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Lasagne al pesto con mozzarella

Lasagne al Pesto con Mozzarella

Quintali di pesto genovese vagano ogni anno nel mio frizzer, le scorte per l’inverno, con i pinoli e con le mandorle, e con l’inizio della primavera è il momento giusto per preparare le Lasagne al Pesto con Mozzarella  ideale da mangiare tiepido o direttamente a temperatura ambiente.

Le Lasagne al pesto con mozzarella a casa mia non mancano mai: li abbiamo preparate per la cena della vigilia di Natale a Roma con mia cognata, le preparo per le cene con gli amici (se tra di loro poi c’è qualche vegetariano sono il top) e sicuramente le preparerò per il nostro Lunedì di Pasqua. Il giorno che da che mondo e mondo si dedica alle scampagnate fuori porta, alle gite con gli amici o alle semplici grigliate. Per un messinese le ricette che non devono mancare sono tante: Salsiccia al finocchietto, braciole alla messinese, insalata di finocchi e arance, bianco e nero, ma anche pani di cena e cuddure. I primi piatti possono variare dall’insalata di riso, la pasta caciata di cui presto voglio parlarvi fino ad arrivare agli anelletti al forno alla palermitana nelle versioni più disparate. Io oggi voglio allargare la tradizione e proporvi questa ricetta per il lunedì di Pasqua le Lasagne al pesto con mozzarella.

Preparara la pasta all’uovo in casa e usarla nelle lasagne è ovviamente tutta un altra cosa: che esse siano alla bolognese, con il pesto o con le verdure. Se siete abili con il mattarello allora il gioco sarà semplice viceversa se come me il mattarello sono più le volte che ve lo date sui piedi vi consiglio prima di cimentarvi nella preparazione della pasta fresca in genere e delle lasagne nello specifico di acquistare una macchinetta sfogliatrice, ormai si trovano ovunque a pochi euro; la mia è la Marcato Classic Atlas 150, la ho da tantissimi anni e non la cambierei con niente al mondo, non occorre prendere quelle con il motorino elettrico, tranne se non siete un pastificio o una famiglia da 20 persone, girare una manovella per un paio di volte non vi farà certo andare in calo di zuccheri.

Naturalmente la lasagna come tutte le paste gratinate più riposa più buona è una volta cotta la lascio raffreddare le Lasagne al Pesto con Mozzarella e poi in frigo fino all’ora dovuta. Pochi minuti di forno a 130-150°C (o direttamente poggiando la teglia sul bbq con le braci roventi) per far fondere nuovamente la mozzarella ma lasciare il resto compatto ed ecco un magnifico pranzo per il lunedì di Pasqua è servito.

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Ingredienti per 8 persone

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Gnocchi di patate con pancetta e rucola avvolti da crema di crescenza

Gnocchi di Patate con Pancetta e Rucola

In casa le patate non mancano mai, le usiamo in tantissime preparazioni come gli gnocchi; ho pensato di sperimentare e di preparare gli gnocchi di patate con pancetta e rucola, un piatto forse apparentemente non adatto alla stagione invernale, ma che potrebbe essere senza dubbio perfetto per la primavera che tanto sto sognando (non ci posso fare nulla ma io all’inverno in pianura padana non riesco ad abituarmici).

Naturalmente preparare gli gnocchi di patate con pancetta e rucola è molto semplice, gli ingredienti necessari sono veramente pochi e se avete poco tempo potete utilizzare degli gnocchi confezionati o del pastificio, l’importate che siano di buona qualità e con un alto contenuto di patate (e non di farina), quindi vi consiglio sempre di leggere attentamente le etichette prima di metterli nel carrello della spesa.

Ho scelto di avvolgerli in una deliziosa crema al formaggio preparata con crescenza, parmigiano e pecorino, che rende il piatto delicato ma allo stesso tempo con la giusta sapidità. G. ha molto apprezzato tanto da chiederne un doppio bis, e come dargli torto. E chissà che tra qualche giorno non li riproponga nuovamente a tavola creando una nuova variante, magari questa volta adatta anche ai vegetariani.

Ingredienti per 4 persone

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Riso con Verza e Patate la ricetta della Pianura Padana

Riso con Verza e Patate la ricetta della Pianura Padana

Il Riso con Verza e Patate è un piatto povero della cucina del nord italia. Sicuramente un piatto che spazia per tutta la pianura padana dove la coltivazione di questi ingredienti  è abbondate e da secoli da sostentamento alle famiglie.

