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Melamangio la torta di mele di Stefano Laghi

Sapete che non sono un appassionata di dolci, nonostante li mangi e li cucini ne posti pochi perché non sperimento mai troppo lontano dal mio naso. Preferisco cucinare il salato, esprimermi con i prodotti che sanno della mia casa. Ma c’è una ricetta che fa subito infanzia, che fa subito casa, che tutte le famiglie indistintamente preparano appena arriva l’autunno… Sto parlando della torta di mele, mia madre non ne hai mai fatto un vanto della sua cucina ma ricordo mia nonna che la preparava con la cannella. Quella della nonna dei miei cucini invece la ricordo speciale tanto che da qualche parte ho anche la ricetta della torta della Nonna Maria.

Ma nell’ultimo periodo mi sono appassionata alle creazioni che vedo in giro a dolci meravigliosi e ho deciso di affidarmi alle mani di qualcuno che di pasticceria ne conosce tanto scegliendo di preparare la sua torta di mele. La famosissima torta di mele di Stefano Laghi: MELAMANGIO.

Il nome sa di buono, di una cosa a cui non puoi resistere e lo confesso anche io non ho resistito e nonostante non ami la torta di mele ho voluto provare anche io a farlo, sono andata al supermercato ho comprato le mele e le ho anche mangiate a crudo, voi non ci trovate niente di strano ma per me è tanto strano… non le amo! Questa torta di mele è facilissima, pochi ingredienti e sopratutto semplicissima nei passaggi. Vi assicuro che è buonissima e per dirlo io che non vado pazza per le torte di mele.

Ho preso la ricetta direttamente dalla pagina fb di Stefano Laghi, li potete trovarne altre anche senza glutine o correre in libreria ad acquistare i suoi volumi di recente produzione, cosa che farò al più presto.

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Ingredienti per una tortiera grande 

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Tiramisù Pastorizzato in Jar

Per tutta la mia vita ho provato una sola ricetta di tiramisù quella di mia madre. Presa da una vecchia enciclopedia di cucina a volumi. Ricordo ancora il titolo del volume: “il formaggio”, quando ero bambina trovavo assurdo che uno dei miei dolci preferiti fosse fatto con il formaggio, di solito il formaggio si usa per altro, poi se paragonato ai sapori forti dei formaggi siciliani capite bene la mia reticenza. Passati gli anni l’ho fatto cosi tante volte che ricordo quella ricetta a memoria, senza bisogno di controllare le dosi, la faccio ormai cosi meccanicamente che anche G. l’ha imparata a fare e devo dire con un discreto successo. La mia cognatina V. tutte le volte che mi vede e si parla di dolci mi dice sempre che con la ricetta del tiramisù va sul sicuro e fa un figurone.

Avevo provato qualche settimana fa la crema al mascarpone di Montersino (qui) sapete di chi parlo, uno dei pasticceri del momento e l’ho usata per preparare questo dolce, e me ne sono innamorata cosi mi sono decisa a provarla nel tiramisù ed eccomi qui, con una nuova ricetta buonissima del tiramisù! Non è opera mia ma vi assicuro che vale la pena farlo e rifarlo parecchie volte.

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Ingredienti per 8 persone

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Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo e un tuffo nelle Gole dell’Alcantara

Mentre preparavo questo post per l‘Italia nel Piatto ho scoperto che esistevano tantissime sagre ed eventi di cui non avevo neanche idea nella mia terra. Avevo l’imbarazzo della scelta tra i prodotti da promuovere: frutta, dolci, verdure ma poi ho scelto il pesce; gli appunti presi in precedenza non sono però andati persi e il tema successivo scelto per la nostra uscita dopo la pausa estiva è:

“La frutta di settembre”

Non tutte le regioni possiedono piatti tipici con la frutta, ma tutte le regioni hanno della frutta nel territorio cosi abbiamo pensato di farvi conoscere non solo le ricette ma anche gli ingredienti che esse coltivano. Io ho scelto la Pesche del Mojo Alcantara: un prodotto buonissimo e poco conosciuto in Italia, in favore di pesche di paesi stranieri e extra UE.

