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Tiella con Patate e Origano

Vi capita mai di affaccendarvi tra i mille impegni e arrivare all’ora di pranzo/cena senza aver in mente nulla da mettere a tavola…? A me spesso … Il più delle volte apro il frigo / frizzer e vedo cosa pesco, altre sono gli odori che mi danno l’ispirazione…. quando ho voglia di sentire i profumi del mio sud, allora sicuramente l’origano è la prima erba aromatica che esce dal cassetto… gli altri ingredienti arrivano da soli… e il gioco è fatto.

Ho preparato più volte le tielle pugliesi: quella con riso, patate e cozze qui e quella con carciofi e patate qui che meraviglia di bontà e profumo, ma non avevo mai pensato di poter preparare un contorno veloce e goloso ideale per tante occasioni. Praticamente una volta infornata si cuoce da sola, giusto un occhiatina ogni tanto e il gioco è fatto.

Un piatto adatto in tante occasioni e sopratutto in tutte le stagioni, provate a prepararla anche con i pomodori freschi, FAVOLOSA! Potete servirla come contorno ad un secondo piatto di carne o di pesce o semplicemente come secondo piatto vegetariano. Noi lo mangiamo spesso sia caldo che appena tiepido e per chi lo gradisce potete aggiungere anche un pizzico di peperoncino, che gli da quello sprint e quel sapore in più.tiella patate (16)b

Ingredienti per 2 persone

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Polpette di Zucca Berrettina

Zuccaaaaaaaaaaaaaaaaaa finalmente! Dopo tanti primi piatti ecco uno sfizioso secondo vegetariano. Da quando mi sono trasferita al Nord il mio consumo di zucca si è praticamente ridotto quasi annullato, si sembra strano dato che qui le zucche vengono coltivate in ogni dove, ma sono l’unica a mangiarla e spesso dover cucinare due pietanze diverse sporcare il doppio delle pentole ecc ecc. non mi fa proprio piacere.

Una cosa che ho notato che se surgelo la zucca cruda a differenza di altre verdure, diventa spugnosa e in cottura si sfarina facilmente quindi difficile poi da gestire e cosi anzi ché riempire il frizzer di cubetti ho optato per preparare qualcosa di pronto all’uso. Ne preparo in quantità industriali in un unica volta e la surgelo come ho fatto con vellutate e tortelli.

Ma mangiare la zucca quando viene direttamente dall’orto di un conoscente, sicuramente bio e cresciuta con cure e amore, ha tutto un altro sapore, ecco comparire la zucca berrettina una zucca dell’otre po, come vi avevo già accennato qui lo scorso anno, con la sua forma di berretto di prete, con buccia spessa e polpa soda è dolcissima (quasi nauseante!) ma che si presta per preparare tantissime ricette: come le polpette di zucca;

Una versione semplicissima e golosa, perfetta per i vegetariani e per chi adora la zucca come me, e se volete renderle perfette per gli irriducibili onnivori ci sono tanti modi per arricchirle con un sapore coinvolgente: aggiungendo piccoli dadini di formaggio saporito per avere un cuore filante ad ogni morso o listarelle di speck affumicato o golosi dadini di pancetta per gli non disprezza l’affumicatura.

Lo confesso, di queste polpette di zucca ne ho fatto una scorpacciata sono perfette per preparare deliziosi aperitivi servendole insieme ad una salsina fresca e delle olivette, che smorzano il dolce di questa deliziosa zucca altrimenti come secondo piatto semplicemente accompagnata con un insalata di lattuga o mista. Scegliete voi come più vi stuzzica.polpette zucca (19)b

Ingredienti per 4 persone

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Coniglio alla “Stimpirata” una Tradizione Siciliana

Qualche settimana fa quando ho postato la ricetta del Rotolo di coniglio con verdure un delizioso secondo piatto che ha stupito tutti in casa, come vi raccontavo in quel post da quel grosso coniglio sarebbero venute fuori altre ricette, perché il cibo non va sprecato: il brodo delicato per i passatelli e il coniglio alla “stimpirata” o più conosciuto nel resto d’Italia come coniglio in agrodolce, una ricetta tipica siciliana.

