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Conchiglie al Finto Ragù con Pomodori Datterini

Ho deciso di preparare un buon sugo per condire la pasta, si un buonissimo ragù ma finto. Si avete capito bene: finto ragù è una ricetta vegetariana/vegana perfetta, saporita e sopratutto sana.

Il finto ragù è ottimo per il pranzo di tutti i giorni, per i bambini e senza però rinunciare ad un piatto di pasta goloso, come del resto il ragù di lenticchie che ho preparato qualche tempo fa. Quando G. è arrivato a casa e ha sentito il profumo è venuto in cucina curioso di sapere il menù per il pranzo, ma appena ho detto “ho fatto il finto ragù vegetariano!” ecco comparire sul suo volto un punto interrogativo, ma una volta seduti a tavola… si è ricreduto e mi ha chiesto il bis.

Potete prepararne in quantità e surgelarlo in comode porzioni da usare all’occorrenza, potete usarlo per condire pasta fresca o preparare le lasagne o se vi stuzzicano anche gli anelleti palermitani vegetariani, io ho scelto di accostargli una pasta che non uso spesso: le conchiglie, come le pipe, mi piace come i pisellini e le altre verdure si incastrino in questo formato, e il sugo si adagia nella deliziosa conca. Ho scelto di usare i pomodori datterini perché sono dolcissimi e rendono questo sugo una vera poesia che con la mente mi porta in estate e al sole di casa.

Se avete una pentola di coccio il risultato sarà il top,  non resta che mettere il sugo sul fuoco e farlo cuocere piano piano per far riempire la casa del profumo di tradizione con il vostro finto ragù.

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Ingredienti per 4 persone

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Tiella con Patate e Origano

Vi capita mai di affaccendarvi tra i mille impegni e arrivare all’ora di pranzo/cena senza aver in mente nulla da mettere a tavola…? A me spesso … Il più delle volte apro il frigo / frizzer e vedo cosa pesco, altre sono gli odori che mi danno l’ispirazione…. quando ho voglia di sentire i profumi del mio sud, allora sicuramente l’origano è la prima erba aromatica che esce dal cassetto… gli altri ingredienti arrivano da soli… e il gioco è fatto.

Ho preparato più volte le tielle pugliesi: quella con riso, patate e cozze qui e quella con carciofi e patate qui che meraviglia di bontà e profumo, ma non avevo mai pensato di poter preparare un contorno veloce e goloso ideale per tante occasioni. Praticamente una volta infornata si cuoce da sola, giusto un occhiatina ogni tanto e il gioco è fatto.

Un piatto adatto in tante occasioni e sopratutto in tutte le stagioni, provate a prepararla anche con i pomodori freschi, FAVOLOSA! Potete servirla come contorno ad un secondo piatto di carne o di pesce o semplicemente come secondo piatto vegetariano. Noi lo mangiamo spesso sia caldo che appena tiepido e per chi lo gradisce potete aggiungere anche un pizzico di peperoncino, che gli da quello sprint e quel sapore in più.tiella patate (16)b

Ingredienti per 2 persone

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Polenta Taragna alla Valtellinese

Quando ero piccola ogni inverno trascorrevamo una settimana in montagna con famiglia e a amici; ogni anno la meta era sempre diversa e piano piano abbiamo girato numerose località sciistiche del nord Italia, una più bella dell’altra. A quell’età per me il cibo era cibo potevo solo dirvi se una cosa mi piaceva o meno, solo successivamente ho scoperto la mia passione per esso, e ricordo che molte cose erano nuove e buonissime tanto da volerle mangiare nuovamente una volta tornata sull’Isola. A quel tempo e vivendo in Sicilia molti ingredienti non si trovavano facilmente in commercio come: polenta di grano saraceno, i pizzoccheri e il pane di segale tipico della Valtellina. E tutte le volte le valigie si riempivano oltre che dei classici souvenir di qualche ingrediente nuovo: un pacco di pizzoccheri, un dolce, un formaggio o semplicemente un vasetto di marmellata locale.

La polenta per il nord Italia sopratutto per i paesi di montagna è il pane quotidiano, al posto della pasta per accompagnare sughi con verdure o di carne come vi ho raccontato qui , esistono milioni di polente diverse: a base di mais e altri cereali e con macine di grana diversa. Quella taragna è molto particolare: rustica e saporita perché composta da grano saraceno e mais integrale; al suo interno si possono notare le cariossidi macinate dei chicchi che gli conferiscono una consistenza particolare in bocca ma molto piacevole. Ormai è diventata abbastanza comune nella grande distribuzione e potete trovarla già miscelata in tutti i supermercati di svariate marche e nelle botteghe del bio per un prodotto di nicchia, e credo di averla intravista anche in versione a cottura rapida.