Facciamo un po mente locale: la valle del Mojo si trova nel comune di Mojo Alcantara, in provincia di Messina, lungo le pendici dell’Etna al confine tra Catania e Messina, sulla riva sinistra dell fiume Alcantara.

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Questo fiume ha scavato nella roccia lavica il suo passaggio creando sconvolgenti cunicoli e gole impetuose, le sue acque fredde di un colore smeraldo diventano limpide una volta rischiarate dal sole. Il turismo in questo luogo è altissimo e gli sport acquatici come rafting (senza imbarcazione non so come si chiama) e le visite a piedi lungo il percorso si svolgono durante tutti i mesi caldi e se amate un po di storia vi è un bellissimo museo che parla della creazione naturale di questo luogo. In inverno l’eccesso di acqua e il freddo rende le gole impraticabili ma comunque suggestive da ammirare dalla balconata a strapiombo.

Vi sono numerosi accessi alle gole sia pubblici serviti da scale, che privati con moderni ascensori e in questi posti non possono mancare gli agriturismi e i B&B. Il molti di questi potete assaggiare le meraviglie del luogo e acquistare i prodotti che vengono realizzati come salumi e formaggi.Gole-alc

In questa terra bellissima e poco nota grazie anche all’abbondanza delle acque provenienti dall’Etna e al sole caldo e magnifico dell’isola vengono coltivate delle pesche giganti: la pesca del Mojo ha una polpa dolce e succosa, può essere a pasta gialla o bianca, presenta la tipica peluria che al tocco emana un intenso profumo di pesca. Al primo impatto potrebbe sembrare una classica pesca “dopata” per essere resa appetibile al mercato, ma non è cosi è proprio una varietà tipica di questa zona.

Potete consumarla semplicemente a morsi o usarla per preparare la classica macedonia di frutta mista o farcire un dolce come in questo caso: ho creato delle Charlotte al mascarpone con Pesche del Mojo, monoporzione. Ogni uso che voi scegliate di farne con questa pesca sarà un successo perché questo prodotto è di altissima qualità.

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Se siete curiosi di scoprire cosa le mie colleghe dell’Italia nel piatto hanno preparato nelle loro cucine, potete visitare la nostra pagina fb o i loro blog che trovate linkati a fine post.

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Ingredienti per 6 persone

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Torta con Mousse allo Yogurt, More e Lamponi

Siete già partiti per le vacanze o aspettate la settimana di mezza estate per le vostre meritate ferie??? Avete già preparato le valigie o fatto l’elenco delle cose da portare con voi? Io ho già riempito la borsa di cianfrusaglie indispensabili oltre alle mie numerose creme solari (si sono una siciliana anomala che si brucia al sole), lozioni per i capelli, libri e la fotocamera digitale Panasonic per immortalare ogni momento della giornata con tante foto. Vi prometto sempre che vi mostrerò qualcosa delle mie ferie ma poi non so mai scegliere le foto e riuscire a descriverle e ne metto giusto due o tre per raccontarvi qualcosa che non sia solo inerente alla cucina ma vi assicuro che ne scatto molte di più.

Qualche giorno fa quando finalmente i nostri turbolenti w.e. si sono placati siamo riusciti a vederci con degli amici C.&S. e accettare il loro invito a cena, ma a una due condizioni: niente sbattimento in cucina e io porto il dolce! Deve essere un momento di relax per tutti, ma so bene che non è mai cosi e sono la prima che si agita solo per preparare una torta. Conoscendo la loro passione per la cucina sapevo che avrebbero cucinato per giorni, ma date le temperature estive non era il caso di sciogliersi ai fornelli: ho mangiato/divorato degli antipasti buonissimi (magari qualche ricetta ve la svelo più avanti) e per la prima volta il il pollo in cottura sous vide (ma quella vera!). Io ho scelto di preparare una torta senza cottura con una Mousse allo Yogurt con la mia frutta estiva preferita: more e lamponi (qui potete trovare un altra ricetta buonissima con le more) che credo si sia sposata egregiamente con le pietanze preparate.