Sin da bambina la cucina siciliana ha fatto breccia nel mio cuore, il mix di sapori, odori, consistenze e ingredienti cosi diversi per rendere speciali i piatti della tradizione. Ho un bellissimo ricordo d’infanzia: la grande pentola nascosta in dispensa compariva in cucina, grandi coste di sedano e kg di carote e poi il profumo del coniglio in agrodolce che invadeva casa. Questo piatto non si mangia tutti i giorni ma nelle giornate in famiglia: con nonni, zii e cugini di tutte le età.  Chiacchierando con la mia amica L. anche in casa sua si usa cucinarlo cosi da molto tempo.

Prepararlo è molto semplice e gli ingredienti sono facilmente reperibili al supermercato: carote, sedano, cipolle, olive e capperi… più un buon coniglio ma quello che rende speciale questo piatto è il mix agrodolce creato da aceto e zucchero usato per sfumare le carni bianche del nostro coniglio. Potete preparare questa ricetta in anticipo e lasciarla riposare, cosi che i sapori si accentuino e si mescolino, bisognerà semplicemente riscaldarlo e servirlo in tavola con del buon pane casareccio. Si perché più buono del coniglio, per me c’è solo la puccia agrodolce in cui fare scarpetta!!!!!

Ogni famiglia siciliana ha la sua versione di coniglio in agrodolce: c’è chi aggiunge il pomodoro, scorza d’agrume, uva passa o pinoli, molte varianti per un unica ricetta tipica siciliana. Vi lascio la ricetta del coniglio alla stimpirata che si usa preparare, da che io ho memoria, in casa mia e che per la prima volta mi sono cimentata a cucinare da sola.

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Ingredienti per 4 persone

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Radiatori con Salsiccia e Verza al Finocchietto

Eccomi, buon 2017! Si lo so sono passati ormai 10 giorni da capodanno. Ma io sono quella che arriva sempre in ritardo a tutto, non sono sparita, non ero al sole a godermi il caldo ne in montagna a godermi la neve, bensì a letto con l’influenza che non mi ha mollato per più di una settimana, come credo almeno una buona parte degli italiani. Dal 29/12 febbre alta, sinusite, tosse e vi risparmio il resto…

Ancora a distanza di tempo porto strascichi fastidiosi…. un orecchio non ha voglia di sturarsi e non ci sento e il mio olfatto e moltooooo attenuato o meglio funziona a momenti: di punto in bianco sento tutte le puzze del mondo e poi spariscono. Ho le allucinazioni???? Nonostante io non abbia cosi tanta fame (ma non mi spiego come nonostante il digiuno forzato ho messo su qualche altro kg) dobbiamo pur mangiare…

Sabato siamo andati a fare la spesa dal contadino, le dimensioni delle verdure sono sempre XXL, la verza come i cavolfiori raggiungono dimensioni spaventose e per questo ne basta una per cucinarci tantissime ricette. Solitamente acquistiamo la verza chiara, quella liscia esternamente e dal torsolo duro ma piacevole anche crudo, da poter preparare in insalata o cotta.

Di solito con metà preparo l’insalata tagliata praticamente a velo e aggiungendo le alici sott’olio a pezzettini e un buon quantitativo di aceto, nel mio caso balsamico o presunto tale e giusto un pizzico di sale.

Quando arrivi alla terza insalata, e fuori si gela, non ne puoi più ma devi consumare la povera verza prima che annerisca e non sia più buona da mangiare. Ecco una volta affetta abbiamo l’imbarazzo della scelta per preparare tantissime ricette: risotto, pasta, pizzoccheri, zuppa… ad ognuno la sua variante.

