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Spaghetti all’Amatriciana

Come vi avevo scritto qualche giorno fa (qui) ecco un piatto, un nome, una garanzia! Una pasta che porta il nome di un luogo bellissimo: Amatrice in provincia di Rieti, di cui sfortunatamente ben poco è rimasto, dopo quel 24 agosto di cui tutti abbiamo memoria e dei mesi a seguire, ma a maggior ragione occorre ricordare questo angolo d’Italia tanto bello e a maggior ragione questo piatto come la storia vuole.

Gli spaghetti (e non bucatini) all’amatriciana o alla matriciana è un piatto di pasta nato moltissimi anni fa dalle mani dei pastori della zona che avevano a disposizione questi 3 semplici ingredienti: guanciale, pomodoro e pecorino e un pizzico di peperoncino, l’origine di questo meraviglioso sugo si deve all’evoluzione di un altro piatto famosissimo nel Lazio molto più antico la Gricia, altrettanto buono e apprezzato.

Per anni l’ho sempre preparata come la faceva mia nonna, come la prepara mia madre e mia suocera e come sicuramente anche qualcuno di voi, con la cipolla e la pancetta, sbagliando! Qualche chef famoso, tempo fa, l’ha proposta con l’aglio ed ecco che è nato un polverone mediatico fino a raggiungere le pagine dei giornali. Non mi sono mai postata la domanda come si prepara la vera amatriciana perché per me la ricetta era quella!

Solo da poco ho scoperto che la vera pasta all’amatriciana non ha ne uno e ne l’altro e sopratutto non si usa la pancetta (pancia del maiale) bensì il GUANCIALE (guancia), indispensabile per ottenere il suo sapore unico: dolce e delicato. Chiedo scusa per i miei errori culinari a chi questo piatto ha creato anni addietro, ma vi assicuro che trovare la vera ricetta è stato alquanto difficile, il web è una fonte di informazioni ma non sempre sono corrette, è vero che esistono infinite varianti, partiamo dal formato di pasta: spaghetti, bucatini o rigatoni? poi c’è chi usa la pancetta, c’è chi aggiunge vino, chi cipolla o aglio, chi pepe nero al posto del peperoncino e ancora olio evo o strutto e tutti la chiamiamo amatriciana.

Amo le tradizioni è cosi prima di scrivere questo post ho cercato il maggior numero di informazioni possibili e spero di esserci riuscita. Fatto sta che da quando ho provato per la prima volta questa versione di spaghetti all’amatriciana, non sono più tornata indietro: addio cipolla e pancetta… che poi detto tra noi questa versione è cosi veloce da preparare che anche nelle cene improvvisate con amici si gusta più che volentieri. Dimenticavo… il pane per la scarpetta e d’obbligo!!!!

Voi come la preparate la vostra pasta all’amatriciana? Seguite la tradizione laziale????

amatriciana (13)bIngredienti per 4 persone

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Tagliatelle Guanciale e Funghi Porcini e una giornata alle Terme

Eccomi di nuovo qui con voi…. Mi sono presa un attimo di pausa dalla vita di tutti i giorni per passare del tempo con G, lontano da casa, dalla routine e dagli impegni… Abbiamo scelto come meta un luogo, non tanto lontano da casa, ma veramente fantastico: le rive del bellissimo Lago di Garda per l’esattezza Sirmione; il nostro programma di viaggio era prima di tutto all’insegna della parola RELAX.

Un giornata alle Terme Aquaria o più conosciute come Terme di Sirmione.  Vasche interne ed esterne di acqua calda naturale di origine sulfurea (37°C), bagni di vapore e saune alle diverse temperature, percorso vascolare, docce emozionali, argillarium, stanza del sale, della musica, del giorno e della notte … tutto questo in una parola rigenerante! Siete liberi di girare tra le vasche (interne ed esterne) e la SPA come meglio crediate passando da un luogo all’altro o scegliere di fare uno dei tanti circuiti proposti gratuitamente o di farvi coccolare con massaggi mirati (da prenotare). Le terme vi forniscono tutto il necessario: accappatoio, telo, cuffia, bagnoschiuma per la doccia, creme e asciugacapelli; voi dovrete solo portare costume (sceglietene uno semplice, senza inserti in metallo e magari scuro se non volete che l’acqua sulfurea lo rovini) e ciabattine di gomma. All’ingresso vi viene dato un bracciale/orologio elettronico che vi permetterà di accedere ad un guardaroba Hi-tec: dovrete inserire i vestiti, scarpe e borse in una sacca in dotazione, inserirla in un nastro girevole che lo manderà al deposito, quando dovrete prendere qualcosa basta passare il vostro bracciale sul lettore e la vostra sacca in pochi minuti può essere ritirata; questo bracciale vi servirà per registrare gli acquisti fatti al bar interno (dove potete tranquillamente pranzare vista lago e con prezzi onesti) che salderete poi all’uscita. Ricordate prima di entrare in vasca di togliere gioielli in argento o metallo non prezioso, lo zolfo contenuto nell’acqua li rovinerà, solo l’oro è esente da tale reazione.