Questa torta fredda nasce con il solo scopo di NON ACCENDERE IL FORNO: una classica base di biscotto e una mousse fredda allo yogurt, il tutto senza cottura. La decorazione con i savoiardi e un semplice nastrino la rende elegante e composta (io ho volutamente evitato di lucidare la frutta perché non sono un appassionata di gelatine ma voi potete scegliere di completarla come meglio credete) e perfetta per essere trasportata. La ricetta è semplicissima e in pochi minuti il vostro delizioso dolce sarà pronto, ricordatevi solo di far posto in frigo per ospitarla.

Non vi resta che correre al supermercato per comprare i pochi ingredienti che la compongono e preparare la  torta con mousse allo yogurt more e lamponi per le vostre cene estive e stupire gli amici.

Per ovvi motivi non ho postato la fetta di torta, ma vi assicuro che si scioglieva in bocca e la temperatura fresca ne faceva apprezzare ogni cucchiaiata.

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Ingredienti per 6-8 persone

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Cannoli Siciliani e Diario di una Terrona Emigrante

Credo di aver scritto questo post almeno 5 volte (non scherzo!), non per la ricetta e ne per le foto quelle erano pronte da tempo, ma per il contenuto dell’introduzione una volta era troppo forte quasi viscerale, un altra non parlava di me e via discorrendo, forse questa è quella buona che lo vedrete on line!

I cannoli siciliani sono il dolce indiscusso della tradizione isolana, a base di ricotta di pecora sapientemente lavorata fino a diventare una crema leggera e vellutata, dal sapore tondo e ricco, dalla consistenza cremosa ma ben strutturata. Perfetta per riempire le bucce: delle cialdine fritte sottili di pasta al marsala, profumate e croccanti. I cannoli siciliani vanno riempiti solo poco prima di essere mangiati, perché la cialda perde velocemente la sua croccantezza, diventano floscia e poco gradevole.

In Sicilia ogni pasticceria/famiglia ha la sua ricetta, la sua variante, il suo decoro, chi li preferisce con le gocce di cioccolato, chi con i tipici canditi, chi con granella di pistacchi o nocciole e chi con la sola crema di ricotta. Ricordo ancora la prima volta che provai a farli in casa, i trucchi svelati dal un pasticcere, il sapore di quella ricotta artigianale, il profumo delle bucce, non avevo ancora il blog, si vi sto parlando di tanti anni fa.

Non li preparo spesso in casa, sopratutto se sono in Sicilia, si fa prima a comprarli ma qui al Nord la parola cannolo è tutto e niente… spesso c’è anche una gran confusione nella testa delle persone che non sanno neanche cosa stanno addentando. Cosi ho deciso di prepararli in casa e di godermi un vero cannolo siciliano fatto a regola d’arte.

Caro Diario,

Inizio ad avere nostalgia della mia terra, ho passato al Nord tutte le ricorrenze, lontano dalla mia famiglia, dalle mie tradizioni (se non vivete lontano da casa per più di un anno consecutivo non saprete mai cosa si prova e non è solo il cibo), per noi del Sud le festività vengono scandite a tavola, con i piatti tipici: la frutta martorana per i morti, i panini di cena (da non confondere con i panini per gli hamburger) per la settimana santa, la pasta ncaciata per il lunedì di pasquetta con le braciole alla messinese cotte sulla brace; arancini, pitoni, focaccia e ancora un infinita di cose buone da servire in ogni momento. La tavola è solo un intermezzo, una scusa per trascorrere il tempo, rivedere i parenti e raccontarsi, rilassarsi e per un giorno non pensare alla frenesia tipica delle giornate lavorative. Ho colto l’occasione di una cena e ho preparato i miei amati cannoli, per sentirmi più vicina a casa per ricordare i giorni in famiglia, per sentire il profumo della mia terra, ma a quanto pare sono stata l’unica a coglierne il valore del mio impegno ai fornelli… al commento “li posso comprare all’Esselunga!” mi è crollato il mondo! 

