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Spezzatino di Manzo con Verdure

Se frequentate il mio blog avrete capito che non sono un amante della carne (ma non sono vegetariana): non mi piace mangiarla spesso e non mi da soddisfazione cucinarla, alle volte non mi cimento neanche nel prepararla lasciando questo compito ad altri. Tuttavia G. mi chiede di preparagli qualcosa (lui è un carnivoro nato) e non posso tirarmi indietro dopo che lo costringo per settimane intere a mangiare verdure in tutte le salse e cotture e questa volta è il turno dello spezzatino di manzo con verdure.

Cosi arrivati al reparto macelleria scegliamo insieme cosa e come cucinarla per poter acquistare tutti gli ingredienti necessari e non trovarmi poi a casa a non avere questo o quello. In autunno/inverno senza dubbio le cotture preferite sono quelle lunghe e pucciose, che ti riscaldano il pancino quanto torni a casa da lavoro; così non deve mancare il pentolone di bordo sul fuoco (sono diventata bravissima a farlo prima o poi vi spiego come e vi do la mia ricetta!) e ogni tanto comprare anche il tegame con lo spezzatino di manzo con verdure o qualche altro esperimento come avete potuto notare qui.

Nonostante non ami la carne dello spezzatino di manzo con verdure mi piace l’intingolo da bagnarci il pane, le verdure e il sapore che prendono una volta che tutti gli ingredienti sono mescolati insieme; dunque per questo spezzatino di manzo con verdure ho scelto di usare  tantissime verdure fresche e surgelate (un pò quello che mi ritrovo tra frigo e dispensa) piselli, carote e le immancabili patate; troppa roba?? Il risultato mi è piaciuto un sacco e cosi ho deciso di postarvi come ho fatto.

E voi come lo preparate lo spezzatino di manzo con verdure? Avete qualche trucco particolare? Cosa ci mettete insieme: polenta, pane o riso??

spezzatino di manzo con verdure

Ingredienti per 4 persone

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Sarde a Beccafico alla Palermitana

Se mi seguite sulle instagram stories avrete visto che ho passato un intera mattina a pulire pesce: Alici e Sarde, si lo so li potrei comprare già eviscerati e aperti a libro ma per me non è la stessa cosa; a differenza delle altre persone a me piace sentire l’odore del pesce sulle mani, toccarlo e coccolarlo. Il pesce è un dono prezioso e spesso lo maltrattiamo, me compresa, con cotture sbagliate e intingoli dimenticandoci il suo vero sapore. Per questo ho scelto di preparare un piatto tipico della mia terra le sarde a beccafico.

Alici e Sarde sono tra i miei pesci preferiti, semplici, poveri, ma cosi ricchi di gusto e di sapore di mare; nella mia cucina non verranno mai chiamati poveri, ricordo ancora tanti anni fa’ un convegno dedicato al pesce azzurro intitolato il pesce negletto; durante quell’evento accademico c’erano coniugate le mie due grandi passioni: il mare e la cucina, ho imparato tantissime cose di cui ancora oggi faccio tesoro e ho mangiato per la prima volta le Sarde a Beccafico.

Sono parecchi anni che vivo al nord ma le mie tradizioni sono ancora ben radicate in me, oltrepassando la porta di casa mia il profumo che si respira è prettamente siciliano (con qualche accenno di Sardegna): negli arredi, nei profumi e nella ingredienti in dispensa, fari e conchiglie che adornano le pareti e le mensole della casa, come fare un tuffo in una casa al mare a 80 km da esso.

Mi sono accorta però che su queste pagine mancava una ricetta top in Sicilia le sarde a beccafico, un secondo piatto di pesce ricco e saporito (ho fatto varianti diverse di questa ricetta ma mai quella vera con tutti gli ingredienti come la tradizione vuole ed eccomi a porre rimedio). Grazie a questo raro incontro avuto per caso con le sarde al banco del pesce (qui si trovano raramente) vi posso lasciare la ricetta di pesce più conosciuta della tradizione isolana e una tra le più amate dai palermitani, se gli ingredienti non vi sono nuovi e vi ricordano qualcosa andate a leggere questi e vedrete come la cucina siciliana ha un grande filo conduttore.

