secchio con il pescato, sono le alici; potrei mangiarne a quintali ed ecco che tutta questa pappardella che ho appena scritto sulla mia vita in questi ultimi 30 e passa anni ci porta ad una cosa sola… una ricetta della mia terra.

Una ricetta povera fatta di cose semplici e di quotidianità… che spesso si trova sulle tavole dei siciliani: le alici ripiene gratinate. Questa ricetta realmente non doveva neanche essere postata, pensando fosse troppo banale ed ecco giusto le 4 foto scattate cosi di corsa ma solo dopo ho capito invece qual’era l’importanza di questa ricetta per me e per quello che sono.

Ho imparato a pulire le alici, a cucinarle e a gustarle sin da bambina, a casa dei miei nonni e dei miei non mancavano mai. Potrei mangiarne un quintale ad occhi chiusi semplicemente infarinate (nella semola rimacinata) e fritte! La ricetta che vi propongo è un po più elaborata, ma non preoccupatevi nulla di trascendentale.

Pane grattugiato, formaggio, olio, sale ecc ecc gli ingredienti di base di tutti i ripieni siciliani sia di carne che di pesce…. per renderlo ancora più speciale qualche cappero di salina (da non confondere con i cucunci), che esalta il sapore del pesce e una padella o una teglia da forno.alici (12)b

Ingredienti per 4 persone

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Polpette di Sarde al Sugo

Finita la prima parte delle feste natalizie, oggi è lunedì, abbiamo giusto qualche giorno per riprenderci dalle grandi mangiate e bevute tipiche del periodo. In Sicilia si sa le abbuffate durano praticamente per tutte le feste dal 24 dicembre al 6 gennaio, e quando arriva la befana qualunque prodotto alimentare inizia a stufare chiunque, magari.

Qui in Lombardia è tutto un po più contenuto, o almeno dove vivo io, anche quest’anno non sono tornata a casa a trascorrere le feste in riva al mare e al sole, ma mi sono dovuta accontentare della nebbia e sopratutto si fa per dire dello smog che attanaglia tutto il centro/nord. Per fortuna qui in Oltre Po un po di pioggerellina ogni tanto viene giù, non in grado di ripulire la città, ma almeno rinfresca l’aria e abbassa un po la polvere e il mio occhio piangione ringrazia vivamente.

In questi anni trascorsi nella provincia pavese, ho appreso le loro tradizioni, completamente diverse dalle mie, per il pranzo del 24 dicembre di magro: reginette ai funghi e baccalà fritto/ umido (mi raccomando non cercate le reginette al di fuori di questo periodo all’anno che non le trovate neanche se implorate in ginocchio il capo reparto del supermercato pagandole a prezzo dell’oro); per il giorno di natale il 25 dicembre ci si sposta sul grasso quindi sulla carne e allora: tortelli di brasato, brasato con polenta e cacciagioni varie in base alla zona e alla famiglia, tutti ottimi piatti ma non i miei piatti del cuore, mi pare scontato dirlo/scriverlo.

Per fortuna ci ha pensato mia cognata ad alzare la media degli omega 3 nella provincia pavese il giorno di natale con un menù prettamente terrone con: polpo, capesante, vongole e gamberoni, tutto favolosamente squisito.

Non so perché ma qui il pesce non attecchisce sulle tavole, passatemi il termine, al supermercato ci sono sempre le stesse cose: trota, salmone, polpo e gamberoni ogni tanto decongelati, anche in questo periodo dove il consumo dovrebbe essere altissimo. Poi quando arriva la casetta delle sarde freschissime o del latterino, restano li abbandonati, non considerata ed ecco che passo io implorando il pescivendolo di impacchettarmela cosi come si trova… delicatamente per non rovinarle, senza eviscerate (e già questo è stranissimo per questo luogo, dove mangiano sempre pesce con poche spine) e  con la livrea scintillante con il ghiaccio che si scioglie sotto i mega faretti del supermercato, come le star in passerella.

Eccomi allora a preparare l’ennesimo e adorato piatto terrone, la ricetta delle polpette di pesce come se fossi in Sicilia, per assaporare i profumi della mia terra anche quando è tanto lontana, in un periodo dell’anno dove i piatti tipici riempiono le tavole giorno dopo giorno, scandendo il passare delle feste e delle ricorrenze, tra le risate della famiglia e degli amici più cari.