Oggi è il turno della pasta… una semplice pasta asciutta ma molto molto golosa. Si prepara in pochi minuti e il successo arriva da solo. G. ha apprezzato e per questo sicuramente la ri proporrò a tavola durante quest’inverno. Magari accoppiandola con una buona pasta fresca fatta in casa.pasta_salsiccia_verza-22bIngredienti per 4 persone

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Revithokeftedes – Polpette di ceci greche

Mi è venuta un irrefrenabile voglia di cucina greca, sfortunatamente qui il greco più vicino si trova a Pavia e G. arriva sempre tardi a casa, troppo tardi per rimettersi in macchina e andare fin li per cenare durante la settimana, poi chi si alza dal letto quando suona la sveglia? Magari nelle prossime giornate di festa riusciamo ad andarci con calma.

Cosi ho deciso di cucinare in casa, ho spulciato un po tra le ricette che avevo già preparato e postato qui sul blog e ho chiesto conforto morale alla mia amica A. alla fine ho optato per preparare delle semplicissime polpette vegane: le Revithokeftedes deliziose polpettine di ceci. Le avevo già assaggiate insieme ad altre polpettine in un tris di antipasti nel ristorante greco di fiducia che frequento quando sono a Messina e le ho adorate, la ricetta è a base di ceci e cipolle cotte e frullate, a differenza dei falafel dove tutti gli ingredienti si mettono a crudo, compresi i ceci.

Per fortuna questa volta mi ero portata avanti (dopo l’ultima volta) e avevo già lessato i ceci e surgelati in comode vaschette, pochi minuti ed eccoli pronti da usare per qualunque preparazione, ma potete tranquillamente usare quelli in scatola in vendita al supermercato. Una passata di frullatore ad immersione, qualche erba aromatica appena raccolta e via l’impasto è pronto, il tempo di riscaldare l’olio per la frittura e di incartare un pezzo di feta per farla al cartoccio come contorno; la nostra cena greca per questa sera è servita.

Le revithokeftedes sono la ricetta perfetta per aperitivi stuzzicanti, con amici vegetariani e non solo, ma anche un perfetto secondo a base di legumi e spezie. Se le preparate in estate ricordatevi di aggiungere qualche fogliolina di menta fresca appena raccolta, cambierà il sapore delle vostre polpette dandogli un tocco leggero e fresco. Con queste polpettine a tavola non devono mancare neanche le salsine greche: Tzatzíki con yogurt e cetrioli, Melitzanosaláta con le melanzane e la Skordalia con patate e aglio, qui le ricette. Io le trovo perfette per preparare crostini saporiti o semplicemente per intingere i fritti o le polpettine in generale.

E poi queste deliziose polpettine sono completamente vegane e senza glutine e senza lattosio quindi perfette per tanti amici e tante alimentazioni diverse. Magari è la volta buona che riuscite a far mangiare i legumi ai vostri figli un po restii.revithokeftedes-polpette-di-ceci-32b

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Zuppa di Farro e Fagioli Toscana

Fuori il termometro è vicino allo zero! La nebbia ormai è li da giorni, non si vede un raggio di sole da più di una settimana… La voglia di mettere il naso fuori di casa è pari al nulla. Il tempo perfetto per godersi il divano con una morbida coperta, il profumo delle candele accese che sanno di buono e magari una bella tisana bollente tra le mani da sorseggiare guardando un film o leggendo un po

In vista delle feste natalizie sto tentando di tenere un alimentazione abbastanza regolare e sana, senza troppi eccessi per poi non doversi pentire di quello che si metterà in pancia il giorno di Natale e anche grazie a questo freddo la cosa di cui più ho voglia sono le zuppe! Di legumi, di verdure, minestrone, paste brodose qualunque cosa sia calda fumante e che emani calore in casa ne abbiamo tantissime varianti con la pasta da mangiare in estate o in inverno.