La minestra di Riso con Verza e Patate è un piatto che anche io, da quando vivo al nord, preparo spesso durante l’inverno, una variante simile la trovate in questa ricetta di tanti anni fa. Preparo  questa minestra cosi semplice e calda sopratutto quando nel mio frigo stanzia la verza (se avete un orto o qualcuno che vi regala i prodotti dell’orto saprete che non si può decidere cosa raccogliere in base alla gola, ma in base a ciò che è pronto) o le patate iniziano a diventare un po ammaccate.

Tuttavia il riso con verza e patate può essere servito come minestra durante l’inverno altrimenti come un delizioso risotto in stagioni più calde. Naturalmente se siete degli irriducibili del grasso animale potete arricchire questa minestra di Riso con Verza e Patate con pezzi di pancetta affumicata/ speck/ largo/ guanciale per rendere il sapore intenso e profumato.

Certamente questa ricetta di riso con verza e patate è la mia versione, in ogni angolo dell’Italia ogni famiglia avrà la sua con i piccoli segreti della nonna e della zia che la rendono speciale e coccolosa per il palato. Credo che questa minestra di riso con verza e patate possa naturalmente avere un posto dell’elenco dei perfetti confort food italiani.

Riso con Verza e Patate la ricetta della Pianura Padana

Ingredienti per 4 persone

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La Büseca ovvero la Trippa alla Milanese con i Fagioli

Quando vivevo in Sicilia non avrei mai pensato di cimentarmi in una preparazione del genere, lo confesso io non ho mai mangiato la trippa e non l’ho neanche mai cucinata, ma a tutto c’è rimedio. Mentre giravo per le corsie del supermercato in cerca di qualcosa da mettere a tavola per cena (circa 30 minuti di tempo per prepararla e con pochissime idee in testa) ho pensato di acquistare quella giù pronta per G. ma quando l’ho guardata nella sua mono porzione con il nome Trippa alla Milanese mi ha dato tanto l’impressione delle vaschette che servono negli ospedali con la plastica termosaldata e ho avuto un attimo di remora, poi il mio occhio è caduto appena pochi cm più in la dove c’era invece la vaschetta della macelleria di trippa affettata e pronta da cuocere (era appena stata confezionata) e cosi senza pensarci l’ho infilata nel carrello.

G. la adora e dato che qui in Lombardia è finalmente arrivato l’autunno mi sono detta facciamo questo esperimento e prepariamo uno dei suoi piatti preferiti e io mi faccio delle belle scorpacciate di zucca che viceversa lui non mangia.

Eccomi a cimentarmi nella preparazione di questo piatto tipico lombardo:

la Büseca o Trippa alla Milanese

c’è chi la definisce primo piatto, chi secondo io direi più che altro che è un piatto unito e sostanzioso da accompagnare con del buon pane per fare la scarpetta. Al suo interno ci sono verdure, legumi, brodo di carne e lei la regina: la trippa. La ricetta l’ho presa dalla mia amica Chiara di “Kucina di Kiara“, era uno dei piatti per l’uscita di febbraio 2015 dell’Italia nel piatto, il nostro gruppo di cucina regionale a tema se vi interessa scoprire ogni mese le ricette delle 20 regioni italiane iscrivetevi alla nostra pagina fb, prima del mio arrivo nel progetto.

A differenza di quanto pensavo cucinare La Büseca o la Trippa alla Milanese con i Fagioli è semplicissimo, niente di più di uno spezzatino di manzo. E’ però una di quelle preparazioni che deve cuocere a fuoco dolce per parecchie ore, uno di quei piatti che una volta veniva preparato sulle cucine economiche a legna per intere giornate, oggi abbiamo altri mezzi come le Slow Cooker- Pentola elettrica a cottura lenta. Ma ammetto che avendo abbastanza tempo da trascorrere in casa utilizzo spezzo il  Tegame in ghisa per questo genere di preparazione mi danno la sensazione di focolare.

Ho fatto solo una piccola modifica voluta da G. cioè aggiungere a metà cottura circa le croste di parmigiano a pezzettini che lui ritiene essere fondamentali per il sapore finale del piatto (non so se sia legata all’infanzia o alla tradizione lombarda o a quella sarda).

Se siete degli estimatori di trippa non mi resta che invitarvi a provare questa ricetta della trazione e magari scrivetemi anche come la preparate voi la trippa in casa o nella vostra regione.