Poi sapete che adoro le polpette, di qualunque cosa esse siano fatte e in qualunque modo esse siano cotte, e non potevo farmi scappare questa ricettina meravigliosa, tipica ed economica, fatta, come tutte le ricette povera, di cose semplice ma con tanto gusto che profuma la casa come in una friggitoria palermitana, il profumo del finocchietto e del pesce fritto, questa visione per qualcuno potrebbe essere disgustosa ma per me e per chi sa cosa significa è la benedizione del cibo di strada siciliano, fatto di arancini, focacce, cartocciate, pesce fritto, pane e panelle, pane ca’ meusa e mille altre ricette dell’isola.
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Ingredienti per 4 persone

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Tortini di Sarde e Patate

Ho una dipendenza! Il primo passo è ammettere di avere un problema! E io lo ammetto, ho una dipendenza da sarde (Sarda Sarda), si piccoli pesciolini azzurri, con squame traslucide e piccole spine fastidiose (per alcuni)! Pesce povero ma ricco di tutto quello che il nostro corpo ha bisogno, con un bassissimo contenuto di inquinanti presenti in mare, si perché questo è anche da tenere conto quando acquistiamo il nostro pesce, non solo le verdure e la carne sono a rischio ma anche, per colpa dell’uomo, il pesce.

Quando trovo le sarde al supermercato ne faccio sempre scorta, perché qualcosa di goloso da questo delizioso e maltrattato pesciolino uscirà sempre nella mia cucina. Così dopo tanti primi, ho preparato finalmente un secondo di pesce, e che secondo :) deliziosi tortini dal sapore ricco; Con un ripieno goloso che racchiudete allo stesso tempo il profumo del pane grattugiato (quello di casa fatto con la pasta madre) e la morbidezza delle fette di patate, che rendono questo piatto pieno e completo, non potevo mica dimenticarmi di un altra delle mie dipendenze: le patate (domenica ho fatto scorta dal contadino ne abbiamo preso un sacco da 10kg, vedremo quanto durano in dispensa).

Io l’ho servito con del semplice purè di patate (date anche le temperature non del tutto piacevoli di questi giorni in Lombardia) ma se preferite e la temperatura lo permette una bella insalata mista o di finocchi e arance alla siciliana, che si sposa a meraviglia con il pesce povero mediterraneo, legando insieme i sapori della mia amata, lontana, isola.

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Ingredienti per 4 persone

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Insalata con Tonno e Uova Ripiene

Con il gran caldo di questi giorni è tanto se mi sono messa in cucina a condire un insalata, io avrei mangiato solo gelato direttamente dalla vaschetta, sotto la bocchetta dell’aria condizionata/ ventilatore spalmata sul pavimento di marmo. Ma il gelato alla fine non sfama più di tanto e cosa peggiore fà ingrassare alla velocità della luce, può essere un confort food ma fino ad un certo punto aimè.

Poi quando qualcuno, G., si lagna che di sola insalata non si vive, occorre preparare qualcosa che contenta qualche proteina da mettere sotto i denti (il tonno solo non basta), che gli appaghi la fame. Ed ecco che una battuta di qualche giorno prima mi ha dato l’idea per un pranzo fresco (leggero dipende!!!): le uova ripiene… tra i suoi piatti preferiti; a differenza mia che invece di uova ne mangio giusto il necessario e anche meglio se ben nascoste nei vari cibi che preparo, tra l’altro non chiedetemi di fare le uova in camicia che non ho idea da dove si parta.

Ma lo confesso un morso ad un ovetto di questi l’ho dato anche io, un po perché le uova erano fresche fresche e BIO, un po perché ero curiosa di assaggiare come erano venute: “Si lo confesso, non ho mai fatto le uova ripiene in vita mia”, ne ho viste tante in giro: con gelatina e cose strane, gamberetti, tonno e chi più ne ha più ne metta anche una versione al cioccolato, ma non mangiandole non ho mai avuto lo sfizio di farle in casa. Per fortuna (shhhhhhhhhhhh) il risultato è stato gradito, all’esclamazione “Sono buone!!!!!” ho tirato un sospiro di sollievo, potevo mica scatenare una guerra di palati? Non so se vi è mai capitato di cucinare qualcosa e presentarla in tavola e sentirsi dire “Ma mia mamma lo fa diversamente!”. In automatico si crea una selezione naturale sulle cose che potete cucinare e quelle che invece è meglio lasciar fare ad altri: ci sono i piatti della suocera, quelli della nonna e quelli che faccio io; ognuno con il suo tocco e il suo stile. Se trovate qualche ricetta di agnello su questo foodblog state sicuri che non è farina del mio sacco (so che dall’altra isola si stanno già facendo 4 risate leggendo questo post!!!!)

Per me poi le uova ripiene sono un piatto degli anni’80, di quando ero una bambina e la cucina era un mito per grandi, ai fornelli non mi ci potevo avvicinare e questi piatti comparivano durante le feste o le ricorrenze importanti, ben disposti su grandi piatti da portata, conservati gelosamente nella credenza del salone, dove noi piccoli non potevamo arrivare a far danno.