Preparare questa ricetta è semplicissimo, gli ingredienti sono pochi, indispensabile oltre alla polenta taragna è il formaggio casera, tipico del luogo, che mescolati insieme rendono un piatto povero buonissimo e gustoso  a cui difficilmente poter resistere. E’ un piatto molto ricco e può essere consumato in bianco o essere accompagnato da condimenti a base di carne di manzo/ selvaggina o verdure, secondo il vostro gusto personale.

Ho optato per condirne metà con uno spezzatino e la restante mangiata al bianca che ho apprezzato tantissimo perché si possono distinguere bene il sapore della polenta e quello del formaggio casera e apprezzare la rotondità del burro.

Prima che possiate dire: “Ma ci vuole una vita a farla cuocere!” vi posso assicurare che ho usato una pentola antiaderente con coperchio (lo so, le signore valtellinesi a leggere questa cosa potrebbero avere un mancamento) e una volta aggiunto il burro va da sola e non si attaccha al fondo della pentola, ma solo mescolata di tanto in tanto… e se ve ne avanza un pò non buttatela versatela su un piatto o in un vassoio, livellatela e lasciatela indurire e una volta soda ripassatela su una padella dal fondo liscio per qualche minuto, servitela come stuzzichino o contorno in tavola per accompagnare salumi e sott’olio.

polenta taragna (30)b2Ingredienti per 4-5 persone

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Polpette di Zucca Berrettina

Zuccaaaaaaaaaaaaaaaaaa finalmente! Dopo tanti primi piatti ecco uno sfizioso secondo vegetariano. Da quando mi sono trasferita al Nord il mio consumo di zucca si è praticamente ridotto quasi annullato, si sembra strano dato che qui le zucche vengono coltivate in ogni dove, ma sono l’unica a mangiarla e spesso dover cucinare due pietanze diverse sporcare il doppio delle pentole ecc ecc. non mi fa proprio piacere.

Una cosa che ho notato che se surgelo la zucca cruda a differenza di altre verdure, diventa spugnosa e in cottura si sfarina facilmente quindi difficile poi da gestire e cosi anzi ché riempire il frizzer di cubetti ho optato per preparare qualcosa di pronto all’uso. Ne preparo in quantità industriali in un unica volta e la surgelo come ho fatto con vellutate e tortelli.

Ma mangiare la zucca quando viene direttamente dall’orto di un conoscente, sicuramente bio e cresciuta con cure e amore, ha tutto un altro sapore, ecco comparire la zucca berrettina una zucca dell’otre po, come vi avevo già accennato qui lo scorso anno, con la sua forma di berretto di prete, con buccia spessa e polpa soda è dolcissima (quasi nauseante!) ma che si presta per preparare tantissime ricette: come le polpette di zucca;

Una versione semplicissima e golosa, perfetta per i vegetariani e per chi adora la zucca come me, e se volete renderle perfette per gli irriducibili onnivori ci sono tanti modi per arricchirle con un sapore coinvolgente: aggiungendo piccoli dadini di formaggio saporito per avere un cuore filante ad ogni morso o listarelle di speck affumicato o golosi dadini di pancetta per gli non disprezza l’affumicatura.

Lo confesso, di queste polpette di zucca ne ho fatto una scorpacciata sono perfette per preparare deliziosi aperitivi servendole insieme ad una salsina fresca e delle olivette, che smorzano il dolce di questa deliziosa zucca altrimenti come secondo piatto semplicemente accompagnata con un insalata di lattuga o mista. Scegliete voi come più vi stuzzica.polpette zucca (19)b

Ingredienti per 4 persone

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Tagliatelle Guanciale e Funghi Porcini e una giornata alle Terme

Eccomi di nuovo qui con voi…. Mi sono presa un attimo di pausa dalla vita di tutti i giorni per passare del tempo con G, lontano da casa, dalla routine e dagli impegni… Abbiamo scelto come meta un luogo, non tanto lontano da casa, ma veramente fantastico: le rive del bellissimo Lago di Garda per l’esattezza Sirmione; il nostro programma di viaggio era prima di tutto all’insegna della parola RELAX.