Ma per rendere speciale una zuppa, per dargli quella marcia in più indispensabile per affrontare le giornate, ho la ricetta che fa al caso mio… per preparare una deliziosa zuppa di farro e fagioli toscana… un piatto veramente semplice e da preparare e servire o lasciare li e mangiarlo riposato, arricchita, per chi ne ha voglia, da pancetta o lardo che la rendono unica e speciale. Il suo sapore pieno intenso la rende unica, perfetta per questa stagione, è ideale come piatto unico, perché riscalda sia il cuore che la pancia.

Sono stata in Toscana quest’estate, in campeggio ma non era certo il periodo giusto per gustare una zuppa ma non mi sono fatta scappare i loro sapori e i loro profumi inconfondibili, anche se non apprezzo la carne una bistecchina non me la sono fatta scappare. Il parlare della gente, i colori della natura.. una terra bellissima della nostra Italia. Presto vorrei tornarci magari per godermi oltre alle città e alle spiagge di sabbia finissima anche le colline e magari un buon piatto di ribollita accompagnata da un bicchiere di vino.

Se avete qualche minuto durante il w.e. potete preparane una dose doppia sicuramente un valido aiuto in cucina è la crock pot quando prepariamo pietanze a cottura lenta e surgelarla, come faccio io, cosi da poterla gustare nuovamente senza dover ai fornelli per un ora quando ne avrete di nuovo voglia.

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Spaghetti Ruvidi con Cavolfiore e Finocchietto Selvatico

Cavolfiori, ideali per tanti piatti, dal semplice contorno cotto al vapore per chi è perennemente a dieta o golosissima pietanza per chi alla linea ci guarda meno, che ne dite di due polpettine rigorosamente fritte? In Sicilia mia madre lo cucina spessisimo e a me è sempre piaciuto tanto, per fortuna anche G. lo apprezza ed ecco comparire spesso nel mio frigo uno o due per volta, possibilmente quello del nostro contadino, preparo spesso la pasta con cavolfiore in mille modi diversi.

Avevo in frizzer un po di finocchietto, un bel po, fatto crescere quest’estate sul mio balcone profumato, congelato appena raccolto e conservato per le occasioni importanti: come preparare il macco di fave o la pasta con le sarde alla palermitana. Ma devo iniziare a fare un po di posto in previsione di altre preparazioni per il Natale e mi dispiaceva dovervi rinunciare senza però aver preparato nulla di buono!

Cosi ecco l’occasione per usarlo, preparare una una buona pasta asciutta dal sapore siculo e dai prodotti genuini che non devono mancare nella mia cucina. Uno spunto preso dalla pasta con cavolfiore della nonna con l’aggiunta del profumo inconfondibile del finocchietto selvatico fresco che ne arricchisce il sapore.

Sfortunatamente è troppo tardi per preparare gli spaghetti alla chitarra in casa, ma in dispensa ci sono sempre dei validi spaghetti di grano duro secchi di grande qualità che rendono speciale anche il piatto più semplice del mondo.

Non ci resta che mettere sul fuoco un bel pentolone di acqua salata per cuocere il cavolfiore, mi raccomando, non buttatela e cuoceteci la pasta vedrete che sapore acquista quest’ultima, in Sicilia si fa cosi!

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Curry di Cavolfiore – Cauliflower Curry

Buon Lunedì! Passato bene questo lungo we? Siete riusciti a fare il ponte o avete lavorato ininterrottamente? Allestito l’albero e / o il presepe? Noi diciamo di si… anche se tutto molto in miniatura. G. ama molto allestire la casa io invece per niente quindi abbiamo trovato un giusto compromesso. Mini albero, mini presepe, ghirlanda sulla porta e centro tavola… tutto rigorosamente fatti a mano o come si dice per ora hand made, che fa figo. Si anche se non sono una fanatica delle festività natalizie ma mi piace avere le cose fatte da me, che rispecchiano il mio gusto e riutilizzando elementi naturali e di recupero… pigne del giardino, tappi di sughero, cartoncini colorati, spago e fili di lana tutto rigorosamente o quasi rosso. Magari tra qualche giorno mi posto qualche foto dei miei addobbi.