Per ripulire i gioielli in argento o altro materiale anneriti dalla reazione chimica con lo zolfo ho trovato, su internet, un valido rimedio. Prendete un contenitore di vetro/pirex abbastanza capiente per contenere i vostri averi, rivestitelo con un foglio di alluminio da cucina e cospargete un pugno di sale grosso/fine. Disponete i gioielli sul fondo a contatto con l’alluminio e versate dell’acqua calda. Questa reazione chimica si chiama pila chimica, è un ossido-riduzione: l’argento perde l’ossido trasferendolo all’alluminio che a sua volta risulterà opaco.

Non ero mai stata alle terme fino ad ora, confesso che all’inizio ero scettica, ne sono rimasta entusiasta; dopo quasi 5 ore nell’acqua calda alternata da bagni di vapore e idromassaggi vari, nuotate all’esterno e percorsi vascolari mi sono sentita una persona nuova, una pelle liscissima e con meno strascichi dell’influenza e sopratutto rilassata. Vi consiglio vivamente di provare almeno una volta nella vita, io non vedo l’ora di tornarci, (se volete vi spiego come risparmiare nell’acquisto del biglietto di ingresso); Se avete la possibilità optate per un giorno infrasettimanale, sicuramente meno frequentato e più silenzioso, cosi da potervi godere al top le terme.

Abbiamo concluso la serata con aperitivo e cena in riva al lago, un giro per il magnifico borgo prima di andare a dormire in un carinissimo appartamento dentro le mura; per due giorni abbiamo fatto i turisti armati di macchina fotografica, passeggiando per le piccole vie completamente ristrutturate, i moli e i parchi gustando gli scorci che questo posto ci ha regalato.IMG_5756bNoi ci definiamo eterni girovaghi, amiamo scoprire le meraviglie della nostra Italia cosi prima di tornare a casa abbiamo deciso di fare un altra tappa: un giro per le vie di Cremona, non conoscevo questa piccola città, non tanto distante da dove viviamo, ne sono rimasta estasiata, oltre ad essere ordinata e graziosa nasconde tra le sue vie tantissime meravigliose botteghe di pasticceria, di sartoria e di mastri liutai. A differenza di tutti i centri storici ormai colonizzati dalle grandi marche qui si trovano ancora i negozi di una volta con deliziose vetrine arricchite da articoli vintage, magnifici dolci e delizie di ogni tipo;  siamo riamasti affascinati dal magnifico Duomo, con la torre e il suo battistero. Sfortunatamente il sole stava per tramontare, e il museo dei violini era ormai prossimo alla chiusura, ora di tornare verso casa ma sicuramente presto torneremo per scoprire nuove meraviglie di questa nostra terra.

IMG_5799bTorniamo in cucina …. Da qualche settimana ho trovato al supermercato il guanciale,  nonostante sia un prodotto italiano tra i più buoni trovarlo non è semplice. Guanciale = spaghetti all’amatriciana. Si! Spaghetti avete letto bene, la vera ricetta non è a base di bucatini come invece in molti sono convinti, compresa io fino a qualche giorno fa, (spero di postarvela mostrare a breve) ma con gli spaghetti, niente aglio ne cipolla (ecco altro punto dolente e una diatriba lunga secoli) solo 3 ingredienti per gustarne un piatto sapore morbido e delicato, molto diverso dalla ricetta preparata con la pancetta.

La ricetta che vi lascio è molto semplice, ma buona da impazzire, uno di quei piatti con cui fare il bis e magari dare una ripulita al piatto con un buon pezzo di pane fatto in casa. Sicuramente qualcuno avrà da criticare gli ingredienti come giù è capitato in passato, ma questo blog è fatto di ricette casalinghe. La mia cucina è per persone come me che devono far conciliare gli impegni, i figli (o nipoti), il lavoro e la casa… senza però dimenticarsi il sapore del buon cibo.

