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Spezzatino di Vitello e Cipolle

Che non mangio volentieri la carne lo sapete tutti, ormai lo ripeto da anni e anni, non sono vegana ne vegetariana, solo non mi esalta il suo sapore. Ma quando torno in Oltre Po sfortunatamente trovare il pesce non è cosi semplice, come a casa mia e quindi bisogna adattarsi.

Se fosse per me andrei avanti mangiando pasta e verdure tutta la vita ma qui qualcuno vuole anche un po di proteine animali cosi ogni tanto faccio una visita al banco della macelleria; alle volte decido in anticipo e vado spedita chiedendo quello che mi serve, come in questo caso, altre vago per il supermercato mentre faccio il resto della spesa, prendo ispirazione dagli ingredienti sugli scaffali, quindi se vedete qualche pazza aggirarsi per gli scaffali del supermercato di Casteggio con aria pensosa, non preoccupatevi quella sono io.

Con la comparsa del primo freddo, io mi sono beccata l’influenza e per rimettermi in sesto oltre a qualche medicina (alle volte necessaria ma poco gradita), mi piace riempire la pancia di sapori veri, sentire per casa profumi intensi, quel calore che emanano le pentole sul fuoco basso per ore e ore con le zuppe di legumi o verdure e gli stracotti, cosi la scelta del menù è stata abbastanza semplice: un pezzo di vitello dal colore delicato e dalla venatura sottile (se scegliete la carne troppo magra, dopo pochi minuti di cottura avrete sassi nella pentola, con il giusto quantitativo di grasso presente nella polpa invece la vostra carne rimarrà tenera e il sugo sarà saporito al punto giusto, ma mai stucchevole), da tagliate a bocconcini delle stesse dimensioni ed ecco lo spezzatino di vitello è già sul fuoco. Alle volte mi accorgo quando preparo le ricette della cucina italiana che ogni passaggio è un rito: piccoli gesti ben scanditi tra loro, che quando metti in tavola un piatto come questo ti passano davanti agli occhi fino al risultato finale.

Io nello spezzatino di vitello o di manzo metto anche le patate, tante patate, e lo accompagno con buone fette di pane casareccio con pasta madre, fatto in casa; ma nessuno vi vieta di accostare purè o polenta fumante come preferiscono fare qui al Nord è ottenere un pasto ancora più ricco e completo. Non dimenticatevi di aggiungere tante tante tante cipolle, bianche o rosso, scegliete voi quelle che preferite e che avete in casa a disposizione, cosi da preparare un dolce crema dove far cuocere la nostra carne, tranquilli in cottura la cipolla sparirà e nessuno sarà quanta ne avrete impiegato, ma il vostro spezzatino di vitello acquisterà un sapore indimenticabile.

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Ingredienti per 4 persone

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Ragù alla Birra con Stick di Zucchine

Domenica = ragù che sia bolognese, napoletano o veg è un classico della cucina italiana, che serva per le tagliatelle, per condire gli Anelletti alla palermitana, la pasta ncaciata (come si chiama in Sicilia la pasta al forno con una crosta croccante infornata nel carbone) o per farcire: lasagne/cannelloni/ conchiglioni sulle tavole italiane non può mancare. Ma come al solito la cucina è bella perché è varia… e per me la domenica è un giorno tranquillo per sperimentare quei piatti che hanno bisogno di un attimo in più per essere gustati e assaporati, senza la stanchezza che ti assale durante la settimana e i minuti contati prima di correre nuovamente al lavoro o a sbrigare qualche commisione.

Dopo una settimana di pasta al sugo più o meno veloce, il pomodoro è stato bandito…. per far posto alle zucchine.

Il rito, si perché per me è un rito, del ragù ha inizio: prima le verdure per il soffritto, poi la carne… il brodo di manzo è già sul fuoco e quando arriva il momento di sfumare… ecco che compare la birra si avete capito bene… una buona birra artigianale meglio ancora di qualche micro birrificio della vostra zona, ancora meglio se la preparate voi in casa, vi si aprirà un mondo nuovo, non è difficile basta il luogo giusto è voglia di fare. Come tutti i ragù anche questo va coccolato, senza fretta, a fuoco bassissimo, mescolando di tanto in tanto, l’attesa ne varrà la pena… Intanto potete preparare gli stick di zucchine fritte, e si sa con la birra il fritto ci sta benissimo… quale migliore occasione per non ricreare un accoppiata sempre vincente in modo diverso.

