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Il Mondo della Birra Artigianale

Avevo preparato un altro post ma ho cambiato idea e oggi vi parlo di un argomento nuovo.
Sapete che non sono cosa di scrivere di eventi, al massimo vi racconto quello che ho fatto in vacanza, ma ieri ho partecipato alla 1°edizione di Sapori di Birra, manifestazione che ha preso il posto del più rinomato e conosciuto Beer Fest  in provincia di Pavia; 4 giorni di eventi, assaggi e chiacchiere, se siete in zona la manifestazione sarà attiva fino a domenica sera, al Pala Oltrepo (ex area Truffi) di Casteggio (PV). Il costo del biglietto di ingresso è 3€, il prezzo della birra la spina è uguale per tutti i birrifici partecipanti all’iniziativa potete acquistare bicchieri da 33, 25 o  scegliere le loro bottiglie.

Non è una festa della birra come possiamo leggere sul loro sito bensì una rassegna per far conoscere i micro birrifici e la gastronomia italiana. Quindi dimenticatevi della birra scadente a pochi spiccioli. Qui si beve e si beve bene mangiando di qualità.

birre 2

Siccome quando si parla di food & beverage mi illumino, leggendo sul sito ho scoperto la presenza di un area riservata a chi del bere ne fa una vera cultura: laboratori, presentazioni  e seminari sui birrifici artigianali o microbirrifici. Libri  sull’argomento presentati dagli autori o da chi per loro e con la possibilità di acquisto.

Il tema dell’incontro di venerdì sera “Birre ad alta fermentazione” a cura di Luca Grandi di Officina Eventi & Comunicazione per il progetto Birra Nostra (qui la pagina FB da visitare) se c’è una cosa che rende felice G è proprio partecipare a questi eventi (e dopo essere stati al SIMEI ho capito quanto è grande e vario questo mondo).

Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato svolto, non era una vera e propria lezione, come invece pensavo, bensì una chiacchierata tra amici, accomunati da una stessa passione per la birra artigianale, che condividono insieme le loro esperienze, certo io e G. un po bianchini se proprio vogliamo essere buoni rispetto ad altri ospiti in sala con noi, ma nonostante questo è stato bello ascoltare e imparare da tutti.

birra nostra

Non essendo una vera e propria lezione non mi sono sentita in dovere di prendere appunti, come facevo all’università, quindi quello che vi racconto è a memoria, prendetelo per buono.
Una prima chiacchierata su cosa sono i microbirrifici italiani, qualche informazione di base sui tipi di fermentazione:
– alta fermentazione – Ale,
– bassa fermentazione – Lager,
– fermentazione spontanea – birra acida.
e un po di storia sulla produzione della birra Pale Ale e delle diverse geografie
-India Pale Ale
-American Pale Ale
-England Pale Ale

Ho scoperto che definire un tipo di birra è definire uno stile, una firma che ogni birra ha (vi ho detto che ero proprio bianca sull’argomento) sapevo che ad ogni stato europeo corrispondeva un tipo di fermentazione diversa ma non certo quanti nomi sigle e informazioni possono esserci dietro una birra.
Nel mondo gli italiani sono i precursori per la produzione di birre stravaganti con aggiunta di ingredienti particolari: stagionali nel caso di frutta e fiori o altri aromi come spezie e erbe aromatiche o nuove tecniche di produzione, che rendono la birra artigianale italiana unica nel mondo.

laboratorio di degustazione

  • Degustazione

Per prima cosa mi è sembrato stranissimo assaggiare la birra in un calice da degustazione  servita da un simpaticissimo sommelier dell’ AIS nella sua uniforme.

Abbiamo assaggiato 4 differenti tipi di birre ad alta fermentazione con 4 differenti gradazioni alcoliche e 4 differenti sapori e caratteristiche. 4 birrifici: Maltus Faber, Iriense, BrewFist e della Granda. Sfortunatamente non ho i nomi di tutte, ma una è stata quella che più mi è piaciuta identificando cosi uno stile ben preciso di birra che ho adorato.

Tra le 4 la mia birra preferita è stata l’ultima degustata in stile STOUT dal colore scuro e dall’ intenso aroma di caffè e cioccolato (proprio perché nella cotta erano state usate fave di cacao e svariati malti).