Sarde a Beccafico

Ingredienti per 4 persone

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La Büseca ovvero la Trippa alla Milanese con i Fagioli

Quando vivevo in Sicilia non avrei mai pensato di cimentarmi in una preparazione del genere, lo confesso io non ho mai mangiato la trippa e non l’ho neanche mai cucinata, ma a tutto c’è rimedio. Mentre giravo per le corsie del supermercato in cerca di qualcosa da mettere a tavola per cena (circa 30 minuti di tempo per prepararla e con pochissime idee in testa) ho pensato di acquistare quella giù pronta per G. ma quando l’ho guardata nella sua mono porzione con il nome Trippa alla Milanese mi ha dato tanto l’impressione delle vaschette che servono negli ospedali con la plastica termosaldata e ho avuto un attimo di remora, poi il mio occhio è caduto appena pochi cm più in la dove c’era invece la vaschetta della macelleria di trippa affettata e pronta da cuocere (era appena stata confezionata) e cosi senza pensarci l’ho infilata nel carrello.

G. la adora e dato che qui in Lombardia è finalmente arrivato l’autunno mi sono detta facciamo questo esperimento e prepariamo uno dei suoi piatti preferiti e io mi faccio delle belle scorpacciate di zucca che viceversa lui non mangia.

Eccomi a cimentarmi nella preparazione di questo piatto tipico lombardo:

la Büseca o Trippa alla Milanese

c’è chi la definisce primo piatto, chi secondo io direi più che altro che è un piatto unito e sostanzioso da accompagnare con del buon pane per fare la scarpetta. Al suo interno ci sono verdure, legumi, brodo di carne e lei la regina: la trippa. La ricetta l’ho presa dalla mia amica Chiara di “Kucina di Kiara“, era uno dei piatti per l’uscita di febbraio 2015 dell’Italia nel piatto, il nostro gruppo di cucina regionale a tema se vi interessa scoprire ogni mese le ricette delle 20 regioni italiane iscrivetevi alla nostra pagina fb, prima del mio arrivo nel progetto.

A differenza di quanto pensavo cucinare La Büseca o la Trippa alla Milanese con i Fagioli è semplicissimo, niente di più di uno spezzatino di manzo. E’ però una di quelle preparazioni che deve cuocere a fuoco dolce per parecchie ore, uno di quei piatti che una volta veniva preparato sulle cucine economiche a legna per intere giornate, oggi abbiamo altri mezzi come le Slow Cooker- Pentola elettrica a cottura lenta. Ma ammetto che avendo abbastanza tempo da trascorrere in casa utilizzo spezzo il  Tegame in ghisa per questo genere di preparazione mi danno la sensazione di focolare.

Ho fatto solo una piccola modifica voluta da G. cioè aggiungere a metà cottura circa le croste di parmigiano a pezzettini che lui ritiene essere fondamentali per il sapore finale del piatto (non so se sia legata all’infanzia o alla tradizione lombarda o a quella sarda).

Se siete degli estimatori di trippa non mi resta che invitarvi a provare questa ricetta della trazione e magari scrivetemi anche come la preparate voi la trippa in casa o nella vostra regione.

La Büseca ovvero la Trippa alla Milanese con i Fagioli

Ingredienti per 5 persone

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Polpette di Cous Cous e Zucca Speziate

Qualche settimana fà vi ho postato la ricetta del cous cous con le verdure, il mio confort food, vi ho detto che il cous cous per me è un salva cena in tantissime occasioni; avete mai pensato di inserirlo nell’impasto delle polpette? A me è già capitato qui e oggi vi spiego come ho preparato queste deliziose polpette di cous cous e zucca speziate.

In questo periodo dove la zucca in casa non manca mai (quest’anno ne ho fatto veramente tanta scorta) e credo che sia un alimento che da tante soddisfazioni ma come ogni cosa o sia ama o si odia: io la amo. Ma dopo un po’ preparare sempre le solite ricettine stanca cosi ho deciso di preparare delle semplici polpette di cous cous e zucca ma allo stesso tempo sfiziose e buonissime.