Un giornata alle Terme Aquaria o più conosciute come Terme di Sirmione.  Vasche interne ed esterne di acqua calda naturale di origine sulfurea (37°C), bagni di vapore e saune alle diverse temperature, percorso vascolare, docce emozionali, argillarium, stanza del sale, della musica, del giorno e della notte … tutto questo in una parola rigenerante! Siete liberi di girare tra le vasche (interne ed esterne) e la SPA come meglio crediate passando da un luogo all’altro o scegliere di fare uno dei tanti circuiti proposti gratuitamente o di farvi coccolare con massaggi mirati (da prenotare). Le terme vi forniscono tutto il necessario: accappatoio, telo, cuffia, bagnoschiuma per la doccia, creme e asciugacapelli; voi dovrete solo portare costume (sceglietene uno semplice, senza inserti in metallo e magari scuro se non volete che l’acqua sulfurea lo rovini) e ciabattine di gomma. All’ingresso vi viene dato un bracciale/orologio elettronico che vi permetterà di accedere ad un guardaroba Hi-tec: dovrete inserire i vestiti, scarpe e borse in una sacca in dotazione, inserirla in un nastro girevole che lo manderà al deposito, quando dovrete prendere qualcosa basta passare il vostro bracciale sul lettore e la vostra sacca in pochi minuti può essere ritirata; questo bracciale vi servirà per registrare gli acquisti fatti al bar interno (dove potete tranquillamente pranzare vista lago e con prezzi onesti) che salderete poi all’uscita. Ricordate prima di entrare in vasca di togliere gioielli in argento o metallo non prezioso, lo zolfo contenuto nell’acqua li rovinerà, solo l’oro è esente da tale reazione.

Per ripulire i gioielli in argento o altro materiale anneriti dalla reazione chimica con lo zolfo ho trovato, su internet, un valido rimedio. Prendete un contenitore di vetro/pirex abbastanza capiente per contenere i vostri averi, rivestitelo con un foglio di alluminio da cucina e cospargete un pugno di sale grosso/fine. Disponete i gioielli sul fondo a contatto con l’alluminio e versate dell’acqua calda. Questa reazione chimica si chiama pila chimica, è un ossido-riduzione: l’argento perde l’ossido trasferendolo all’alluminio che a sua volta risulterà opaco.

Non ero mai stata alle terme fino ad ora, confesso che all’inizio ero scettica, ne sono rimasta entusiasta; dopo quasi 5 ore nell’acqua calda alternata da bagni di vapore e idromassaggi vari, nuotate all’esterno e percorsi vascolari mi sono sentita una persona nuova, una pelle liscissima e con meno strascichi dell’influenza e sopratutto rilassata. Vi consiglio vivamente di provare almeno una volta nella vita, io non vedo l’ora di tornarci, (se volete vi spiego come risparmiare nell’acquisto del biglietto di ingresso); Se avete la possibilità optate per un giorno infrasettimanale, sicuramente meno frequentato e più silenzioso, cosi da potervi godere al top le terme.

Abbiamo concluso la serata con aperitivo e cena in riva al lago, un giro per il magnifico borgo prima di andare a dormire in un carinissimo appartamento dentro le mura; per due giorni abbiamo fatto i turisti armati di macchina fotografica, passeggiando per le piccole vie completamente ristrutturate, i moli e i parchi gustando gli scorci che questo posto ci ha regalato.IMG_5756bNoi ci definiamo eterni girovaghi, amiamo scoprire le meraviglie della nostra Italia cosi prima di tornare a casa abbiamo deciso di fare un altra tappa: un giro per le vie di Cremona, non conoscevo questa piccola città, non tanto distante da dove viviamo, ne sono rimasta estasiata, oltre ad essere ordinata e graziosa nasconde tra le sue vie tantissime meravigliose botteghe di pasticceria, di sartoria e di mastri liutai. A differenza di tutti i centri storici ormai colonizzati dalle grandi marche qui si trovano ancora i negozi di una volta con deliziose vetrine arricchite da articoli vintage, magnifici dolci e delizie di ogni tipo;  siamo riamasti affascinati dal magnifico Duomo, con la torre e il suo battistero. Sfortunatamente il sole stava per tramontare, e il museo dei violini era ormai prossimo alla chiusura, ora di tornare verso casa ma sicuramente presto torneremo per scoprire nuove meraviglie di questa nostra terra.