Poi per forza di cose quegli anni sono passati, le riviste hanno cambiato i menù e anche dalla tavola di famiglia sono sparite ora mi torno in mente l’insalata russa e tonno a forma di pesce che faceva sempre mia nonna: l’olivo nero come occhio, le squame rondelle di carote, cetrioli e patate ecc … per ritornare a perseguitarmi, si fa per dire, nel nuovo secolo.

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Ingredienti per 2 persone

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Braciole con le Sarde alla Messinese

Avete mai mangiato le braciole alla messinese??? Noooo, non sapete cosa vi perdete (cliccate qui)…..  non preoccupatevi se sentite chiamarle braciole e non vedete in giro foto di braciole di maiale, perché stiamo parlando tutt’altra ricetta: involtini ripieni tipici della mia città.

A Messina le braciole sono storia, un piatto tipico che si tramanda di generazioni in generazioni, ogni messinese sa mugghiare le braciole; per me era un rito sedermi al tavolo della cucina con mia madre o mia zia M. a preparare le braciole alla messinese, non ci si sporca le mani solo per pochi spiedini, a casa mia dai 12 spiedi in su, e in base alle dimensioni delle fettine di carne dalle 6 alle 10 braciole per spiedo, fate un po voi i conti, c’è chi li fà enormi chi minuscole che non occorre tagliarle.

Pane grattugiato, formaggio grattugiato, olio, sale, pepe… sono gli ingredienti base della ricetta, poi ogni famiglia aggiunge i suoi ingredienti in base ai gusti e al periodo: burro, scorza di limone, erbette, formaggio fuso, pecorino o pepato, panatura esterna.

Ma le braciole alla messinese non sono solo di carne… lo potete fare di qualunque cosa voi vogliate: verdure, pollo, maiale, salumi, pesce; io li ho preparati con le sarde, si si con le sarde, non sono però le sarde a beccafico tipiche della cucina siciliana, ma delle vere braciole con le sarde alla messinese; un pò meno ricche, di gusto e di ingredienti ma altrettanto buone, dove resta vivo il sapore della sarda fresca appena pescata, che si sposa benissimo con il ripieno saporito ma che lascia trapelare il resto.

Potete scegliere voi come cucinarle: in forno, al bbq o sulla griglia di ghisa; in tutte le possibili varianti diventano buonissime non vi resterà che preparare una deliziosa e fresca insalatina per accompagnarle.

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Moscardini alla Pizzaiola

Qualche ore tra gli scaffali di un grande supermercato una volta la settimana può essere la rovina … il carrello si riempie a dismisura… di tutti gli ingredienti che solitamente sono difficili da trovare nei piccoli negozi vicino casa… ed avendo anche una delle poche pescherie fornite della zona,  si fà incetta di pesce / molluschi/ crostacei almeno per due pasti.

Questa volta però è andata male… di pesce pescato molto poco, di pesce di allevamento qualcosa… e di pesce di lago tanto… ma io quello neanche so come si cucina e la faccia devo dire la verità non mi spirava proprio… quindi accontentiamoci, si fà per dire, dei simpatici moscardini che sembrano essere pescati da poco e ancora con un bel colorito.

Ci si possono preparare sia primi che secondi, ideali per le zuppe di pesce, ma anche a spezzatino con le verdure hanno un loro perché! Cosi mentre li pulivo (dal becco e dalle interiora) pensavo a come poterli preparare, ed ecco che la lampadina si è accesa: alla pizzaiola (quella di carne non la mangio da secoli) con le patate e tanto profumatissimo origano.

Voi che ne dite? Come li cucinate i moscardini???

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Filetti di Pesce Spatola Panati

Vivere in Sicilia ha tanti vantaggi, oltre al sole e al mare meraviglioso, c’è quello di poter gustare sempre pesce freschissimo a prezzi contenuti, che in altri luoghi neanche conoscono o apprezzano. Un esempio è il pesce spatola o pesce nastro, un pesce nastriforme dal volto brutto e pauroso con lunghi denti, che qui nello Stretto è pescato e consumato in gran quantità, da qualche tempo è comparso anche sui banchi ittici di molte grandi città, ma molti ancora non conoscono le sue grandi potenzialità.

Oggi voglio mostrarvi una ricetta tipica della mia città, molto semplice quasi banale, ma veramente deliziosa adatta a grandi e piccini e dal costo veramente modico, in tempi di crisi occorre fare tante rinunce ma vi assicuro che con questo piatto spenderete veramente poco gustando del freschissimo pesce.

E poi chi, oltre me, sarebbe capace di dire no ad una cotoletta panata???? State certi che questo secondo piatto di pesce diventerà apprezzatissimo in casa e con lo stesso pesce potete preparare anche gli involtini classici o con le zucchine e tante altre ricette.Spatola panata (13)b

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