La Büseca ovvero la Trippa alla Milanese con i Fagioli

Ingredienti per 5 persone

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Gnocchi di Patate con Ragù Bianco alla Birra Rossa

Vi ho sempre detto che noi siamo degli accaniti mangiatori di patate, in casa ne faccio un consumo spasmodico e ne acquisto sempre tanti kg, solitamente scelgo quelle tutti gli usi cosi che possa usarle per tante preparazioni come questi Gnocchi di Patate con Ragù Bianco alla Birra Rossa!.

Quando ho tempo e non sono presa da milioni di altre cose eccomi a preparare gli gnocchi di patate in casa, solitamente li condisco semplicemente con una buona salsa di pomodoro (magari di quella fatta da me qui trovate la mia ricetta) ma dato l’arrivo dei primi freddi ho deciso di preparare un piatto più ricco e elaborato, da gustare accompagnandolo con un bicchiere di birra buona, e se la birra la mettessi nel ragù?

Ho scelto cosi di preparare un ragù bianco alla birra rossa, molto semplice ma gustoso e dal sapore particolare, perfetto per gli amanti della birra rossa artigianale, quella corposa e dal sapore intenso, creando cosi un perfetto mix di sapori con il dolce dello gnocco di patate fatto in casa.

Preparare gli gnocchi è una cosa che mi diverte e sopratutto mi da grande soddisfazione una volta messi a tavola, il sapore delizioso, la consistenza leggera e che si scioglie in bocca, un mix perfetto da gustare con Ragù Bianco alla Birra Rossa!. Inoltre trovo che sia anche un ottima ricetta da preparare con i bambini grazie all’impasto morbido e semplice da preparare.

E voi gli gnocchi di patate con cosa li condite? e sopratutto come li preparate?

Gnocchi di Patate con Ragù Bianco alla Birra Rossa

 

Ingredienti per 4-5 persone

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Vellutata di Porri con Pancetta Affumicata Croccante

Vellutata di Porri con Pancetta Affumicata Croccante

G. ha una passione per i porri! Non pensavo gli potessero piacere cosi tanto, quando arriva l’autunno e compaiono in azienda agricola o al supermercato inizio a riempire il frigo. La cosa che più adora con i porri è la vellutata e io la preparo spesso. Alle volte preparo cosi tanta vellutata di porri con pancetta che la surgelo e la tengo a disposizione per quelle sere dove non ho idea di cosa mettere in tavola, chi ha detto che una foodblogger deve avere sempre voglia di cucinare?

Solitamente con le vellutate in genere non vado sul semplice, con pochi grassi e se capita anche vegana (è raro che in una vellutata aggiunga burro, panna, latte o formaggi vari) ma per questa ho voluto strafare letteralmente aggiungendo burro e pancetta croccante in barba alle coronarie, ottenendo cosi una Vellutata di Porri con Pancetta Affumicata Croccante dal sapore spettacolare.

Per un carnivoro come lui trovarsi in tavola quella che di solito è una semplice vellutata ora ricca e piena di sapori è stato un successo tanto che anche quella poca che avevo preparato in più per essere messa in frizzer è sparita in un niente.

E voi la vellutata di porri con pancetta come la preparate???  Che altre ricette fate con i porri???

Vellutata di Porri con Pancetta Affumicata Croccante

Ingredienti per 4 persone

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Spaghetti all’Amatriciana una tradizione del Lazio

Spaghetti all’Amatriciana Come vi avevo scritto qualche giorno fa (qui) ecco un piatto, un nome, una garanzia! Una pasta che porta il nome di un luogo bellissimo: Amatrice in provincia di Rieti, di cui sfortunatamente ben poco è rimasto, dopo quel 24 agosto di cui tutti abbiamo memoria e dei mesi a seguire, ma a maggior ragione occorre ricordare questo angolo d’Italia tanto bello e a maggior ragione questo piatto come la storia vuole.

Gli spaghetti (e non bucatini) all’amatriciana o alla matriciana è un piatto di pasta nato moltissimi anni fa dalle mani dei pastori della zona che avevano a disposizione questi 3 semplici ingredienti: guanciale, pomodoro e pecorino e un pizzico di peperoncino, l’origine di questo meraviglioso sugo si deve all’evoluzione di un altro piatto famosissimo nel Lazio molto più antico la Gricia, altrettanto buono e apprezzato.