Ho scelto la Calamarata, la buona pasta di Gragnano dal sapore intenso e dalla consistenza corposa, ma nessuno vi vieta di usare la pasta fresca o quella all’uovo, rendendo vostro questo piatto.

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Ragù Bianco al Latte e la Pasta dell’infanzia per renderlo Speciale

Sono anni che ho questa ricetta appuntata in mente… ma siccome qui siamo tradizionalisti e il ragù deve essere rigorosamente rosso… ho sempre rimandato… e rimandato fin ché a tradimento, ho messo in tavola questo delizioso e saporito condimento per pasta, se sapete fare il ragù bolognese classico sicuramente questo sarà un gioco da ragazzi, la base è la stessa ma al posto della salsa ecco comparire il latte… Molto tempo fà una Signora mi disse che nella vera ricetta del ragù bolognese va anche il latte, prima di mettere la salsa di pomodoro, ma questa cosa di unire salsa di pomodoro e latte non è mai fischiata bene nelle orecchie… “prima o poi proverò” risposi! Eccomi a distanza di anni a provare quella ricetta che ha continuato a girarmi in testa per ora solo nella versione bianca poi chissà anche in quella rossa.

Nel mio frigo il latte non manca mai, ne consumiamo tanto, fresco e intero, lo compro direttamente dalla “mucca” cioè dal distributore automatico di latte crudo, si lo stesso (più o meno) che si consumava 50 anni fa, proviene da una stalla sulle colline sopra Varzi, un piccolo borgo con case a facciate in pietra, a una manciata di km da casa (se guardate su internet/facebook troverete la mappa del distributore di latte crudo di tutta l’Italia, per conoscere quello più vicino a casa vostra). Il latte crudo ha tantissimi elementi in più di quello pastorizzato in cui sono andati persi durante il processo di conservazione, quindi molto più ricco e nutriente, l’unico svantaggio che per qualunque preparazione che non richiede cottura deve essere bollito in precedenza per annullare eventuali cariche batteriche e non dura molti giorni in frigo massimo 3, ma qui se ne consuma tantissimo e quindi non arriva mai ad andare a male.

Andare a comprare il latte al distributore crea un rito antico… e la cosa bellissima per un amante di bocce e boccettine avere anche in dispensa le bottiglie del latte, come una volta, nella loro casettina pronte per essere riempite; all’occasione salto sulla mia Etta, la bicicletta, lego la bottiglia nel mio cestino e via a pedalare fino al distributore. Potete far scorta a qualunque ora del giorno e della notte, non resterete mai senza latte perché è aperto 24/24, ricordatevi solo le monetine.

Per la pasta io ho scelto le pipe, per G. sono come un tuffo nell’infanzia e ormai ne ho sempre una scorta in casa, quando non ho idee o non voglio preparare qualcosa di complicato butto in pentola un po di pisellini surgelati su un soffritto di cipolla e una manciata di pipe e lui è contento. Voi potete usare qualunque formato preferiate… sicuramente della pasta all’uovo fatta in casa non troppo ruvida si sposa a meraviglia con questo ragù bianco al latte.

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Chorba con Verdure e Legumi… una zuppa speciale!!!

Tranquilli non ho sbagliato a scrivere il titolo della ricetta che voglio mostrarvi: la parola Chorba significa letteralmente “zuppa” ed è un piatto tipico dei paesi del Magreb: Algeria, Tunisia e Marocco. Come in ogni luogo al mondo, ogni nazione ha le proprie zuppe tipiche, che ogni famiglia sperimenta e modifica secondo il proprio gusto personale e le proprie origini. La Chorba è un ricco piatto unico ideale da servire a tutta la famiglia durante ogni periodo dell’anno, ma principalmente viene preparata durante il Ramadan: il mese del digiuno, periodo dell’anno in cui i fedeli islamici, devono astenersi dal mangiare e bere durante le ore di luce, cioè dall’alba al tramonto. Il mese è stabilito dal calendario islamico e ogni anno ricade in un periodo diverso, ha una durata di 28 giorni. [fonte Wiki]

Nelle ultime settimane i paesi islamici sono nel mirino della follia umana, si per me l’unico modo di definirlo è questo, eventi tragici e assurdi che nel 2015 stento a credere succedano ancora, siamo capaci di mandare gli uomini e le donne :) nello spazio ma non siamo ancora stati capaci di imparare a vivere in simbiosi. Nonostante sia una cosa che tocca tutti noi, in quanto le minacce sono proprio dietro l’angolo di casa, non voglio parlarne in questa sede e preferisco mantenere il mio blog un angolo dove tutto il mondo sia un luogo sereno e colmo di meraviglie, conosciuto per i piatti tipici, i luoghi incantati, dove incontrare per strada i sorrisi della gente e mescolare insieme le culture con il cuore e non con le armi.
Continuerò a: cucinare, assaporare e riempire la mia casa di profumo di spezie, di piatti tipici e di riti antichi; il mio ruolo (se cosi si può definire) non è parlare di odio o religione ma di cucina, di amore per il cibo e di sapori della tradizione.