Come sapete sono una patita delle spezie quindi ho abbondato, voi potete anche ometterle e sostituirle con delle semplici erbe aromatiche, il risultato vi assicuro sarà altrettanto buono e goloso.

Vi propongo numerose varianti di panatura (classica e vegana) e di cottura (fritte e al forno) cosi da poter attentare tutti i palati che passano a trovarmi e magari stuzzicare la vostra fantasia e creare le vostre polpette di cous cous e zucca speziate preferite.

Polpette di Cous Cous e Zucca Speziate

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Pollo e Patate allo Za’atar in padella

Quando ho ricevuto questo mix di spezie per la prima volta non sapevo cosa fosse, la persona che me lo regalò a stento ricordava il nome esatto, poi ho scoperto il suo profumo e me ne sono innamorata. Lo Za’atar (o zaa’thar o zathar o zaatar) è un mix di erbe e spezie libanese, si usa come il nostro insaporitore per condire le verdure o per il pollo o semplicemente strofinato sulla pasta della focaccia per farne una deliziosa pietanza da condividere con i commensali. Avete mai provato il Pollo e Patate allo Za’atar in padella?

Io lo uso per insaporire un po di tutto e il suo profumo riempie la casa di magia, una ricetta che preparo abbastanza spesso è il pollo e patate allo za’atar semplicissimo buonissimo e perfetto per grandi e piccini, ne avevo fatto tempo fa una versione della stessa ricetta utilizzando i sacchetti da forno (qui) e una versione con i porri qui.

Questa versione in padella è veramente deliziosa e a G. piace tantissimo che spesso si trova a fare la scarpetta nell’intingolo profumato, ho provato a farla anche nel tajine dove viene buonissima ma sfortunatamente il mio si è crepato e non ho avuto modo di acquistarne uno nuovo.

Pollo e Patate allo Za'atar in padella

Ingredienti per 4 persone

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Torta di Riso con Zucchine e Cipolla di Breme e una gita in Montagna

Torta di Riso con Zucchine e Cipolla di Breme

Al rientro a casa dopo le ferie in giro per l’Italia, avevamo ancora qualche giorno di stop prima del vero rientro a lavoro, cosi abbiamo deciso di dedicarlo alla famiglia e di trascorrere un giorno con il piccolo di casa, in vacanza con i nonni in montagna. Una giornata speciale in un luogo speciale: la Valle d’Aosta, ero già stata in questa regione ma in inverno, sotto metri e metri di neve, in una bellissima baita a mangiare polenta e a sciare su lunghissime e bellissime piste de La Thuile grandi come autostrade, forse nella più bella giornata di quell’anno a detta di chi vive li, fortunata!

lago_brusson

Nonostante ami fare trekking non ero mai stata in montagna in estate, una stagione che solitamente dedico alla mia terra, tranne qualche tappa sul mio vulcano, ma li è tutto un po diverso. Ho scoperto un luogo meraviglioso fatto di tantissimo verde, acqua fresca che sgorga da ruscelli, laghi e animali liberi di pascolare, siamo stati in Val d’Ayas una delle prime valli giungendo in questa regione, a poco meno di due ore da casa.

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Lungo la strada per raggiungere il piccolo ma caratteristico paesino di Brousson, dove è presente l’omonimo lago e il torrente Evançon, affluente della Dora Baltea. Ho scoperto luoghi che non immaginavo potessero essere cosi diversi rispetto all’inverno. Piccole e deliziose casette curate dal tetto spiovente, balconi fioriti e portici attrezzati per serate tra amici.

laura_brusson

Il questo luogo i castelli sono numerosi e si trovano sparsi per tutta la valle, sfortunatamente non avevamo tempo a sufficienza per fare un giro tra di essi e visitarne almeno uno, ma ci siamo accontenti di una camminata lungo un bellissimo sentiero immerso nel verde al ridosso del torrente, di facile accesso e non troppo lungo.