Per anni l’ho sempre preparata come la faceva mia nonna, come la prepara mia madre e mia suocera e come sicuramente anche qualcuno di voi, con la cipolla e la pancetta, sbagliando! Qualche chef famoso, tempo fa, l’ha proposta con l’aglio ed ecco che è nato un polverone mediatico fino a raggiungere le pagine dei giornali. Non mi sono mai postata la domanda come si prepara la vera amatriciana perché per me la ricetta era quella!

Solo da poco ho scoperto che la vera pasta all’amatriciana non ha ne uno e ne l’altro e sopratutto non si usa la pancetta (pancia del maiale) bensì il GUANCIALE (guancia), indispensabile per ottenere il suo sapore unico: dolce e delicato. Chiedo scusa per i miei errori culinari a chi questo piatto ha creato anni addietro, ma vi assicuro che trovare la vera ricetta è stato alquanto difficile, il web è una fonte di informazioni ma non sempre sono corrette, è vero che esistono infinite varianti, partiamo dal formato di pasta: spaghetti, bucatini o rigatoni? poi c’è chi usa la pancetta, c’è chi aggiunge vino, chi cipolla o aglio, chi pepe nero al posto del peperoncino e ancora olio evo o strutto e tutti la chiamiamo amatriciana.

Amo le tradizioni è cosi prima di scrivere questo post ho cercato il maggior numero di informazioni possibili e spero di esserci riuscita. Fatto sta che da quando ho provato per la prima volta questa versione di spaghetti all’amatriciana, non sono più tornata indietro: addio cipolla e pancetta… che poi detto tra noi questa versione è cosi veloce da preparare che anche nelle cene improvvisate con amici si gusta più che volentieri. Dimenticavo… il pane per la scarpetta e d’obbligo!!!!

Voi come preparate gli Spaghetti all’Amatriciana? Seguite la tradizione laziale????

Spaghetti all'Amatriciana una tradizione del LazioIngredienti per 4 persone

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Tagliatelle Guanciale e Funghi Porcini e una giornata alle Terme

Tagliatelle Guanciale e Funghi Porcini Eccomi di nuovo qui con voi. Mi sono presa un attimo di pausa dalla vita di tutti i giorni per passare del tempo con G, lontano da casa, dalla routine e dagli impegni. Abbiamo scelto come meta un luogo, non tanto lontano da casa, ma veramente fantastico: le rive del bellissimo Lago di Garda per l’esattezza Sirmione; il nostro programma di viaggio era prima di tutto all’insegna della parola RELAX.

Un giornata alle Terme Aquaria o più conosciute come Terme di Sirmione.  Vasche interne ed esterne di acqua calda naturale di origine sulfurea (37°C), bagni di vapore e saune alle diverse temperature, percorso vascolare, docce emozionali, argillarium, stanza del sale, della musica, del giorno e della notte … tutto questo in una parola rigenerante! Siete liberi di girare tra le vasche (interne ed esterne) e la SPA come meglio crediate passando da un luogo all’altro o scegliere di fare uno dei tanti circuiti proposti gratuitamente o di farvi coccolare con massaggi mirati (da prenotare).

Le terme

vi forniscono tutto il necessario: accappatoio, telo, cuffia, bagnoschiuma per la doccia, creme e asciugacapelli; voi dovrete solo portare costume (sceglietene uno semplice, senza inserti in metallo e magari scuro se non volete che l’acqua sulfurea lo rovini) e ciabattine di gomma. All’ingresso vi viene dato un bracciale/orologio elettronico che vi permetterà di accedere ad un guardaroba Hi-tec: dovrete inserire i vestiti, scarpe e borse in una sacca in dotazione, inserirla in un nastro girevole che lo manderà al deposito, quando dovrete prendere qualcosa basta passare il vostro bracciale sul lettore e la vostra sacca in pochi minuti può essere ritirata; questo bracciale vi servirà per registrare gli acquisti fatti al bar interno (dove potete tranquillamente pranzare vista lago e con prezzi onesti) che salderete poi all’uscita.

Ricordate prima di entrare in vasca di togliere gioielli in argento o metallo non prezioso, lo zolfo contenuto nell’acqua li rovinerà, solo l’oro è esente da tale reazione.

Per ripulire i gioielli in argento o altro materiale anneriti dalla reazione chimica con lo zolfo

ho trovato, su internet, un valido rimedio. Prendete un contenitore di vetro/pirex abbastanza capiente per contenere i vostri averi, rivestitelo con un foglio di alluminio da cucina e cospargete un pugno di sale grosso/fine. Disponete i gioielli sul fondo a contatto con l’alluminio e versate dell’acqua calda. Questa reazione chimica si chiama pila chimica, è un ossido-riduzione: l’argento perde l’ossido trasferendolo all’alluminio che a sua volta risulterà opaco.