In questi anni ho preparato mille volte il cous cous, che esso sia precotto o nato da ore seduta a girare piccoli granelli di semola con l’acqua e tante altre ricette di cultura islamica, alcuni piatti sono veramente speciali perché emanano amore puro come i luoghi dove nascono, se provate ad assaporare questa zuppa favolosa e profumata capirete immediatamente di cosa parlo.
Grazie a tutte le sue spezie che compongono il Ras el Hanout letteralmente tradotto in italiano: “Capo o Testa della drogheria” un mix degli ingredienti più ricchi e preziosi che si possono trovare nelle tipiche e variopinte drogherie dei paesi nordafricani e mediorientali composto di: spezie, piante e fiori, può contenere fino a 50 ingredienti.
Ne esistono moltissime varietà, ogni famiglia ha la sua ricetta che si tramanda da generazioni. A grandi linee possiamo dividerle in base al colore della miscela: Giallo con predominanza di curcuma dal sapore delicato; Rosso con peperoncino / paprika dal sapore più piccante e leggermente pungente che esalta le carni; Bruno dal colore più scuro tra il marrone e il verde (che non sono ancora mia riuscita a trovare in commercio quindi non vi so dire a cosa poterlo abbinare) …..

La Chorba ha mille ingredienti e tante varietà di carne e legumi tra cui scegliere, un piatto che riempie non solo stomaco ma anche il cuore di quei gesti e quel calore che pochi popoli ancora riescono a dare nei piatti. Se non volete seguire la tradizione potete usare la carne che preferite o farla solamente di verdure e legumi per gli amanti della cucina vegetariana, state sicuri che una volta provata sarà difficile dimenticarsi del suo profumo e di quel gusto anche una volta svuotato il piatto.

Nella chorba si può aggiungere la pastina di grano duro, si proprio la pastina quella che si da ai piccoli (ma anche ai grandi) e cuocerla in questa meravigliosa zuppa o potete servirla con del cous cous bianco cotto a vapore o secondo le modalità che preferite.

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Braciole alla Messinese ovvero Involtini di Carne

In tutti questi anni che scrivo post sul blog non ho mai parlato di una delle ricette tipiche della mia città: le Braciole messinesi, che non sono i pezzi di carne con l’osso tipici della cucina italiana, ma piccoli involtini ripieni di pangrattato condito.

Non conosco l’origine di questa ricetta e da quando si è trasformata in qualcosa di tipico per la città, sicuramente come gran parte delle ricette siciliane era un modo per usare il pane ormai indurito, grattugiandolo e insaporendolo con formaggi e spezie. Questi piccoli involtini vengono preparati a base di carne in tutte le macellerie ma ci sono tante ricette anche di pesce e di verdure e si possono preparare con mille ripieni diversi e cuocerli in molti modi, qui potete trovare qualche spunto.

Anche se io non amo la carne e i secondi piatti in genere, da buona messinese alle braciole di carne non posso rinunciare: devono essere rigorosamente con il ripieno tradizionale e se possibile cotte sul barbeque (a carbone mica a gas ;)) per essere il top.

Come per ogni ricetta tradizionale ogni famiglia ha la sua, con le proprie aggiunte e con i propri ingredienti: c’è chi spennella le fettine di carne con: burro, margarina o ancora strutto, chi mette l’aglio e chi predilige gli involtini di carne con formaggio filante o con un ripieno più saporito a base di caciocavallo e ancora chi li gradisce panati anche all’esterno e chi invece lisci, le combinazioni non mancano di certo.

Questa che vi posto è la ricetta che si usa fare a casa mia: semplice e dal sapore delicato.

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Arancini Siciliani al Ragù come da tradizione!