Quando si dice che gli isolani hanno un rapporto stretto con la loro terra è proprio vero, quando si parla di mal d’Africa, io riesco a capirlo per me è Mal di Sicilia. Quando vivi lontana da casa ci sono due categorie di emigranti: quelle che dimenticano la propria terra integrandosi ad usi e costumi del luogo dove sono andati a vivere, perdono l’accento e smettono di sentirsi terroni negando le proprie origini e poi ci sono quelli, come me, che sentono maggiormente il legame con l’isola, come un cordone ombelicale e ne soffrono, che non vedono l’ora di ritornare a casa.

Vivere in Oltre Po tra Lombardia, Piemonte, Liguria e Emilia, all’inizio sembra sempre tutto facile, tutto bello come in ogni nuova avventura… Conosci persone nuove, ti fai nuovi amici, visiti posti nuovi, diversi. Nonostante tutto ci sono giorni che svegliandomi vorrei essere in Sicilia… guardare il mio mare scintillante e bellissimo, e invece sono qui: dove vengo trattata come un emigrante del Sud da beffeggiare.

Nel 2017 devo sentire ancora questo: friggi = terronata, ma la cotoletta alla milanese viene cotta mica al vapore????? broccoli/cavolfiore/cime di rapa= terronata; andare ad un matrimonio in vestito lungo o in completo = terronata (Grazie Don Antonio quello che succede nel tuo castello ora è lo stereotipo dei matrimoni del sud Italia), certo perché voi andate i jeans e le scarpe da tennis???? magari per una festa di compleanno non certo per un matrimonio. Potrei continuare e scrivere fino a sera ma si capisce  che il senso della parola terronata è sempre lo stesso: dispregiativo, capisco la differenza fra umor e disprezzo, insistendo nel fare battute con un finto accento siculo quando non si sa parlare neanche l’italiano. 

Sono fiera di essere una terrona, delle mie origini, degli insegnamenti e valori che  mi sono stati dati, amo la mia terra, la mia gente,  non amo essere presa in giro cosi (del resto nessuno lo ama), da gente che a questo punto reputo con scarsi valori, scarsa cultura e scarsa integrazione in una parola SCARSI e fa ancora più male sentirlo dire da persone vicine.

La cucina, una delle forme di amore più pura che esista verso chi si ama: cosi metto a tavola quello che più mi fa sentire a casa per condividere i sapori e i profumi: il pesce, gli agrumi, il finocchietto, i capperi, un bicchiere di buon vino delle isole Eolie. Friggo arancini, panelle e cannoli, mescolo kg e kg di ricotta e li condivido con gli amici del Nord che apprezzano e grazie a loro allevio la lontananza dalla mia isola, dalla mia famiglia e dai miei amici d’infanzia!

A dimenticavo la prossima volta che decido di friggere cannoli, arancini e polpette di melanzane, l’invito a cena sarà per chi apprezza veramente me e la mia terra… Voi altri andate a comprarli all’Esselunga… !

Laura
una terrona emigrante

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Ingredienti per circa 25 cannoli medi

(diametro coppa-pasta 9 cm)

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Charlotte ai Frutti di Bosco

Tempo di dolci… a distanza di pochi giorni dal 10° compleanno del blog, abbiamo festeggiato il compleanno di G. come doveroso che sia, toccava a lui a scegliere la torta; ma come ogni anno mi ha solo dato degli ingredienti tra cui scegliere: frutti di bosco/ lamponi e panna tanta panna, si lui è un degno sostenitore delle panna e delle consistenze cremose: budini, bavaresi, panna cotta, creme caramel ecc ecc praticamente tutti quei dolci dove devi affondare il cucchiaio. Cosi ho deciso di preparare un dolce con un cuore morbido e coccoloso con i suoi ingredienti.