Non ero mai stata alle terme

fino ad ora, confesso che all’inizio ero scettica, ne sono rimasta entusiasta; dopo quasi 5 ore nell’acqua calda alternata da bagni di vapore e idromassaggi vari, nuotate all’esterno e percorsi vascolari mi sono sentita una persona nuova, una pelle liscissima e con meno strascichi dell’influenza e sopratutto rilassata. Vi consiglio vivamente di provare almeno una volta nella vita, io non vedo l’ora di tornarci, (se volete vi spiego come risparmiare nell’acquisto del biglietto di ingresso); Se avete la possibilità optate per un giorno infrasettimanale, sicuramente meno frequentato e più silenzioso, cosi da potervi godere al top le terme.

Abbiamo concluso la serata con

aperitivo e cena

in riva al lago, un giro per il magnifico borgo prima di andare a dormire in un carinissimo appartamento dentro le mura; per due giorni abbiamo fatto i turisti armati di macchina fotografica, passeggiando per le piccole vie completamente ristrutturate, i moli e i parchi gustando gli scorci che questo posto ci ha regalato.IMG_5756bNoi ci definiamo eterni girovaghi, amiamo scoprire le meraviglie della nostra Italia cosi prima di tornare a casa abbiamo deciso di fare un altra tappa: un giro per le vie di

Cremona,

non conoscevo questa piccola città, non tanto distante da dove viviamo, ne sono rimasta estasiata, oltre ad essere ordinata e graziosa nasconde tra le sue vie tantissime

meravigliose botteghe di pasticceria,

di sartoria e di mastri liutai. A differenza di tutti i centri storici ormai colonizzati dalle grandi marche qui si trovano ancora i negozi di una volta con deliziose vetrine arricchite da articoli vintage, magnifici dolci e delizie di ogni tipo;  siamo riamasti affascinati dal magnifico Duomo, con la torre e il suo battistero.

Sfortunatamente il sole stava per tramontare, e il museo dei violini era ormai prossimo alla chiusura, ora di tornare verso casa ma sicuramente presto torneremo per scoprire nuove meraviglie di questa nostra terra.

IMG_5799bTorniamo in cucina.
Da qualche settimana ho trovato al supermercato il guanciale,  nonostante sia un prodotto italiano tra i più buoni trovarlo non è semplice, almeno qui da noi. Quando penso al guanciale la prima cosa che mi viene in mente è:

Guanciale = spaghetti all’amatriciana.

Si! Spaghetti avete letto bene, la vera ricetta non è a base di bucatini come invece in molti sono convinti, compresa io fino a qualche giorno fa, (spero di postarvela mostrare a breve) ma con gli spaghetti, niente aglio ne cipolla (ecco altro punto dolente e una diatriba lunga secoli) solo 3 ingredienti per gustarne un piatto sapore morbido e delicato, molto diverso dalla ricetta preparata con la pancetta.

Avevo ancora del guanciale in casa e ho deciso di preparare un altro primo le Tagliatelle Guanciale e Funghi Porcini. La ricetta che vi lascio è molto semplice, ma buona da impazzire, uno di quei piatti con cui fare il bis e magari dare una ripulita al piatto con un buon pezzo di pane fatto in casa. Sicuramente qualcuno avrà da criticare gli ingredienti come già è capitato in passato, ma questo blog è fatto di ricette casalinghe. La mia cucina è per persone come me che devono far conciliare gli impegni, i figli (o nipoti), il lavoro e la casa… senza però dimenticarsi il

sapore del buon cibo.

Cosi mi sono concessa di preparare un buon piatto di Tagliatelle Guanciale e Funghi Porcini. Non ci resta che mettere sul fuoco la pentola per la pasta e la padella per il sugo e in pochi minuti tutta la famiglia sarà a tavola per gustare un piatto buono e saporito che potrete riproporre in tante occasioni da un pranzo della domenica ad una cena dell’ultimo minuto con amici. Ho usato delle tagliatelle fatte in casa, ma potete tranquillamente usare quelle del supermercato fresche o secche o qualunque altro tipo di pasta preferite, questo sugo si sposerà comunque benissimo.

tagliatelle guanciale e porcini (18)bIngredienti per 4 persone

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