Non ci resta che mettere sul fuoco la pentola per la pasta e la padella per il sugo e in pochi minuti tutta la famiglia sarà a tavola per gustare un piatto buono e saporito che potrete riproporre in tante occasioni da un pranzo della domenica ad una cena dell’ultimo minuto con amici. Ho usato delle tagliatelle fatte in casa, ma potete tranquillamente usare quelle del supermercato fresche o secche o qualunque altro tipo di pasta preferite, questo sugo si sposerà comunque benissimo.

tagliatelle guanciale e porcini (18)bIngredienti per 4 persone

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Tagliatelle all’uovo con Ragù alla Bolognese

Quando io e mio fratello eravamo piccoli, mia madre lavorava molto e per tutta la settimana, ma nonostante questo il cibo preparato in casa c’era sempre, molte delle cose che ho imparato a cucinare hanno il suo zampino: ricette semplici, zuppe e sughi per condire la pasta di tutti i giorni da fare in pochi minuti.

La domenica e nelle feste, invece era tutta un altra storia, come in tutte le famiglie italiane, si preparavano i piatti speciali, quelli che richiedono più tempo, come le lasagne o i cannelloni al sugo (non li mangio da secoli), indispensabile per preparare questi piatti era mettere sul fuoco per tempo il ragù di carne alla bolognese da far cuocere per ore e ore. 

Il mio ricordo di infanzia è un pentolone colmo con il coperchio semi aperto che bolliva bolliva bolliva…, ogni tanto bisognava andare a girarlo (un operazione che chiunque passasse in cucina faceva in automatico), guardare a che punto era arrivata la cottura e eventualmente correggere il tiro in corso d’opera. Il profumo inebriava la casa per tutto il giorno e poi da quel pentolone spuntava fuori il pranzo della domenica da gustare tutti insieme.

Oggi, dopo molti anni, anche per me fare il ragù alla bolognese è diventato un rito importante che sa di casa, insieme al sugo che cuoce lento per ore e ore, non deve mancare mai la pasta fresca all’uovo, che essa sia tagliatella o lasagna; il profumo del sugo sul fuoco è indispensabile per rendere un giorno speciale la domenica e le feste come il Natale e la Pasqua. Sogno di poterlo cucinare in una grande pentola di ghisa, con il suo coperchio pesante, che spero presto di acquistare.

Il ragù alla bolognese che cuoce mi porta alla mente tanti ricordi come un turbinio di emozioni. Quel profumo che quando lo senti sai già cos’è, che gusto ha e come è fatto; che non ha bisogno di presentazioni ne convenevoli. Nonostante lo prepari con gli stessi ingredienti, con la sua ricetta lo prepari con cura e con amore, con amore lo assaggi e lo mescoli aggiungendo un pizzico di sale e magari una punta di noce moscata non avrà mai però il sapore di quello della mamma.

Una cosa che ho preso da mia madre e comunque dalle donne del sud: le quantità, il cibo non deve mai mancare e quando le cose sono buone si mangiano ancora più volentieri, cosi quando metto sul fuoco il pentolone di ragù alla bolognese come minimo ci mangiamo in 1000…, no scherzo ma almeno in 10 sicuro! La pasta deve essere ben condita, la scarpetta finale per ripulire il tutto è come un rito.Tranquilli non mangiamo ragù alla bolognese per 7 giorni di fila, con quello che avanza poi preparo le mie porzioni da 2 (130-150g) e le surgelo per quando non so cosa cucinare o suona alla porta un ospite inatteso, fanno sempre comodo.

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Ingredienti per 6 persone

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Polenta Rossa del Ticino e Salsiccia

Quando arriva l’inverno ecco comparire nel menù di casa la polenta, noi la mangiamo sempre volentieri sia semplicissima al pomodoro (come la preparava la nonna di G.), con i funghi, il gorgonzola e con sughi più elaborati come in questo caso.

Anche i muri sanno che non è un piatto tipico siciliano, ma almeno una volta l’anno da bambina compariva sulla tavola della domenica, non avevamo paiolo di rame e tanto meno la cultura di stare a mescolare per un ora, quindi usavamo quella precotta; a quel tempo c’era un solo tipo di farina per polenta istantanea, ma per me il risultato era più che eccellente, un piatto che non mangiavamo tutti i giorni. Mia madre la preparava (l’ha fatta anche lei in settimana!) con questo stesso sugo che a noi piace tanto.