Io mi riduco sempre all’ultimo a fare le cose ed eccomi a correre (letteralmente) al supermercato più fornito (che potevo raggiungere a piedi) per la spesa degli ingredienti che mi servivano per preparare la sua torta di compleanno: una meravigliosa Charlotte con i frutti di bosco con guarnizione ai Lamponi e panna montata.

Come vi ho già detto se per il salato vado a naso/palato con i dolci ho sempre il terrore di far danno di non bilanciare lo zucchero e la quantità di crema (questa volta ho avuto il dubbio di quanti g. di gelatina/colla di pesce andasse nella crema per ottenere la consistenza cremosa di una mousse) ma devo dire la verità prepararla è stato veramente semplice.

Come altrettanto semplice e stata farla fuori, tanto che non sono rimaste fette per farvi una foto degna di essere postata… una scattata al volo con il telefonino. Anche il piccolo di casa ha gradito la Charlotte ai frutti di bosco leccandosi direttamente il piatto, golosone della zia!!!!

Sicuramente la preparerò nuovamente per una nuova ricorrenza e magari riuscirò anche a mostrarvi una bella foto dell’interno nell’attesa vi consiglio di provarla perché è tanto semplice quanto buona è perfetta come ricette dolci estivi!

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Ingredienti per 10 persone
(stampo diametro 22-23 cm)

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Buon compleanno Profumo di Sicilia… 10 Anni di Blog con la Torta Giulio

Buon compleanno Profumo di Sicilia,
Buon Compleanno caro blog!

Sono passati già 10 anni da quel giorno, quando un po per caso un po per noia ho aperto il foodblog, ho iniziato per scambiare con gli amici virtuali e non le ricette che preparavo in casa, poi pian piano ecco comparire anche gli estranei, che poi sono diventati amici virtuali con cui scambiavi chiacchiere e commenti. Fino ad ora non ho mai festeggiato un compleanno ma 10 anni sono un traguardo importante in un mondo dove tutto cambia velocemente. Chi l’avrebbe mai detto che dopo 10 anni sono ancora qui a scrivere le mie ricette e voi a tenermi compagnia.

In questi 10 anni ne sono successe di cose: ho cambiato piattaforma, ho cambiato cucina, ho cambiato città e anche io ho 10 anni in più rispetto a quando ho iniziato a scrivere.  Ne sono cambiate di cose in 10 anni: ho cucinato tante ricette, ho imparato ad usare la pasta madre, a fare il pane in casa e ne ho rotto di piatti e di elettrodomestici e combinato un sacco di guai.

In questi 10 anni tanti blog hanno aperto e altrettanti hanno chiuso, il mondo del food è diventato più popolare in tv e sul web, e proprio il web è diventato grande, fare le ricerche è diventato più immediato e non occorre avere pile di riviste e libri in cucina anche se diciamolo niente da più soddisfazione che passare il tempo rilassandosi sul divano e sfogliare la cellulosa.

Raramente posto ricette di qualcun altro, nonostante io le prepari nella mia cucina (sai falsa a non ammetterlo). Ma questa volta voglio fare un eccezione per questo blog compleanno importante e  farvi vedere quanto è in una parola strepitosa questa torta.

Tutti conoscete il mastro pasticcere cioccolataio famosissimo in Italia Ernest Knam, lui ha preparato questo dolce e lo ha chiamato con il nome di uno dei suoi figli: Giulio. Questa torta golosissima è composta da: una frolla al cacao, una base di caramello muo salato e una ganache al cioccolato fondente…. una bomba calorica di bontà!

Quando ho iniziato a prepararla ero terrorizzata, replicare un dolce cosi importante… ma vi assicuro che invece è molto molto semplice da fare….occorre rispettare bene i tempi di riposo e ricordarsi solo di stare a dieta qualche giorno prima e dopo averla assaggiata. Ma se dobbiamo fare uno sgarro meglio farlo bene e per una ricorrenza importante.