Vivendo alcuni mesi l’anno lontana dalla mia terra alcune cose come la cucina tipica siciliana mi mancano veramente tanto; con un amore smodato per la cucina, sopratutto quella tipica e fatta come una volta, mi cimento in tante preparazioni siciliane… ma fino ad oggi una mancava all’appello: gli arancini siciliani… si quelli classici al ragù che chiunque nel mondo è stato in Sicilia ha assaggiato gli arancini o arancine…

Chiamatele come volete ma il concetto è sempre lo stesso: ricche palline di riso farcite con ragù di carne, piselli e formaggio nella versione classica, ma ne esistono ormai con tantissime farciture dalle classiche della cucina siciliana: norma, al nero di seppia, alla rucola, vegetariano ecc per le versioni moderne … fino all’arancino dolce ripieno di crema al cioccolato o al pistacchio di Bronte …. vi lascio immaginare il risultato!!!!

Sono anni che con gli amici si parla di provare a farli, ma avendo in Famigghia la Zia Pina, la maga della rosticceria siciliana, ci siamo sempre affidati alle sue preparazioni casalinghe ma da vero chef stellato… Più volte avrei voluto chiedere alla zia Pina di preparali insieme ma fino ad ora non c’è mai stata l’occasione… Ora che sono lontana, il profumo della rosticceria, degli arancini, di tutto quello che è la mia terra mi manca.

Qualche giorno fa quando mi è stato chiesto di prepararli qui in Oltre Po, all’inizio ero un po dubbiosa ma poi mi sono lasciata convincere, spinta anche da una gran voglia di addentarne uno dopo mesi. Una vecchia ricetta spunta dal mio PC, i consigli della Zia scritti in un pizzino e in pochi minuti la lista della spesa è pronta per portare anche in Lombardia i sapori della mia Sicilia.

Il successo ASSICURATO…. tanto d ripetere la cena sicula a distanza di una settimana preparandone in abbondanza a cui ho abbinato anche un altro classico della cucina messinese i Pitoni.

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Ingredienti per 28-30 arancini

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Pappardelle all’uovo con Ragù di Manzo e Porcini

Anche se è primavera il clima è ancora pazzerello… 2 giorni fà sembrava essere arrivata l’estate… oggi diluvio… uff che tristezza…! Ho dovuto nuovamente tirare fuori dall’armadio la felpa pesante :(

A questo si aggiunge che qualcuno si sveglia al mattino dicendo … “Prepari il ragù per pranzo che non ne mangio da tanto, per favore!” ….ed ecco che ogni desiderio viene realizzato e già alle 8 le pentole sono sul fuoco per preparare un buon e morbido ragù … ma con un tocco in più: i funghi porcini…. so che sono prodotti autunnali, io li ho sempre in dispensa secchi e profumati per preparare anche fuori stagione un  risotto o dei golosi piatti di pasta….

Con ogni buon ragù che si rispetti ci vuole una signora pasta, perché non sfruttare il tempo a disposizione per preparare anche delle magnifiche Pappardelle all’uovo??? Sfortunatamente qui in Oltre Po non ho la mia magnifica macchina per la pasta Marcato, ma mi accontento di usare i vecchi metodi: mattarello e olio di gomito…. il risultato anche se più laborioso è lo stesso … e la soddisfazione di portare in tavola un buon piatto di pasta fresca è tantissima!!!!!

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Ingredienti per 4 persone

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Polpettine nel sacco… con Piselli e Pomodoro

Non posso farci nulla sin da piccola sono sempre stata stregata dalla polpette… anche se non amo particolarmente la carne nelle sue forme più varie, non mi dispiace preparare e mangiare polpette…e polpettoni in tutti i modi possibili… sarà la forma sarà il contenuto … fate un po voi!
Caso volle che qualche giorno fa riordinando la dispensa, saltarono fuori i sacchetti per la cottura in forno; Tra tutte le cose che ci sono da pulire in questa casa in questo momento (manutenzioni varie) mi manca anche il forno da sgrassare, cosi mi sono detta con il pollo e con il pesce il risultato non era cattivo e allora  proviamo anche con le polpette, un po scettica lo sono sempre non posso non ammetterlo, sopratutto quando si parla di ritrovati della tecnologia in cucina mi puzzano un po sotto il naso… io voto sempre: per cucina economica, pentole di ghisa, di ferro e meglio ancora di coccio… ma anche io mi devo adattare quindi a quelle di teflon non dico certo NO. ( Sarò nata mica nel secolo sbagliato????) e cosi fatte le polpette li ho buttate nel sacchetto con qualche altro ingrediente e lasciate li in disparte fino all’ora di cena… Ecco il risultato: le polpettine sono rimaste morbide e succose, il sughetto di pomodoro si è ben insaporito con le sue spezie creando una salsina saporita di contorno … e anche per questa volta gli esperimenti in cucina hanno portato buoni frutti… e sopratutto la cena in tavola :)! Voi che ne dite???

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