Una volta entrata nel mondo del food blog e conoscendo virtualmente cucine di tutti gli angoli d’Italia ho scoperto i tantissimi tipi di polenta: gialla, integrale, bianca, taragna, saracena ecc ecc. Quando sono arrivata al nord ho imparato (passatemi il termine) a cucinare la vera polenta, non sarò mai come una massaia lombarda a girare la polenta nel paiolo di rame sul fuoco vivo del camino con il mestolo di legno per un ora, ma me la cavo.

Qualche tempo fa andando al mulino a comprare le farine per il pane e la pizza a Pavia ho scoperto che nella nostra zona la polenta tipica è quella rossa del Ticino, poco conosciuta e difficile da reperire fuori dalla zona, sono poche le aziende agricole che la coltivano e si trova solo in alcuni negozi di nicchia o direttamente al mulino che la macina;

Non sono un esperta di polenta ma dopo averne provate alcune sono tornata a comprare questa,  la trovo molto saporita e cremosa (come piace a me!), perfetta per accostarla con tanti sughi diversi e da mangiare semplicemente come pane quando ne avanza un po.polenta e salsiccia (3)b

 Ingredienti per 4 persone

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Radiatori con Salsiccia e Verza al Finocchietto

Eccomi, buon 2017! Si lo so sono passati ormai 10 giorni da capodanno. Ma io sono quella che arriva sempre in ritardo a tutto, non sono sparita, non ero al sole a godermi il caldo ne in montagna a godermi la neve, bensì a letto con l’influenza che non mi ha mollato per più di una settimana, come credo almeno una buona parte degli italiani. Dal 29/12 febbre alta, sinusite, tosse e vi risparmio il resto…

Ancora a distanza di tempo porto strascichi fastidiosi…. un orecchio non ha voglia di sturarsi e non ci sento e il mio olfatto e moltooooo attenuato o meglio funziona a momenti: di punto in bianco sento tutte le puzze del mondo e poi spariscono. Ho le allucinazioni???? Nonostante io non abbia cosi tanta fame (ma non mi spiego come nonostante il digiuno forzato ho messo su qualche altro kg) dobbiamo pur mangiare…

Sabato siamo andati a fare la spesa dal contadino, le dimensioni delle verdure sono sempre XXL, la verza come i cavolfiori raggiungono dimensioni spaventose e per questo ne basta una per cucinarci tantissime ricette. Solitamente acquistiamo la verza chiara, quella liscia esternamente e dal torsolo duro ma piacevole anche crudo, da poter preparare in insalata o cotta.

Di solito con metà preparo l’insalata tagliata praticamente a velo e aggiungendo le alici sott’olio a pezzettini e un buon quantitativo di aceto, nel mio caso balsamico o presunto tale e giusto un pizzico di sale.

Quando arrivi alla terza insalata, e fuori si gela, non ne puoi più ma devi consumare la povera verza prima che annerisca e non sia più buona da mangiare. Ecco una volta affetta abbiamo l’imbarazzo della scelta per preparare tantissime ricette: risotto, pasta, pizzoccheri, zuppa… ad ognuno la sua variante.

Oggi è il turno della pasta… una semplice pasta asciutta ma molto molto golosa. Si prepara in pochi minuti e il successo arriva da solo. G. ha apprezzato e per questo sicuramente la ri proporrò a tavola durante quest’inverno. Magari accoppiandola con una buona pasta fresca fatta in casa.pasta_salsiccia_verza-22bIngredienti per 4 persone

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Zuppa di Farro e Fagioli Toscana

Fuori il termometro è vicino allo zero! La nebbia ormai è li da giorni, non si vede un raggio di sole da più di una settimana… La voglia di mettere il naso fuori di casa è pari al nulla. Il tempo perfetto per godersi il divano con una morbida coperta, il profumo delle candele accese che sanno di buono e magari una bella tisana bollente tra le mani da sorseggiare guardando un film o leggendo un po

In vista delle feste natalizie sto tentando di tenere un alimentazione abbastanza regolare e sana, senza troppi eccessi per poi non doversi pentire di quello che si metterà in pancia il giorno di Natale e anche grazie a questo freddo la cosa di cui più ho voglia sono le zuppe! Di legumi, di verdure, minestrone, paste brodose qualunque cosa sia calda fumante e che emani calore in casa ne abbiamo tantissime varianti con la pasta da mangiare in estate o in inverno.