Quello che mi ha sorpreso di più, che a differenza del vino dove è relativamente distinguibile al palato quanti gradi fa, con la birra trae in inganno, almeno per me. Quella birra che avrei definito leggera realmente era la più alta in gradi e viceversa quella che apparentemente scura era invece la meno alcolica.

  • Il libro

malto-luppolo-il-libro-della-birra-artigianale

A seguire vi è stata la presentazione del libro: Malto e Luppolo – il libro della birra artigianale scritto da Sivlia Kopp e proposto durante la serata da Stefano Bigoni della casa editrice L’ippocampo.

stefano bigoni

Un volume che racchiude le informazioni per la produzione della birra, un viaggio intorno al mondo attraverso le realtà dei microbirrifici artigianali e delle loro birre e per concludere qualche ricetta per creare piatti con ingrediente principale la birra e valorizzarne le caratteristiche.

  • Sapori di birra: la fiera 

birre

La fiera è una grande vetrina per tutti i micro birrifici artigianali del Nord Italia, dove potete assaporare tanti stile e varietà, birre di ogni tipo e magari portarne a casa qualcuna, se volete conoscere gli espositori e le loro proposte potete visitare il sito dell’evento.

vacanze pavesi

Gironzolando tra gli stand, siamo rimasti colpiti da questa deliziosa iniziativa: visitare il territorio pavese a bordo di una vespa e assaporare i prodotti tipici del luogo, un bellissimo modo per scoprire questo bellissimo territorio e goderne al pieno durante le giornate di sole, se siete curiosi di scoprire di cosa si tratta nel dettaglio andate qui.

listino barrique

E senza accorgersene è passata l’ora di cena lo stomaco inizia a brontolare e allora eccoci al tavolo con amici per gustare qualcosa di buono e assaporare una buona birra. Questa volta anzi ché farci trascinare dal classico panino con la salamella ho deciso di affinare le mie papille gustative in altra maniera scegliendo qualcosa di unico e delizioso direttamente da una gastronomia pugliese a me sconosciuta in centro a Pavia: la puccia pugliese con polpo alla griglia e burrata; inutile dirvi buonissimo… magari provo a rifarlo in casa!

puccia con polpo

Ad accompagnare il tutto  abbiamo scelto di provare una birra Shout perfetta per questa pietanza di un birrificio lodigiano .

birra

E dopo aver trascorso questa magnifica serata alla scoperta delle birre artigianali non mi resta che salutarvi e ringraziare tutti i nuovi amici che hanno reso possibile questa serata. Magari in un altro evento spero di ri incontrarvi per chiacchierare ancora di birre, food ed eventi.

Laura

PS. Andate vestiti con abiti 100% lavabili… altrimenti la puzza di cibo fritto /grigliato vi perseguiterà per giorni… l’unico svantaggio di una manifestazione sul cibo al chiuso.

Coach outlet

Favetta cu’i Guidi e Pani Caliatu ovvero Fave e Bietole

Vi presento una zuppa di Fave e Bietole per l’appuntamento con L’italia nel piatto, il tema per il mese di ottobre sono:

“I legumi”

In tutte le regioni italiane esistono nella cucina popolare e tradizionale ricette a base di legumi e ogni regione ha il suo legume per eccellenza, la Sicilia non fa eccezione e anzi troviamo numerosi prodotti: dalle lenticchie alle fave passando per ceci e fagioli tipici delle zone isolane, senza dimenticarci di lupini e cicerchie. Colture cosi antiche che raramente si trovano in commercio nei comuni supermercati, per averle bisogna recarsi direttamente dal piccolo produttore locale o avere una famiglia di fiducia che le coltiva.

Per questo motivo ho avuto qualche problema a scegliere la ricetta da mostrarvi, se farmi mandare da casa dei prodotti di nicchia o utilizzare quelli che si trovano in commercio con una ricetta del territorio per permettere a tutti di apprezzare in casa propria i sapori della mia terra.

Alla fine ho deciso per la seconda opzione e voglio parlarvi di una ricetta cosi semplice che risulta quasi banale, tipica delle Isole Eolie:

la Favetta cu’i Guidi

vediamo un po di cosa si tratta la “favetta” ovvero la fava secca sgusciata e i guidi o uidi: le bietole. Una ricetta delle fave e bietole è povera ma nutriente fatta con ingredienti che la terra dona tutt’oggi sulle isole.