Qualche giorno fa mi è venuta alla mente questa ricetta, avevo già iniziato ad assaporare il profumo della cucina indiana per cena. Ma aperta la dispensa alla ricerca dei ceci in scatola ho trovato solo quelli secchi! Con dei ceci secchi e duri non ci posso preparare nulla per tempo, dovevo pensarci almeno 24 ore prima, perché occorre metterli a bagno in acqua e poi farli cuocere in pentola fino a farli diventare teneri altre 2 ore (se usate la pentola a pressione in 40 minuti dovrebbero essere pronti).

I ceci in scatola, non sono ingredienti di alta cucina ma, sono perfetti per preparare tantissime ricette etniche e non solo: burger vegani, falafel, ma anche golose zuppe di legumi per le giornate di freddo. Solitamente ne tengo sempre quasi sempre una scatola in dispensa ma aimè non questa volta.

Ma la mia voglia matta di cucina indiana non può essere frenata! Nel frigo potrei trovare quello che mi serve, qualche verdura ci sarà sicuramente per preparare un buon curry… il cavolfiore bianco, piccolo e bio direttamente dall’orto di famiglia. Perfetto!!!!! Dopo un po’ di ricerche sui libri di cucina indiana che ho in casa e su internet è ho scoperto che il nome di questo piatto è Gobi Masala, tranquilli non mi sono inventata nulla è una ricetta tipica molto apprezzata e famosa, ad intuito potrebbe essere gobi: cavolfiore e masala: curry!

Ma facciamo un passo indietro… “Cos’è il curry?” Sicuramente tutti conoscete quella magica polverina gialla che vendono al supermercato in comodi barattolini/bustine per preparare il famosissimo pollo! Sbagliato… la parola curry significa salsa e possiamo associarla con la preparazione dello spezzatino piccante; il curry non è altro che un piatto cremoso e piccante, può essere a base di verdure, di carne/pollame o pesce, scegliete un po voi quale ingrediente preferite usare. Indispensabile per essere un vero curry è la presenza delle spezie, tante spezie tra cui il Garam Masala: un mix di spezie dal colore brunastro e dal sapore piccante.

Nella cucina indiana il curry è un piatto tipico da servire in tavola durante le giornate importanti insieme a tante altre preparazioni, a differenza dell’Italia non esiste un ordine di portata bensì si imbandisce la tavola e ognuno mangia quello che vuole. Come in ogni nazione del mondo la cucina tipica può essere altrettanto varia in base alla regione di appartenenza: esistono milioni di ricette di curry e milioni di ricette di Garam Masala; ogni famiglia ha la sua più o meno piccante, più o meno ricca vi consiglio di regolare il peperoncino e le altre spezie in base ai vostri gusti.

Un altro elemento importantissimo nella preparazione del curry è la salsa cremosa a base di latte di cocco ma se avete problemi a reperirlo potete optare per del latte vaccino o se proprio lo yogurt (non zuccherato), dimenticatevi di usare la panna vegetale alterereste completamente il sapore del vostro curry allontanandovi dalla ricetta originale.

Vi consiglio prima di iniziare ad accendere i fornelli, come per tutte le preparazioni straniere con tantissime spezie, di dosarvi tutti gli ingredienti con cura e distribuirli in ordine di inserimento, (io li peso e li unisco in piccole ciotoline/bicchierini di vetro… alcune spezie come la curcuma macchiano la plastica) cosi non rischierete di perdere qualche passaggio o peggio ancora di bruciare gli ingredienti alla ricerca di qualcosa in dispensa e dover ricominciare da capo.

Queste dosi di spezie sono per un curry di cavolfiore delicato, quindi se siete abituati a sapori forti questo vi potrebbe risultare leggero, ma non tutti amano sapori forti e invadenti e sopratutto per iniziare, per me è meglio mantenere un basso profilo, altrimenti G. potrebbe prendere fuoco!curry-cavolfiore-48b1

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