IMG_5799bTorniamo in cucina …. Da qualche settimana ho trovato al supermercato il guanciale,  nonostante sia un prodotto italiano tra i più buoni trovarlo non è semplice. Guanciale = spaghetti all’amatriciana. Si! Spaghetti avete letto bene, la vera ricetta non è a base di bucatini come invece in molti sono convinti, compresa io fino a qualche giorno fa, (spero di postarvela mostrare a breve) ma con gli spaghetti, niente aglio ne cipolla (ecco altro punto dolente e una diatriba lunga secoli) solo 3 ingredienti per gustarne un piatto sapore morbido e delicato, molto diverso dalla ricetta preparata con la pancetta.

La ricetta che vi lascio è molto semplice, ma buona da impazzire, uno di quei piatti con cui fare il bis e magari dare una ripulita al piatto con un buon pezzo di pane fatto in casa. Sicuramente qualcuno avrà da criticare gli ingredienti come giù è capitato in passato, ma questo blog è fatto di ricette casalinghe. La mia cucina è per persone come me che devono far conciliare gli impegni, i figli (o nipoti), il lavoro e la casa… senza però dimenticarsi il sapore del buon cibo.

Non ci resta che mettere sul fuoco la pentola per la pasta e la padella per il sugo e in pochi minuti tutta la famiglia sarà a tavola per gustare un piatto buono e saporito che potrete riproporre in tante occasioni da un pranzo della domenica ad una cena dell’ultimo minuto con amici. Ho usato delle tagliatelle fatte in casa, ma potete tranquillamente usare quelle del supermercato fresche o secche o qualunque altro tipo di pasta preferite, questo sugo si sposerà comunque benissimo.

tagliatelle guanciale e porcini (18)bIngredienti per 4 persone

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Tagliatelle all’uovo con Ragù alla Bolognese

Quando io e mio fratello eravamo piccoli, mia madre lavorava molto e per tutta la settimana, ma nonostante questo il cibo preparato in casa c’era sempre, molte delle cose che ho imparato a cucinare hanno il suo zampino: ricette semplici, zuppe e sughi per condire la pasta di tutti i giorni da fare in pochi minuti.

La domenica e nelle feste, invece era tutta un altra storia, come in tutte le famiglie italiane, si preparavano i piatti speciali, quelli che richiedono più tempo, come le lasagne o i cannelloni al sugo (non li mangio da secoli), indispensabile per preparare questi piatti era mettere sul fuoco per tempo il ragù di carne alla bolognese da far cuocere per ore e ore. 

Il mio ricordo di infanzia è un pentolone colmo con il coperchio semi aperto che bolliva bolliva bolliva…, ogni tanto bisognava andare a girarlo (un operazione che chiunque passasse in cucina faceva in automatico), guardare a che punto era arrivata la cottura e eventualmente correggere il tiro in corso d’opera. Il profumo inebriava la casa per tutto il giorno e poi da quel pentolone spuntava fuori il pranzo della domenica da gustare tutti insieme.

Oggi, dopo molti anni, anche per me fare il ragù alla bolognese è diventato un rito importante che sa di casa, insieme al sugo che cuoce lento per ore e ore, non deve mancare mai la pasta fresca all’uovo, che essa sia tagliatella o lasagna; il profumo del sugo sul fuoco è indispensabile per rendere un giorno speciale la domenica e le feste come il Natale e la Pasqua. Sogno di poterlo cucinare in una grande pentola di ghisa, con il suo coperchio pesante, che spero presto di acquistare.

Il ragù alla bolognese che cuoce mi porta alla mente tanti ricordi come un turbinio di emozioni. Quel profumo che quando lo senti sai già cos’è, che gusto ha e come è fatto; che non ha bisogno di presentazioni ne convenevoli. Nonostante lo prepari con gli stessi ingredienti, con la sua ricetta lo prepari con cura e con amore, con amore lo assaggi e lo mescoli aggiungendo un pizzico di sale e magari una punta di noce moscata non avrà mai però il sapore di quello della mamma.

Una cosa che ho preso da mia madre e comunque dalle donne del sud: le quantità, il cibo non deve mai mancare e quando le cose sono buone si mangiano ancora più volentieri, cosi quando metto sul fuoco il pentolone di ragù alla bolognese come minimo ci mangiamo in 1000…, no scherzo ma almeno in 10 sicuro! La pasta deve essere ben condita, la scarpetta finale per ripulire il tutto è come un rito.Tranquilli non mangiamo ragù alla bolognese per 7 giorni di fila, con quello che avanza poi preparo le mie porzioni da 2 (130-150g) e le surgelo per quando non so cosa cucinare o suona alla porta un ospite inatteso, fanno sempre comodo.