Questa zuppa viene accompagnata con un pane tipico eoliano chiamato

pane caliatu”

esso può essere definito il pane di tutti i giorni eoliano; la parola caliatu significa secco/tostato e la ritroviamo spesso durante le feste di paese con i banchetti della calia cioè della frutta secca tostata.

Il pani caliatu non è altro che un pane biscotto che veniva preparato dalla ricottura del pane settimanale per essere consumato quotidianamente, si perché il pane fresco veniva sfornato solo una o due volte la settimana e diventava in breve tempo raffermo, a differenza “u pani caliatu” durava fino ad un mese. Questo pane è parte integrante della cucina eoliana e veniva preparato con “u livatu” cioè la levantina o pasta di riporto (un pezzo di impasto conservato per la lievitazione successiva), ancora oggi nelle isole Eolie viene prodotto e commercializzato in qualche bottega di nicchia per veri intenditori.

isole-eolie-cartina

Se andate alle isole Eolie (ME) non lasciatevi scappare le ricette con questa meraviglia e gustate ” ‘nsalata i pani caliatu” o “u pani caliatu cunzato” due ricette popolari semplicissime ma golosissime a base di pani caliatu. Trovare invece chi vi prepara la Favetta cu’i Guidi (fave e bietole) sarà un po più difficile perché i ristoranti non propongono ricette cosi semplice nonostante parte integrante della cultura popolare gastronomica dell’isola.

Se siete curiosi di scoprire le ricette degli altri blogger allora andate in fondo al post dove troverete l’elenco delle ricette per l’Italia nel piatto o visitate la nostra pagina fb.

Fave e Bietole Favetta cu'i Guidi e Pani Caliatu

Ingredienti per 4 persone

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Soba con Verdure Spadellate e Pepe di Sichuan

Soba con Verdure Spadellate e Pepe di Sichuan
Ho sempre avuto una passione per la cucina etnica, quando ho imparato cos’erano le spezie ho iniziato a farne scorta, tanto da riempire armadi e cassetti. La cucina straniera mi permette di viaggiare con la fantasia quando non posso andare lontano da casa. Ho iniziato ormai tanto tempo fa seguendo i consigli dagli parenti / amici viaggiatori e da quelli che invece in quel paese vi sono nati o vissuti. Mi hanno sempre affascinato i sapori orientali, le spezie i colori, le perfette simmetrie di alcuni piatti, cose che nella cucina tradizionale italiana badiamo poco, più presenti in quella orientale.

Prima delle ferie ho fatto incetta di noodles e salsine varie al supermercato (vi ho postato la foto su Instagram di cosa ho acquistato in un raptus di follia) e in più ho ricevuto da mio fratello e mia cognata dei pensierini dal loro viaggio di nozze: set di bacchette, noodles e the. l’imbarazzo della scelta da dove iniziare era tanto, ho deciso di preparare in casa i soba noodles per la prima volta; li avevo sempre mangiati al ristorante etnico o al take away. Ho sbirciato sui libri che ho in casa di cucina etnica e su internet qualche ricetta ma poi ho fatto di testa mia quindi se non trovate attinenza con le vere ricette orientali sapete il perchè, non me ne vogliate.

Intanto cosa sono i soba noodles? Sono dei sottili tagliolini di grano saraceno, che in oriente principalmente in Giappone, si possono mangiare: caldi in zuppa o freddi serviti come contorno alle verdure o spadellati con le verdure stesse. Si cuociono in pochissimi minuti e sono veramente saporiti, molto diversi dagli altri noodles di soja o di riso.

Io ho scelto di spadellarli velocemente con un mix di verdure e la salsa soba creando cosi un piatto vegano ma nessuno vi vieta di aggiungere qualche goloso gambero o dei pezzetti di pollo / maiale, secondo il vostro gusto personale e se siete temerari anche un pezzetto di alga.

Soba con Verdure Spadellate e Pepe di Sichuan

Ingredienti per 2 persone

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Torta di Riso con Zucchine e Cipolla di Breme e una gita in Montagna

Torta di Riso con Zucchine e Cipolla di Breme

Al rientro a casa dopo le ferie in giro per l’Italia, avevamo ancora qualche giorno di stop prima del vero rientro a lavoro, cosi abbiamo deciso di dedicarlo alla famiglia e di trascorrere un giorno con il piccolo di casa, in vacanza con i nonni in montagna. Una giornata speciale in un luogo speciale: la Valle d’Aosta, ero già stata in questa regione ma in inverno, sotto metri e metri di neve, in una bellissima baita a mangiare polenta e a sciare su lunghissime e bellissime piste de La Thuile grandi come autostrade, forse nella più bella giornata di quell’anno a detta di chi vive li, fortunata!