brusson 1

Mi capita spesso di non sapere cosa cucinare in quest ultimo periodo, sarà che ha fatto troppo caldo anche per me terrona, sarà che le verdure sanno di poco e di niente, sarà che il rientro dalle ferie è sempre traumatico, fatto sta che apro il frigo e resto a fissarlo fin ché il suono che emana mi riporta alla realtà. Ho le cipolle di Breme, le zucchine, le uova e pensavo di fare una frittata banalissima  ma confesso che io non son una grande appassionata di frittate e neanche G. Ormai è tardi per impastare e tirare una pasta brisee ma posso sempre utilizzare una base di altro tipo… che ne dite del riso????

Da siciliana se parlo di riso la mente va subito agli arancini/e (non litighiamo per come si chiamano tanto sappiamo che la sostanza è la stessa!) ma c’è anche la torta di riso al cioccolato e le sfinci di riso e qualche altra ricetta che in questo momento non ricordo. Cosi intanto che il riso cuoceva ho affettato le verdure e iniziato a spadellare. Il risultato un successone una torta di riso dolce e delicata arricchita dal mascarpone che l’ha resa cremosa, se non vi piace o non lo avete potete sempre sostituirlo con una densa besciamella fatta in casa.

Come tutti i gratinati se mangiati il giorno dopo sono ancora più buoni e questo vale anche per questa torta di riso con zucchine e cipolla di Breme. Potete servirla calda o a temperatura ambiente in tante occasioni, farne dei mini tortini usando lo stampo dei muffin o tagliandola a tocchetti  per un buffet saporito con amici vegetariani o intolleranti al glutine.

Torta di Riso con Zucchine e Cipolla di Breme

Ingredienti per 4 persone

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Sarde Fritte alla Siciliana e Giorni da Ricordare

Sarde Fritte alla Siciliana

Eccomi… come vi avevo accennato qualche giorno fa ho avuto dei giorni intensi: tante cose da fare, preparativi varie e inconvenienti dell’ultimo minuto (macchina fuori uso). Mi sono assentata qualche giorno per tornare sulla mia isola, dai miei cari, dal mio mare per un avvenimento di famiglia importante… un matrimonio: il mio fratellino si è sposato! Io sono felicissima di ciò, nonostante non sia un appassionata di matrimoni, ho fatto da testimone a questa unione e ho pianto anche tanto! Per noi questo era un momento speciale, vivendo tutti lontani, ritrovarsi sotto lo stesso tetto è stato fantastico, potersi abbracciare e stare semplicemente seduti a chiacchierare è tutta un altra storia che usare la tecnologia. Sfortunatamente la vacanza è durata pochissimo ed eccomi nuovamente in Lombardia tra le mille faccende da fare e i problemi da risolvere della quotidianità, con in gola già un nodo che si chiama

NOSTALGIA!

Riguardando le foto di quel giorno cosi importante per noi, voglio raccontarvi qualcosa. Il matrimonio tra A&V era a tema nautico tutto è stato scelto in funzione di ciò, compreso il luogo del ricevimento sullo Stretto di Messina! I colori banco e il blu, era presente ovunque dagli inviti alle decorazioni della torta e persino sui testimoni (4 persone che senza saperlo scelgono lo stesso punto di blu senza essersi messi d’accordo).

matrimonio

Tutto molto classico ma per niente monotono (tanto meno pacchiano come invece qualcuno si aspetta da un matrimonio del sud). La chiesa scelta è la più antica di Messina, è resistita al devastante

terremoto del 1908

dove tutta la città fu rasa al suolo. La particolarità di questa chiesa è la posizione: quasi due metri sotto il manto stradale, è molto piccola ma deliziosa. Uno dei punti di interesse storici della città.