Ma per rendere speciale una zuppa, per dargli quella marcia in più indispensabile per affrontare le giornate, ho la ricetta che fa al caso mio… per preparare una deliziosa zuppa di farro e fagioli toscana… un piatto veramente semplice e da preparare e servire o lasciare li e mangiarlo riposato, arricchita, per chi ne ha voglia, da pancetta o lardo che la rendono unica e speciale. Il suo sapore pieno intenso la rende unica, perfetta per questa stagione, è ideale come piatto unico, perché riscalda sia il cuore che la pancia.

Sono stata in Toscana quest’estate, in campeggio ma non era certo il periodo giusto per gustare una zuppa ma non mi sono fatta scappare i loro sapori e i loro profumi inconfondibili, anche se non apprezzo la carne una bistecchina non me la sono fatta scappare. Il parlare della gente, i colori della natura.. una terra bellissima della nostra Italia. Presto vorrei tornarci magari per godermi oltre alle città e alle spiagge di sabbia finissima anche le colline e magari un buon piatto di ribollita accompagnata da un bicchiere di vino.

Se avete qualche minuto durante il w.e. potete preparane una dose doppia sicuramente un valido aiuto in cucina è la crock pot quando prepariamo pietanze a cottura lenta e surgelarla, come faccio io, cosi da poterla gustare nuovamente senza dover ai fornelli per un ora quando ne avrete di nuovo voglia.

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Ingredienti per 4 persone

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Anelletti al Forno con Broccoli e Provola dei Nebrodi

Da bambina sono cresciuta con le ricette tipiche della mia terra, su questo blog ne trovate molte… alcune rispecchiano la tradizione per filo e per segno altre un po meno e rispecchiano più il gusto di casa mia e i sapori della mia infanzia. Da quando vivo al nord continuo imperterrita a cucinare quello che preparavo a casa dei miei e con mia grande gioia G. apprezza parecchio questi sapori rustici.

In alcuni supermercati è facile fare acquisti siculi, in altri un po meno, in questo mi aiuta il mercato rionale della domenica, dove su alcuni banchi si trova il pane e le orecchiette di grano arso pugliesi, l’nduja e le olive piccanti calabresi, le sarde sicule ed ecco comparire un pacco di anelletti, si li tra i tanti prodotti del sud un pacco di pasta  deve essere immancabilmente mio! 1 kg di favolosi anelletti siculi, se mi avessero dato una pepita d’oro o un diamante forse non sarei stata cosi contenta, anche se è solo un banalissimo pacco di pasta, per me è una di quelle cose che mi tiene legata alla mai terra di origine.

Con un 1kg di anelletti vi assicuro ci mangia un reggimento, come con tutta quella pasta che va gratinata, ne basta veramente poca perchè ad essa aggiungiamo sempre tanti ingredienti più o meno elaborati. Dopo aver preparato tante volte gli anelletti palermitani classici, quelli con il cavolfiore e altri ancora, ho decido di mettere in tavola qualcosa di diverso, sfizioso ma allo stesso tempo che fa parte della cucina povera contadina, con ingredienti che spesso vengono snobbati cosi ho preparato gli Anelletti al forno con broccoli e provola dei Nebrodi.

Ho scelto di preparare una pasta con i broccoli un piatto super goloso con il broccolo verde,  si quello che una volta lesso puzza come non mai e impesta una casa per ore e ore, che quasi anche i vicini scappano per non sentire… no scherzo! Ho scoperto che per cucinarlo senza far puzzare la casa basta non mettere il coperchio sulla pentola che bolle… non chiedetemi il motivo io ho provato e devo dire che il puzzo è un po meno intenso,

La Sicilia è un territorio molto vasto e che presenta tantissimi ambienti, non vi è solo il mare e le bellissime coste ma anche vere e proprie catene montuose: i Nebrodi, le Madonie e i Peloritani. Sui Nebrodi si allevano cavalli, suini neri tipici della zona e si producono salumi e formaggi, meno noti di quelli del nord Italia, ma buonissimi e molti dei quali fatti ancora artigianalmente come una volta. Uno di questi formaggi è la provala dei Nebrodi un grosso caciocavallo di latte vaccino dalla pasta compatta. La caratteristica di questa provola è la stagionatura: durante la sua vita cambia oltre al sapore/colore anche l’aspetto, man mano che si stagiona inizia a sfogliarsi, prima con piccole crepe nella pasta e poi diventa come una cipolla: potete staccare strato dopo strato senza romperne la struttura. E’ una caratteristica di questo formaggio che viene chiamato anche provola sfoglia.