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Nonostante ami fare trekking non ero mai stata in montagna in estate, una stagione che solitamente dedico alla mia terra, tranne qualche tappa sul mio vulcano, ma li è tutto un po diverso. Ho scoperto un luogo meraviglioso fatto di tantissimo verde, acqua fresca che sgorga da ruscelli, laghi e animali liberi di pascolare, siamo stati in Val d’Ayas una delle prime valli giungendo in questa regione, a poco meno di due ore da casa.

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Lungo la strada per raggiungere il piccolo ma caratteristico paesino di Brousson, dove è presente l’omonimo lago e il torrente Evançon, affluente della Dora Baltea. Ho scoperto luoghi che non immaginavo potessero essere cosi diversi rispetto all’inverno. Piccole e deliziose casette curate dal tetto spiovente, balconi fioriti e portici attrezzati per serate tra amici.

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Il questo luogo i castelli sono numerosi e si trovano sparsi per tutta la valle, sfortunatamente non avevamo tempo a sufficienza per fare un giro tra di essi e visitarne almeno uno, ma ci siamo accontenti di una camminata lungo un bellissimo sentiero immerso nel verde al ridosso del torrente, di facile accesso e non troppo lungo.

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Mi capita spesso di non sapere cosa cucinare in quest ultimo periodo, sarà che ha fatto troppo caldo anche per me terrona, sarà che le verdure sanno di poco e di niente, sarà che il rientro dalle ferie è sempre traumatico, fatto sta che apro il frigo e resto a fissarlo fin ché il suono che emana mi riporta alla realtà. Ho le cipolle di Breme, le zucchine, le uova e pensavo di fare una frittata banalissima  ma confesso che io non son una grande appassionata di frittate e neanche G. Ormai è tardi per impastare e tirare una pasta brisee ma posso sempre utilizzare una base di altro tipo… che ne dite del riso????

Da siciliana se parlo di riso la mente va subito agli arancini/e (non litighiamo per come si chiamano tanto sappiamo che la sostanza è la stessa!) ma c’è anche la torta di riso al cioccolato e le sfinci di riso e qualche altra ricetta che in questo momento non ricordo. Cosi intanto che il riso cuoceva ho affettato le verdure e iniziato a spadellare. Il risultato un successone una torta di riso dolce e delicata arricchita dal mascarpone che l’ha resa cremosa, se non vi piace o non lo avete potete sempre sostituirlo con una densa besciamella fatta in casa.

Come tutti i gratinati se mangiati il giorno dopo sono ancora più buoni e questo vale anche per questa torta di riso con zucchine e cipolla di Breme. Potete servirla calda o a temperatura ambiente in tante occasioni, farne dei mini tortini usando lo stampo dei muffin o tagliandola a tocchetti  per un buffet saporito con amici vegetariani o intolleranti al glutine.

Torta di Riso con Zucchine e Cipolla di Breme

Ingredienti per 4 persone

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Spaghetti Peperoni e Alici … rotolando verso Nord: Alto Lazio e Umbria

Spaghetti Peperoni e Alici
Siamo rientrati
ormai definitivamente nella routine, ma in casa ci sono ancora tante cose da fare, come riordinare le attrezzature subacquee, quelle per il campeggio e non ultime quelle per il trekking che hanno viaggiato con noi lungo tutta l’italia.

Nel viaggio di rientro dalla Sicilia non ci siamo fatti scappare la possibilità di fare qualche altra tappa e

scoprire la nostra meravigliosa Italia.

Noi siamo dei viaggiatori normali anche se per evitare le code partiamo ad orari impensabili, in giorni di metà settimana ma quello che ci terroni dentro: carichiamo la macchina a dismisura, si! ho letteralmente saccheggiato gli armadi delle “caccavelle” di mia madre, portando con me le vecchie pentole dei miei nonni, un po di pops per le foto (per fortuna arrivati tutti interi), elettrodomestici (mia madre non li usa) e viveri: quintali e quintali di viveri. Si lo so starete pensando ma i supermercati ci sono anche al nord: ma vuoi mettere cuore di mamma che lascia partire il genero senza un quintale o due di: brioche siciliane, pesche tabacchiere, pomodorini di Pachino, cioccolato di Modica, biscotti secchi di ogni tipo e forma e dolciumi per le soste (più tutto quello che mi hanno portato mio fratello e mia cognata dal loro viaggio di nozze che spero di potervi far gustare presto).