Io in pasticceria non sono per niente brava, faccio i dolci per il piacere di farli, ma non sempre riescono come spero. Ma con questa torta è stato un amore a prima vista: esplosione di gusti e sapori mentre la preparavo; ho imparato a fare il caramello mou e un guscio di frolla quasi perfetto di cui vado molto fiera.

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Ingredienti per una torta diametro 20 cm
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Torta Mimosa al Moscato

Iniziare Marzo con il sole che splende, quando il meteo portava pioggia e con una ricetta speciale, una torta, la mimosa il simbolo dell’8 marzo la festa delle donne! Non sono un appassionata di questa festa, sin da bambina l’ho sempre vista come una festa commerciale e poco veritiera, e poi diciamocelo le donne vanno festeggiate tutti i giorni dell’anno e ogni giorno lottano per avere gli stessi diritti!

Ma  questo dolce mi piace veramente tanto, é anche  la preferita di G. cosi tempo fa l’ho preparata in casa per il suo compleanno. Quando mi sono cimentata per la prima volta non vi dico quanti dubbi: se si smonta e se cola e se non sta in piedi…. invece un successone: è rimasta intatta, non è colata, è piaciuta a tutti ed è sparita in un lampo, tanto velocemente che avevo completamente rimosso di fotografarla ed ormai era tardi una volta svuotato il piatto erano rimaste solo briciole.

Per la cena della vigilia di Natale ho deciso (all’insaputa di tutti) di fare un dolce, ma che dolce??? Niente cioccolato (perché per l’indomani ne avrei preparata una tutta cioccolatosa, magari al prossimo giro vi posto anche quella), ricotta? pistacchi? red velvet cake? La torta mimosa è quello che fa al caso mio e sopratutto si lascia mangiare sempre volentieri e si accosta con tante pietanze, mica dobbiamo prepararla solo in primavera.

Ora è arrivato il mese delle mimose e quale migliore occasione per gustarla nuovamente; vi assicuro che preparare la torta mimosa è veramente semplice e richiederà poco più di un ora di tempo. Ho voluto sperimentare cosa significa fare le cose per bene, seguendo i consigli dei mastri pasticceri italiani è ho misurato le temperature con il termometro da pasticceria.

Ho usato ricette semplici e facili da preparare in casa, ma esistono tantissime varianti di pan di Spagna e di crema pasticcera/diplomatica. Potete preparare la torta mimosa in tantissimi modi e arricchirla come preferite, aggiungendo il liquore o la frutta che amate o quella di stagione. La mia versione preferita della torta mimosa è con il moscato, parola d’ordine la semplicità senza dimenticarsi di gusto e genuinità.

Vorrei fare una precisazione per non andare in confusione: in Italia la crema diplomatica viene chiamata anche crema Chantilly: un composto ottenuto dalla miscelazione di crema pasticcera e panna montata zuccherata; da non confondere però con la crema Chantilly francese che è composta da panna montata zuccherata aromatizzata alla vaniglia.

Non conosco tutta la storia della crema Chantilly e di come una volta attraversate le Alpi si sia modificata ma mi fido delle parole dei mastri pasticceri italiani.

La ricetta originale della crema chantilly francese fu creata da Francois Vatel nel XVII secolo. Vatel fu pasticcere al servizio del sovrintendente alle finanze del regno di Francia Fouquet e poi presso il principe di Condè. La prima testimonianza dell’invenzione della crema chantilly risale al 18 giugno 1784 in uno scritto della baronessa d’Oberkirch, parlando di questa crema dall’inimitabile leggerezza, la migliore utilizzata per farcire e decorare dolci. Cosi fu battezzata in onore della residenza Chantilly  del principe di Condè.

Da Non solo zucchero Vol 1 I. Massari 

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Ingredienti per 6-8 persone

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