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Il ricevimento si è svolto in una magnifica villa con vista meravigliosa sullo Stretto di Messina,  la cena? Ma tutta a base di

ricette tipiche siciliane

e ricca di prodotti del nostro territorio: dall’antipasto al dolce, un cannolo ci sta sempre, (c’è chi ne ha mangiati 5!); gli antipasti serviti sul prato si suddividevano in numerose aree tematiche: pesce fritto, del polpo, dei formaggi e salumi tipici locali e degli antipasti freddi adatti a tutti i gusti (persino per vegani, celiaci e intolleranti vari). La cena al tavolo perfetta, illuminati dalla luna piena e dalle candele a base di vongole, pasta alla norma e pesce spada. Il buffet di dolci è stato un tripudio per tutti i gusti dai dolci tipici a quelli moderni, i

confetti con 15 varietà

diverse e la favolosa torta nuziale (crema e cioccolato!) della nostra pasticceria dell’infanzia.

torta

Musica e divertimento fino a notte fonda per tutti gli ospiti giovanissimi e da ogni parte del mondo:

5 le lingue parlate!

Gli sposi sono stati bravissimi ad organizzare il tutto vivendo comunque lontani da Messina, persino il pullman per portare gli ospiti in giro per la città e raggiungere comodamente i luoghi scelti.

Queste brevi ferie sono servite anche a rivedere i parenti più cari, gli amici e conoscere i nuovi arrivati <3, fare un tuffo nelle acqua cristalline e fare una scorpacciata di cose buone da mangiare. muricello

Ho riempito le valigie di ogni ben di dio: dolci, conserve, formaggi e mi sono riempita la pancia di ogni leccormia, nonostante il tempo fosse poco non è mancata una capatina al

mercato del pesce e dal fruttivendolo

a comprare frutta e verdura di stagione, che per me ha tutto un altro profumo. 

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Durante i nostri 4 giorni in Sicilia sono riuscita a far assaggiare a G. le costardelle, chiamate nel resto d’Italia agugliette sono un pesce poverissimo (Scomberesox saurus) che viene utilizzato per pescare. Si dice che le costardelle che attraversano lo

Stretto di Messina

siano speciali, di un dimensione piccola rispetto a quelle che trovate in tutti gli altri mari e dolcissime. Da bambina io ne ho fatto grandi scorpacciate, da anni è diventato difficile trovarle in favore di prodotti di importazione spagnoli di taglia grande e dal sapore amaro. Quando G. le ha viste ne è rimasto affascinato e ho proposto di mangiarle per cena, ha letteralmente divorato una scodella nonostante qualche remora nel mangiare il pesce intero con tutte le spine (si stacca la testa e si svuotano le viscere). Non ho pensato a farmi qualche foto di questa succulenta cena sicula di famiglia.

Quando siamo tornati dal nostro viaggio eccoci a fare nuovamente la spesa al grande ipermercato della zona con del tristissimo pesce di allevamento ma G. ha adocchiato delle sarde freschissime, e mi ha detto non saranno costardelle ma almeno sono fresche, e come mi è stato consigliato nel post dei cannoli

IO SONO TERRONA E FRIGGO

ho deciso di urlarlo a gran voce friggendo pesce in centro città per preparare le Sarde Fritte alla Siciliana! Realmente questa ricetta non era nata per essere postata, non ho preparato foto carine ma semplicemente scattato con il cellulare. mentre eravamo seduti a tavola a goderci il nostro balconcino apparecchiato per l’occasione (non sarà vista mare ma almeno è vista giardino). Ma erano cosi buone che ho pensato di farvi vedere un po di quella che è la Sicilia, di sapori poveri ma buonissimi che tutte le famiglie dovrebbero provare.

Ricordatevi che per un buon fritto asciutto ci vuole tanto olio, non esagerate con sale e limone non servono in dosi massive, il resto lo fa tutto il pesce fresco del nostro Mar Mediterraneo per gustare un buon piatto di Sarde Fritte alla Siciliana!

Sarde Fritte alla Siciliana

Ingredienti per 4 persone

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Insalata di Tombarello e Patate

Insalata di Tombarello e Patate

Se vieni in vacanza o per lavoro in  Sicilia imparerai che la nostra terra ha tanto da offrire: cultura, arte, tradizione e soprattutto buon cibo… Su ogni costa della mia isola il pesce la fa da padrone a tavola, ne sono un grande esempio le numerose ricette che potete trovare a base di pesce/molluschi/crostacei su questo foodblog.