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Fare 1200 km in un unica tirata non fa per noi e come ogni anno abbiamo deciso di dividere il viaggio in due facendo una sosta nel lazio o giù di li. Siamo arrivati sulle sponde del

Lago di Bolsena

in provincia di Viterbo nell’alto Lazio al confine con la Toscana e l’Umbria, un lago di origine vulcanica, con un paesaggio bellissimo e dei luoghi meravigliosi. Il lago di Bolsena è conosciuto in tutto il mondo dai velisti e da chi fa kait surf, per le sue condizioni climatiche perfette, ciò si denota anche per i numerosi circoli velici. Il lago offre delle isole visitabili in battello e numerose attività ricreative.

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Questo lago è ricco di vita e esiste anche un acquario a lui dedicato proprio nel paesino di Bolsena. Numerosi i campeggi che si affacciano sulle sponde del lago da cui è possibile visitare i borghi dei dintorni e godere della temperatura fresca che le sue acque regalano.

lago bolsena 2b

Mentre rotolavamo verso sud un posto mi aveva colpito e mi ero ripromessa di tornarci, scoprire che era solo a 20 km da noi è stato piacevole, cosi varcato il confine umbro siamo arrivati ad

Orvieto

una città deliziosa di cui mi sono innamorata e che voglio tornare a visitare. Arrivare in città è molto semplice ci sono due varchi con parcheggio a pagamento: in uno potete usare scale mobili scavate nella roccia o l’ascensore nell’altro il bus navetta che porta fino in centro. Una volta arrivati le indicazioni vi condurranno al Duomo magnifico e finemente decorato che svetta su una grande piazza su cui si aprono piccoli vicoli caratteristici e numerosi locali e botteghe di ceramiche tipiche della zona.

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Abbiamo scelto di fare un tour guidato per la

città sotterranea

con una guida simpaticissima di nome Rosita. Le grotte di Orvieto non erano solo dei semplici magazzini ma dei luoghi dove si lavorava. La città sorge su una rocca composta da pozzolana e tufo, gli abitanti non avendo modo di allargare le proprie attività nella valle hanno deciso di scavare sotto le proprie case (si ogni grotta è sotto la casa del suo proprietario ad una profondità di 17 mt e le volte non potevano essere più larghe di 5 mt e per la maggior parte sono senza finestre o prese d’aria) e creare dei luoghi adatti allo svolgimento delle attività esistono oltre 1400 grotte censite ma molte di queste sono private, solo due appartengono al comune che le ha fatte diventare itinerario turistico.

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Abbiamo visitato due tipi di grotte una grande molto fredda senza prese d’aria adibita a palmento/mulino/macina al cui interno è possibile scorgere ancora i pezzi e delle riproduzioni di macine e mulini per la produzione di olio d’oliva utile per l’illuminazione e in una seconda esposta invece al sole molto calda adibita all’allevamento del bestiame e del piccione da carne, un prodotto tipico della zona e per secoli ha sfamato le famiglie. Ogni famiglia scambiava i propri prodotti per procurarsi cibo acqua e altro.

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Come in ogni visita che si rispetti occorre anche appagare la pancia, sfortunatamente il nostro tempo da dedicare al cibo non era tantissimo cosi abbiamo scelto di mangiare un

panino con la porchetta e il formaggio pecorino

tipico della zona, buonissimo ma spero di poter tornare presto e assaporare un vero piatto di umbricelli.panino

In estate nel mio frigo ci sono sempre i peperoni, mi aiutano a preparare contorni veloci e saporiti senza dovermi impegnare troppo ai fornelli quando la calura è eccessiva. Io li ho sempre adorati e non ho grandi problemi a digerirli con invece sento dire a tante persone.

Lo scorso anno ho preparato con i

peperoni del contadino

tante ricette, alcune sono veramente semplici come i peperoni grigliati e conditi ad insalata, altre un po più complesse ve li avevo già postate quando vivevo in Sicilia come gli involtini di peperone.