Io la amo fresca, con la sua pasta compatta e delicata da mangiare a dadini negli aperitivi o per condire le insalate di pasta, ma anche appena stagionata quando inizia a diventare saporita quasi piccantina. Una volta che la stagionatura ha preso il via diventa un ottimo formaggio da grattugiare per preparare i ripieni tipici siciliani e non potevo non usarla in questa teglia di anelletti al forno con i broccoli.

Se vi capita di trovarla prendetene un pezzetto e vedrete come ogni giorno cambia sapore e consistenza e scegliete il vostro grado di stagionatura preferito.anelletti-broccoli-52b

Ingredienti per 6 persone

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Ragù misto con Zucchine

Una cosa a cui non mi sono mai abituata da quando vivo in Lombardia il fare la spesa al centro commerciale. All’inizio si era bello, ne ero affascinata, tanti ingredienti, supermercato immenso, potevi acquistare tutto in unico posto senza uscire pazza: sali e scendi dalla macchina, trova parcheggio, il traffico ecc ecc. ma a lungo andare ho capito che questa comodità alla fine non risolveva comunque il problema.

Ecco svelato l’arcano: se hai la comodità non sempre hai la qualità o la freschezza o il giusto prezzo. E allora ecco che inizi a scartare gli ingredienti: verdure no! carne no! pesce men che meno!… e torni ad acquistare come quando andavi nel piccolo supermercato dietro casa della mia città natale e a dover andare dal fruttivendolo, dal macellaio e dal pescivendolo.

Cosi il sabato o la domenica ci armiamo di buona volontà e andiamo a fare i nostri giri di acquisti: dal contadino in azienda agricola o al mercato rionale sotto casa da un contadino locale. Torno a casa con cosi tante cose che spesso e volentieri il frigo non mi si chiude neanche. Questa volta scorta tra zucchine, melanzane e peperoni … ormai gli ultimi raccolti e l’inizio dei prodotti invernali… erbette, broccoli, verze e cavolfiori. Per il vino andiamo direttamente in una cantina sulle colline a scegliere quello che vogliamo, se vi interessa bere qualcosa scrivetemi che vi suggerisco qualche buona cantina della zona…. e per il resto???

Finalmente dopo tanti parrucchieri (15 solo nel centro storico) e bar (4 solo nei 100mt sotto la mia finestra) era ora che anche in questo posto aprisse una macelleria. SI una vera macelleria, con un macellaio, che conosce e sa tagliare la carne e che vende prodotti di origine italiana di razza piemontese. Cosi eccomi pronta a fare la spesa e a poter interagire con una persona in carne e ossa: “Buongiorno, mi serve del macinato per preparare un bel ragù, me lo dia un po grassoccio…!” eccolo allora pronto a macinare al momento la carne che mi occorre, mescolando grasso e magro e aggiungendo un pezzetto di maiale per rendere il tutto ancora più succoso, ripassato due volte per avere una grana abbastanza fine. Finalmente un macellaio che non ti chiede “Signora la vuole sceltissima per il sugo…. ?” e non lamentatevi poi se il vostro sugo non sa di niente o la carne è troppo dura…. se gli avete fatto togliere tutto quello che la rendeva morbida e tenera. E sopratutto scegliete la carne giusta per la cottura giusta… non ci puoi fare il bollito o lo spezzatino con pezzi da cottura veloce senza grasso.

Torno a casa, metto sul fuoco il mio soffritto con carota, cipolla e sedano ed ecco che inizio a preparare il mio sugo, ma in corso d’opera il profumo erano cosi inebriante che ho abbandonato l’idea della salsa di pomodoro in favore di qualcosa di più delicato, saporito e goloso allo stesso tempo. Un ragù bianco con le zucchine, si una cosa semplice ma buonissima che a G. (grande consumatore di sugo rosso) nonostante l’assenza del pomodoro è piaciuta tantissimo.

Per accompagnare un buono sugo, a questo punto, dobbiamo preparare una buona pasta, 30 minuti ed ecco che anche la pasta all’uovo (con uova di galline felici) è li ad asciugare, noi siamo in due ma ne preparo sempre il doppio cosi una volta asciutta la surgelo per i giorni che ho meno tempo a disposizione per stare ai fornelli ma comunque portare in tavola qualcosa di buono da accompagnare con sughi più o meno semplici.

Non mi resta che augurarvi una buona settimana…. e tante buone ricette da mettere in tavola.

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Ingredienti per 4 persone

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