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Ingredienti per 6 persone

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Polenta Rossa del Ticino e Salsiccia

Quando arriva l’inverno ecco comparire nel menù di casa la polenta, noi la mangiamo sempre volentieri sia semplicissima al pomodoro (come la preparava la nonna di G.), con i funghi, il gorgonzola e con sughi più elaborati come in questo caso.

Anche i muri sanno che non è un piatto tipico siciliano, ma almeno una volta l’anno da bambina compariva sulla tavola della domenica, non avevamo paiolo di rame e tanto meno la cultura di stare a mescolare per un ora, quindi usavamo quella precotta; a quel tempo c’era un solo tipo di farina per polenta istantanea, ma per me il risultato era più che eccellente, un piatto che non mangiavamo tutti i giorni. Mia madre la preparava (l’ha fatta anche lei in settimana!) con questo stesso sugo che a noi piace tanto.

Una volta entrata nel mondo del food blog e conoscendo virtualmente cucine di tutti gli angoli d’Italia ho scoperto i tantissimi tipi di polenta: gialla, integrale, bianca, taragna, saracena ecc ecc. Quando sono arrivata al nord ho imparato (passatemi il termine) a cucinare la vera polenta, non sarò mai come una massaia lombarda a girare la polenta nel paiolo di rame sul fuoco vivo del camino con il mestolo di legno per un ora, ma me la cavo.

Qualche tempo fa andando al mulino a comprare le farine per il pane e la pizza a Pavia ho scoperto che nella nostra zona la polenta tipica è quella rossa del Ticino, poco conosciuta e difficile da reperire fuori dalla zona, sono poche le aziende agricole che la coltivano e si trova solo in alcuni negozi di nicchia o direttamente al mulino che la macina;

Non sono un esperta di polenta ma dopo averne provate alcune sono tornata a comprare questa,  la trovo molto saporita e cremosa (come piace a me!), perfetta per accostarla con tanti sughi diversi e da mangiare semplicemente come pane quando ne avanza un po.polenta e salsiccia (3)b

 Ingredienti per 4 persone

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Radiatori con Salsiccia e Verza al Finocchietto

Eccomi, buon 2017! Si lo so sono passati ormai 10 giorni da capodanno. Ma io sono quella che arriva sempre in ritardo a tutto, non sono sparita, non ero al sole a godermi il caldo ne in montagna a godermi la neve, bensì a letto con l’influenza che non mi ha mollato per più di una settimana, come credo almeno una buona parte degli italiani. Dal 29/12 febbre alta, sinusite, tosse e vi risparmio il resto…

Ancora a distanza di tempo porto strascichi fastidiosi…. un orecchio non ha voglia di sturarsi e non ci sento e il mio olfatto e moltooooo attenuato o meglio funziona a momenti: di punto in bianco sento tutte le puzze del mondo e poi spariscono. Ho le allucinazioni???? Nonostante io non abbia cosi tanta fame (ma non mi spiego come nonostante il digiuno forzato ho messo su qualche altro kg) dobbiamo pur mangiare…

Sabato siamo andati a fare la spesa dal contadino, le dimensioni delle verdure sono sempre XXL, la verza come i cavolfiori raggiungono dimensioni spaventose e per questo ne basta una per cucinarci tantissime ricette. Solitamente acquistiamo la verza chiara, quella liscia esternamente e dal torsolo duro ma piacevole anche crudo, da poter preparare in insalata o cotta.

Di solito con metà preparo l’insalata tagliata praticamente a velo e aggiungendo le alici sott’olio a pezzettini e un buon quantitativo di aceto, nel mio caso balsamico o presunto tale e giusto un pizzico di sale.

Quando arrivi alla terza insalata, e fuori si gela, non ne puoi più ma devi consumare la povera verza prima che annerisca e non sia più buona da mangiare. Ecco una volta affetta abbiamo l’imbarazzo della scelta per preparare tantissime ricette: risotto, pasta, pizzoccheri, zuppa… ad ognuno la sua variante.

Oggi è il turno della pasta… una semplice pasta asciutta ma molto molto golosa. Si prepara in pochi minuti e il successo arriva da solo. G. ha apprezzato e per questo sicuramente la ri proporrò a tavola durante quest’inverno. Magari accoppiandola con una buona pasta fresca fatta in casa.pasta_salsiccia_verza-22bIngredienti per 4 persone

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