Qualche giorno fa presa dai mille impegni (uno tra tutti ascensore fuori uso tecnico in manovra per un intera mattinata, occorreva dargli retta perchè non conosceva il palazzo) era già tardissimo e non sapevo cosa mettere in tavola per pranzo. In frigo avevo poco e niente ma una volta presi peperoni in mano la lampadina si è accesa alla velocità della luce ed ecco in pochi minuti il pranzo era pronto.

A G. è piaciuto tanto questo condimento, dolcissimo e allo stesso tempo fresco e se ve ne avanza potete anche servirlo come contorno al pasto successivo insieme del pane a bruschetta, farete un figurone.
Spaghetti Peperoni e Alici

Ingredienti per 4 persone

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Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo e un tuffo nelle Gole dell’Alcantara

Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo e un tuffo nelle Gole dell’Alcantara

Mentre preparavo questo post per l‘Italia nel Piatto ho scoperto che esistevano tantissime sagre ed eventi di cui non avevo neanche idea nella mia terra. Avevo l’imbarazzo della scelta tra i prodotti da promuovere: , dolci, verdure ma poi ho scelto il pesce; gli appunti presi in precedenza sulla frutta non sono però andati persi e il tema successivo scelto di preparare la Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo perfetta per la nostra uscita dopo la pausa estiva è:

“La frutta di settembre”

Non tutte le regioni possiedono piatti tipici con la frutta, ma tutte le regioni hanno della frutta nel territorio cosi abbiamo pensato di farvi conoscere non solo le ricette ma anche gli ingredienti che esse coltivano. Io ho scelto la Pesche del Mojo Alcantara: un prodotto buonissimo e poco conosciuto in Italia, in favore di pesche di paesi stranieri e extra UE.

Facciamo un po mente locale: la valle del Mojo si trova nel comune di Mojo Alcantara, in provincia di Messina, lungo le pendici dell’Etna al confine tra Catania e Messina, sulla riva sinistra dell fiume Alcantara.

Percorso del fiume Alcantara - Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo

Questo fiume ha scavato nella roccia lavica il suo passaggio creando sconvolgenti cunicoli e gole impetuose, le sue acque fredde di un colore smeraldo diventano limpide una volta rischiarate dal sole. Il turismo in questo luogo è altissimo e gli sport acquatici come rafting (senza imbarcazione non so come si chiama) e le visite a piedi lungo il percorso si svolgono durante tutti i mesi caldi e se amate un po di storia vi è un bellissimo museo che parla della creazione naturale di questo luogo. In inverno l’eccesso di acqua e il freddo rende le gole impraticabili ma comunque suggestive da ammirare dalla

balconata a strapiombo.

Vi sono numerosi accessi alle gole sia pubblici serviti da scale, che privati con moderni ascensori e in questi posti non possono mancare gli agriturismi e i B&B. Il molti di questi potete assaggiare le meraviglie del luogo e acquistare i prodotti che vengono realizzati come salumi e formaggi.Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo

In questa terra bellissima e poco nota grazie anche all’abbondanza delle acque provenienti dall’Etna e al sole caldo e magnifico dell’isola vengono coltivate delle pesche giganti: la pesca del Mojo ha una polpa dolce e succosa, può essere a pasta gialla o bianca, presenta la tipica peluria che al tocco emana un intenso profumo di pesca. Al primo impatto potrebbe sembrare una classica pesca “dopata” per essere resa appetibile al mercato, ma non è cosi è proprio una

varietà tipica di questa zona.

Potete consumarla semplicemente a morsi o usarla per preparare la classica macedonia di frutta mista o farcire un dolce come in questo caso: ho creato delle Charlotte al mascarpone con Pesche del Mojo, monoporzione. Ogni uso che voi scegliate di farne con questa pesca sarà un successo perché questo prodotto è di altissima qualità.

Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo

Se siete curiosi di scoprire cosa le mie colleghe dell’Italia nel piatto hanno preparato nelle loro cucine, potete visitare la nostra pagina fb o i loro blog che trovate linkati a fine post.

Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo

Ingredienti per 6 persone

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Pasta con Zucchine e Pomodori Secchi e un pizzico di Sicilia

Pasta con Zucchine e Pomodori Secchi e un pizzico di Sicilia

Lunedì di rientro, le ferie sono definitivamente finite almeno per noi! Si ritorna alla “monotonia” dei giorni lavorativi: sveglia, colazione, corse a lavoro, casa da pulire e via dicendo. Sognando già i prossimi giorni e le prossime mete. Ritornando a casa mi è capitato di perdermi tra i miei pensieri, fare cose senza neanche rendermi conto di averle fatte… questa pasta è nata cosi: ho aperto il frigo, preparato gli ingredienti e solo dopo aver messo la pentola sul fuoco per la pasta ho capito cosa stavo realmente facendo. Alle volte mi domando se sono fuori di giri o capita anche a qualcun altro? Fatto sta che la casa si è riempita di un magico profumo ed ecco comparire una ricetta nuova per mio blog: completamente vegana, e totalmente made in Sicily, semplice a base di pomodori secchi della mia terra e di capperi delle Isole Eolie e tanto tanto buona!

estate2017

Ci siamo concessi un WE tutto per noi da questo

viaggio in Sicilia

andando alla scoperta di territori incontaminati con la nostra tenda da campeggio. Rotolare verso sud non solo dal punto di vista letterario, siamo andati nel punto più a sud dell’isola, abbiamo scelto come punto di appoggio

Marzamemi,

un piccolo paesino ormai centro della movida a pochi passi da Pachino, la patria dei pomodorini, ne abbiamo comprato qualche kg da portare a casa dai miei ma aimè ne sono arrivati ben pochi, mangiati come le ciliegie appena lavati perché dolcissimi, con il loro profumo inebriante di appena raccolti.

marzamemi1

Marzamemi è un piccolo borgo di pescatori completamente rimodernato senza però perdere il sapore antico e rustico, le vecchie botteghe e le rimesse delle barche ormai abbandonate dai pescatori sono diventate il centro della vita mondana: bar, ristoranti, friggitorie e piccoli negozietti di souvenir e prodotti tipici. Quello che una volta era il luogo di lavorazione del pesce appena pescato ora è un grande

spaccio di prodotti ittici

al cui interno si possono trovare ogni leccornia a base di pesce e non solo.

marzamemi2A pochi km di distanza senza bisogno di fare troppa strada eccoci alla

Riserva di Vendicari

(sito ufficiale) creata dalla regione siciliana nel 1984; un posto magico e suggestivo dal fascino particolare. Si addentra nel sottobosco per poi aprirsi verso delle vecchie saline abbandonate.

vendicari2

Diventate la casa di Fenicotteri, Aironi e Cicogne che sostano in attesa di migrare, sono stati creati anche dei comodi punti di avvistamento per gli appassionati di fotografia naturalistica, che vi permettono di guardarli senza essere visti.

vendicari 3Il mare bellissimo è di un azzurro incantato (ma ero troppo presa a fare il bagno da non aver scattato neanche una foto) si alternano cale di roccia di tufo e distese sabbia finissima, potete scegliere tra ben

7 km di litorale meraviglioso

all’interno della riserva. Tra i resti presenti nella zona possiamo facilmente individuare la torre sveva e la vecchia tonnara chiamata Bafutu (eretta nel 700 e abbandonata nella seconda guerra mondiale) dove sono ancora visibili gli alloggiamenti per i fuochi per la lavorazione del pesce.

torresveva

Rotolando ancora più a Sud dove la terra finisce per poi far posto al Mar Mediterraneo, ci troviamo sullo stesso parallelo di Tunisi siamo arrivati a

Porto Palo.

Li la costa si divide in una piccola penisola dove possiamo trovare un infinità di cale e calette.

isoladellecorrenti

L’isola delle Correnti

è una piccolissima isola di sabbia e tufo si trasforma da isola in penisola con la bassa marea, una volta vi era un faro che indicava la rotta ai naviganti ora in disuso. Qui la forza del vento e del mare segna il territorio lasciandolo arido e desertico con un fascino tutto particolare.

portopalo

Sull’isola di Capo passero di Porto Palo possiamo vedere la fortezza spagnola che svetta fiera tra il blu del mare e il colore della terra polverosa.

Concludo questa nuova tappa in giro per

La mia Sicilia

con questa pasta che di Sicilia sa, che nasconde il sapore del sole e della terra, augurandovi di poter visitare questi luoghi incantati.

Pasta con Zucchine e Pomodori Secchi

Ingredienti per 4 persone

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Friselle con Pomodori Neri e Mozzarella di Bufala e un viaggio nella nostra Italia

Friselle con Pomodori Neri e Mozzarella di Bufala e un viaggio nella nostra Italia.
Dopo un luglio estenuante ed afoso dove tentare di accendere i fornelli è stato presso ché impossibile per tutta l’Italia si è aggiunta un interminabile fila di eventi non particolarmente piacevoli pre-ferie, quando è arrivato agosto finalmente pensavo di potermi riposare e godere un po di relax, scrivere qualche post e magari farvi vedere qualche scatto in giro per l’italia.