Il tema di luglio per L’italia nel piatto:

Estate con sagre, fiere e mercati

per me è speciale, la mia terra è piena di eventi che parlano di cucina, per diffondere il piacere dei sapori mediterranei ai turisti e proprio durante il mesi estivi le manifestazioni si moltiplicano, alle sagre e alle fiere si aggiungono anche le feste padronali, le rievocazioni cittadine e le tradizioni, e ogni sera in ogni angolo di Sicilia ci sarà qualcosa per cui vale la pena far festa.

Scegliere uno degli eventi non è stato semplice, ma alla fine dopo una lunga selezione ho scelto di parlavi della Sagra del Pesce di Pozzallo (RG), manifestazione gastronomica più antica ed importante della Sicilia (insieme al Cous Cous fest di San Vito lo Capo): la tradizionale frittura di oltre 5 tonnellate di pesce, numerosi i piatti a base di pesce e molluschi il tutto accompagnato da musica e tradizioni rendono questa festa unica e indimenticabile. Se volete scoprire le ricette delle mie amiche/colleghe in giro per l’Italia andate in fondo al post

Insalata di Tombarello e PatateOra che vivo lontano dalla mia isola sento molto la mancanza del pesce, ma non sempre si trova nel mercato/supermercato vicino casa e non sempre si trova a buon prezzo ma qui però occorre svelare un arcano: il buon pesce non deve per forza essere pesce pregiato o costare tanto, si per buon pesce intendo quello: sano, fresco e saporito, ricco di nutrienti e sopratutto buono, che viene dal  

Mare Nostrum: il Mediterraneo.

Alle volte il buon pesce è nascosto nell’angolo più remoto della pescheria e spesso non viene neanche preso in considerazione, in favore di specie provenienti all’Oceano Indiano e dall’Atlantico apparentemente pregiate ma che di fresco hanno solo il ghiaccio che li circonda, e di sano solo un vago ricordo (non voglio entrare nello specifico, inoltre avete idea di quanto mercurio e piombo vi sia in questi prodotti che amabilmente le signore danno ai loro pargoli per mangiare loro del “buon pesce”?) mille volte meglio una “misera” si far per dire sardina che una fetta di filetto di salmone o pangasio, vi consiglio di pensarci quando vi trovate in pescheria, e magari acquistare del pesce come il tombarello per preparare una deliziosa Insalata di Tombarello e Patate.

Insalata di Tombarello e Patate

Parliamo del nostro pesce povero:

Il tombarello – Auxis thazard 

è un pesce pelagico appartenente alla famiglia Scombridae comunemente chiamati scombroidi a cui fanno capo anche: scombri, palamita, alalunga e tonno. Presenta una mascella allungata e pinna della coda con forma di semi-luna ben sviluppata, è di colore: blu sul dorso e argento sui fianchi, si pesca principalmente in estate, con reti o con canna.

Il tombarello è molto simile al tonno, ma viene spesso snobbato e lasciato sui banchi, il suo prezzo cosi competitivo (mai al di sopra dei 10€) tanto che sembra che ne svaluti le qualità organolettiche, i suoi valori nutrizionali sono eccellenti molto simili a quelli del tonno rosso, parente nobile:

Valori nutrizionali per 100 g:

Calorie 177 Kcal
Proteine 24,2 g
Grassi 6,29 g

Il tombarello può essere cucinato in tantissimi modi: bollito, in umido, alla griglia o anche della buonissima e freschissima tartaree, ricordatevi però che il pesce che viene consumato crudo va prima abbattuto in congelatore/abbattitore.

Ho scelto una ricetta semplicissima l’Insalata di Tombarello e Patate tipica della cucina povera siciliana, delle famiglie di pescatori, che tutti nella vita dovrebbero provare: il pesce ad insalata che secondo me non ha bisogno di altro che non di un buon bicchiere di vino siciliano. La casa si riempie del profumo del Mediterraneo e il piatto di sapori di mare genuini.

Insalata di Tombarello e Patate

Ingredienti per 4 persone

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