Ma solo oggi sono riuscita a svuotare la macchina fotografica dalle foto delle nostre prime tappe in giro per l’Italia. Rotolando verso sud abbiamo incontrato un posto meraviglioso che in provincia di Frosinone:

Isola del Liri

un piccolo paesino nell’entroterra che ho scoperto per caso un giorno su fb dopo aver fatto la prenotazione di una notte al bb; cos à di tanto speciale? oltre ad essere ordinato e tranquillo nonostante la foga estiva scoprire i meravigliosi giochi d’acqua della “Cascata grande” passeggiando per le vie  di Liri si avete capito bene, lungo la strada principale di questo delizioso paesino sarete rapiti dal rumore dell’acqua e dagli scrosci della cascata. In estate se volete potete sedervi a mangiare una buonissima pizza o degustare un aperitivo o un piatto godendovi questa vista meravigliosa e gioire della temperatura mite e fresca lungo il corso d’acqua ascoltando un po di musica.

liri

Ancora più a sud ecco il luogo magico della mia città dove

Scilla e Cariddi

si scontrano e rincorrono per godervi il magnifico gioco di correnti e vertici dall’unione dei due mari Jonio e il Tirreno, a Capo Peloro. Un posto che non ha bisogno di presentazioni e che tutti i viaggiatori che vanno e vengono dalla Sicilia hanno sicuramente notato traghettando.

capopeloro

Messina è la mia città natale,

nonostante sia una città del sud con mille e più problemi e poco conosciuta dall’occhio del viaggiatore resta un posto speciale. Distrutta quasi interamente dal terremoto del 1908 è stata ricostruita sulle sue stesse “ceneri” come una fenice diventando un posto unico per chi approda sull’Isola.

Il Duomo e il suo Campanile

interamente meccanico, uno dei più belli al mondo ogni giorno alle 12.00 e alle 24.00 esatte si mette in moto raccontando la storia della nostra città. Sapete anche che a Messina c’è la campana più grande d’Europa? Sicuramente per chi vi passa la trova una cittadine poco attraente e tanto disordinata, la stessa sensazione che ho io tornando a casa ogni volta, ma quando torno nei posti per cui vale la pena visitarla mi rendo conto quanto questa città ha da offrire ai suoi cittadini e ai suoi turisti.

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Sapete che in centro a Messina in piazza Cairoli per l’esattezza, c’è ancora un vecchio chiosco  di bibite inaugurato nel 1871 e trasferito in piazza dopo il terremoto del 1908, al suo interno  si nasconde un antica

macchina del selz.

sdrSullo stretto non può mancare la pesca tipica del

pesce spada

su imbarcazioni tipiche di nome Feluche. I pescatori avvistano il pesce spada usando l’antenna verticale mentre un altro pescatore si trova sulla lunga passerella orizzonta che sovrasta il pesce e lo arpiona.dig

Per chi ama il mare come me e G. è una tappa fissa delle nostre ferie è fare un giro in barca a vela, veleggiando fino alle

Isole Eolie, le 7 perle del Mediterraneo,

dove: terra, mare, cielo e sole si fondono insieme al vento per creare paesaggi magici e bellissimi.

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Il tramonto dal ponte della barca acquista sempre un sapore diverso, farsi il bagno in rada con questa luce ti cancella la stanchezza di una giornata per mare e ti fa sentire libero come poche cose. Che ne dite di un bagno in rada guardando le Isole, in un acqua calda e limpida da poter vedere il fondo ad oltre 10 metri di profondità? Ho cucinato anche in barca in questi giorni ma nulla di eccessivo, in estate si sa, basta poco per rendere speciale un pranzo, come una bella vista sul mare.

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Quando ho svuotato la macchina fotografica mi sono trovata scatti che non ricordavo neanche di aver fatto: ricette dimenticate (si ne ho ancora nella cartella), come questa meraviglia della cucina pugliese: Friselle con Pomodori Neri e Mozzarella di Bufala. Uno di quei piatti estivi golosissimi e buonissimi a cui è difficile dire di no.

Friselle con Pomodori Neri e Mozzarella di Bufala e un viaggio nella nostra Italia

Ingredienti per 4 persone

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